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ChatGpt e Google sbagliano: tasto per spegnere l’IA

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L’intelligenza artificiale è spinta dai colossi tecnologici in una gara quotidiana, ma il futuro di questa tecnologia è ancora tutto da scrivere e perfezionare. Come dimostrano le ultime defaillance dei due modelli più popolari, quello di Google e di OpenAI. Il primo, Gemini, è stato sospeso dopo la creazione di immagini con evidenti errori storici; il secondo, ChatGpt, è andato in confusione per qualche ora. Criticità già mostrate che rendono sempre più attuale il dibattito sulle regole. Tanto che alcuni accademici lanciano la suggestiva proposta di un ‘kill switch’, un tasto per interrompere l’IA, come accade per le armi nucleari. “Stiamo già lavorando per risolvere i recenti problemi con Gemini.

Mettiamo in pausa la generazione delle immagini di persone, presto pubblicheremo una versione migliorata”, ha reso noto Google in queste ore dopo una serie di segnalazioni di utenti negli Stati Uniti. Alla richiesta di creare immagini storiche, di soldati e cavalieri, il modello di intelligenza artificiale ha restuito foto create dall’IA con evidenti errori di etnia, mostrando in particolare una difficoltà con persone dalla pelle bianca. L’ingegnere Frank J. Fleming ha raccontato la sua esperienza su X: ha chiesto l’immagine generica di un Papa, Gemini ha prodotto un pontefice nero e una donna asiatica in abiti ecclesiastici.

Errori che confermano come i sistemi di intelligenza artificiale possono avere allucinazioni, ereditare pregiudizi o sovvertimento di stereotitpi, degli esseri umani che li addestrano. Già un anno fa, in occasione di una presentazione pubblica, l’IA di Google fece un errore sul James Webb Space Telescope notato da diversi astronomi e perse in Borsa. Anche ChatGpt, il chatbot sulla bocca di tutti, nelle ultime ore non si è sentito molto bene. Diversi utenti hanno segnalato risposte sensa senso, metà in inglese e metà in spagnolo dando l’impressione che fosse in confusione.

A detta di OpenAI, l’azienda che l’ha creato, le anomalie sarebbero state causate da un intervento di “ottimizzazione” della piattaforma. Solo un successivo aggiornamento ha risolto la questione. Anche per questo software non è la prima defaillance. A dicembre scorso gli utenti avevano segnalato una sorta di pigrizia, con il chatbot risultato meno proattivo e propenso a fornire risposte sbagliate. Lo sviluppo di questa tecnologia e le relative regole è tema di dibattito tra politici, esperti e addetti ai lavori. Di recente un gruppo di accademici, tra cui ricercatori dell’Università di Cambridge, ha proposto una soluzione: inserire un pulsante, un ‘kill switch’, all’interno dell’hardware che alimenta l’IA per interrompere eventuali abusi o scenari distopici. Esattamente come accade per fermare il lancio non autorizzato di armi nucleari.

Uno strumento suggestivo che però, come osservano gli stessi ricercatori, potrebbe ritorcersi contro impedendo, se usato male o nelle mani sbagliate, lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Inoltre, il documento presenta un conflitto di interessi: vi hanno contributito alcuni ricercatori di OpenAI, una delle aziende che al momento regola il mercato dell’IA.

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Esteri

Mosca, annullata la marcia della Vittoria

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Mosca e altre città russe hanno annullato la marcia della Vittoria del 9 maggio per ragioni di sicurezza. Lo ha riferito la Tass citando la co-presidente del quartier generale del movimento Elena Tsunayeva. “A causa delle minacce esistenti alla pubblica sicurezza, il quartier generale del Reggimento Immortale russo ha deciso di annullare la marcia del Reggimento Immortale del 2024”, ha spiegato Tsunayeva in conferenza stampa aggiungendo che quest’anno i festeggiamenti del 9 maggio assumeranno la forma di altri eventi.

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Cronache

Caso Ferragni-Balocco, per il tribunale hanno ragione i consumatori: fu pratica scorretta

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La prima sezione civile del Tribunale di Torino ha emesso una sentenza significativa riguardante il caso Balocco, il ruolo di Chiara Ferragni, che hanno attirato l’attenzione nazionale. Il tribunale ha accolto il ricorso presentato da diverse associazioni, tra cui il Codacons, Utenti dei servizi radiotelevisivi e Adusbef, contro la campagna di beneficenza condotta dall’industria dolciaria Balocco. La campagna in questione era stata realizzata attraverso la vendita di pandori griffati dall’influencer Chiara Ferragni, a favore di un ospedale torinese.

