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Economia

Sindacati ad Assisi: fermare la guerra e lo stillicidio di morti sul lavoro

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L’aumento dei salari, la lotta alla precarieta’, la sicurezza sul lavoro: il Primo maggio mette al centro il messaggio trasversale per un lavoro dignitoso e non povero e rilancia le ragioni della pace. Cgil, Cisl e Uil, dopo due anni di pandemia, tornano in piazza a celebrare la festa dei lavoratori. Scelgono Assisi, la citta’ della pace, per un appello al cessate il fuoco, a fermare “questa guerra assurda voluta da Putin”. Pur con posizioni diverse, con la Cgil che dice no al riarmo e Cisl e Uil che sostengono invece l’invio di aiuti anche militari all’Ucraina, la richiesta di fermare il conflitto e’ comunque univoca. “Al lavoro per la pace” e’ lo slogan che accompagna la giornata. E alla vigilia del Consiglio dei ministri che dovrebbe varare nuovi aiuti alle famiglie e alle imprese, chiedono al governo di portare avanti il dialogo e di ottenere quelle risposte che “finora non abbiamo avuto”, dice il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini. Di avere un tavolo di “confronto e non un’informativa” a decisioni prese, sostiene il numero uno della Uil, Pierpaolo Bombardieri. Mentre il leader della Cisl, Luigi Sbarra, richiama la via di un nuovo Patto sociale – indicata dallo stesso premier Mario Draghi nell’ultimo incontro a Palazzo Chigi di inizio aprile – per rimettere al centro la crescita, il lavoro, i salari e le pensioni. E’ sulla sicurezza che diventa unanime l’appello per chiedere di mettere fine alla quotidiana scia di sangue, che non risparmia neanche il giorno della Festa dei lavoratori con tre operai feriti in un’esplosione in una azienda di produzione di oggetti di vetro a Fidenza, in provincia di Parma. Lo fa il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sostenendo un patto istituzionale contro il “fagello” delle vittime sul lavoro. Lo fa il Papa ricordando i lavoratori morti “una tragedia molto diffusa, forse troppo”. Anche la Cei chiede di “non dimenticare. La guerra in Ucraina ha spento i riflettori sulle morti bianche”. Oltre 1.300 vittime in un anno nelle fabbriche, nei campi, sui cantieri sono “una strage vergognosa”, dice Sbarra. Che va azzerata. Di qui la richiesta di piu’ formazione, prevenzione e controlli. E la proposta che arriva da Bombardieri di lasciare fuori dai bandi pubblici e dalle associazioni le aziende che violano le norme sulla sicurezza sul lavoro. Questa e’ una “priorita’” del governo, rimarca il ministro del Lavoro, Andrea Orlando. Che torna anche su tema dei salari: “Bisogna essere in grado di costruire regole nuove e lavorare per avere riferimenti congrui”. In ballo c’e’ il tema del salario minimo – nell’ipotesi di una via italiana, come definita dallo stesso ministro – legato ai minimi contrattuali, con la validita’ generale dei contratti firmati dalle organizzazioni maggiormente rappresentative. Ma la battaglia va portata avanti anche nella lotta al lavoro precario. Nel corteo del Primo maggio a Torino sale la tensione tra le forze dell’ordine e un gruppo di rider che chiedeva di sfilare “per portare la loro voce di sfruttati”. Due le cariche della polizia. Mentre al corteo di Trieste si arriva agli scontri tra sindacalisti e No Green pass e tra questi ultimi e le forze dell’ordine, nel giorno in cui il Paese saluta il Green pass. Tra lavoro povero e salari bassi, l’inflazione ormai oltre il 6% non aiuta: sul tavolo la necessita’ di sostenere le buste paga, agendo non solo con il taglio del cuneo fiscale, tra le misure su cui lavora il goveno, ma anche con la detassazione degli incrementi contrattuali, nelle richieste dei sindacati. E con il rinnovo dei contratti, con il messaggio rivolto al presidente di Confindustria, Carlo Bonomi: “Bisogna aumentare i salari”.

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Quasi 300 milioni di euro investiti per l’area Vesuvio sull’asse Pompei-Napoli

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“Stanziamo in tutto quasi 300 milioni di euro per progetti che restituiranno centralità a questo territorio”. La ministra per il Sud e la Coesione territoriale Mara Carfagna ha annunciato così la sottoscrizione del Contratto istituzionale di sviluppo (Cis) per l’area Vesuvio-Pompei-Napoli all’interno del parco archeologico di Pompei. Presenti la sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni, il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, il sindaco della Città Metropolitana di Napoli Gaetano Manfredi, il direttore generale dell’agenzia per la Coesione territoriale Paolo Esposito, il direttore generale del Parco di Pompei Gabriel Zuchtriegel, il direttore generale del Grande Progetto Pompei Giovanni Di Blasio e i sindaci dei diciotto comuni interessati oltre al capoluogo.

Il Cis ha l’obiettivo di riqualificare e valorizzare la vasta area che comprende parte della periferia orientale di Napoli, il territorio vesuviano e alcuni Comuni interni e costieri della penisola sorrentina, dando anche attuazione al programma di interventi per lo sviluppo socioeconomico dei Comuni rientranti nel Piano strategico per la gestione del sito Unesco “Aree archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata” del 2018. “Questa giornata – prosegue Carfagna – chiude un percorso che ho e abbiamo iniziato a dicembre e che ci consente di valorizzare questo straordinario territorio e di riqualificarlo, di valorizzare la sua vocazione artistica, storica e culturale. Finanziamo importanti progetti su un territorio molto vasto che abbraccia la periferia orientale di Napoli, il territorio vesuviano e molti Comuni interni e costieri della penisola sorrentina affinché possano essere considerati non un contorno geografico del sito storico archeologico più famoso e più bello del mondo, ma possano contribuire in maniera attiva e determinante al processo di sviluppo che deve portare quest’area a crescere ancora di più e a diventare ancora più attrattiva”.

