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Salute

Giornata mondiale dell’Alzheimer, investire su diagnosi e cura per fermare una malattia che colpisce milioni di persone

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Non c’è ancora una cura. Per ora, nella battaglia contro l’Alzheimer, la battaglia che si riesce a fare con discreto successo è rallentare gli effetti. La ricerca scientifica prova tante strade per anticipare la diagnosi e, per ora, rallentarne il più possibile gli effetti.

Alzheimer. Sono 600 mila in Italia i malati

Di Alzheimer soffrono 600mila italiani (sono 50 milioni di persone nel mondo), e si prevede un raddoppio dei casi entro il 2030 e addirittura una triplicazione entro il 2050. E la pesta del terzo millennio. La battaglia della ricerca e della farmaceutica non è facile. Ad oggi dei 253 farmaci sperimentati negli ultimi 15 anni, una decina sono diventate terapie che hanno qualche effetto sul rallentamento della malattia e sull’affievolimento dei sintomi. L’altra faccia della malattia è quella dei costi sociali già oggi enormi, ma che nei prossimi anni potrebbero diventare proibitivi visto l’aumento esponenziale di casi di Alzheimer che potrebbe verificarsi se non sarà trovata una cura. L’assistenza dei malati è un compito durissimo quasi completamente a carico delle famiglie. Per un impegno di cura quantificato in 11 ore al giorno.
Ed è proprio per le famiglie, oltre che per i malati, che la diagnosi precoce è fondamentale. Occorre dunque puntare, investire risorse sulla diagnosi e sulla cura. È questo il messaggio di oggi, nel corso della Giornata mondiale dedicata alla malattia.

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Salute

Tumore dei bambini, svolta nel trattamento del neuroblastoma con il protocollo PREME

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Si chiama PREME ed è il primo protocollo prospettico multicentrico italiano di medicina di precisione focalizzato sul Neuroblastoma. Guidato e finanziato dall’Istituto Giannina Gaslini di Genova, sotto la direzione del gruppo di ricerca del dottor Mirco Ponzoni (responsabile Laboratorio di Terapie Sperimentali in Oncologia dell’Istituto pediatrico ligure), vanta la collaborazione di altri rinomati istituti di ricerca, tra cui il CEINGE Biotecnologie Avanzate Franco Salvatore di Napoli con il team di ricerca dei professori Mario Capasso e Achille Iolascon, genetisti dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Il Progetto è co-finanziato dalla Fondazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma e dall’associazione OPEN (Oncologia Pediatrica e Neuroblastoma).

L’obiettivo primario di PREME è rappresentato dalla caratterizzazione genomica di campioni di pazienti affetti da neuroblastoma alla diagnosi, in casi di refrattarietà al trattamento di prima linea o in recidiva, per lo sviluppo di terapie innovative di medicina di precisione. PREME realizza infatti terapie su misura basate sulle caratteristiche genetiche e molecolari dei tumori individuali, migliorando così le probabilità di successo e l’efficacia dei trattamenti sui piccoli pazienti. Tutto questo grazie all’impiego di metodologie all’avanguardia e alle competenze di un team multidisciplinare composto da biologi, genetisti, clinici e bioinformatici, spiegano i due ricercatori senior del team Gasliniano, dottori Chiara Brignole e Fabio Pastorino, responsabili dell’esecuzione del progetto. Nato come progetto di ricerca nel 2019, dal 2022 è diventato un vero protocollo clinico con capofila l’Istituto Gaslini (dott.ssa Loredana Amoroso, UOC Oncologia Clinica).

