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Economia

Dialogo Conte – Junker sulla manovra, Castelli e Carelli: dialogo sì ma poi si deve fare il reddito di cittadinanza

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Laura Castelli, sottosegretario del M5S all’Economia, aspetta di capire come si snoderà la trattativa governo-Ue sulla manovra. Gli spiargli di pace fanno bene ai mercati. La Borsa di Milano va meglio. Lo spread va giù. “Conte ci racconterà i dettagli di cosa hanno in testa quelli della Commissione” non si sbilancia Castelli. Ma una cosa è certa, la trincea è il reddito di cittadinanza: “Noi non arretreremo nemmeno di un centimetro. Dobbiamo e vogliamo andare avanti”. La Lega è sembrata molto più dialogante del Movimento dopo l’incontro tra il premier Giuseppe Conte e il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker. Laura Castelli dice che non è vero. “Anche noi siamo per il dialogo, ma bisogna capire a quale prezzo. Se si tratta di un rene o di qualcosa di più”. Il Carroccio è pronto a mettere sul piatto quota 100, premettendo che non tutti i fondi stanziati saranno coperti dalle richieste: i grillini faranno altrettanto con il reddito di cittadinanza: “Eh, no: noi a differenza del Carroccio non facciamo campagna elettorale con i soldi dello Stato. Si sapeva che non sarebbero serviti tutti i 6 miliardi stanziati per superare la Fornero, ma quando Garavaglia lo disse, durante un vertice, Matteo Salvini iniziò a strillargli contro per farlo stare zitto. Noi, appunto, siamo differenti e i soldi stanziati per il reddito ci serviranno tutti. Non usiamo i soldi dello Stato per fini elettorali”.

Laura Castelli. Viceministro dell’Economia

Castelli nega che subito dopo le parole di Conte da Bruxelles e l’asse con Salvini (‘Non ci attacchiamo ai decimali’) nel M5S ci sia stato un moto di fastidio: “Macche’, anche noi siamo usciti subito a sostegno del presidente”. A leggere in controluce le dichiarazioni, domenica sera hanno parlato con le agenzie generiche fonti M5S che sottolineavano “il sostegno totale” al presidente del Consiglio e la ‘difesa dei cittadini e non quella dei numerini’. Sottigliezze, certo. Che a molti non sono passate inosservate. Il capogruppo alla Camera della Lega Riccardo Molinari ragiona a tal proposito: “A me Conte piace ed è la figura giusta in questa fase”. Anche un dialogante per antonomasia, come il deputato M5S Emilio Carelli, seppur da una sponda opposta spiega che “è stato rassicurante e noi dovremo fare altrettanto. Agli italiani non interessano i decimali, ma il lavoro, i tassi dei mutui, il sostegno a chi non ce la fa”. Castelli non si vuole sbilanciare su quale sarà la soluzione finale: “Aspettiamo il vertice, voglio sentire le parole di Conte, poi ci ragioneremo su”, ha concluso il sottosegretario all’Economia.

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Economia

Confesercenti: 140mila attività scomparse, allarme sui consumi

All’Assemblea 2026, Confesercenti segnala le difficoltà di famiglie e commercio tra rincari energetici, pressione fiscale e chiusure. Tra le richieste, detassazione parziale della tredicesima e semplificazione. Meloni apre alla legge contro la desertificazione commerciale e promette nuovi tagli fiscali.

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Un’Italia che lavora, ma fatica a spendere, mentre le città perdono negozi e servizi di prossimità. All’Assemblea 2026 di Confesercenti, il presidente Nico Gronchi (foto Imagoeconomica) mette al centro il divario tra la tenuta dell’occupazione e le difficoltà di famiglie e piccole imprese. Dal 2019 al 2025, secondo l’associazione, sono scomparse circa 140mila attività commerciali: un impoverimento che riguarda l’economia dei territori e la vita quotidiana delle comunità.

Dal governo arriva l’impegno a proseguire nella riduzione delle imposte con la prossima legge di bilancio. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni apre inoltre al confronto sulla proposta di legge di iniziativa popolare contro la desertificazione commerciale.

Occupazione e crescita, ma i bilanci familiari restano sotto pressione

Il quadro presentato da Confesercenti affianca oltre 24 milioni di occupati a una possibile crescita del Pil dell’1% nel 2026. Accanto a questi elementi, l’associazione segnala un’inflazione superiore al 4% e spese obbligate pari al 38% del budget familiare.

Secondo le sue stime, quattro anni di instabilità internazionale e shock energetici hanno comportato una perdita di ricchezza, espressa in termini di Pil, equivalente a circa 2.400 euro per famiglia. Il dato non indica quindi una singola spesa aggiuntiva o una nuova imposta, ma una valutazione dell’impatto economico delle crisi.

