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Spettacoli

Demi Lovato ricoverata in fin di vita per una overdose di eroina, milioni di fans in ansia

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È in gravi condizioni per una overdose di eroina. La popstar e attrice americana è stata ricoverata in un ospedale a Hollywood. La bella texana di 25 anni  che sembrava essere uscita dalla dipendenza da stupefacenti, alcol e psicofarmaci ci è ricaduta.
Sei anni fa era riuscita a smettere con alcol e cocaina. Il mese scorso aveva pubblicato la canzone Sober, in cui parla proprio dei suoi problemi di alcolismo. È una delle star più social al mondo con ben 70 milioni di followers su Instagram​ e una sessantina su twitter.

La notizia del ricovero di Demi Lovato l’ha data TMZ, che ha riferito di una chiamata di emergenza al Dipartimento della Polizia di Los Angeles proveniente proprio dall’abitazione della cantante sulle colline di Hollywood. La Lovato è stata trasportata d’urgenza in un ospedale dell’area di Los Angeles poco prima di mezzogiorno. Da qualche tempo la star 25enne dava segni di instabilità. Pochi giorni fa il Daily Mail aveva riportato la notizia che la giovane artista, da poco uscita dall’ennesimo ricovero in una clinica per la riabilitazione dalle dipendenze, era stata vista uscire ubriaca da un locale di Hollywood. Prima di quell’episodio, nel bel mezzo della sua tournée, aveva licenziato il suo manager, Phil McIntyre. Fonti vicino alla cantante dicono che McIntyre stesse cercando in tutti i modi di tenere l’artista lontana dai guai.

Nata ad Albuquerque, in Nuovo Messico, il 20 agosto 1992, da una famiglia di origini messicane, irlandesi e italiane, Demi Lovato aveva esordito a soli 7 anni con la serie Barney & Friends trovando poi il successo nel film prodotto dalla Disney Camp Rock. Giovanissima è stata ingaggiata dalla Hollywood Records pubblicando il primo album, Don’t Forget. Fra i suoi brani più venduti This Is Me, La La Land, Skyscraper, Give Your Heart a Break, Heart Attack, Let It Go, Neon Lights, Really Don’t Care, Cool for the Summer, Confident, Sorry Not Sorry e Tell Me You Love Me. Con l’album Confident ha ottenuto la sua prima candidatura al prestigioso premio Grammy.

Il suo ultimo lavoro per il grande schermo invece è del 2017, quando per la Sony aveva prestato la voce a Puffetta nel film d’animazione I Puffi – Viaggio nella foresta segreta. I fan italiani avevano avuto modo di abbracciarla per la prima volta lo scorso 27 giugno, quando si era esibita in concerto sul palco della Unipol Arena di Bologna, per l’unica tappa in Italia del suo Tell me you love me World Tour. A oggi Demi Lovato è una delle star più seguite al mondo con 69,6 milioni di followers su Instagram, 56,2 milioni su Twitter e più di 37 milioni su Facebook.
Il successo non ha però cancellato gli effetti del bullismo subito da ragazzina e delle successive dipendenze.

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Spettacoli

Scarlett Johansson contro OpenAI, copiata mia voce per ChatGPT

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Scarlett Johansson minaccia un’azione legale contro OpenAI, accusandola di aver copiato la sua voce dopo che l’attrice ha rifiutato di concederla in licenza. “Quando l’ho sentita, ero scioccata, arrabbiata e incredula. La voce era così simile alla mia che i miei amici più stretti non sapevano dire la differenza”, ha detto Johansson in una nota al Washington Post. La disputa con la star di Hollywood è solo l’ultimo grattacapo in ordine temporale per Sam Altman, l’amministratore delegato della società a cui fa capo ChatGPT.

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In Evidenza

La radio compie 100 anni, una magia che non conosce tempo

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“La radio fa parte della nostra vita, è magia, compagnia, musica, informazione, conoscenza e cultura”. Sono le parole che si sono rincorse a Cagliari durante “100 Anni e sentirli. Passato, presente e futuro della radio”, l’evento che si è tenuto nell’aula magna della facoltà di Ingegneria organizzato da Confindustria radio televisioni, Università di Cagliari e Ordine dei Giornalisti per celebrare il secolo di vita .di uno strumento antico e modernissimo. Una giornata per raccontare i diversi aspetti della radio, la sua storia e la sua evoluzione, dalla viva voce dei protagonisti: l’attrice, conduttrice televisiva e radiofonica Geppi Cucciari e il dj Ringo, direttore artistico e speaker di Virgin Radio. “La radio non la blocchi – dice dj Ringo nel suo intervento in collegamento video – cambieranno tante cose nel mondo, ma non la radio: è come il panettiere che c’è e ci sarà sempre. La radio da a tutti un superpotere: ci fa diventare dei supereroi”. Non è dovuto a superpoteri, ma a una accoppiata vincente, il successo della trasmissione ‘Un giorno da pecora’.

