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Diabete, la dieta Mediterranea migliora la salute del cervello

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La dieta Mediterranea in aiuto dei pazienti con diabete di tipo 2: seguire questo modello alimentare – che prevede il consumo di frutta, verdura, legumi, pesce e cereali – ha infatti dimostrato di portare dei benefici alle funzioni cognitive e alla memoria dei malati, rispetto a soggetti con o senza diabete che seguivano altri regimi alimentari. Lo evidenzia un studio su oltre 900 pazienti presentato al congresso dell’Associazione americana di diabetologia (Ada). I ricercatori hanno seguito 913 pazienti nell’ambito del Boston Puerto Rican Health Study per due anni ed hanno appunto evidenziato come la dieta Mediterranea si riveli benefica per la salute del cervello nei pazienti con diabete di tipo 2 ed un buon controllo della glicemia. I nutrienti tipici della dieta Mediterranea, infatti, riducono i processi infiammatori e ossidativi del cervello. Tali benefici si manifestano anche nei soggetti non affetti da diabete, ma nei pazienti diabetici l’abbondanza di legumi e cereali integrali tipica della dieta Mediterranea puo’ aiutare a mantenere sotto controllo il livello di zucchero nel sangue oltre che migliorare appunto le funzioni cognitive. Nello studio, i pazienti esaminati sono stati sottoposti a test per il controllo della memoria, delle funzioni cognitive e abilita’ di esecuzione.

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Buon cibo e buona cucina, l’Italia ha un tesoro immenso che deve valorizzare

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La buona cucina o è sostenibile ed identitaria o non è una buona cucina. In assenza di una filiera dei prodotti che ne garantisce origine, trasparenza e tracciabilità non si può parlare con serietà di cucina sana e genuina per i consumatori. Alla tavola rotonda organizzata dal Consorzio Mozzarella di Bufala Dop dal titolo “Eccellenze italiane e cucina sostenibile, il binomio del futuro” si parla di prodotti del comparto agroalimentare. Parliamo di uno  dei settori trainanti dell’economia, soprattutto in un territorio ricco di eccellenze come la Campania. Al tavolo dei relatori, in uno dei saloni dell’Albergo della Regina Isabella di Lacco Ameno, il giornalista de la Repubblica, Pasquale Raicaldo, fa da moderatore-provocatore del dibattito.

Il tavolo dei relatori al convegno organizzato dal Consorzio Mozzarella di Bufala Dop nell’ambito di Ischia Safari 2019. Da destra verso sinistra Antonio Limone, Domenico Raimondo, Pasquale Raicaldo, Pasquale Palamaro, Valerio Galasso, Nino Di Costanzo

Un dibattito che apre la quinta edizione di Ischia Safari 2019, evento in cui si celebra la cucina italiana d’eccellenza. A discutere di cucina sostenibile ci sono due chef stellati, Nino Di Costanzo e Pasquale Palamaro, anime e motori di Ischi Safari. C’è il presidente del Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala dop Domenico Raimondo. C’è il biologo nutrizionista Valerio Galasso. E c’è il direttore dell’Istituto Zooprofilattico del Sud Antonio Limone.

Per Palamaro e Di Costanzo non si può parlare di cucina gourmet mettendo a tavola pesce importato dalla Spagna, in chissà quale stato di conservazione e chissà quando pescato. Una cucina è eccellente sotto il profilo della qualità se utilizza e valorizza prodotti del territorio. E l’obiettivo di Ischia Safari è quello di promuovere la cucina dei territori. Non è un caso che ci siano i migliori chef di tutte le regioni. Perché l’Italia ha certamente un tesoro, prezioso almeno quanto quello culturale ed archeologico: i prodotti enogastronomici. Prodotti che quando usati nei luoghi di produzione danno vita ad una cucina sana che contribuisce al benessere dei consumatori.  Perchè “una cucina è sana non solo quando sappiamo quante calorie contiene un prodotto, ma quando quel prodotto lo usiamo nel momento migliore e lo trasformiamo nel modo migliore prima di mangiarlo” spiega il biologo nutrizionista Valerio Galasso.

