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Francesca Santoro, ricercatrice napoletana del MIT: ha inventato il cerotto che rigenera la pelle

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Francesca, 32 anni, napoletana è la prima italiana a far parte dell’elenco dei 35 giovani innovatori under 35 che ogni anno, dal 1999, la rivista di tecnologia del MIT, Massachusetts Institute of Technology, cioè Mit Technology Review, seleziona come i più promettenti in tutta Europa.

Francesca Santoro si è laureata in ingegneria biomedica all’università Federico II di Napoli, dopo 3 anni in California presso la Stanford University è tornata in Italia poco più di un anno fa, all’Iit, l’istituto italiano di tecnologia, e lì si occupa di bio elettronica con un gruppo di ricerca. Ed è da questa ricerca che è venuta fuori l’idea di un cerotto fotovoltaico 3D, facile da indossare, usa e getta, economico e
in grado di stimolare la rigenerazione delle aree lesionate
della pelle, accelerando la guarigione delle ferite. “Un modo, ha spiegato la ricercatrice napoletana, per dimostrare che la conversione dei raggi solari può essere usata per accelerare la guarigione in particolare delle ustioni.

Appassionati di sport estremi, tifosa del Napoli e di Napoli, per Francesca “è una grande soddisfazione” entrare a far parte dei 35 anche perché è la prima ricercatrice italiana a centrare questo obiettivo nei 19 anni di vita di questa importante selezione. “Un fatto questo – ha spiegato Francesca Santoro- che mi emoziona perché significa conseguire il sogno di ogni ricercatore e che si può fare ricerca di livello anche nel nostro Paese”

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Calcio, Thiago Motta lascia il Bologna

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E così come ampiamente previsto Thiago Motta se ne va, lascia il Bologna che lo ha reso noto con questo comunicato pubblicato sul suo sito web: “Nella mattinata di oggi Thiago Motta ha comunicato alla Società l’intenzione di non rinnovare il contratto con il Bologna FC 1909. Preso atto della decisione, il Club ringrazia il tecnico per lo straordinario lavoro svolto e gli augura le migliori fortune per il prosieguo della carriera.”

“In questi due anni ho conosciuto un allenatore preparato e vincente”, dichiara il Presidente Joey Saputo, “che ha dato alla squadra un’identità di gioco brillante. Il traguardo della qualificazione in Champions League consegna lui e tutti i giocatori alla storia del nostro Club. Avrei voluto che rimanesse al Bologna, ma non posso che ringraziare lui e il suo staff per queste stagioni meravigliose e augurargli il meglio per il futuro”.

Dove andrà Motta ancora non si sa: i rumors lo danno alla Juventus che ha appena esonerato Massimiliano Allegri, trattativa portata avanti da Giuntoli. Intanto la Juve si sarebbe già assicurata il difensore Calafiore peruna cifra intorno ai 25 milioni di eruo ma nella trattativa potrebbe anche entrare un calciatore.

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La Rai blinda De Martino con un contratto pluriennale

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Messo in cascina il futuro di Sanremo, con la doppietta 2025 e 2026 affidata a Carlo Conti in veste di direttore artistico e conduttore, la Rai punta su Stefano De Martino, blindandolo con “un accordo pluriennale”, annuncia Viale Mazzini. Il contratto – a quanto si apprende – ha la durata di quattro anni e vedrà il golden boy della tv italiana “impegnato per la Direzione Intrattenimento Prime Time nelle fasce pregiate di Rai1 e Rai2”. In ballo c’è innanzi tutto la successione ad Affari Tuoi, il game show dell’access prime time della rete ammiraglia che Amadeus ha rinnovato e rilanciato in vetta all’Auditel: il contratto con Endemol-Banijay per il format dei pacchi è in scadenza, ma non è un mistero che – nelle intenzioni di Viale Mazzini – in pole position ci sia proprio De Martino.

Secondo Dagospia, il contratto – oltre a prevedere un mega compenso – spazierebbe tra access e prime time e comprenderebbe anche l’opzione Sanremo post Conti. Dell’accordo farebbero parte anche alcune serate speciali e non è escluso che De Martino possa apparire all’Ariston già nel 2025, magari come co-conduttore di una delle serate. Intanto l’artista incassa i complimenti dell’amministratore delegato Roberto Sergio e del direttore generale Giampaolo Rossi “per gli ottimi risultati raggiunti in questa stagione”: su Rai2 Stasera tutto è possibile – il comedy show in cui De Martino ha preso il posto di Amadeus dalla quinta edizione – chiude proprio questa sera la stagione più vista di sempre. Nato a Torre Annunziata il 3 ottobre 1989, Stefano De Martino comincia a 10 anni a muovere i primi passi nel mondo della danza, contagiato dalla passione trasmessa dal padre. Nel 2007 vince una borsa di studio al Broadway Dance Center di New York, avvicinandosi alla danza moderna e contemporanea.

