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Economia

Il bookmaker russo 1XBet sponsor della Lega di calcio di Serie A: l’anno scorso il contratto fu rescisso. Ma è compatibile con il “Decreto dignità”?

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Da una parte si cerca di capire se c’è compatibilità con il Decreto dignità, dall’altra se davvero non sarà presente in Italia il nuovo ma “vecchio” sponsor della Lega di calcio di Serie A e cioè il bookmaker russo 1XBet. Si perché nonostante le polemiche dell’anno passato che portarono alla rescissione del contratto con la società russa, oggi 1XBet è diventata International Presenting Partner della Serie A italiana di calcio.

La notizia viene pubblicata da AgiPro, l’agenzia di stampa su giochi e scommesse: Interregional Sports Group – la società di intermediazione che lavora per il bookmaker russo – ha annunciato che “1XBet è stata nominata International Presenting Partner della Serie A dal 2018 al 2021, con un accordo valido per l’Europa, l’Africa, il Medio Oriente, il Nord Africa e le due Americhe. Grazie ai termini dell’intesa, il logo di 1xBet sarà presente nella grafica dello streaming di tutte le partite di Serie A trasmesse sulle piattaforme comprese nell’accordo e nei contenuti di presentazione dei match”.
La russa 1xBet non ha ancora una concessione italiana, ma ne ha chiesto una e ora aspetta l’esito del bando dell’Agenzia Dogane e Monopoli che ne assegnerà circa 80.
Un accordo che non è sfuggito ad Avvenire, il giornale della Conferenza episcopale che scrive: “la notizia sorprende e sconcerta alla luce dello stop dello scorso anno ma anche del mutato clima politico rispetto al fenomeno dell’azzardo che ha portato al divieto di pubblicità introdotto dal Governo M5S-Lega con il cosiddetto decreto dignità”. “Abbiamo intenzione di di assumere informazioni sui contorni dell’intesa per verificarne la compatibilità con i paletti previsti dalla legge”: così avrebbero fatto sapere in via informale- scrive l’Avvenire- fonti del Ministero per lo Sviluppo Economico.

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Economia

Il Btp Valore raccoglie 11 miliardi in due giorni

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Prosegue a passo di record la terza edizione del Btp Valore, il bond pensato dal Tesoro per incentivare i piccoli risparmiatori ad investire nel debito pubblico italiano. In due giorni le sottoscrizioni hanno toccato 11,05 miliardi di euro, superando quanto raccolto lo scorso anno dai suoi predecessori sia a giugno (10,6 miliardi) che ad ottobre (9,3 miliardi). I numeri del secondo giorno evidenziano, come di consueto, un rallentamento delle richieste: dopo i 6,44 miliardi di lunedì, in giornata sono stati acquistati titoli per altri 4,61 miliardi, con il numero dei contratti sceso da 211 mila a poco più di 165 mila e un taglio medio in flessione da 30.553 a 27.840 euro.

Di domanda che “eccede le aspettative” hanno parlato gli analisti di Citi, secondo cui ad attirare i risparmiatori sono le scommesse per un calo dei tassi, che renderà in futuro meno attraenti le cedole obbligazionarie, e il premio di circa 25 punti base dell’emissione rispetto ai Btp di durata analoga in circolazione. Il buon andamento del Btp Valore, a cui potrebbe seguire una nuova emissione in corso d’anno, ridurrà il fabbisogno del Tesoro e “questo dovrebbe essere positivo per lo spread”, evidenzia ancora Citi. Il collocamento proseguirà fino alle 13 di venerdì prossimo, salvo il caso in cui il Tesoro decida di chiuderlo anticipatamente. Il Btp Valore, che ha una durata di sei anni, offre una cedola del 3,25% nel primo triennio e del 4% dal quarto al sesto anno, a cui può aggiungersi un premio fedeltà dello 0,7% nel caso in cui non sia venduto prima della scadenza. Il rendimento medio annuo ammonta al 3,74%, che scende al 3,27% al netto dell’imposizione fiscale del 12,5%.

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Economia

Con tassa Ue sul carburante voli per isole a 600 euro

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Un esborso di 600 euro per volare in Sicilia o Sardegna se arriva la tassa Ue sui carburanti degli aerei. I consumatori lanciano l’allarme dopo un rapporto delle compagnie aeree che hanno stimato un rincaro dei biglietti aerei fino al 68%. Secondo uno studio redatto dalla società di consulenza Steer e commissionato dalle associazioni di settore Airlines for Europe (A4E) e European regions airline association (Era), l’introduzione nell’Unione europea della tassa sul carburante per l’aviazione civile comporterà biglietti aerei più cari e meno turisti con un impatto sull’economia italiana stimato in una riduzione del Pil di 4,1 miliardi di euro nel 2033, di cui 640 milioni nel solo Lazio, e una perdita di posti di lavoro pari a 39,200 in tutto il Paese.

“Lo studio condotto dai vettori aerei calcola aumenti delle tariffe aeree fino al 68%, se si considera l’impennata dei prezzi dei biglietti aerei che si registra puntualmente in Italia su alcune rotte nazionali in occasione delle festività, un volo di sola andata per le isole rischierebbe di costare un minimo di 600 euro in determinati periodi dell’anno”, spiega il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso. Più nel dettaglio la nuova tassa porterebbe a una “riduzione del 6,1% nella domanda di passeggeri e ad un calo di 5,4 miliardi di euro della spesa turistica”, si legge nel rapporto delle compagnie.

