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Elezioni, Luigi Di Maio non rieletto a Napoli
Il ministro degli Esteri e leader di Impegno Civico, Luigi Di Maio, non è stato rieletto. Quando mancano ormai poche sezioni al risultato definitivo (403 le sezioni scrutinate su 440) nel collegio di Napoli Fuorigrotta 2 per la Camera, ha ottenuto il 24,3% dei voti. Nettamente primo l’ex ministro dell’Ambiente, in lizza per il Movimento 5 Stelle, Sergio Costa, al 40,5%. Terza Maria Rosaria Rossi, in lizza per il centro destra, col 22,2%. Solo quarta la ministra Mara Carfagna, di Azione, al 6,7. Per Di Maio è uno stop clamoroso.
Esteri
Droni a Lipsia, Lavrov alza lo scontro con Berlino: «È l’inizio di una vera guerra»
Serghei Lavrov alza i toni dello scontro con Berlino dopo le accuse tedesche alla Russia per il tentato attacco con droni all’aeroporto di Lipsia. Il ministro russo parla di «inizio di una vera guerra» e attacca il cancelliere Friedrich Merz.
Sale pericolosamente la tensione tra Russia e Germania. Il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov definisce le accuse rivolte da Berlino a Mosca per il tentato attacco con droni all’aeroporto di Lipsia/Halle come «l’inizio di una vera guerra» e richiama persino il precedente storico della vigilia della Seconda guerra mondiale.
«Hanno trovato un drone. Hanno detto che era un drone russo, ma nessuno si è preso la briga di indagare. Questo è, in linea di massima, l’inizio di una vera guerra», ha dichiarato Lavrov in un’intervista ripresa dall’agenzia Interfax.
Berlino accusa Mosca, la Russia nega
Il governo tedesco ha ufficialmente attribuito alla Russia la responsabilità del tentato attacco avvenuto il 4 agosto all’aeroporto di Lipsia/Halle.
La ricostruzione di Lavrov secondo cui nessuno avrebbe indagato è contestata dalle autorità tedesche. Il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt ha sostenuto che l’attribuzione alla Russia deriva dall’insieme delle indagini della polizia, delle modalità dell’azione e delle informazioni raccolte dall’intelligence.
Mosca respinge invece le accuse, definendole prive di fondamento e sostenendo che le prove sarebbero state costruite per attribuire alla Russia la responsabilità dell’episodio.
La rappresaglia diplomatica tedesca
Berlino ha reagito annunciando un pacchetto di misure contro Mosca, tra cui la chiusura del consolato generale russo a Bonn e della Casa Russia, il centro culturale russo di Berlino.
Ed è proprio su queste decisioni che Lavrov ha alzato ulteriormente i toni.
«Hanno cacciato il Consolato generale da Bonn, stanno chiudendo la Casa Russia a Berlino», ha affermato il capo della diplomazia di Mosca.
Poi il riferimento storico: «Ricordo che i tedeschi chiudevano le loro missioni diplomatiche anche prima dell’inizio della Seconda guerra mondiale», definita da Lavrov, secondo la terminologia russa, «Grande guerra patriottica».
Lavrov contro Merz: «Di fatto ci dichiara guerra»
Lavrov ha rivolto un’accusa diretta anche al cancelliere tedesco Friedrich Merz, collegando la vicenda di Lipsia al progetto di rafforzamento militare della Germania.
Secondo il ministro russo, le dichiarazioni di Merz sulla volontà di fare nuovamente della Germania una delle principali potenze militari europee starebbero diventando realtà: «Di fatto, ci sta dichiarando guerra».
Berlino utilizza una lettura opposta. Il ministro dell’Interno Dobrindt ha affermato nei giorni scorsi: «Non siamo in guerra, ma siamo quotidianamente bersaglio della guerra ibrida».
È proprio questa contrapposizione a rendere particolarmente delicata la crisi. La Germania considera l’episodio di Lipsia parte di una più ampia strategia di operazioni ibride russe contro l’Europa; Mosca respinge l’accusa e interpreta le contromisure tedesche come un’ulteriore escalation.
La parola «guerra» entra così apertamente nello scontro diplomatico tra Berlino e Mosca, mentre le relazioni tra Russia e Germania raggiungono uno dei livelli di tensione più alti degli ultimi anni.
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La tv riaccende i motori: De Martino sfida Scotti, valzer di conduttori tra Rai, Mediaset e La7
Riparte la stagione della tv generalista. Affari Tuoi di Stefano De Martino sfida La Ruota della Fortuna di Gerry Scotti, mentre Rai, Mediaset e La7 schierano programmi storici, nuovi conduttori e fiction.
Settembre è il mese della ripartenza anche per la televisione generalista. Rai, Mediaset e La7 riaccendono progressivamente i palinsesti tra programmi storici, ritorni, nuovi conduttori e sfide destinate a misurarsi ogni giorno sul terreno degli ascolti.
