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Ecco Marco Mengoni, il vincitore di Sanremo da X Factor ai Music Award, fino al ‘Lido Mengoni’

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Si commuove perché è felice durante la conferenza pre finale del festival, a Sanremo invece di andare in albergo mette in piedi un Lido Mengoni, le standing ovation che gli dedicano sono infinite: è così Marco Mengoni, neo vincitore del Festival di Sanremo, primo in tutte le serate della kermesse canora, anche quella del duetto. Con la sua Let it be personalissima e con accompagnamento di una band gospel, ha incantato ed emozionato tutti.
Con “Due vite” vince a dieci anni di distanza esatta dalla prima vittoria rivierasca.
Marco Mengoni ha vinto di tutto, a partire X Factor che lo lanciò e gli diede un contratto con Sony. Allora Morgan gli faceva cantare di tutto da Sergio Endrigo alle cose più astruse. Sempre con la certezza che quel ragazzo l’avrebbe vinto anche se avesse cantato un elenco telefonico… E da allora è stata una messe di premi.

 

La passione per la musica fin da piccolo. Dopo alcune esperienze da ragazzino come componente di un quintetto vocale, a 16 anni decide di intraprendere la carriera solista. E dopo aver vinto nel 2009 X Factor, e quindi un contratto discografico con la Sony Music, si è aggiudicato il festival di Sanremo nel 2013 con il brano L’essenziale. Nella sua carriera ha già vinto
dieci Wind Music Awards e tre MTV Europe Music Awards, oltre a nove candidature al World Music Award.


A Sanremo anziché andare in un albergo. Lussuoso o affittare una villa ha aperto il “Lido Mengoni”, “Uno spazio nel quale artisti e performer potranno andare ed esibirsi durante tutta la settimana del Festival di Sanremo” come lui stesso ha spiegato. Una specie di lido balneare con tanto di biliardino, affacciato sul mare sanremese, ma anche uno spazio nel quale ogni mattina Marco Mengoni ha fatto due chiacchiere con un amico vero, l’attore Fabio De Luigi. Una sorta, quindi, di hub del dialogo e della creatività. Dove una radio è rimasta sempre accesa. Lui, da Fiorello, scherzando ha detto: “Ho aperto un Lido per arrotondare”, ma chissà potrebbe essere un’idea per un nuovo investimento dello straordinario artista.

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Calcio, Thiago Motta lascia il Bologna

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E così come ampiamente previsto Thiago Motta se ne va, lascia il Bologna che lo ha reso noto con questo comunicato pubblicato sul suo sito web: “Nella mattinata di oggi Thiago Motta ha comunicato alla Società l’intenzione di non rinnovare il contratto con il Bologna FC 1909. Preso atto della decisione, il Club ringrazia il tecnico per lo straordinario lavoro svolto e gli augura le migliori fortune per il prosieguo della carriera.”

“In questi due anni ho conosciuto un allenatore preparato e vincente”, dichiara il Presidente Joey Saputo, “che ha dato alla squadra un’identità di gioco brillante. Il traguardo della qualificazione in Champions League consegna lui e tutti i giocatori alla storia del nostro Club. Avrei voluto che rimanesse al Bologna, ma non posso che ringraziare lui e il suo staff per queste stagioni meravigliose e augurargli il meglio per il futuro”.

Dove andrà Motta ancora non si sa: i rumors lo danno alla Juventus che ha appena esonerato Massimiliano Allegri, trattativa portata avanti da Giuntoli. Intanto la Juve si sarebbe già assicurata il difensore Calafiore peruna cifra intorno ai 25 milioni di eruo ma nella trattativa potrebbe anche entrare un calciatore.

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La Rai blinda De Martino con un contratto pluriennale

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Messo in cascina il futuro di Sanremo, con la doppietta 2025 e 2026 affidata a Carlo Conti in veste di direttore artistico e conduttore, la Rai punta su Stefano De Martino, blindandolo con “un accordo pluriennale”, annuncia Viale Mazzini. Il contratto – a quanto si apprende – ha la durata di quattro anni e vedrà il golden boy della tv italiana “impegnato per la Direzione Intrattenimento Prime Time nelle fasce pregiate di Rai1 e Rai2”. In ballo c’è innanzi tutto la successione ad Affari Tuoi, il game show dell’access prime time della rete ammiraglia che Amadeus ha rinnovato e rilanciato in vetta all’Auditel: il contratto con Endemol-Banijay per il format dei pacchi è in scadenza, ma non è un mistero che – nelle intenzioni di Viale Mazzini – in pole position ci sia proprio De Martino.

Secondo Dagospia, il contratto – oltre a prevedere un mega compenso – spazierebbe tra access e prime time e comprenderebbe anche l’opzione Sanremo post Conti. Dell’accordo farebbero parte anche alcune serate speciali e non è escluso che De Martino possa apparire all’Ariston già nel 2025, magari come co-conduttore di una delle serate. Intanto l’artista incassa i complimenti dell’amministratore delegato Roberto Sergio e del direttore generale Giampaolo Rossi “per gli ottimi risultati raggiunti in questa stagione”: su Rai2 Stasera tutto è possibile – il comedy show in cui De Martino ha preso il posto di Amadeus dalla quinta edizione – chiude proprio questa sera la stagione più vista di sempre. Nato a Torre Annunziata il 3 ottobre 1989, Stefano De Martino comincia a 10 anni a muovere i primi passi nel mondo della danza, contagiato dalla passione trasmessa dal padre. Nel 2007 vince una borsa di studio al Broadway Dance Center di New York, avvicinandosi alla danza moderna e contemporanea.