Lo ha raccontato nel suo lungo intervento Geppi Cucciari parlando della sua esperienza in radio e del rapporto con il conduttore Giorgio Lauro. “Io conoscevo il programma – ricorda la conduttrice – saltuariamente partecipavo come ospite con Giorgio Lauro e Claudio Sabelli Fioretti. Quest’ultimo ha poi deciso di fermarsi e mi è stato chiesto se volessi cominciare a fare il programma. Giorgio era molto contento di questo mio coinvolgimento, ci conoscevamo poco allora. Dopo nove anni e qualche mio stop siamo ancora qui”. Cucciari defisce il rapporto di lavoro con Lauro “fondamentale”. “Io e Giorgio – racconta – siamo una coppia particolare, siamo molto diversi, abbiamo un modo diverso di approcciare la vita e il lavoro, ma come anche nelle coppie della vita essere diversi può essere una risorsa o una dannazione”.

La giornata di lavoro tipo? “Giorgio si sveglia alle 7, legge tutti i giornali, io mi alzo più tardi e ne leggo solo alcuni – confessa Geppi -. Lui cerca tutta la profondità delle notizie, questo mi permette di portare quella leggerezza che mi contraddistingue. Questa distanza tra noi due restituisce quell’immagine di coppia in cui tu ascolti due voci e due personalità diverse. Io non farei mai un programma di questo tipo senza di lui”.

La radio diversa dalla televisione e dal teatro. “Con la radio e la tv entri nelle case degli altri che loro lo vogliano oppure no – spiega l’artista che spazia su più piani -, nel teatro ogni giorno è un inizio. Le persone che vengono a guardarti lo fanno appositamente, sono loro che vengono da te, investono il loro tempo e il denaro. La tv è una magia infinita, uno strumento di compagnia secondo me bellissimo. Gli ascoltatori radiofonici sono di una qualità antropologica diversa, sono persone più formate: il nostro programma non lo puoi affrontare se non conosci le cose della politica”. La radio come strumento di crescita: “un sempreverde – sottolinea il rettore Francesco Mola – qualcosa di incredibile che ha accompagnato il nostro passato e sono convinto che accompagnerà anche il nostro futuro”. Un futuro che non fa pausa: “La radio su tutte è nuova tecnologia – chiarisce Rosario Alfredo Donato, direttore generale di Confindustria Radio Televisioni – è il mezzo che per eccellenza può definirsi ibrido. La radio ha dimostrato di sapersi sempre adattare ai cambiamenti, accogliere le sfide e superarle, vincere, affermarsi ed essere sempre qui”.

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Cultura

“I cioccolatini di Olga”, la regista Laura Angiulli si ispira a Roth

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Debutta in prima nazionale alla Galleria Toledo di Napoli, teatro stabile d’innovazione ai Quartieri Spagnoli, “I cioccolatini di Olga”, liberamente ispirato a ‘L’orgia di Praga’ di Philip Roth, drammaturgia e regia Laura Angiulli, con Alessandra d’Elia e Antonio Marfella, da giovedì 23 maggio alle 20.30 a domenica 26 maggio). La scena è di Rosario Squillace, il disegno luci del Premio Ubu Cesare Accetta.

“L’orgia di Praga, apparentemente un’operina, pulsa del desiderio d’appartenenza e condivisione – spiega Angiulli -. Se la formazione e i più generali caratteri culturali di Philip Roth fanno riferimento al Nord Est di quell’America della quale fin dall’infanzia lui assume in proprio i tratti, le consuetudini, le passioni giovanili proprie di certa popolazione immigrata di più o meno recente generazione, è anche vero che il richiamo delle radici resta forte, e insiste sulle scelte di vita e letterarie dell’autore e non di rado nell’ampio peregrinare della scrittura lo riporta indietro, in un andare a ritroso attraverso le generazioni”.

Il romanzo esce nel 1985, quarto e ultimo capitolo della tetralogia su Zuckerman, alter-ego dello scrittore questa volta alla ricerca delle novelle inedite del padre del collega Zdeněk Sisovskì in esilio in America. “C’è il riconoscimento di una distanza avvertita e sofferta dal soggetto scrivente – prosegue Angiulli – per caso portato dagli eventi in quella terra della sua antica origine, al tempo ancora oppressa dalla violenza della dominazione sovietica. Le figure faticosamente si aggirano sulla scena dell’opera, quasi fantasmi nella nebbia offuscante di un diritto di sopravvivenza tanto reclamato quanto negato, e pure si stagliano per la nettezza della rappresentazione e si fanno elementi di configurazione di un più ampio spaccato umano che può facilmente essere assunto a segno di una mortificante conduzione di vita, quasi negazione della vita stessa”. Dal racconto sulle conseguenze impreviste dell’arte Roth scrisse una sceneggiatura per un adattamento televisivo mai realizzato.

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