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Cronache

Da Assisi ‘grido per fermare la strage a Gaza’

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E’ stato un “grido di pace perché le armi tacciano”, per “fermare le stragi a Gaza e in tante altre parti del mondo” quello che si è levato da Assisi in occasione della marcia straordinaria che si è svolta nella giornata mondiale dei diritti umani. Una marcia concentrata su Assisi, partita da Santa Maria degli Angeli, e non da Perugia come tradizione, per concludersi in piazza San Francesco. Nella quale l’hanno fatta da padrone i colori dell’iride sul grande drappo che ha aperto il corteo, dove si è vista la bandiera della Palestina ma non quella di Israele. “Chiediamo che venga riconosciuto lo stato di Palestina”, ha sottolineato Flavio Lotti, anima della Fondazione PerugiAssisi per la Cultura della Pace.

“Abbiamo bisogno – ha aggiunto – che l’Italia si assuma le sue responsabilità insieme all’unione europea, che qualcuno dica basta”. Alla marcia hanno aderito 339 gruppi e associazioni, 100 Comuni e Province e le principali organizzazioni della società civile italiana. “C’è da chiedersi se stiamo facendo di tutto e anche che cosa possiamo fare come comunità credente perché il Signore che viene ci trovi in pace” ha detto al termine della giornata il custode del Sacro Convento fra Marco Moroni. Tra i marciatori la segretaria del Pd Elly Schlein che ha ribadito la richiesta di un “cessate il fuoco umanitario immediato per quello che sta succedendo a Gaza”. “Torniamo a chiedere la liberazione di tutti gli ostaggi – ha aggiunto – e che si fermino i bombardamenti indiscriminati che stanno colpendo la popolazione civile. Hamas non è il popolo palestinese”.

La leader del Pd ha ribadito la necessità della “soluzione due popoli e due stati”. Per Schlein “bisogna trovare gli interlocutori per ricostruire la pace”. “Non lo può essere Hamas, un’organizzazione terroristica, ma nemmeno il Governo attuale di Netanyahu con esponenti che nemmeno riconoscono la causa palestinese e stanno armando la violenza dei coloni in Giordania” ha concluso. “Oggi più che mai deve levarsi forte la voce del popolo pacifista” ha scritto su Fb il leader del M5s Giuseppe Conte. “Nei giorni in cui la Striscia di Gaza è un inferno in Terra e questa carneficina indigna le opinioni pubbliche nel mondo, dobbiamo raccogliere il grido di aiuto che si leva dalla popolazione civile palestinese” ha aggiunto. Per il segretario di Sinistra italiana Nicola Fratoianni “serve un’azione politica che parta da un cessate il fuoco duraturo”.

“Siamo di fronte a una carneficina che non finisce più” ha aggiunto. “Noi stiamo dalla parte delle persone, stiamo dalla parte dell’idea che bisogna cessare la guerra per impedire che ci siano altri morti e questo vale sia per i palestinesi che per gli israeliani” ha detto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini. All’arrivo in piazza San Francesco i marciatori hanno mostrato cartelli neri con la scritta “cessate il fuoco”. Tra loro anche padre Ibrahim Faltas, vicario della Custodia di terra santa.

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L’ex direttore del Sole 24 Ore Roberto Napoletano assolto definitivamente

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È definitiva la sentenza di assoluzione della corte d’Appello di Milano che ha cancellato ogni responsabilità addebitata a Roberto Napoletano, ex direttore editoriale del Sole 24 Ore e ora alla guida del Quotidiano del Sud, finito imputato a Milano per false comunicazioni sociali e manipolazione del mercato. Reati che per i giudici di secondo grado rientrano in un “quadro di insuperabile perplessità probatoria rafforzata dalla generale inattendibilità della tesi di fondo sottesa all’accusa”. A far passare il giudicato lo scorso 24 febbraio il verdetto assolutorio è stata la mancata impugnazione da parte della Procura Generale e della parte civile Consob dopo che in appello ad ottobre è stata ribaltata la sentenza con cui il Tribunale aveva condannato il giornalista a due anni e mezzo di reclusione, con motivazioni che hanno messo in luce “il difetto di convincenti prove nei suoi confronti”.