Una nuova speranza nella cura di tumori fortemente aggressivi e ad alto rischio, spesso con esiti nefasti, che colpiscono i bambini. Recentemente è stato pubblicato sulla rivista Journal of Translational Medicine* il primo studio biologico dell’equipe di PREME, che documenta i risultati ottenuti dal programma PREME su un campione di 18 pazienti. «Grazie a tecniche di sequenziamento di nuova generazione e sofisticate analisi bioinformatiche condotte al CEINGE e al CIBIO dell’Università di Trento – spiega Mario Capasso, che guida il team di bioinformatici del CEINGE – è emerso che l’84% dei pazienti affetti da neuroblastoma presentava alterazioni genomiche suscettibili di intervento terapeutico». Due terzi di questi casi sono stati classificati come di “priorità molto alta”, aprendo la possibilità di beneficiare di farmaci già approvati o di nuovi agenti terapeutici in fase di sviluppo. «La terapia mirata molecolare è stata applicata a quattro pazienti, mentre la consulenza genetica è stata proposta a due pazienti con mutazioni germinali che indicavano una predisposizione familiare allo sviluppo di tumori», sottolinea Fabio Pastorino.

Nella foto: Lab Genetica/Bioinformatica CEINGE: da dx Mario Capasso, Achille Iolascon, Annalaura Montella, Teresa Maiorino, Alessandro Lasorsa e Matilde Tirelli

 

 

In PREME, i campioni di neuroblastoma provenienti da diversi centri oncologici pediatrici italiani vengono caratterizzati presso il Laboratorio di Terapie Sperimentali in Oncologia e l’Anatomia Patologica dell’Istituto Gaslini. I campioni vengono successivamente analizzati a livello genico per l’individuazione di mutazioni somatiche potenzialmente bersagliabili da farmaci mirati (presso CEINGE e CIBIO) e utilizzati per lo sviluppo di modelli preclinici di neuroblastoma (presso il Laboratorio di Terapie Sperimentali in Oncologia).

«Nel lavoro appena pubblicato abbiamo dimostrato che tali modelli mantengono le caratteristiche geniche e immunofenotipiche dei pazienti di origine, contribuendo alla creazione di una collezione locale di campioni biologici molto preziosa per la validazione degli effetti anti-tumorali dei farmaci molecolari-guidati e delle potenziali combinazioni terapeutiche», aggiunge Chiara Brignole.

«PREME segna un avanzamento decisivo nell’ottimizzazione della cura e del trattamento del neuroblastoma – chiarisce Mirco Ponzoni responsabile del Laboratorio di Terapie Sperimentali in Oncologia dell’Istituto Gaslini – L’applicazione di terapie mirate, adattate alle specifiche mutazioni presenti nei pazienti, la personalizzazione del trattamento e l’impiego di modelli preclinici avanzati trasformano la ricerca traslazionale in benefici tangibili per i pazienti, migliorando la loro prognosi».

«Il programma PREME è uno dei fiori all’occhiello della ricerca dell’IRCCS Istituto Gaslini – commenta il direttore scientifico dell’ospedale pediatrico Angelo Ravelli – e rappresenta uno sforzo importante e straordinariamente innovativo mirato a mettere a punto terapie di precisione per uno dei tumori più temibili dell’età pediatrica. Il progetto ha portato alla creazione presso il Gaslini di una collezione di campioni biologici e di modelli preclinici provenienti da campioni tumorali di pazienti seguiti in numerosi centri italiani. Si tratta di una risorsa fondamentale per i ricercatori, che favorisce l’identificazione di nuove molecole suscettibili di interventi terapeutici più efficaci e specifici, soprattutto a beneficio delle forme refrattarie o recidivate».

*From the identification of actionable molecular targets to the generation of faithful neuroblastoma patient-derived preclinical models -M. Capasso, C. Brignole, V. A. Lasorsa, V. Bensa, S. Cantalupo, E. Sebastiani, A. Quattrone, E. Ciampi, M. Avitabile, A. R. Sementa, K. Mazzocco, B. Cafferata, G. Gaggero, V. G. Vellone, M. Cilli, E. Calarco, E. Giusto, P. Perri, S. Aveic, D. Fruci, A. Tondo, R. Luksch, R. Mura, M. Rabusin, F. De Leonardis, M. Cellini, P. Coccia, A. Iolascon, M. V. Corrias, M. Conte, A. Garaventa, L. Amoroso, M. Ponzoni & F. Pastorino – doi: 10.1186/s12967-024-04954-w

Nella foto: Lab Genetica/Bioinformatica CEINGE: da dx Mario Capasso, Achille Iolascon, Annalaura Montella, Teresa Maiorino, Alessandro Lasorsa e Matilde Tirelli.

