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Foto-reportage di un post terremoto all’italiana, Casamicciola alta è da 4 anni morta: Stato assente

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Come in un gigantesco gioco dello Shanghai o un enorme modellino di meccano ci si incammina tra il silenzio e le fratture vive di Casamicciola alta, località Maio, il borgo del comune dell’isola d’Ischia colpito dal terremoto la sera del 21 Agosto 2017 . Magnitudo 4.0, due vittime, un’area ristretta del vasto comune ischitano, ristretta, perché il sisma era di superficie e proprio per questo i geologi lo equiparano agli effetti di una magnitudo 6.0, devastante, e cosi è stato. Danni ingentissimi che ancora a distanza di 4 anni, questa frazione di territorio isolano si porta dietro e fino ad ora non si intravede alcun tipo di soluzione in merito alla ricostruzione e al rientro nelle proprie case degli abitanti che tuttora vagano da un parente all’altro, oppure hanno sradicato le loro fondamenta trasferendosi in altri comuni dell’isola o addirittura in terraferma.

Entrare in quella che una volta era l’area rossa, è come attraversare un confine, strutture in forma di gallerie e muri costruite con tubi innocenti, a volte lucidissimi, altre già con i segni della ruggine da il segno vero di quello che, in quegli attimi del 27 Agosto, abbia  vissuto chi era sul posto. Oggi, è ancora un borgo dove l’assenza di vita quotidiana la si tocca e la si sente nei silenzi che accompagnano i passi sull’asfalto.  Qualche turista, qualche curioso, alcune auto di passaggio oppure di ex abitanti che ancora vanno a curare gli orti o a tentare di riparare qualcosa di irrecuperabile, ma che continui a tenerli legati ai posti dove sono cresciuti. Come in tutti i dopo terremoto, Casamicciola, attende, attende un intervento dello Stato, che come sempre tarda ad arrivare. Nella tenda che ancora è montata, divenuta ora una sorta di capanna di legno, nel centro della piazza, dove il terremoto del 1883 distrusse completamente la chiesa e quello del 2017 ha spostato la statua dedicata a Padre Pio di oltre mezzo metro, gli unici abitanti che ancora presidiano la  zona ti dicono che con i fondi spesi fino ad ora per i vari barbacane, per i muretti di messa in sicurezza, per tutto il cemento armato sparso un po’ dovunque a mo’ di recinzione, con quei fondi, con quei fondi si sarebbero potute rimettere a posto molte abitazioni e far ritornare un buon numero di famiglie, far ritornare uno sprazzo di vita in questo borgo che la forza della natura e l’assenza di memoria dell’uomo ha per la seconda volta distrutto. La natura questa volta ha risparmiato molte vite che invece nel 1883 portò via con sé,  ma  se dovessero ricominciare i lavori di ricostruzione o ristrutturazione, speriamo che la memoria umana sia altrettanto clemente e non ripeta gli errori scellerati operati negli anni passati.

Fotogiornalista da 35 anni, collabora con i maggiori quotidiani e periodici italiani. Ha raccontato con le immagini la caduta del muro di Berlino, Albania, Nicaragua, Palestina, Iraq, Libano, Israele, Afghanistan e Kosovo e tutti i maggiori eventi sul suolo nazionale lavorando per agenzie prestigiose come la Reuters e l’ Agence France Presse, Fondatore nel 1991 della agenzia Controluce, oggi è socio fondatore di KONTROLAB Service, una delle piu’ accreditate associazioni fotografi professionisti del panorama editoriale nazionale e internazionale, attiva in tutto il Sud Italia e presente sulla piattaforma GETTY IMAGES. Docente a contratto presso l’Accademia delle Belle Arti di Napoli., ha corsi anche presso la Scuola di Giornalismo dell’ Università Suor Orsola Benincasa e presso l’Istituto ILAS di Napoli. Attualmente oltre alle curatele di mostre fotografiche e l’organizzazione di convegni sulla fotografia è attivo nelle riprese fotografiche inerenti i backstage di importanti mostre d’arte tra le quali gli “Ospiti illustri” di Gallerie d’Italia/Palazzo Zevallos, Leonardo, Picasso, Antonello da Messina, Robert Mapplethorpe “Coreografia per una mostra” al Museo Madre di Napoli, Diario Persiano e Evidence, documentate per l’Istituto Garuzzo per le Arti Visive, rispettivamente alla Castiglia di Saluzzo e Castel Sant’Elmo a Napoli. Cura le rubriche Galleria e Pixel del quotidiano on-line Juorno.it E’ stato tra i vincitori del Nikon Photo Contest International. Ha pubblicato su tutti i maggiori quotidiani e magazines del mondo, ha all’attivo diverse pubblicazioni editoriali collettive e due libri personali, “Chetor Asti? “, dove racconta il desiderio di normalità delle popolazioni afghane in balia delle guerre e “IMMAGINI RITUALI. Penitenza e Passioni: scorci del sud Italia” che esplora le tradizioni della settimana Santa, primo volume di una ricerca sui riti tradizionali dell’Italia meridionale e insulare.

