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Farmaci, torna di nuovo disponibile il Sinemet per il Parkinson

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Il medicinale Sinemet, indicato nel trattamento della malattia di Parkinson, risulta attualmente disponibile, “essendo cessati i problemi produttivi che hanno reso il farmaco carente nelle scorse settimane”. Ma non si escludono future nuove carenze. E’ quanto rende noto l’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa). A denunciare le difficolta’ dei pazienti dovute all’impossibilita’ di reperire il farmaco che contrasta i principali sintomi del Parkinson, come bradicinesia, tremore, rigidita’ e disfagia, era stata, poche settimane fa, l’Accademia per lo Studio della Malattia di Parkinson e i Disordini del Movimento Limpe-Dismov. In particolare, fa sapere Aifa, il farmaco e’ ora disponibile nelle confezioni da 200mg+50mg di compresse a rilascio modificato e da 100mg+25mg. Tuttavia, “in considerazione della prevedibile

discontinuita’ locale delle forniture, legate all’elevata richiesta, l’Aifa autorizza eccezionalmente eventuali necessarie importazioni di questa confezione, laddove siano ancora riscontrati problemi. Pertanto, si invitano i pazienti a rivolgersi al proprio farmacista per ordinare la confezione in oggetto”. L’unica confezione che risulta attualmente carente, a causa di problemi produttivi, e’ quella da 50mg+25mg compresse. Per questa sola confezione, il titolare AIC, spiega Aifa, “non ha ancora comunicato una data certa di fine carenza, anche se e’ previsto a breve l’arrivo di nuove forniture”. Si precisa, infine, che “analoga situazione si e’ verificata anche in altri Stati membri dell’Unione Europea” e l’Aifa, insieme alle altre agenzie regolatorie e all’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA), “sta lavorando per contrastare le carenze e le indisponibilita’, problematica comune a livello europeo”.

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Campania, incidenza risale al 14,84%

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Risale anche in Campania il dato di incidenza del Covid sulla popolazione, arrivando al 14,8% di positivi sui tamponi. In totale sono quindi 16.380 i nuovi contagi in regione, su 110.674 test esaminati, riportando il tasso di contagio in alto rispetto al 12,91 di ieri. Il bollettino dell’Unita’ di crisi conta oggi 38 nuove vittime, di cui 20 decedute nelle ultime 48 ore e 18 risalenti ai giorni precedenti ma registrate in ritardo. In lieve incremento anche l’occupazione dei posti letto, che sono 102 nelle intensive (+2) e 1.394 in degenza (+3). La situazione a fine gennaio resta quindi difficile in una giornata in cui le Regioni esprimono al governo la volonta’ di cancellare i colori assegnati e che la sorveglianza sanitaria sia riservata ai soggetti sintomatici. In Campania, intanto, parte anche un nuovo accordo tra la sanita’ regionale e i medici di base che e’ stato ufficialmente approvato al Tavolo regionale di medicina generale: i medici di base potranno aderire alla catena di tamponi per il covid, effettuando i test antigenici sui malati che stanno bene e devono concludere la quarantena. L’idea e’ stata stabilita oggi nella riunione in cui l’Unita’ di Crisi ha acquisito la volonta’ dei medici di medicina generale a collaborare per i tamponi antigenici rapidi al fine di ottimizzare la conclusione dei processi di quarantena e isolamento. I tamponi dei medici di base sul territorio si sommeranno a quelli di farmacie e laboratori di analisi, accelerando la possibilita’ di uscire dall’isolamento. I medici comunicheranno i risultati alle Asl di appartenenza attraverso la piattaforma regionale. L’adesione dei professionisti sara’ volontaria: i sindacati stimano che in Campania il 70-80 per cento dei medici di medicina generale siano pronti a collaborare. A NAPOLI, intanto, continua a crescere il dato dei malati con 2.918 nuovi positivi di cui 429 sono senza vaccino. Gli ospedali dedicati al Covid si affollano come dimostra il Loreto Mare, che oggi accoglie in degenza altre due persone raggiungendo la totalita’ di occupazione dei propri 50 posti letto.