Il primo duello importante comincia già stasera, domenica 6 settembre: Stefano De Martino torna con Affari Tuoinell’access prime time di Rai 1 e ritrova dall’altra parte Gerry Scotti con La Ruota della Fortuna su Canale 5.
De Martino-Scotti, torna la sfida dell’access prime time
La novità di Affari Tuoi è anche geografica: il programma debutta a Milano, in uno studio completamente rinnovato.
La Ruota della Fortuna, invece, arriva all’appuntamento senza essersi praticamente fermata durante l’estate, confermandosi uno dei prodotti più forti di Canale 5.
La battaglia dell’access prime time sarà così uno dei primi grandi test della nuova stagione televisiva.
Rai, Carlo Conti cambia serata. Ballando rinnova la giuria
In prima serata Rai tornano alcuni dei marchi più consolidati. Carlo Conti riparte con Tale e Quale Show, quest’anno collocato al mercoledì.
Una serata particolarmente affollata, nella quale troverà anche Chi l’ha visto? su Rai 3, entrato nella nuova era della conduzione di Raffaella Griggi, e È sempre Cartabianca di Bianca Berlinguer su Rete 4.
Sul Nove Fabio Fazio conferma Che Tempo Che Fa alla domenica e porta Il Tavolo anche in una nuova collocazione.
Dal 3 ottobre torna invece su Rai 1 Ballando con le stelle. Alla guida resta Milly Carlucci, ma cambia la giuria dopo le uscite di Selvaggia Lucarelli e Fabio Canino. Lucarelli approda al Grande Fratello come opinionista insieme a Cesara Buonamici.
Sottile prende il posto di Infante, che passa a Mediaset
Uno dei cambi di casacca più significativi riguarda l’informazione del daytime.
Dal 7 settembre Salvo Sottile debutta alla guida di Ore 14 su Rai 2 e dal 24 settembre condurrà anche Ore 14 Sera. Raccoglie l’eredità di Milo Infante, passato a Mediaset, dove conduce su Rete 4 Verità Nascoste in prima serata e Ore 11nel daytime.
Su Rai 1 tornano dal 7 settembre È sempre mezzogiorno con Antonella Clerici, La Vita in Diretta con Alberto Matano, Storie Italiane con Eleonora Daniele e La Volta Buona con Caterina Balivo.
Clerici raddoppierà dal 9 ottobre con The Voice Senior, mentre Mara Venier riprenderà Domenica In dal 27 settembre.
Mediaset punta ancora sul Grande Fratello
Canale 5 risponde con il ritorno del Grande Fratello Vip, dal 17 settembre, nuovamente affidato a Ilary Blasi.
Restano centrali nella programmazione della rete Amici, Uomini e Donne e Tu sì que vales, oltre a due speciali di Temptation Island e poi… e poi….
Dal 7 settembre riparte anche Dentro la Notizia con Gianluigi Nuzzi, mentre nel preserale torna Caduta Libera con Max Giusti. Dal 14 settembre sarà nuovamente in onda Mattino Cinque con Federica Panicucci e Francesco Vecchi.
La7 conferma la sua squadra
Poche rivoluzioni su La7, che dal 7 settembre rimette in campo Omnibus, Coffee Break con Andrea Pancani, L’Aria che Tira con David Parenzo e Tagadà con Tiziana Panella.
Dal 14 settembre torna Lilli Gruber con Otto e Mezzo, seguita da Corrado Augias con La Torre di Babele.
In prima serata rientrano diMartedì con Giovanni Floris, Piazzapulita con Corrado Formigli, Propaganda Live con Diego Bianchi e In Altre Parole con Massimo Gramellini. Dal 30 settembre Aldo Cazzullo torna con una nuova edizione di Una giornata particolare.
Fiction, Rai punta su Livatino e sull’ultimo Doc di Argentero
La battaglia riguarda naturalmente anche le fiction. Mediaset ha anticipato la concorrenza con Erica – Una detective per caso, interpretata da Vanessa Incontrada.
Rai 1 risponde dal 21 settembre con la miniserie Livatino – Il giudice e i suoi assassini, diretta da Michele Placido.
Dal 24 settembre torna invece Doc – Nelle tue mani. La quarta stagione segnerà l’ultima interpretazione di Luca Argentero nei panni del dottor Andrea Fanti.
Dal 29 settembre sarà poi la volta di Una finestra vista lago, tratta dai romanzi di Andrea Vitali, con Antonio Folletto nei panni di un giovane maresciallo dei carabinieri.
La stagione televisiva 2026-2027 parte dunque con molti marchi conosciuti, ma anche con parecchie pedine spostate sulla scacchiera. La prima battaglia è già pronta: De Martino contro Scotti. Poi, come sempre, saranno Auditel e pubblico a dare i voti.
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Programmi tv settembre 2026, riparte la sfida tra Rai, Mediaset e La7.
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Riparte la tv generalista: De Martino sfida Gerry Scotti, nuovi conduttori e cambi di casacca tra Rai e Mediaset. Tutti i programmi dell’autunno 2026.