La giudice Gabriella Ratti ha emesso una dichiarazione che conferma le accuse mosse dalle associazioni ricorrenti. Secondo quanto riportato dalle associazioni stesse, la sentenza ha accertato la pratica commerciale scorretta messa in atto dall’azienda Balocco. Inoltre, ha evidenziato l’ingannevolezza dei messaggi diffusi al pubblico riguardo alla natura benefica della campagna associata alla vendita del prodotto.

Questa sentenza rappresenta un importante punto di svolta nel panorama delle pratiche commerciali e delle campagne di beneficenza condotte dalle aziende. Mette in luce la necessità di maggiore trasparenza e responsabilità da parte delle imprese nell’affrontare iniziative di questo tipo. La decisione del tribunale di Torino sottolinea l’importanza di verificare attentamente le pratiche di marketing e di beneficenza per garantire che siano etiche e rispettose dei consumatori.

Il caso Balocco ha suscitato un dibattito su scala nazionale riguardo alla relazione tra marketing, beneficenza e trasparenza aziendale. È probabile che questa sentenza abbia un impatto significativo sul modo in cui le aziende progettano e promuovono le loro campagne di responsabilità sociale d’impresa, mettendo in evidenza la necessità di una maggiore chiarezza e autenticità nelle loro iniziative benefiche

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Economia

Ue: Italia resta vulnerabile su debito, deficit e crescita

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“L’Italia continua a far fronte alle vulnerabilità legate all’elevato debito pubblico, abbinato a consistenti deficit di bilancio e a una debole crescita della produttività in un contesto di fragilità del mercato del lavoro e di alcune debolezze residue nel settore finanziario”. E’ quanto si legge nelle conclusioni degli esami approfonditi della Commissione europea, nell’ambito della procedura per gli squilibri macroeconomici del Paese.
“Il rapporto debito pubblico/Pil dell’Italia è diminuito nettamente di circa 15 punti percentuali rispetto al suo picco durante la crisi pandemica, principalmente a causa della forte crescita del Pil nominale, mentre i deficit di bilancio sono rimasti elevati – ricorda l’esecutivo comunitario -. Tuttavia, con il 139,8% del Pil nel 2023 secondo le previsioni autunnali 2023 della Commissione, il rapporto debito pubblico è ancora elevato e si prevede che la tendenza al ribasso si invertirà quest’anno e il prossimo. Ciò è dovuto principalmente a un ampio aggiustamento stock-flussi che incrementa il debito, ancora consistente anche se in diminuzione, ai disavanzi pubblici e a un differenziale tra crescita nominale e tasso di interesse meno favorevole”.
“Inoltre, gli ingenti costi del servizio del debito limitano ulteriormente la portata del governo per quanto riguarda le politiche fiscali a sostegno della crescita. I rischi per la sostenibilità fiscale rimangono elevati nel medio e medio termine nel lungo termine”, afferma anche Palazzo Berlaymont. Sulla produttività la Commissione segnala un “andamento piatto” che riflette “persistenti carenze strutturali” con “condizioni di finanziamento più restrittive” che “smorzano le prospettive di un ulteriore incremento del capitale”.
“Le banche italiane sono ancora notevolmente esposte al rischio di credito sovrano e all’andamento dei prestiti garantiti dallo Stato nei loro bilanci – nota tra l’altro l’Idr della Commissione -. La qualità degli attivi bancari è notevolmente migliorata e la redditività è aumentata parallelamente alla normalizzazione della politica monetaria, anche se le banche potrebbero dover affrontare sfide man mano che l’impatto economico della stretta finanziaria si espande ulteriormente”. “Una materializzazione dei rischi derivanti da queste vulnerabilità potrebbe avere ripercussioni su altri Stati membri attraverso vari canali, di modo che le vulnerabilità abbiano rilevanza transfrontaliera”, afferma tra l’altro la Commissione.
Bruxelles segnala infine nelle proprie conclusioni degli esami approfonditi che “rimane essenziale mantenere il ritmo di attuazione del Pnrr, comprese le misure a sostegno delle competenze e della partecipazione al mercato del lavoro delle donne e dei giovani”.

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