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Altri due morti e un ferito sul lavoro, una strage continua

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Ancora una volta una giornata di lavoro si e’ trasformata in tragedia. Il bollettino, ormai quasi quotidiano, degli infortuni si allunga con due nuove vittime: un operaio di 51 anni nella provincia di Arezzo e di un boscaiolo in Alto Adige. Un altro operaio, di 40 anni, sempre in Toscana ma in provincia di Grosseto e’ rimasto ferito ma non e’ in pericolo di vita. E’ ancora viva la rabbia per la morte dello studente di 18 anni, Lorenzo Parelli, avvenuta pochi giorni fa in una fabbrica della provincia di Udine: il ragazzo e’ rimasto schiacciato da una trave d’acciaio nell’ultimo giorno di un programma di alternanza scuola-lavoro. Proprio in questi giorni gli studenti di diverse scuole e citta’ hanno protestato davanti al Miur e agli Uffici Scolastici Regionali e Provinciali esponendo lo striscione: “Non si puo’ morire di scuola-lavoro” e annunciando che scenderanno in piazza in tutta Italia il 28 gennaio. L’operaio di 51 anni, residente in Casentino, e’ morto dopo essere rimasto incastrato in una tramoggia. L’infortunio mortale e’ avvenuto in un impianto di produzione di materiale per edilizia, dove si lavorano calcestruzzi, a Bibbiena (Arezzo). Sono arrivati sul luogo della tragedia personale del 118, vigili del fuoco e carabinieri ma per l’uomo ormai non c’era piu’ nulla da fare. Il boscaiolo sarebbe stato invece travolto da un tronco d’albero mentre lavorava nei boschi di Tires, in Alto Adige. L’allarme e’ stato lanciato alle 14: sono intervenuti carabinieri, il soccorso alpino e l’elisoccorso Pelikan 1, decollato da Bolzano ma il medico d’urgenza ha solo potuto costatare la morte dell’uomo. Ad Ansedonia, in provincia di Grosseto, l’operaio di 40 anni e’ caduto da un’impalcatura di circa due metri. L’uomo e’ stato trasportato con un elicottero all’ospedale Misericordia di Grosseto ma non e’ in pericolo di vita. Sulla morte dell’operaio che lavorava nell’azienda di calcestruzzo di Bibbiena e’ intervenuta l’Ugl. “Un ennesimo dramma sul lavoro che non puo’ essere tollerato o derubricato a mera fatalita’. Siamo in presenza – hanno sottolineato il segretario generale del sindacato Paolo Capone e il segretario generale della Toscana Giuseppe Dominici – di una vera e propria strage che non e’ degna di un Paese civile”. A ricordare le triste statistiche e’ stata Giulia Bartoli, segretaria generale della Fillea Cgil Toscana: nel 2021, tra gennaio e novembre, gli incidenti sul lavoro sono cresciuti del 22% rispetto allo stesso periodo del 2020 (2369 contro 1940). “La politica deve porsi il problema ” ha detto. Mentre la segretaria generale della Filca Cisl Toscana ha chiesto di aprire “urgentemente un tavolo con la Regione e le parti sociali di settore sulla sicurezza sul lavoro, perche’ fermare la strage sul lavoro si puo’ e si deve”.

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Mafie, la denuncia di Libera: a Roma ci sono 94 clan e 100 piazze di spaccio di droga

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“Oggi vince la citta’ e perdono le mafie ma non vuole dire che dobbiamo abbassare la guardia”. Lo ha detto nel corso della conferenza stampa in Campidoglio sul Forum sui beni confiscati alle mafie di Roma Giuseppe De Marzo, responsabile nazionale di Libera per le politiche sociali e coordinatore nazionale della Rete dei numeri Pari. “Non sara’ una passeggiata – avverte – In citta’ ci sono 94 clan e 100 piazze dello spaccio e noi abbiamo denunciato e continuiamo a denunciare un welfare sostitutivo mafioso enorme. Non c’e’ da essere ipocriti, da stupirsi se poi i ragazzi finiscono nelle mani delle mafie. Abbiamo 133 mila neet a Roma”.

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