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Filippine, il figlio dell’ex dittatore Marcos trionfa alle presidenziali

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Schiacciante vittoria per Ferdinand Marcos junior, figlio del defunto dittatore delle Filippine alle elezioni presidenziali. Il conteggio iniziale gli ha dato un enorme vantaggio rispetto al suo rivale piu’ vicino, Leni Robredo. Con oltre il 90 per cento delle schede elettorali, Ferdinand “Bongbong” Marcos junior si e’ assicurato quasi 30 milioni di voti, piu’ del doppio rispetto al candidato liberale Robredo. I risultati completi dovrebbero richiedere settimane per essere certificati.

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Usa condannano gli incontri di Dodik con Putin e Lukashenko

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L’amministrazione americana ha condannato gli incontri avuti nei giorni scorsi dal leader serbo-bosniaco Milorad Dodik con i presidenti russo e bielorusso Vladimir Putin e Aleksandr Lukashenko, nel corso di visite a Kazan e Minsk. “Tali visite sono gli ultimi di una serie di esempi che mostrano quanto Milorad Dodik sia isolato dalla comunità euro-atlantica”, ha riferito in una nota il Dipartimento di Stato.

“Gli Stati uniti – ha aggiunto – sono al fianco di tutto il popolo della Bosnia-Erzegovina e sostengono il futuro sicuro e prospero di quel Paese nella comunità euro-atlantica”.

Nella nota del Dipartimento di Stato – ripresa dai media a Sarajevo – si afferma al tempo stesso che “riterremo responsabili anche gli individui e le istituzioni che minacciano la stabilità e la sicurezza della Bosnia-Erzegovina”. Critiche agli incontri di Dodik con Putin e Lukashenko sono giunte anche dalla rappresentanza Ue a Sarajevo, secondo cui tali visite “non sono in linea con il percorso europeo della Bosnia-Erzegovina”.

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Media opposizione: sono circa 80.000 i russi morti in Ucraina

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Sarebbero circa 80.000 i soldati russi morti nei due anni di conflitto in Ucraina, secondo uno studio realizzato dalle testate dell’opposizione Meduza e Mediazona. Almeno 75.000 risultano deceduti fino alla fine del 2023, ma se si suppone che durante l’offensiva per conquistare Avdiivka, dall’inizio dell’anno, le perdite siano state almeno le stesse dell’ultimo trimestre del 2023, i morti sarebbero 83.000, affermano le due testate.

Almeno 20.000 caduti sarebbero ex detenuti che hanno ottenuto l’amnistia a condizione che si arruolassero nelle forze armate per andare a combattere. I calcoli sono stati fatti sulla base dei dati del registro per le eredità, quelli dell’istituto statistico nazionale Rostat e di una lista di caduti che Mediaziona tiene aggiornata in collaborazione con il servizio russo della Bbc. Una decina di giorni fa lo Stato maggiore delle forze armate ucarine affermava che i russi caduti erano 400.000. I dati relativi ai propri morti e feriti non vengono pubblicati né da Mosca né da Kiev, trattandosi di un segreto militare.

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007 Gb, 350mila soldati russi morti o feriti in 2 anni

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Secondo il report quotidiano dell’intelligence militare britannica su X, durante i due anni di guerra in Ucraina le perdite russe sono pari e in molti casi superiori al numero di soldati inviati sul campo nei primi giorni dell’invasione: 350.000 militari russi sono rimasti uccisi o feriti dal 24 febbraio 2022 a oggi. Tuttavia, Mosca è riuscita a recuperare le perdite. “L’esercito russo in Ucraina è attualmente più numeroso rispetto al 2022. I russi sono in grado di continuare gli attacchi in prima linea e applicare la strategia di logoramento per esaurire le forze ucraine”, hanno affermato i servizi britannici.

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