Nel 2009 la svolta con il debutto ad Amici dove vince un contratto con la Complexions Contemporary Ballet, partecipando a un tour che tocca Nuova Zelanda, Australia e Hawaii. Nel 2010 ritorna al programma di Maria De Filippi come ballerino. Da qui comincia la sua attività di coreografo. Nel 2015 è ancora nella squadra di Amici come supporter e nello stesso anno conduce l’appuntamento in day time della trasmissione. Nella stagione 2016-2017 è uno dei mentori di Selfie – Le cose cambiano su Canale 5, nel 2018 è l’inviato dell’Isola dei Famosi.

Nel 2019 debutta in Rai con Made in Sud e conduce con Belen Rodriguez – con cui avrà un lungo e altalenante legame, da cui è nato il figlio Santiago – la Notte della Taranta. L’anno dopo è alla guida della finale di Castrocaro e sostituisce Amadeus al timone di Stasera tutto è possibile. Nel 2021 torna da Amici come giudice, confermato anche per l’edizione successiva. Tra il 2021 e il 2023 apre il suo Bar Stella su Rai2, rete per cui farà anche da voce narrante per l’ottava edizione del Collegio e per lo speciale Da Natale a Santo Stefano, in onda lo scorso 26 dicembre.

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Economia

Vestager: da Ita-Lufthansa rischi per la concorrenza

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Dribbla, come di rito, le polemiche. Ma lancia comunque un messaggio forte e chiaro. L’Europa valuta le nozze tra Ita e Lufthansa guidata soltanto da una stella polare: la tutela della libera concorrenza e dei cittadini. La guardiana dell’antitrust Ue, Margrethe Vestager, difende senza esitazioni il suo ruolo di mediatrice nell’operazione italo-tedesca – entrata ormai nei suoi giorni cruciali – e risponde indirettamente anche alle critiche espresse da Matteo Salvini su un possibile “atto ostile” nei confronti dell’Italia nel caso di un niet. La missione dell’Ue, taglia corto la danese, è “garantire che, quando viaggiano, i consumatori possano scegliere tra diverse compagnie, voli e prezzi competitivi”.

Fronti su cui l’alleanza tra la newco e il vettore tedesco pone dei “rischi”. Il finale non è però ancora scritto: “spetta alle parti”, è l’incoraggiamento della commissaria, trovare il compromesso necessario a strappare entro il 4 luglio la benedizione Ue. Impegnata ad analizzare i “diversi aspetti” della fusione – attraverso la quale Lufthansa acquisirebbe il 41% di Ita con la prospettiva di salire al 100% entro il 2026 -, in questi giorni di fitti negoziati a livello tecnico e dirigenziale, la Commissione europea non arretra sulle richieste volte a scongiurare un aumento delle tariffe e una diminuzione dei collegamenti a danno dei cittadini.

“In un caso come questo c’è un rischio che i prezzi salgano e le frequenze calino”, ha sintetizzato Vestager, facendo riferimento soprattutto al nodo su cui l’intesa con le due parti appare ancora lontana: le lunghe – e remunerative – rotte da Fiumicino verso gli Stati Uniti e il Canada. Nell’ultimo pacchetto di impegni – il quarto da gennaio – appena presentato a Bruxelles dalle parti, l’offerta avanzata dai tedeschi resta quella di congelare l’alleanza sui viaggi oltreoceano in via temporanea – per due o tre anni al massimo -, rinviando l’ingresso di Ita nell’influente joint venture che riunisce la compagnia guidata da Carsten Spohr con United Airlines e Air Canada.

Le trattative poi vanno avanti anche per avvicinare le posizioni sulla cessione degli slot a Milano-Linate: le parti sarebbero pronte a rinunciare a una ventina di coppie giornaliere di slot nello scalo milanese. Un numero sensibilmente superiore rispetto alle 11 (22 tra andata e ritorno) proposte in precedenza, ma inferiore alla soglia (circa trenta) richiesta dall’Ue. Il braccio di ferro, assicura la vicepresidente, è guidato esclusivamente da una valutazione “basata sui fatti e sulle analisi” dell’antitrust Ue. E non ha alcuna connotazione politica.

“Non è possibile essere commissaria alla Concorrenza e avere un’opinione relativamente al fatto che un accordo sia politicamente preferibile oppure no”, scandisce la commissaria, pur riconoscendo che l’operazione è “molto importante anche per gli italiani che vogliono viaggiare”. La sensibilità del dossier è del resto innegabile anche nei corridoi di Palazzo Berlaymont. E l’ipotesi che Lufthansa – giunta in queste ore con una delegazione a Bruxelles – non sia disposta a fare altri sacrifici, è sempre più concreta. Dopo le trattative, secondo quanto fanno trapelare fonti tedesche, c’è soltanto la possibilità di “un intervento politico”. Il finale – cruciale anche per il futuro di Ita – sarà scritto con tutta probabilità già nei primi giorni di giugno.

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