Collegati con noi

Spettacoli

Eurovision 2022, fra poco la finale: i nuovi look della Pausini hanno fatto centro

Pubblicato

del

Questa sera c’è la finale dell’Eurovision Song Contest 2022,: ci aspettiamo dei look ancora più sbalorditivi di quelli delle semifinali. Nella seconda ancora una volta i ‘padroni’ di casa sono stati all’altezza come professionalità, anche se non tutti quanto ad abbigliamento:.

Alessandro Cattelan ha indossato un completo nero, con giacca bordata di strass luminosissimi e scarpe scintillanti, firmato Armani. Niente di particolare, voto 4

Mika: è un grande artista e non è mai scontato e banale, i suoi look sono sempre perfetti e adatti ad ogni occasione. Sul palco dell’Eurovision 2022 ha esibito tre completi total di colori diversi che hanno dato un tocco di allegria, voto 9

Laura Pausini dopo il disastro del look della prima serata ha fatto centro con tre look completamente diversi tra loro: elegantissima, quasi divina. Ecco quello che comunicavano gli abiti firmati Alberta Ferretti. Voto 9

Fra i cantanti era molto attesa la performance di Emma Muscat, vecchia conoscenza del pubblico italiano e degli appassionati di talent show, che con la sua  I Am What I Am, si è esibita  per Malta, il suo paese, ma non è stata molto fortunata.
Ha indossato un abito minidress tutto specchi che rifrange la luce dei riflettori in mille bagliori: Emma sul palco ricordava molto Beyoncé. Voto 8

Stessa sorte per l’attesissimo Achille Lauro, super atteso, sempre firmato Gucci come nelle ultime performance ma l’esibizione con Boss Doms lo ha portato fuori dall’Eurovision, escluso. Per il suo look, voto 6.

 

 

Advertisement

Cinema

Alessandro Magno è gay? La Grecia contro Netflix

Pubblicato

del

La Grecia è scesa in campo contro Netflix per un docudrama britannico su Alessandro Magno che suscita controversie sulla rappresentazione della relazione tra il grande condottiero macedone e il suo generale Efestione come un amore omosessuale. Lina Mendoni, ministra della Cultura del governo di Atene, ha bollato la serie televisiva “Alexander, the making of a god” (Alessandro, la creazione di un dio) come “una fiction di qualità estremamente bassa e pessimo contenuto, piena di inesattezze storiche”. Riguardo alla descrizione dei due protagonisti come gay, Mendoni ha sottolineato che “non c’è alcuna menzione nelle fonti dell’epoca di un rapporto che vada oltre l’amicizia”.

La questione è giunta al dibattito in Parlamento, dove Dimitris Natsiou, presidente di Niki, un partito cristiano ortodosso greco di estrema destra, ha condannato il serial come “deplorevole, inaccettabile, antistorico”, sostenendo che “l’obiettivo subliminale è dare un’idea dell’omosessualità come perfettamente accettabile nei tempi antichi, una tesi priva di basi”.

Sulle questioni sollevate dalle rappresentazioni storiche e sessuali della serie, gli specialisti offrono opinioni divergenti. Il professor Lloyd Llewellyn-Jones, docente di storia antica all’università di Cardiff, sostiene che “le relazioni fra persone dello stesso sesso erano decisamente la norma attraverso tutto il mondo greco”. Viceversa, Thomas Martin, docente di storia greco-romana al College of the Holy Cross, Massachusetts, nota che Omero non ha mai identificato Alessandro ed Efestione come amanti nell’Iliade, benché tale interpretazione sia stata avanzata successivamente.

Mentre alcuni esperti, come Martin e Christopher Blackwell della Furman University, ritengono che i rapporti omosessuali non fossero diffusi al tempo di Alessandro il Macedone, altri come Robin Lane Fox di Oxford sostengono che l’amore tra uomini non fosse fuori dalla norma. Tuttavia, tutti concordano sul forte legame tra Alessandro e il generale, testimoniato dalla testimonianza dei contemporanei.