Per Galasso “dovremmo, entro i limiti della nostra vita frenetica, tornare ad avere un rapporto diretto con i coltivatori, recuperare direttamente le materie che usiamo in cucina. Recuperare verdura, frutta, produttori direttamente, avere consapevolezza piena di quello che mangiamo”.

“Il cibo italiano vale 40 miliardi di euro annui. È un cibo di qualità superiore. È un cibo che ha sempre tradizione, insediamento, una cultura che l’accompagna. E però non sempre sappiamo, noi italiani, quello che mangiamo e non sempre siamo capaci di apprezzare un cibo che non tutti, in questo mondo, possono permettersi” spiega il professor Antonio Limone.

“Occorre aiutare il cittadino-consumatore a fare scelte responsabili. Bisogna aiutare i comsumatori a distinguere prodotti buoni da prodotti meno buoni, prodotti la cui provenienza è garantita da prodotti di dubbia provenienza e origine” argomenta Limone.

“Nemmeno nelle mense scolastiche della Campania, per esempio, per scelte incomprensibili mangiamo prodottiti del territorio. Pensate che abbiamo tolto la mozzarella dalle mense perchè morì un bambino per un incidente. Eppure è un prodotto microbiologicamente sano e sicuro”.

Chef Pasquale Palamaro (a dx) discute con il presidente del Consorzio Mozzarella di Bufala Dop Domenico Raimondo (a sx), al centro Lorenzo Iuliano, capo della comunicazione del Consorzio

Anche per Limone “la tracciabiità è importante. Il cittadino deve saperee che cosa mangia. La cucina sostenibile è la conseguenza di una produzione sostenibile”. A chiudere il dibattito è Domenico Raimondo, presidente del Consorzio Mozzarella di Bufala Dop. Per Raimondo “tracciabilità dei prodotti, sostenibilità e identità sono i tratti distintivi della mozzarella di bufala Dop. Un prodotto che non è stagionale, che c’è sempre e che ovunque nel mondo per storia e tradizione comunica cultura e identità. Non è un caso – spiega Raimondo – che abbiamo sede dentro la Reggia del Vanvitelli a Caserta. E non è un caso che siamo il primo Consorzio che assieme ai Beni culturali portiamo avanti cultura e cibo che in ogni area si produce”.

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I nuovi menu stellati di Nino Di Costanzo: delizie per il palato, gioie per gli occhi al Danì Maison di Ischia

Marina Delfi

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La conquista di un nuovo traguardo nell’eccellenza mondiale del buon cibo, accomodarsi a Les Grandes Tables du Monde, cioè fra i 174 migliori chef del mondo, 20 in tutto gli italiani, gli ha dato -se possibile- una spinta in più. Parliamo di Nino Di Costanzo, due stelle Michelin con il suo Danì Maison, un gioiellino incastonato nel verde, ricavato dall’antica casa di famiglia a Ischia. Dani Maison è un luogo dell’anima, perdersi fra gli aromi, i colori e le armonie del suo giardino è facile: accolti dalla meravigliosa e leggiadra Marianna, una passeggiata tra piante rare, fiori che godono dell’amore dello chef e del sole di Ischia che benedice i frutti e la terra, e pezzi di design realizzati su disegno dello stesso Nino, artista non solo tra i fornelli, magari gustando una tisana fatta con le erbe appena tagliate, è un’esperienza da vivere.