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Sanità, summit a Napoli sulla sfida della I.A. per i grandi ospedali

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Professionisti della sanità, industrie farmaceutiche, direttori generali: tutti a rapporto per la terza edizione di “Open meeting // Grandi Ospedali”, la due giorni che affronta le più attuali sfide del settore. L’appuntamento, presentato oggi (20 febbraio) al Ministero della Salute, è in programma a Napoli per il 28 e 29 maggio 2024, all’AORN A. Cardarelli e AOU Federico II. L’Open Meeting – arrivato alla sua terza edizione dopo quelle di Firenze e di Roma – è stato introdotto dai saluti del ministro della Salute, Orazio Schillaci, e da quelli del presidente Fiaso, Giovanni Migliore. “In questo momento di trasformazione radicale della sanità – dice il ministro della Salute Orazio Schillaci – è stimolante sapere che nei nostri ospedali si stanno portando avanti idee e progetti per individuare le soluzioni migliori per rafforzare la capacità del sistema di rispondere efficacemente ed in modo sostenibile alle esigenze dei cittadini, approfondendo temi attuali e coerenti con il processo di riforma del Servizio Sanitario Nazionale che stiamo implementando”.

Ne è seguita una tavola rotonda, volta ad illustrare i risultati raccolti in passato e le prospettive future, alla quale hanno preso parte Antonio D’Amore (Direttore Generale, AORN A. Cardarelli, Napoli; Vice Presidente Fiaso), Daniela Donetti (Direttore Generale, Azienda ospedaliero-universitaria Sant’Andrea, Roma), Giuseppe Longo (Direttore Generale, AOU Federico II, Napoli), Paolo Petralia (Direttore Generale, ASL 4 Liguria; Vicepresidente Vicario Fiaso) e Giuseppe Quintavalle (Direttore Generale, Fondazione PTV Policlinico Tor Vergata, Roma). “Oggi la sanità – ha spiegato Petralia – si trova a dover affrontare sfide nuove e complesse. Dai processi di digitalizzazione, che spaziano dalla dematerializzazione dei documenti all’utilizzo dell’intelligenza artificiale, fino alla necessità dei Grandi Ospedali di rimanere tali, cioè centri d’eccellenza.

Questo significa riuscire a progredire nella ricerca contro le malattie più complesse, come quelle rare, e verso nuove ed eventuali pandemie, ma anche rimanere aperti verso il territorio, dalla presa in carico dei pazienti alla cure successive. Questioni rispetto alle quali lavoriamo per fornire risposte puntuali, anche mediante momenti come questo”.

All’Open Meeting, infatti, sono già in programma oltre 40 laboratori tematici destinati a coinvolgere professionisti del settore sanitario muniti di competenze e provenienza diverse, grandi aziende dei settori Pharma e Biotech, direttori generali di aziende sanitarie pubbliche e private. Tutti pronti a lavorare in sinergia per due giorni consecutivi, guidati dagli Ambassador, i top manager della sanità che promuovono un’ottica circolare: “Dobbiamo sempre passare – specifica Petralia – dall’idea alla ricaduta concreta sull’attività dei Grandi Ospedali”.

In questo senso, nell’introdurre gli obiettivi del futuro prossimo sono stati evidenziati i risultati raccolti nelle scorse due edizioni e che hanno riguardato – tra i molteplici temi trattati – la creazione di un ambiente favorevole alla ricerca, la digitalizzazione dei Grandi Ospedali, le competenze e la comunicazione interna, le politiche messe in campo per la medicina di genere, l’approccio in tema di malattie rare, chirurgia e robotica. Temi che saranno oggetto di ulteriore approfondimento all’Open meeting 2024, con l’obiettivo di elaborare strategie ancora più aderenti alle nuove esigenze della sanità pubblica e privata.