La ministra Mendoni riconosce la complessità del concetto di amore nell’antichità ma respinge l’idea di intraprendere azioni contro Netflix, affermando che “non è compito del governo censurare, sull’arte ognuno può avere diverse opinioni”.

Questa controversia non è isolata: l’anno scorso, il ministro delle antichità egiziano criticò Netflix per la scelta di far interpretare Cleopatra da un’attrice nera nella serie “Queen Cleopatra”. Inoltre, la serie “The Crown” è stata oggetto di polemiche per presunte distorsioni storiche nella rappresentazione della famiglia reale inglese.

La discussione su come rappresentare accuratamente la storia attraverso i mezzi di intrattenimento continua a sollevare domande complesse sulla verità storica, l’interpretazione artistica e le sensibilità moderne.

Continua a leggere

In Evidenza

Johnny Depp arriva a Torino per girare le scene di Modì

Pubblicato

del

Johnny Depp arriva oggi a Torino per girare alcune scene di Modì, biopic su Amedeo Modigliani che lo vede per la seconda volta dietro la macchina da presa. Modì sarà girato preso la sede dislocata dei Tuscany Film Studios di Andrea Iervolino.

“Sono orgoglioso di portare a Torino una star internazionale del calibro di Johnny Depp, con cui abbiamo spesso collaborato negli scorsi anni, come ad esempio nella serie animata Puffins e nel film Waiting for the Barbarians”, commenta Andrea Iervolino, ceo del Gruppo Ilbe, di Tatatu e fondatore dei Tuscany Film Studios. “La città di Torino ha il potenziale per affermarsi quale polo cinematografico a livello globale, e la presenza degli studi a Torino, sede dislocata dei Tuscany Film Studios, costituisce un elemento fortemente attrattivo per le produzioni nazionali e internazionali. I Tuscany Film Studios nascono infatti per portare l’arte di fare cinema in tutta Italia, non solo in Toscana”. Oltre alla regia di Johnny Depp, nel cast sono già stati annunciati Riccardo Scamarcio, che interpreta Modigliani, Al Pacino, nelle vesti di Maurice Gangnat, e Luisa Ranieri, nei panni di Rosalie.

La star arriverà a Torino con il suo jet privato e non si sa ancora quanto rimarrà in città. È possibile che l’attore visiti al Museo del Cinema la mostra di Tim Burton, amico e regista che lo ha diretto in molti film come Edward mani di forbici.

Continua a leggere

In Evidenza

Bono Vox omaggia Aleksej Navalny al concerto di Las Vegas con gli U2

Pubblicato

del

Durante il concerto degli U2 a Las Vegas, Bono ha reso omaggio al leader dell’opposizione russa Alexei Navalny, invitando il pubblico dello Sphere, l’avveniristica arena dove la band si esibisce in una lunga serie di concerti, e a dire ad alta voce il nome dell’oppositore russo, “perché Putin non lo avrebbe mai detto”. Il cantante ha parlato di Navalny e degli ucraini in lotta per la libertà durante la sua esibizione a Las Vegas, postando un video su X. “La prossima settimana segnerà due anni da quando Putin ha invaso l’Ucraina – ha detto – Per queste persone, la libertà non è solo una parola in una canzone, per queste persone è la parola più importante del mondo; così importante che gli ucraini combattono e muoiono per essa. Così importante che Alexei Navalny ha deciso di rinunciarvi”. Poi ha aggiunto: “Putin non avrebbe mai detto il suo nome. Quindi ho pensato che stasera, come persone che credono nella libertà, dobbiamo dire il suo nome. Non limitarci a ricordarlo, ma dire: Alexei Navalny, Alexei Navalny”.

Grazie al professor Bruno Siciliano, autore del video!

Continua a leggere

In rilievo

error: Contenuto Protetto