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Tartaruga Jonathan compie 190 anni, l’animale più antico al mondo

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La tartaruga più antica del mondo si prepara a festeggiare il 190mo compleanno, lo riporta il Guardian. Jonathan, tartaruga gigante delle Seychelles, è stata donata all’isola di Sant’Elena nel 1882 ed il più antico animale terrestre vivente conosciuto. Circostanza che lo ha già fatto entrare nel Guinness dei primati. (

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Clima, Wmo: il 74% dei disastri naturali legati all’acqua

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Fra il 2001 e il 2018, il 74% dei disastri naturali sono stati legati all’acqua. Ma al tempo stesso, le aree del mondo dove le portate dei corsi d’acqua nel 2021 sono rimaste sotto la media degli ultimi trent’anni, sono state il doppio di quelle dove le portate sono state sopra la media. Alluvioni e siccità sono le due facce dello stesso fenomeno, il riscaldamento globale. Lo rivela il primo rapporto “Stato delle risorse idriche globali” dell’Organizzazione meteorologica mondiale (Wmo).

Sono 3,6 miliardi, scrive il Wmo, le persone al mondo che hanno un accesso inadeguato all’acqua almeno 1 mese all’anno, e si prevede che saliranno a 5 miliardi nel 2050. Le zone nelle quali lo stoccaggio di acqua sulla terraferma è diminuito rispetto alla media ventennale 2002 – 2020 sono più estese rispetto a quelle in cui è aumentato.

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Contro il dissesto 2,5mld Pnrr, gare nel 2023

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Circa 2,5 miliardi di euro dal Pnrr, 160 milioni in manovra, e 200 milioni per le Marche: sono diversi i fondi destinati alla lotta contro il dissesto idrogeologico, con interventi da pianificare e realizzare al più presto. Le gare per quelli che rientrano nel piano italiano di rilancio vanno completate entro dicembre 2023, e i lavori dovranno terminare nel 2026. I 2,5 miliardi del Pnrr fanno parte della componente ‘Tutela del territorio e della risorsa idrica’ del piano, e puntano a mettere in sicurezza 1,5 milioni di persone oggi a rischio. Si procederà in modo preventivo, con interventi strutturali, per mettere in sicurezza da frane o ridurre il rischio di allagamento. Nelle aree colpite da calamità si ripristineranno strutture e infrastrutture pubbliche danneggiate, e si cercherà di ridurre i ‘rischi residui’. Collegato all’investimento sul rischio idrogeologico c’è quello sulla resilienza del territorio, in particolare dei piccoli comuni: a disposizione ci sono 6 miliardi per mettere in sicurezza edifici come ad esempio le scuole, adeguandoli alle norme più recenti. Nella manovra è stato inserito invece un nuovo “Fondo per il contrasto al consumo di suolo”, finanziato con 10 milioni di euro nel 2023, 20 milioni nel 2024, 30 milioni di euro nel 2025 e 50 milioni di euro all’anno nel biennio 2026-2027. Inoltre, è previsto lo stanziamento di 200 milioni per il recente nubifragio che ha colpito le Marche. Inseriti fondi anche per il sisma di Molise e Sicilia, quello dell’Italia centrale del 2016 e dell’Emilia del 2012 oltre che per l’Abruzzo. E, come aiuti diretti alla popolazione, sempre nella legge di bilancio vengono prorogate fino a tutto il 2023 le agevolazioni (dall’Imu alla sospensione dei mutui) per le popolazioni colpite dal sisma di Ischia del 2017. Mentre un’apposita normativa d’urgenza consentirà la sospensione dei termini dei versamenti e degli adempimenti tributari e contributivi in favore dei soggetti residenti o operanti nei comuni di Casamicciola e Lacco Ameno.

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