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Erdogan sfida Putin e rafforza il suo ruolo di mediatore tra Mosca e Kiev

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Recep Tayyip Erdogan è sempre più sicuro del suo ruolo di mediatore tra Mosca e Kiev, tanto da fare un palese sgarbo a Vladimir Putin nel tentativo di ingraziarsi Volodymyr Zelensky. Questo gesto, tuttavia, non solo tradisce apertamente le promesse fatte a Putin, secondo cui i comandanti del reggimento nazionalista ucraino Azov sarebbero tornati a casa solo dopo la fine della guerra, ma dimostra anche la convinzione di Erdogan di poter restare l’unico protagonista nel processo di mediazione.

Erdogan ha liberato cinque comandanti del reggimento Azov, provocando l’ira di Mosca. Questa mossa è in netto contrasto con le promesse fatte a Putin e potrebbe compromettere le relazioni tra i due Paesi. Tuttavia, Erdogan ribadisce di essere l’unico in grado di aiutare la Russia a porre fine al conflitto senza che ciò si trasformi in una catastrofe per la sua Nomenklatura.

Il presidente turco, forte della recente vittoria elettorale, sta lavorando per salvare le esportazioni di grano ucraino attraverso il Mar Nero. Inoltre, Erdogan afferma che Kiev si è guadagnata il diritto di diventare un membro a pieno titolo della NATO, in vista del prossimo summit atlantico a Vilnius. Tuttavia, Erdogan annuncia anche di voler incontrare Putin “entro agosto” e si presenta come l’unico leader della NATO in grado di parlare direttamente con il presidente russo.

Non è la prima volta che Erdogan si proclama artefice della fine della guerra. Fin dai primi tentativi di negoziati per il cessate il fuoco a Istanbul nel marzo 2022, il presidente turco ha sempre sostenuto che la chiave per porre fine al conflitto sia nelle sue mani. I fatti hanno dimostrato che gli scambi di prigionieri tra i due eserciti sono stati facilitati dall’intervento turco, compreso quello che ha coinvolto il reggimento Azov, descritto dalla propaganda di Putin come un gruppo neonazista ucraino.

Tuttavia, la differenza rispetto al passato è che Putin appare oggi più debole che mai dall’inizio dell’invasione. La guerra sta andando male per la Russia, Putin è sempre più isolato a livello internazionale e si trovano di fronte le conseguenze del tentativo di golpe da parte della milizia mercenaria Wagner. Tutto ciò rende Putin più dipendente dalle mosse di Erdogan.

È importante notare che Erdogan non avrebbe mai osato permettere il ritorno in Ucraina dei comandanti del reggimento Azov solo qualche mese fa. Questa mossa è stata immediatamente condannata da Mosca, che accusa Turchia e Ucraina di aver tradito gli accordi precedenti. Tuttavia, la debolezza attuale di Putin e le sue difficoltà interne lo rendono molto più dipendente dalle mosse di Erdogan.

Nonostante i tentativi di mantenere un basso profilo, l’evento ha suscitato grande attenzione e reazioni sia in Russia che in Ucraina. Gli ufficiali liberati, motivati dalla loro disperata resistenza durante la battaglia di Mariupol, si preparano a tornare in prima linea per continuare la lotta contro l’invasione russa.

L’azione di Erdogan mette ulteriormente in evidenza il suo desiderio di emergere come un attore centrale nel conflitto tra Russia e Ucraina e di svolgere un ruolo di mediatore nelle trattative tra le due parti. Tuttavia, resta da vedere come questa dinamica influenzerà lo sviluppo del conflitto e se Erdogan riuscirà a mantenere il suo ruolo dominante nel processo di pace.

 

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Media siriani: attacco israeliano su quartiere di Damasco

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Le forze israeliane hanno lanciato un attacco su un quartiere di Damasco: lo riferiscono i media siriani.

Un attacco israeliano ha preso di mira oggi un quartiere abitato di Damasco, ha annunciato l’agenzia ufficiale siriana Sana senza fornire ulteriori dettagli. “Un attacco missilistico israeliano ha preso di mira il quartiere residenziale di Kafr Sousa nella capitale Damasco”, ha reso noto la tv nazionale.

– L’attacco attribuito a Israele contro Damasco, nel quartiere di Kafr Suse, ha preso di mira una palazzina usata come sede operativa dai Pasdaran iraniani e dagli Hezbollah libanesi. Lo riferisce l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria, secondo cui l’attacco è stato un assassinio mirato nei confronti di una o più personalità iraniane o legate all’Iran.

Secondo le prime immagini diffuse dalla tv di Stato siriana, la palazzina di dieci piani colpita dal raid attribuito a Israele è stata presa di mira al quinto piano. La struttura dell’edificio è intatta. Su una delle facciate sono evidenti i segni di una esplosione avvenuta all’interno di uno degli appartamenti del quinto piano dopo che il proiettile è entrato da una delle finestre, i cui contorni sono anneriti.

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Ucraina, 11 bambini rimpatriati dalla Russia

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Undici bambini ucraini si sono riuniti alle loro famiglie dopo essere stati rimpatriati ieri dalla Russia, ha detto il commissario del parlamento ucraino per i diritti umani Dmytro Lubinets. “Si tratta di sei ragazze, tra cui due gemelle di due anni, e cinque ragazzi. Il bambino più piccolo restituito ha 2 anni, il più grande 16 anni”, ha scritto ieri sera Lubinets sul suo account X. Il rimpatrio dalla Russia è avvenuto attraverso la mediazione del Qatar e con il sostegno del Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (Unicef).

I bambini ucraini sono stati accolti dai loro parenti al confine con la Bielorussia. Si tratta del quarto gruppo riportato indietro con la mediazione del Qatar, ha detto Lubinets ai giornalisti presenti alle operazioni. I parenti hanno aspettato più di sei ore in un punto di passaggio utilizzato per scopi umanitari, prima di poter riabbracciare finalmente i loro bambini. “Sono felice e basta”, ha detto Oleksandr, 16 anni. Sorridendo timidamente, ha riassunto i suoi sentimenti come “gioia e un po’ di nervosismo, ma per il resto tutto bene”. “Il mio primo pensiero è che la mia nuova vita sta effettivamente iniziando”, ha aggiunto.

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Ritrovato il corpo della bimba scomparsa andando a scuola

Ritrovato il corpo della bimba scomparsa andando a scuola

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E’ stato ritrovato dopo cinque giorni nel fiume Trinity il corpo di Audrii Cunningham, una ragazzina di 11 anni scomparsa mentre andava a scuola in Texas: lo ha reso noto lo sceriffo della contea di Polk Byron Lyons. Ancora ignote le cause della morte. La procuratrice Shelly Sitton ha riferito che il suo ufficio sta preparando il mandato d’arresto per Don Steven McDougal, 42 anni, che era già stato fermato come persona di interesse nei giorni scorsi. E ha aggiunto che a suo avviso merita la pena capitale. McDougal era un amico del padre della ragazzina e viveva in un caravan nella proprietà della famiglia. Qualche volta accompagnava Audrii alla fermata dello scuolabus, come ha fatto anche giovedì scorso. Quella però è stata l’ultima volta che la famiglia della ragazzina l’ha vista.

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