Infatti, si legge nell’atto, “risulta importante che (…) l’intero contenuto delle circa 500.000 (cinquecentomila) e-mail estrapolate dagli strumenti informatici” di Napoletano “sia risultato del tutto neutro ed irrilevante ai fini dell’indagine ed all’attribuzione della responsabilità penale, non essendo state trovate comunicazioni di sorta inerenti i fatti in esame”. Inoltre, “non risultano riscontrate da evidenze di sorta” le “argomentazioni” sul “fatto che realmente Napoletano avesse un potere di incidere sugli affari e sulla gestione del gruppo Sole 24 Ore o anche solo sulle decisioni spettanti all’ad” di allora Donatella Treu, la quale per la vicenda aveva patteggiato assieme all’ex presidente Benito Benedini e alla stessa società. In più è emerso come “proprio le e-mail che effettivamente coinvolgevano” l’ex direttore “dimostrino come egli fosse il semplice destinatario e fruitore dei dati sulla diffusione digitale, che gli venivano comunicati, e non dunque il loro falsificatore o l’ispiratore della loro falsificazione”.

I giudici di secondo grado – che in un passaggio hanno fatto riferimento alla teoria del “capro espiatorio esterno alla effettiva catena di comando operante in azienda” legata ad alcuni testimoni che sentiti in giudizio hanno cercato di allontanare da sé “sospetti di responsabilità” – hanno ritenuto “priva di fondamento la tesi” secondo cui avrebbe ricoperto “un ruolo assimilabile a quello di un Direttore Generale”. Benché abbia partecipato “ad alcuni consigli di amministrazione in cui (forse) si discuteva anche di comunicazione – ma non certo di bilanci, circostanza di cui non vi è alcuna prova -“, non è stato dimostrato che “potesse esercitare una vastissima e reale ‘influenza invincibile’ su entrambe le due figure apicali del board”. “So che ho preso un giornale sull’orlo del baratro editoriale – disse Napoletano il giorno dell’assoluzione in appello – gli atti del processo lo hanno dimostrato. Il danno che ho subito è enorme, per fortuna ho avuto la forza di andare sempre avanti”.

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Video su Tik-Tok prima del processo, dai domiciliari al carcere

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Ha pubblicato su Tik-Tok un video malgrado fosse agli arresti domiciliari: misura cautelare in carcere per Giuseppina Valda, sorella di Francesco Pio Valda, il giovane accusato di essere l’assassino di Francesco Pio Maimone, l’aspirante pizzaiolo 18enne assassinato senza motivo, la notte tra il 19 e il 20 marzo scorsi, sul lungomare di Napoli, mentre era con gli amici. Martedì scorso, giorno in cui la giovane si è recata in Tribunale per la prima udienza del processo che la vede imputata (per la detenzione dell’arma usata nell’omicidio di Maimone) con il fratello, la nonna e un gruppo di parenti e amici, la ragazza ha postato sul social un video cui si è esibita ripetendo le parole di un rapper che, in sottofondo, inneggiava alla mafia.

Si è configurata quindi una violazione della prescrizione del divieto di comunicazione con persone diverse da quelle coabitanti che ha portato alla sostituzione dei domiciliari con il carcere. Il nuovo provvedimento è stato notificato a Giuseppina Valda dal commissariato San Giovanni-Barra al termine di indagini della Squadra Mobile di Napoli. Anche il fratello si rese protagonista di un gesto analogo mentre era in carcere: pubblicò anche lui un video con musica neomelodica a tutto volume in sottofondo, una pizza e qualche passo di danza. Per questa vicenda sempre la Squadra Mobile di Napoli chiese e ottenne per il rampollo del clan Aprea-Valda la notifica di un nuovo reato, accanto a quello di omicidio aggravato, l’accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione.

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14enne morto in ospedale a Nocera Inferiore, avvisi di garanzia per 14 medici

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Sarà conferito lunedì mattina l’incarico per l’autopsia del 14enne di Sarno (Salerno) che ha perso la vita lunedì scorso nell’ospedale di Nocera Inferiore. La procura di Nocera Inferiore, dopo la denuncia sporta ai carabinieri dai familiari (assistiti dagli avvocati Mario Balzano e Sofia Pisani), ha aperto un fascicolo per chiarire le cause della morte.

L’inchiesta è coordinata dal pubblico ministero Federica Maria Teresa Miraglia che in queste ore ha inviato un avviso di garanzia ad almeno 14 medici e sanitari che hanno seguito il giovane durante la sua permanenza negli ospedali. Il 14enne, che lamentava nausea e un forte mal di testa, sabato sera era stato accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale di Sarno. Successivamente era stato trasferito all’Umberto I di Nocera Inferiore dove è arrivato intorno alle 22.45. Domenica pomeriggio il giovane era stato ricoverato in Neurochirurgia ma nella notte le sue condizioni sono improvvisamente precipitate. L’autopsia chiarirà le cause della morte ed eventuali responsabilità. Anche la direzione sanitaria dell’Umberto I ha avviato un’indagine interna per ricostruire la vicenda.

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