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Riparte la stagione della tv generalista. Affari Tuoi di Stefano De Martino sfida La Ruota della Fortuna di Gerry Scotti, mentre Rai, Mediaset e La7 schierano programmi storici, nuovi conduttori e fiction.
Suggerimento immagini
Per l’apertura sceglierei Stefano De Martino e Gerry Scotti affiancati, utilizzando due fotografie ufficiali, perché sintetizzano immediatamente la prima grande sfida televisiva della stagione. In alternativa un collage fotografico sobrio con De Martino, Scotti, Milly Carlucci e Ilary Blasi. Nessuna scritta sovrapposta.
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Dall’iPhone pieghevole all’IA fuori controllo, l’autunno caldo della tecnologia
Apple entra nell’era John Ternus e prepara il suo autunno tecnologico mentre cresce la sfida dell’intelligenza artificiale. Costi, profitti, cybersicurezza e protezione dei minori sui social saranno al centro dei prossimi mesi.
Un iPhone pieghevole, un nuovo amministratore delegato per Apple, modelli di intelligenza artificiale sempre più potenti e difficili da controllare, miliardi di dollari da trasformare finalmente in profitti e governi alle prese con un problema ancora irrisolto: come proteggere i minori sui social.
L’autunno 2026 della tecnologia si annuncia come uno dei più delicati degli ultimi anni.
Apple, comincia l’era Ternus
Ad aprire la stagione sarà il tradizionale evento Apple di settembre. L’attesa maggiore riguarda il possibile debutto del primo iPhone pieghevole, con il quale Cupertino entrerebbe in un mercato già presidiato da concorrenti come Samsung e Huawei.
Ma la vera novità sarà sul palco.
Dal primo settembre John Ternus è il nuovo Ceo di Apple, dopo quindici anni di Tim Cook alla guida operativa del gruppo. Cook rimane nell’azienda come Executive Chairman.
Ternus, entrato in Apple nel 2001 e proveniente dalla guida dell’ingegneria hardware, eredita un colosso da migliaia di miliardi di dollari ma anche una sfida che Cupertino non può più rimandare: l’intelligenza artificiale.
Apple deve infatti recuperare terreno rispetto ai concorrenti e per la nuova generazione di Siri si affida anche alla tecnologia Gemini di Google.
L’intelligenza artificiale deve dimostrare di saper fare soldi
Il problema non riguarda soltanto Apple. L’intera industria tecnologica deve affrontare una domanda sempre più pressante: quanto costa davvero l’IA e quando comincerà a produrre profitti proporzionati agli investimenti?
Addestrare e utilizzare i modelli più avanzati richiede enormi capacità di calcolo, data center, chip ed energia.
Se le grandi società dell’intelligenza artificiale dovessero approdare in Borsa, la pressione aumenterebbe ulteriormente: non basterebbe più dimostrare che i modelli diventano continuamente più potenti. Bisognerebbe rendere conto agli azionisti, trimestre dopo trimestre, di ricavi, costi e utili.
Uno scenario che potrebbe incidere anche sul prezzo degli abbonamenti e spingere il settore verso nuovi modelli commerciali, compresa una maggiore presenza della pubblicità.
Astra e il problema della sicurezza
C’è poi il capitolo più delicato: quanto possono diventare autonomi e pericolosi gli agenti di intelligenza artificiale?
OpenAI ha appena presentato GPT-6 Astra, definendolo il modello più capace mai distribuito su larga scala dalla società. Per la prima volta un modello OpenAI ha raggiunto il livello “Critical” nelle capacità di cybersicurezza previsto dal Preparedness Framework dell’azienda.
Significa che, disponendo degli strumenti e degli accessi necessari, il modello è in grado di individuare vulnerabilità informatiche precedentemente sconosciute e sviluppare sistemi per sfruttarle senza la necessità che un essere umano lo guidi in ogni singolo passaggio.
Una capacità straordinaria per la difesa informatica, ma che pone interrogativi altrettanto straordinari sulla sicurezza.
Minori e social, l’Europa cerca ancora una strada
L’altro grande terreno di confronto sarà la protezione dei minori online.
Diversi Paesi stanno cercando di introdurre limiti più severi all’accesso dei giovanissimi ai social network, ma resta un problema tecnico fondamentale: come verificare realmente l’età senza creare sistemi invasivi per la privacy?
Il modello che ha fatto da apripista è quello australiano, basato su una soglia di 16 anni per l’accesso alle principali piattaforme.
Anche l’Europa discute di interventi più severi, ma le soluzioni nazionali restano frammentate e il tema è tutt’altro che risolto.
Perché stabilire per legge che un quindicenne non possa entrare su una piattaforma è relativamente semplice. Impedire davvero che lo faccia è molto più complicato.
L’autunno tecnologico del 2026 ruoterà quindi intorno a tre grandi domande: che cosa saprà ancora inventare l’industria, quanto sarà redditizia l’intelligenza artificiale e soprattutto quanto saremo capaci di controllare tecnologie che stanno diventando sempre più autonome e potenti.