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Quarant’anni ma non li dimostra: Neuromed celebra il suo anniversario con un concerto dell’Opera di Milano

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Neuromed

L’Istituto Neuromed di Pozzilli, nel celebrare i suoi quarant’anni dal riconoscimento ministeriale, si presenta come un’istituzione eternamente giovane, un faro di innovazione nel campo della medicina grazie alla dedizione dei suoi ricercatori e alla costante ricerca di metodiche all’avanguardia.

Fu nel dicembre del 1983 che l’Istituto Neuromed ottenne il suo primo riconoscimento come Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS). Questo anniversario segna un importante traguardo per l’attività scientifica dell’Istituto, che intende celebrare con una serie di eventi significativi.

Il primo di questi eventi è un concerto del Quintetto di ottoni e percussioni dell’Opera di Milano, insieme ai Maestri dell’Orchestra del Teatro alla Scala e al Soprano Barbara Costa. L’evento si terrà lunedì 26 febbraio, a partire dalle ore 16:00, presso l’Auditorium Marc Verstraete del Parco Tecnologico di Pozzilli, in via dell’Elettronica.

Il professor Giovanni de Gaetano, Presidente di Neuromed, sottolinea l’importanza di questo anniversario: “Celebrando i nostri primi quarant’anni come IRCCS, l’Istituto Neurologico Mediterraneo Neuromed si pone oggi, ancor di più, all’incrocio tra innovazione medica e progresso scientifico. In questi quattro decenni, ogni membro del nostro team ha contribuito a una missione che va oltre la semplice cura dei pazienti”.

Giovanni de Gaetano, Presidente di Neuromed

Il professor de Gaetano aggiunge: “Presso l’IRCCS Neuromed, il nostro impegno è quello di portare la scienza dalla teoria alla pratica, con il potenziale di salvare o migliorare vite umane. Guardiamo al futuro con responsabilità, fiducia e speranza.”

Il professor Luigi Frati, Direttore scientifico di Neuromed, evidenzia il percorso di successo dell’istituzione: “Il cammino che ha portato Neuromed a diventare un IRCCS è stato caratterizzato da una visione lungimirante. La nostra storia è quella di un’istituzione che ha saputo integrare con successo la ricerca di punta con l’alta specializzazione clinica.”

professor Luigi Frati

Il professor Frati aggiunge: “Neuromed è sede di formazione universitaria in convenzione con le Università romane della Sapienza e di Tor Vergata, il che testimonia il legame stretto con l’ambito accademico e la condivisione di progetti scientifici.”

L’IRCCS Neuromed è stato oggetto di valutazione annuale da parte del Ministero della Salute, ottenendo risultati eccellenti. “Nella recente valutazione del 2023, Neuromed è risultato primo tra gli IRCCS del Mezzogiorno e quarto su scala nazionale per produzione scientifica e grant competitivi. Ne siamo orgogliosi, per Neuromed e per il Molise”, dichiara il professor Frati.

L’Istituto Neuromed di Pozzilli, con il suo impegno costante nella ricerca e nell’assistenza medica, continua a essere un punto di riferimento nel panorama scientifico nazionale e internazionale.

 

L’IRCCS Neuromed
L’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) Neuromed di Pozzilli (IS) rappresenta un punto di riferimento a livello italiano ed internazionale per la ricerca e la terapia nel campo delle malattie che colpiscono il sistema nervoso. Un centro in cui i medici, i ricercatori, il personale e gli stessi pazienti formano una alleanza rivolta a garantire il miglior livello di assistenza possibile e cure all’avanguardia, guidate dagli sviluppi scientifici più avanzati.

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