“L’Italia è una delle destinazioni turistiche più popolari per gli europei. Il nostro rapporto dimostra che una tassa sul cherosene metterà tutto ciò in discussione e incoraggerà gli europei a cercare destinazioni al di fuori dell’Europa”, ha detto il direttore generale di A4E, Ourania Georgoutsakou. “L’aviazione vuole fare la sua parte per aiutare l’Europa a realizzare le sue aspirazioni ecologiche, ma misure come questa non faranno nulla per accelerare la decarbonizzazione del settore”, ha sottolineato il manager. “L’aviazione svolge un ruolo cruciale nel fornire una connettività regionale vitale che permette sviluppo economico e sociale, particolarmente in una regione come il Lazio la cui economia dipende dal turismo”, ha aggiunto il direttore generale dell’Era, Montserrat Barriga. “È necessario un approccio collaborativo tra l’industria e i decisori politici per trovare soluzioni adatte a beneficiare dell’ambiente, dell’industria, dei consumatori e delle regioni”, ha spiegato il dg dell’Era.

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Lagarde: serve più integrazione per una Ue più forte

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“La politica deve avere coraggio, una Europa più integrata è più resiliente”. Davanti alla Plenaria dell’Eurocamera la presidente della Bce Christine Lagarde non si è limitata a fotografare la situazione economica dell’eurozona e le politiche monetarie di Eurotower. Si è lanciata in un messaggio politico, strettamente legato alle sfide che l’Ue si trova ad affrontare: non solo quelle della transizione ma anche quelle innescate dall’instabilità geopolitica che circonda il continente. Non è un appello marginale, quello di Lagarde, perché va a cadere a tre mesi dalle Europee e mentre i partiti sovranisti, che hanno nella Bce uno dei principali bersagli, sono dati in costante ascesa. A segnare l’intervento della numero uno di Eurotower a Strasburgo non è stato solo il plauso delle forze più europeiste. Lagarde è finita sotto l’attacco degli esponenti dei partiti euroscettici. Il leghista Angelo Ciocca è andato oltre, sventolando in faccia all’ex ministra francese un cappio.

“Questo è il simbolo delle vostre politiche criminali. Politiche che, proprio come questo cappio, hanno strozzato famiglie e imprese”, ha scandito Ciocca, dando nuova linfa a gesti non inusuali nella Lega del passato. Come quando nel 1993 il deputato leghista Luca Leoni Orsenigo, durante gli scandali di Tangentopoli, sventolò in aula a Montecitorio un cappio, alludendo alle forche per i politici corrotti. O come nel 2014, sempre a Montecitorio, quando Gianluca Bonanno sventolo’ una spigola in Aula per protestare contro la presidente della Camera Laura Boldrini. Lagarde, dopo aver lanciato uno sguardo perplesso all’eurodeputato del gruppo ID, in sede di replica ha ribadito che l’obiettivo principale della Bce è e resta “la stabilità dei prezzi”.

E ha inviato un messaggio a chi l’ha contestata: “noi dobbiamo tenere sotto controllo l’inflazione e questo è un servizio per chi è meno privilegiato”. Nella sua relazione introduttiva Lagarde non ha abbandonato invece la linea della prudenza su eventuali tagli dei tassi ad aprile o in estate. “Ci aspettiamo che l’inflazione continui a rallentare, il Consiglio direttivo deve essere fiducioso che ci condurrà in modo duraturo al nostro obiettivo del 2%. Continueremo a seguire un approccio dipendente dai dati per determinare il livello e la durata appropriati della restrizione”, ha spiegato, ribadendo che, nei prossimi mesi, a trainare i tassi sarà soprattutto la crescita dei salari. Sullo stato di salute dell’eurozona Lagarde ha mostrato spiragli di ottimismo.

“L’attività economica dell’area euro è stata debole nel 2023, con una crescita del Pil reale stagnante nell’ultimo trimestre. Tuttavia, ci sono sempre più segnali di un’inversione di tendenza e alcuni indicatori prospettici indicano una ripresa nel corso dell’anno”, ha sottolineato, delineando poi una ricetta su tre pilastri per una Ue che sia all’altezza delle sfide globali: autonomia energetica, spinta agli investimenti pubblici ma soprattutto privati e più integrazione.

“Il mercato unico rimane incompleto. Ma è essenziale per la competitività a lungo termine dell’Europa. Un mercato unico più integrato contribuirebbe a liberare il potenziale di crescita dell’Europa, aumentando la nostra prosperità condivisa”, ha sottolineato Lagarde. Martedì l’Eurocamera voterà la risoluzione sulle politiche delle Bce. E la linea adottata finora da Francoforte non è invisa a tutte le destre. Il gruppo dei Conservatori e Riformisti – in cui siete Fdi – con il suo relatore sul dossier Johan van Overtveldt ha espresso parole di sostegno alle politiche monetarie messe in campo contro l’inflazione.

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