Nel 2009 la svolta con il debutto ad Amici dove vince un contratto con la Complexions Contemporary Ballet, partecipando a un tour che tocca Nuova Zelanda, Australia e Hawaii. Nel 2010 ritorna al programma di Maria De Filippi come ballerino. Da qui comincia la sua attività di coreografo. Nel 2015 è ancora nella squadra di Amici come supporter e nello stesso anno conduce l’appuntamento in day time della trasmissione. Nella stagione 2016-2017 è uno dei mentori di Selfie – Le cose cambiano su Canale 5, nel 2018 è l’inviato dell’Isola dei Famosi.

Nel 2019 debutta in Rai con Made in Sud e conduce con Belen Rodriguez – con cui avrà un lungo e altalenante legame, da cui è nato il figlio Santiago – la Notte della Taranta. L’anno dopo è alla guida della finale di Castrocaro e sostituisce Amadeus al timone di Stasera tutto è possibile. Nel 2021 torna da Amici come giudice, confermato anche per l’edizione successiva. Tra il 2021 e il 2023 apre il suo Bar Stella su Rai2, rete per cui farà anche da voce narrante per l’ottava edizione del Collegio e per lo speciale Da Natale a Santo Stefano, in onda lo scorso 26 dicembre.

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Economia

Vestager: da Ita-Lufthansa rischi per la concorrenza

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Dribbla, come di rito, le polemiche. Ma lancia comunque un messaggio forte e chiaro. L’Europa valuta le nozze tra Ita e Lufthansa guidata soltanto da una stella polare: la tutela della libera concorrenza e dei cittadini. La guardiana dell’antitrust Ue, Margrethe Vestager, difende senza esitazioni il suo ruolo di mediatrice nell’operazione italo-tedesca – entrata ormai nei suoi giorni cruciali – e risponde indirettamente anche alle critiche espresse da Matteo Salvini su un possibile “atto ostile” nei confronti dell’Italia nel caso di un niet. La missione dell’Ue, taglia corto la danese, è “garantire che, quando viaggiano, i consumatori possano scegliere tra diverse compagnie, voli e prezzi competitivi”.

Fronti su cui l’alleanza tra la newco e il vettore tedesco pone dei “rischi”. Il finale non è però ancora scritto: “spetta alle parti”, è l’incoraggiamento della commissaria, trovare il compromesso necessario a strappare entro il 4 luglio la benedizione Ue. Impegnata ad analizzare i “diversi aspetti” della fusione – attraverso la quale Lufthansa acquisirebbe il 41% di Ita con la prospettiva di salire al 100% entro il 2026 -, in questi giorni di fitti negoziati a livello tecnico e dirigenziale, la Commissione europea non arretra sulle richieste volte a scongiurare un aumento delle tariffe e una diminuzione dei collegamenti a danno dei cittadini.

“In un caso come questo c’è un rischio che i prezzi salgano e le frequenze calino”, ha sintetizzato Vestager, facendo riferimento soprattutto al nodo su cui l’intesa con le due parti appare ancora lontana: le lunghe – e remunerative – rotte da Fiumicino verso gli Stati Uniti e il Canada. Nell’ultimo pacchetto di impegni – il quarto da gennaio – appena presentato a Bruxelles dalle parti, l’offerta avanzata dai tedeschi resta quella di congelare l’alleanza sui viaggi oltreoceano in via temporanea – per due o tre anni al massimo -, rinviando l’ingresso di Ita nell’influente joint venture che riunisce la compagnia guidata da Carsten Spohr con United Airlines e Air Canada.

Le trattative poi vanno avanti anche per avvicinare le posizioni sulla cessione degli slot a Milano-Linate: le parti sarebbero pronte a rinunciare a una ventina di coppie giornaliere di slot nello scalo milanese. Un numero sensibilmente superiore rispetto alle 11 (22 tra andata e ritorno) proposte in precedenza, ma inferiore alla soglia (circa trenta) richiesta dall’Ue. Il braccio di ferro, assicura la vicepresidente, è guidato esclusivamente da una valutazione “basata sui fatti e sulle analisi” dell’antitrust Ue. E non ha alcuna connotazione politica.

“Non è possibile essere commissaria alla Concorrenza e avere un’opinione relativamente al fatto che un accordo sia politicamente preferibile oppure no”, scandisce la commissaria, pur riconoscendo che l’operazione è “molto importante anche per gli italiani che vogliono viaggiare”. La sensibilità del dossier è del resto innegabile anche nei corridoi di Palazzo Berlaymont. E l’ipotesi che Lufthansa – giunta in queste ore con una delegazione a Bruxelles – non sia disposta a fare altri sacrifici, è sempre più concreta. Dopo le trattative, secondo quanto fanno trapelare fonti tedesche, c’è soltanto la possibilità di “un intervento politico”. Il finale – cruciale anche per il futuro di Ita – sarà scritto con tutta probabilità già nei primi giorni di giugno.

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