Ogni stagione ha le sue novità, e ogni anno un pezzetto di Danì Maison viene stravolto per essere -sempre se possibile- migliorato, rinnovato. A partire dalla mise en plas con pezzi di Murano unici e la rivisitazione persino dei bicchieri (che meraviglia le coppe per le bollicine che ricordano quelle del passato ma con un taglio decisamente più moderno). E poi le installazioni di un artista del calibro di Antonio Nocera, con i suoi Pulcinella, i multipli di uccellini, le sculture, la cura dei nuovi menu…

 

Così come i piatti che il celebre chef e la sua brigata propongono. Se qualcuno pensa che la perfezione, artistica, di sapori, di odori e colori non può migliorare ebbene Nino riesce a smentirlo. E accanto ai suoi must ecco spuntare delizie che non solo fanno gioire i palati più esigenti ma sono una gioia assoluta per gli occhi. Aperitivi e antipasti si arricchiscono di nuovi, minuscoli gioielli di sapore o lo strepitoso risotto cotto nel latte di bufala, con bruschetta e ricci di mare. O ancora la Paranza, che della omonima pietanza conserva la freschezza e la qualità dei pesci azzurri, diventati veri capolavori gourmet.

E poi c’è andiamo al sodo, l’uovo, dolce spettacolare eseguito direttamente al tavolo dallo chef. Varrebbe da solo la serata intera. Ma ovviamente i piatti della tradizione, come la pasta e patate che sembra una quadro ma ha il sapore di quella della nonna, o lo spaghetto ai cinque pomodori, un vero trionfo della dieta mediterranea, sono in carta e da provare o riprovare per chi lo ha già fatto. Insomma una esperienza di degustazione per alzarsi dalla tavola con grande soddisfazione e pronti a ritornare. Perché Nino Di Costanzo non è solo uno chef, non è un grande artista della cucina, ma è il “Cuoco” che fa grandi innovazioni conservando fresca la tradizione.

DaNi Maison di Nino Di Costanzo entra ne Les Grandes Tables du Monde

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Coldiretti e Ordine dei Medici insieme in piazza per illustrare i vantaggi della dieta mediterranea con i prodotti a km0

Marina Delfi

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I vantaggi della dieta mediterranea raccontati attraverso le eccellenze della produzione agricola a km zero. È con questo obiettivo che Coldiretti e Campagna Amica partecipano in Campania come partner ai “Villaggi della Salute” organizzati dagli Ordini dei Medici di Benevento, Caserta e Salerno, rispettivamente in piazza San Modesto, piazza Vanvitelli e piazza della Concordia. La collaborazione nasce con l’obiettivo di consolidare la collaborazione tra l’organizzazione agricola e l’Ordine, che ha già prodotto un protocollo d’intesa strategico con Coldiretti Salerno. Un’alleanza che mette insieme chi lavora per difendere e valorizzare la biodiversità contadina e chi ogni giorno aiuta a contrastare e prevenire problemi di salute legati alla cattiva alimentazione, oltre che a stili di vita a rischio.

Tra gli obiettivi della collaborazione c’è anzitutto il dialogo con le famiglie e con il mondo della scuola. Coldiretti ha avviato da tempo una battaglia per l’introduzione del km zero nelle mense scolastiche e per il divieto dei distributori di merendine e bibite zuccherate negli Istituti didattici. In Italia la maglia nera per l’obesità infantile – spiega Coldiretti  – è detenuta dalla Campania, dove un bambino su due ha problemi con la bilancia. Il 28% dei bimbi campani tra gli 8 e i 9 anni è in sovrappeso, il 13,7 è obeso e il 5,5% ha un’obesità severa per un totale complessivo del 47,8% (secondo i dati di Okkio alla Salute).

 

Nelle tre piazze gli agricoltori di Campagna Amica racconteranno e faranno degustare i loro prodotti. Sarà un’occasione utile anche per la raccolta delle firme per la petizione europea #StopCiboAnonimo, con cui Coldiretti chiede all’Unione Europea di introdurre l’obbligo di etichettatura di origine.  La contraffazione e l’adulterazione di prodotti alimentari rappresentano un grave rischio per la nostra salute, soprattutto quando vengono utilizzati ingredienti di bassa qualità o addirittura tossici provenienti da altri Paesi. Un’etichetta chiara che indichi l’origine degli ingredienti aiuta a prevenire e combattere gli scandali alimentari che mettono in pericolo la salute.

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