Energia e pressione fiscale frenano le imprese

Tra le principali criticità indicate dall’associazione figurano una pressione tributaria al 43,5% e il costo dell’elettricità all’ingrosso, che in Italia risulterebbe superiore del 40% rispetto ai partner europei.

Per le attività commerciali, bollette elevate e minore capacità di spesa dei clienti si traducono in margini più stretti e maggiori difficoltà a investire.

Confesercenti chiede quindi interventi sui costi di energia e carburanti, insieme a misure capaci di sostenere il potere d’acquisto.

La richiesta di detassare parte della tredicesima

Tra le proposte per la prossima manovra spicca la detassazione dei primi mille euro della tredicesima, con l’obiettivo di lasciare più risorse disponibili ai lavoratori e favorire i consumi.

Sul versante delle imprese, il progetto “Italia Semplice” punta a ridurre gli oneri burocratici, il cui costo viene quantificato dall’associazione in circa 12 miliardi di euro.

Si tratta di richieste avanzate al governo, non di provvedimenti già approvati.

Una legge contro la desertificazione commerciale

La difesa dei negozi di vicinato passa anche dalla proposta di legge popolare “Il battito della città”, dedicata alla rigenerazione urbana e al contrasto alla desertificazione commerciale.

Nel messaggio all’assemblea, Meloni manifesta la disponibilità dell’esecutivo al confronto, riconoscendo nella tutela delle attività territoriali una priorità nazionale.

L’apertura politica dovrà ora tradursi nel percorso parlamentare e nella definizione degli strumenti di intervento.

Gronchi: il commercio di prossimità ha un futuro

Gronchi rivendica la capacità delle piccole imprese di adattarsi ai cambiamenti: dalla crescita dei centri commerciali all’e-commerce, fino all’intelligenza artificiale.

Per il presidente di Confesercenti, negozi, bar, ristoranti e mercati continuano a svolgere una funzione economica e sociale essenziale. La sfida è accompagnarne l’innovazione, preservando il legame con i quartieri e le comunità.

Meloni annuncia nuovi tagli alle tasse

La presidente del Consiglio assicura che la prossima legge di bilancio proseguirà il percorso di riduzione delle imposte, indicando nei consumi interni una leva fondamentale per la crescita.

Meloni richiama anche la necessità di valorizzare le imprese che applicano correttamente i contratti e investono sui dipendenti, contrastando la concorrenza sleale legata ai cosiddetti contratti pirata.

Gli annunci non definiscono ancora importi, beneficiari e modalità delle future misure fiscali.

Lavoro, semplificazione e competitività europea

La ministra delle Riforme Elisabetta Casellati sollecita una collaborazione tra istituzioni e categorie per sostenere occupazione e giovani imprenditori.

La ministra del Lavoro Marina Calderone ribadisce l’attenzione ai rinnovi contrattuali e alla tassazione agevolata delle retribuzioni, collegandola al confronto con le parti sociali.

In chiusura, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida chiede all’Unione europea maggiore flessibilità normativa per favorire la competitività italiana. Nel corso dell’assemblea conferisce inoltre a Gronchi il riconoscimento di ambasciatore della cucina italiana di qualità.

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Economia

Manovra 2027, tempi più lunghi e tensione sul taglio Irpef

Il governo approva il Documento programmatico di bilancio, ma rinvia la definizione della manovra 2027 in attesa della procedura europea sulla flessibilità. Il taglio Irpef fino a 60mila euro è in discussione, mentre la maggioranza propone bonus per i fragili, agevolazioni ai giovani e ampliamento della flat tax. Restano da individuare circa 8 miliardi di coperture.

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La manovra 2027 rallenta e il nuovo taglio dell’Irpef torna in discussione. Il governo approva il Documento programmatico di bilancio, ma rinvia la definizione della legge di bilancio in attesa del completamento della procedura europea sulla flessibilità per energia e difesa. Restano aperti il confronto sulle misure e la ricerca delle coperture, mentre nella maggioranza emergono posizioni diverse sulle priorità fiscali.

Il passaggio europeo condiziona il calendario

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti vuole conoscere l’esito della procedura sulla clausola di salvaguardia nazionale prima di definire la composizione della manovra.

Un passaggio è atteso in occasione dell’Eurogruppo del 9 novembre. Il calendario potrebbe quindi portare oltre il 20 ottobre, termine previsto per la presentazione del disegno di legge al Parlamento, indicato come non perentorio.

