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Finisce alla Consulta il rinvio della riforma Cartabia
Il primo decreto del governo Meloni finisce all’esame della Corte costituzionale. I giudici della Consulta dovranno vagliare la compatibilità costituzionale non della norma che ha fatto più discutere, quella che ha introdotto il reato di rave party, ma dell’articolo 6 che ha disposto il rinvio al 30 dicembre dell’entrata in vigore della riforma Cartabia, che altrimenti sarebbe diventata operativa il primo novembre scorso. Uno slittamento voluto dall’esecutivo per predisporre una serie di interventi organizzativi sollecitati dalle procure generali, ma che ha finito per investire anche norme che potevano essere immediatamente operative, come quelle che introducono sanzioni sostitutive alla detenzione per i reati minori e che rendono alcuni reati perseguibili solo a querela. A sollevare la questione di illegittimità costituzionale è stato il giudice di Siena Simone Spina, anche su eccezione dell’avvocato Paolo Lorenzini, difensore di un imputato accusato di violenza privata e danneggiamento per il comportamento tenuto durante una lite per ragioni stradali risalente a tre anni fa. Sinora perseguibili d’ufficio, tutti e due i reati con la riforma Cartabia sono destinati a diventare procedibili solo in presenza di una denuncia della vittima, querela che nel caso dell’uomo assistito dall’avvocato Lorenzini è stata ritirata. A causa però dello slittamento della riforma il giudice non ha potuto dichiarare la non procedibilità: così ha dunque sospeso il procedimento e inviato le carte alla Consulta, nella convinzione che il decreto del governo “invada e comprima la portata di un principio-valore di rango e rilievo costituzionale: il divieto di ultrattività delle norme penali più sfavorevoli al reo” . C’ è una “diretta collisione con valori e diritti di rango e rilievo costituzionale (articoli 3 e 117 Costituzione)”, a partire da quello ad essere giudicati, in un procedimento penale, “in base agli attuali e più favorevoli apprezzamenti dell’ordinamento circa il mutato disvalore di un fatto, prima punito più gravemente ovvero in misura deteriore”, scrive il magistrato nelle 33 pagine che compongono l’ordinanza, evidenziando come tutto questo avvenga “in evidente assenza di sufficienti ragioni che possano giustificare il diverso e più deteriore trattamento penale”. Ma c’è un problema anche di forma. Il governo ha varato il decreto legge in “palese difetto dei presupposti di straordinaria necessità e urgenza” richiesti dall’articolo 77 della Costituzione, una mancanza resa evidente dall’assenza di “un’unitaria finalizzazione delle eterogenee norme in esso raccolte”. Non solo: secondo il magistrato il governo ha anche violato l’articolo 73, terzo comma, della Costituzione, perchè prevedendo un nuovo termine per la riforma Cartabia ha finito con “interferire su una disciplina di rango costituzionale qual è quella relativa alla formazione delle leggi”.
Economia
Produzione industriale, segnali di ripresa a marzo: l’auto traina ma il trimestre resta in rosso
La produzione industriale italiana cresce a marzo 2026 grazie soprattutto al settore auto, ma il primo trimestre resta negativo. Secondo i dati Istat, aumentano i mezzi di trasporto mentre calano ancora i beni di consumo durevoli. Sullo sfondo pesano guerra, rincari energetici e debolezza dell’economia europea.
Cultura
Chailly saluta la Scala con “Nabucco”: “Verdi va diretto con uno sguardo contemporaneo”
Riccardo Chailly dirige il suo ultimo Nabucco come direttore musicale della Scala di Milano. La nuova produzione con Anna Netrebko, Luca Salsi e Francesco Meli propone una lettura contemporanea dell’opera di Verdi, con l’inserimento di un divertissement del 1848 mai eseguito in scena. Chailly: “Verdi va interpretato con uno sguardo moderno”.
In Evidenza
Sinner domina il derby con Pellegrino e vola ai quarti di finale di Roma
Jannik Sinner batte Andrea Pellegrino 6-2, 6-3 nel derby azzurro degli Internazionali d’Italia e vola ai quarti di finale del torneo di Roma. Il numero uno del mondo affronterà il vincente tra Rublev e Basilashvili. Applausi anche per il gesto finale di Sinner che sulla telecamera ha scritto: “Grande Andrea”.