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Fincantieri, via a nuovi vertici Graziano-Folgiero

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Finisce ufficialmente oggi dopo 20 anni l’era di Giuseppe Bono alla guida di Fincantieri. Il nuovo cda, nominato dall’assemblea degli azionisti della Capogruppo, ha conferito l’incarico di amministratore delegato a Pierroberto Folgiero, in arrivo da Maire Tecnimont, gruppo industriale leader mondiale nella trasformazione delle risorse naturali. Alla presidenza va invece Claudio Graziano, noto generale con esperienza internazionale e presidente del Comitato Militare dell’Ue: subentra a Giampiero Massolo, gia’ approdato ai vertici di Atlantia. I due nomi – che rispecchiano lo spirito bicefalo di Fincantieri, civile e militare – erano stati indicati da Cdp Industria Spa, che detiene il 71,32% di Fincantieri e che in lista, per un ruolo da amministratore, aveva inserito anche Cristina Scocchia (a.d. della illycaffe’ ), Alberto Dell’Acqua, Valter Trevisani, Alessandra Battaglia e Massimo Di Carlo. La lista ha conseguito il voto favorevole del 96,324% del capitale sociale rappresentato in assemblea. Paola Muratorio, Paolo Amato e Alice Vatta sono invece i nomi tratti dalla lista presentata dall’azionista di minoranza Inarcassa (2,201% del capitale sociale), che ha conseguito il voto favorevole del 3,676%. Bono, 78 anni, lascia un’azienda che ha raggiunto – come sottolineato da lui stesso – “posizioni di leadership mondiale “, con “la strada tracciata” e lavoro per i prossimi “6-7 anni”. Un legame ineluttabile, quello tra Bono e la societa’. Per questo “anche da fuori – ha promesso nei giorni scorsi l’ex ad – saro’ sempre uno dei vostri. Questo e’ un arrivederci e non un addio”. Oggi l’assemblea ordinaria di Fincantieri spa ha approvato il Bilancio di esercizio al 31 dicembre 2021, che chiude con un utile di 125.224.830,45 euro destinato, secondo quanto deliberato, per il 5% a riserva legale e per la parte residua a riserva straordinaria.

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Incentivi auto, si prenota dal 25 ma validi subito

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Scattano oggi, con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, gli incentivi per le auto e le moto verdi. La piattaforma ecobonus.mise.gov.it, dove i concessionari potranno prenotare i contributi, riapre dalle ore 10 di mercoledi’ 25 maggio, ma i contratti saranno validi subito. “Sono soddisfatto che finalmente gli incentivi automotive diventano operativi. E’ una misura che ho fortemente voluto. Una boccata d’ossigeno per un settore in sofferenza, ma anche un’opportunita’ per un cambiamento verso una mobilita’ sostenibile che valorizzi anche la nostra industria di settore” commenta il ministro Giancarlo Giorgetti. Per gli incentivi sono stati stanziati 650 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022, 2023 e 2024, che rientrano tra le risorse approvate dal Governo nel Fondo automotive per il quale e’ prevista una dotazione finanziaria complessiva di 8,7 miliardi di euro fino al 2030. In particolare i 650 milioni di euro per il 2022 vengono cosi’ ripartiti: 220 milioni di euro per le vetture elettriche, 225 milioni di euro per le ibride plug -in, 170 milioni di euro per le endotermiche a basse emissioni. Per motocicli e ciclomotori sono stati stanziati 10 milioni per quelli non elettrici e 15 milioni per gli elettrici, mentre 10 milioni di euro sono destinati ai veicoli commerciali di categoria N1 e N2. Chi acquistera’ auto e moto con l’incentivo dovra’ mantenerne la proprieta’ per 12 mesi se e’ una persona fisica e 24 mesi se e’ una persona giuridica. “Stellantis punta in Italia su una strategia commerciale totalmente incentrata sull’elettrificazione e le vendite online. Con la sua ampia gamma di veicoli a basse emissioni, che usufruiranno dei nuovi incentivi governativi a cui si sommeranno specifiche offerte dei Brand del Gruppo, potra’ rafforzare il suo cammino, nell’ambito del piano strategico Dare Forward 2030, verso le zero emissioni previste entro il 2038” commenta Stellantis che cita come “esempio di successo significativo sulle vendite online abbinate agli incentivi la Citroen Ami” che costera’ 5.110 euro con incentivo rottamazione. “Come leader di mercato e’ nostra responsabilita’ accompagnare gli italiani nella transizione verso la mobilita’ elettrificata. La gamma completa di veicoli a basse emissioni, dai piu’ competitivi e accessibili a quelli piu’ esclusivi con alte prestazioni presenti nella nostra vasta offerta di modelli, dotati delle tecnologie piu’ recenti nella riduzione delle emissioni di CO2, ci permetteranno di rispondere alle piu’ variegate esigenze del cliente” sottolinea Santo Ficili, country manager di Stellantis in Italia. Per il Codacons la misura rischia di trasformarmi nel solito “pasticcio” all’italiana e di creare nuovi disagi agli utenti.

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