Il Documento programmatico di bilancio traccia il quadro degli interventi, ma non coincide con il testo della legge che le Camere dovranno esaminare e approvare.

L’ordine del giorno corretto da Palazzo Chigi

L’incertezza sui tempi è emersa anche nella preparazione del Consiglio dei ministri del 13 ottobre. Una prima versione dell’ordine del giorno comprendeva l’illustrazione delle linee della manovra; il punto è stato successivamente eliminato.

Palazzo Chigi ha spiegato la correzione con un errore materiale, ricordando che Giorgetti aveva già annunciato un’approvazione successiva del disegno di legge.

Intanto il Parlamento ha dato il via libera al Documento programmatico di finanza pubblica e alla richiesta di scostamento. L’autorizzazione parlamentare non conclude però la procedura europea necessaria a definire i margini utilizzabili.

Taglio Irpef congelato, Tajani insiste

L’estensione dell’aliquota Irpef al 33% fino a 60mila euro, che avrebbe interessato circa 3,3 milioni di contribuenti, appare ora meno certa.

La misura è indicata come congelata nel confronto sulle risorse, dopo che nei giorni precedenti il viceministro Maurizio Leo ne aveva prospettato l’introduzione.

Antonio Tajani insiste invece sulla necessità di procedere con un nuovo taglio dell’imposta. La posizione di Forza Italia mantiene aperto un confronto che riguarda sia le coperture sia la scelta dei beneficiari.

Bonus fragili e agevolazioni sugli aumenti salariali

Tra le alternative si valuta un bonus per le persone fragili, con una platea potenzialmente più ampia rispetto all’intervento Irpef.

L’idea è anticipare almeno parte del beneficio delle detrazioni per spese sanitarie, normalmente recuperato nella dichiarazione dei redditi successiva. Modalità, requisiti e importi restano da definire.

Il ministero dell’Economia punta inoltre a confermare la detassazione degli incrementi contrattuali e a rafforzare l’iperammortamento per gli investimenti delle imprese. Non è ancora chiaro, invece, l’eventuale aumento delle risorse destinate alla sanità.

Flat tax, giovani e fringe benefit: le proposte dei partiti

La Lega spinge per ampliare fino a 100mila euro di ricavi o compensi la soglia del regime forfettario per le partite Iva. La proposta resta subordinata alle verifiche, anche europee, necessarie alla sua attuazione.

Il partito chiede inoltre interventi sulle pensioni anticipate e una riduzione del canone Rai.

Per i giovani si discute di una tassazione agevolata sugli aumenti salariali. Forza Italia propone una no tax area per gli under 35, mentre Noi Moderati sollecita agevolazioni fiscali per i giovani e misure sugli affitti di lunga durata.

Fratelli d’Italia vorrebbe rendere strutturali le agevolazioni sui fringe benefit. Gli azzurri chiedono anche di estendere l’esenzione dal bollo alle prime auto, comprese quelle aziendali. Sono proposte ancora da selezionare e tradurre nel testo normativo.

Banche e altri settori nella ricerca delle coperture

La ricerca delle risorse riguarda innanzitutto il settore bancario. Matteo Salvini si aspetta un contributo di 5 miliardi, mentre Tajani si dice favorevole a un apporto delle banche, escludendo però una tassa sugli extraprofitti.

Tra le altre ipotesi figurano interventi su assicurazioni, società energetiche, giochi e sigarette, oltre a possibili risparmi collegati al Pnrr.

Sui tavoli tecnici si ragiona su circa 8 miliardi di coperture. Sommando questa cifra ai 14,4 miliardi di flessibilitàconsiderati per gli interventi energetici, il perimetro ipotizzato supererebbe i 22 miliardi. Si tratta di una stima di lavoro, non del valore definitivo della manovra.

Giorgetti conferma prudenza e rigore

Il quadro economico incerto rende più difficile conciliare sostegni a famiglie e imprese con gli obiettivi di finanza pubblica.

Giorgetti conferma una linea di prudenza, rigore e consolidamento dei conti. La composizione finale della legge di bilancio dipenderà quindi dall’esito del confronto europeo, dalle coperture disponibili e dall’accordo politico sulle misure.

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Mps, Iss invita a bocciare il piano Lovaglio su Bpm e Banca Generali

Iss raccomanda agli azionisti Mps di bocciare le offerte su Banco Bpm e Banca Generali, il dividendo straordinario e la riduzione del capitale. Il consulente segnala rischi di integrazione e problemi di coesione della governance, ma non esprime un sostegno all’offerta di Intesa. Il presidente Bisoni difende il progetto. La decisione spetta all’assemblea del 29 ottobre.

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Iss raccomanda agli azionisti di Mps di votare contro le offerte su Banco Bpm e Banca Generali e contro il dividendo straordinario da 4 miliardi di euro. La posizione del consulente di voto dei grandi investitori istituzionali aumenta la pressione sul progetto dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio (nella foto), in vista dell’assemblea del 29 ottobre.

Il fronte contrario comprende già azionisti rappresentativi di circa un terzo del capitale, tra cui Delfin e il gruppo Caltagirone. L’esito delle deliberazioni resta comunque affidato al voto dei soci.

No alle due offerte e al dividendo, sì alla fusione con Mediobanca

Il proxy advisor Iss invita a respingere le due offerte pubbliche di scambio, la distribuzione del dividendo straordinario da 4 miliardi, previsto in denaro e azioni Generali, e la collegata riduzione del capitale sociale.

La raccomandazione è invece favorevole alle altre proposte, compresa la fusione tra Mps e Mediobanca. Il giudizio distingue quindi l’integrazione già avviata dalle ulteriori operazioni prospettate dal management.

I dubbi sui rischi di integrazione e sulla governance

La critica di Iss riguarda soprattutto la complessità del progetto. Le nuove acquisizioni, nella sua valutazione, aumenterebbero i rischi di esecuzione mentre il Monte è già impegnato nell’integrazione con Mediobanca.

Il consulente evidenzia che ai soci viene chiesto di pronunciarsi su una strategia capace di raddoppiare le dimensioni della banca, senza disporre di una due diligence, di un prezzo definitivo e di accordi commerciali e di governance con i principali azionisti delle società coinvolte.

Un’integrazione di più gruppi richiederebbe inoltre, secondo Iss, un consiglio di amministrazione e un management coesi: una condizione che il consulente ritiene non presente a Siena.

La raccomandazione non equivale a un sostegno a Intesa

Iss precisa che il giudizio contrario al piano Lovaglio non costituisce un’approvazione dell’offerta di Intesa Sanpaolo.

L’operazione di Ca’ de Sass viene considerata una possibile alternativa, anch’essa caratterizzata da criticità. Tra queste figura la valutazione del consiglio di amministrazione di Mps, secondo il quale il corrispettivo proposto sottovaluta la banca.

Intesa ha subordinato la propria offerta alla bocciatura del piano alternativo: il voto del 29 ottobre assume quindi un ruolo centrale nel confronto tra le strategie.

Bisoni difende il progetto del Monte

Il presidente di Mps, Cesare Bisoni, ha difeso il piano ed espresso fiducia prima della diffusione della raccomandazione di Iss.

Bisoni ha inoltre precisato che il consiglio non si è spaccato, ma ha assunto le proprie decisioni a maggioranza. L’assemblea resta confermata per il 29 ottobre.

Il board ha aggiornato le proprie osservazioni sull’offerta di Intesa dopo l’aumento di 0,25 euro della componente in denaro. Per Mps, il miglioramento non risolve i dubbi sul valore dell’operazione e sui rischi che gli azionisti assumerebbero rinunciando al progetto industriale alternativo.

Le valutazioni degli advisor restano contrapposte

Gli analisti di Equita, che svolge il ruolo di advisor di Intesa, contestano diversi rilievi del Monte. Ritengono che il miglioramento del corrispettivo e la posizione dei principali azionisti indeboliscano le obiezioni del consiglio senese.

Kepler e Barclays giudicano invece molto difficile che Lovaglio ottenga il sostegno dell’assemblea. Si tratta di valutazioni degli analisti, non di un risultato già acquisito.

Il mercato guarda agli sviluppi delle operazioni

Nella seduta del 13 ottobre, Unipol ha guadagnato circa l’1,9%, mentre i suoi diritti di opzione sono saliti del 13,8%. Bper ha registrato un incremento dell’1,1%, Mps dello 0,4% e Intesa dello 0,2%.

Le quotazioni riflettono anche le attese sulle possibili conseguenze del riassetto bancario. L’andamento di Borsa non garantisce però il completamento delle operazioni, che restano soggette alle rispettive condizioni.

Banco Bpm valuta il voto, altre trattative nel settore

Il consiglio di Banco Bpm è tornato a riunirsi dopo la contrarietà espressa da Crédit Agricole all’offerta del Monte. La decisione sulla partecipazione e sul voto nell’assemblea senese è attesa la prossima settimana.

Nel settore proseguono anche altre trattative: Mediocredito Centrale ha concesso a Credem l’esclusiva su Bdm Banca e a Banco Desio quella sulla Cassa di risparmio di Orvieto. Le esclusive aprono una fase negoziale e non equivalgono ad acquisizioni concluse.

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