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Champions, ecco perché il Napoli oggi è la squadra più bella d’Europa

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Venti gol in un girone di ferro dove le due contendenti più autorevoli si sono divise per 10 volte la Champions: per sei volte l’ha vinta il Liverpool, per quattro l’Ajax. Quello del Napoli in questa fase a gironi è un vero record, lo stesso Bayern di Monaco, unica squadra con gli azzurri a punteggio pieno ne ha realizzato solo 16, il Liverpool 15, il PSG dall’attacco stellare 14. Ma questi potrebbero essere solo episodi: giusto. Ma il fatto vero è in quello che fa vedere il Napoli: un calcio brillante, fisico ma fantasioso con i ragazzi che corrono tanto e inventano soluzioni ardite e vincenti.

Manca Osimhen? E segna Kvaratskhelia o Simeone o Raspadori ma anche Lozano, Politano, Kim, o pure Ostigard che sostituiva Juan Jesus che aveva giocato a sua volta al posto di Rahmani infortunato. E pure loro hanno segnato. Come Lobotka, Zielinski, Dembele, Olivera, Anguissa… per ora manca all’appello solo Mario Rui, eccezionale assistmen e il portiere, Meret.

Chi ha visto la partita contro i Rangers avrà pensato di trovarsi dentro un videogioco dove c’è una squadra che gioca e uno che aspetta o, come ha detto il telecronista che il Napoli giocava in 15 contro 7…
Insomma uno strapotere dei ragazzi di Spalletti che sorrideva e applaudiva quei suoi fenomeni. Tutti.
Ma che squadra è questo Napoli che fa dire meraviglie ai cronisti, agli addetti ai lavori e a chi neppure ama troppo questo sport? È un Napoli giovane dove molti calciatori sono arrivati tutti insieme quest’anno, sfrontato, senza timori reverenziali, dove tutti si rimboccano le maniche e dove nessuno finora si sente discriminato perché parte dalla panchina.

Spalletti

Guardate Simeone: concentratissimo, sempre voglioso di segnare e far segnare. Ne ha fatti quattro di gol in questo scorcio di Champions e per quattro volte ha baciato il tatuaggio della prestigiosa coppa che tiene sull’avambraccio, quel tattoo che si era fatto fare sperando che prima o poi ci sarebbe finalmente arrivato in Champions…E adesso? Tocca a Spalletti mantenere l’unità del gruppo, questa bella atmosfera che rende la squadra più forte. E se le premesse sono quelle viste contro i poveri Rangers allora ci sarà da divertirsi nonostante questo faccia storcere il naso a chi fa del suo bacino d’utenza una religione che non sbarca al sud.

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Cronache

Il presidente della Liguria Giovanni Toti interrogato nella caserma della Finanza

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Il governatore della Liguria, Giovanni Toti, attualmente agli arresti domiciliari con l’accusa di corruzione e falso, è arrivato alla caserma della Guardia di Finanza di piazza Cavour per essere interrogato dai pubblici ministeri Federico Manotti e Luca Monteverde, titolari dell’inchiesta sulla corruzione in porto. Presente all’interrogatorio anche il procuratore aggiunto Vittorio Ranieri Miniati.

Giovanni Toti, agli arresti domiciliari dal 7 maggio, ha oggi l’opportunità di fornire la sua versione dei fatti riguardo alle accuse mosse contro di lui. Accompagnato dal suo legale, l’avvocato Stefano Savi, il governatore è pronto a difendere la sua posizione, affermando che non ci sono stati finanziamenti illeciti e che i fondi ricevuti erano erogazioni liberali da parte di cittadini che non hanno ricevuto nulla in cambio. Toti sostiene inoltre che le decisioni prese durante il suo mandato sono sempre state “per il bene della comunità” e che tutte le spese erano tracciate e destinate a iniziative politiche.

I pubblici ministeri, tuttavia, non condividono la stessa opinione. Nelle carte dell’inchiesta emerge che dal conto del Comitato Toti, presso Intesa San Paolo, 55 mila euro sarebbero stati trasferiti al conto personale del governatore presso Carige, una mossa che solleva sospetti di mescolanza tra finanziamenti legali e patrimonio personale. La Guardia di Finanza ha precisato che il conto Carige, utilizzato dalla segretaria del governatore, era abitualmente impiegato per sostenere spese politiche, una circostanza che i magistrati potrebbero voler chiarire ulteriormente durante l’interrogatorio.

L’interrogatorio odierno rappresenta il primo passo verso una possibile richiesta di revoca degli arresti domiciliari, che verrà presentata al giudice per le indagini preliminari. Se la richiesta dovesse essere accolta, Toti potrebbe confrontarsi con la sua maggioranza e prendere una decisione riguardo alle sue eventuali dimissioni.

 

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Cronache

Ilaria Salis esce dal carcere in Ungheria: ora ai domiciliari in attesa del processo

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Ilaria Salis ha lasciato questa mattina la prigione di massima sicurezza di Gyorskocsi utca a Budapest, dove era stata detenuta per oltre 15 mesi. La giovane italiana è stata trasferita al domicilio, dove sconterà la misura cautelare degli arresti domiciliari in attesa della conclusione del suo processo.

Ilaria Salis è stata arrestata l’11 febbraio 2023 insieme a due antifascisti tedeschi. Le accuse mosse contro di lei riguardano la partecipazione a due aggressioni contro tre militanti di estrema destra e l’appartenenza a un’associazione criminale. L’arresto e le accuse hanno suscitato un’ampia eco, vista la natura politicamente delicata delle accuse e il contesto in cui sono avvenute.

Il 15 maggio, una commissione di secondo grado del tribunale di Budapest ha accolto il ricorso presentato dai legali di Salis, concedendole la detenzione ai domiciliari con l’uso del braccialetto elettronico. Questa decisione è stata condizionata dal pagamento di una cauzione di 40.000 euro. Dopo alcuni giorni di attesa, il bonifico partito dall’Italia la settimana scorsa è finalmente arrivato, permettendo a Salis di lasciare il carcere. Ora Ilaria Salis si trova ai domiciliari, con tutte le misure di sicurezza previste, inclusa la sorveglianza tramite braccialetto elettronico. Domani è prevista la terza udienza del processo a suo carico, durante la quale si discuteranno ulteriormente le accuse e le prove presentate.

La vicenda di Ilaria Salis è stata seguita con grande attenzione sia in Italia che in Ungheria. La sua uscita dal carcere e il passaggio agli arresti domiciliari rappresentano un momento cruciale, ma non la conclusione del suo caso. La prossima udienza sarà determinante per capire meglio il futuro giudiziario di Salis e le possibili evoluzioni del processo.

 

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Esteri

La Norvegia chiude le frontiere ai turisti russi dal 29 maggio

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La Norvegia ha annunciato la chiusura delle frontiere ai turisti russi a partire dal 29 maggio, privandoli dell’ultimo punto di accesso diretto allo spazio Schengen. “La decisione di inasprire le regole di ingresso è in linea con l’approccio della Norvegia di stare al fianco dei suoi alleati e partner in risposta alla guerra illegale di aggressione della Russia contro l’Ucraina”, ha detto il ministro della Giustizia, Emilie Enger Mehl, in un comunicato stampa.

La Norvegia, membro della Nato che condivide una frontiera terrestre di 198 km con la Russia nell’Artico, ha quasi smesso di concedere visti turistici ai cittadini russi dalla primavera del 2022. Solo i titolari di un visto a lungo termine rilasciato prima di questa data o concesso da un altro paese dell’area Schengen potevano attraversare il posto di frontiera di Storskog-Boris Gleb, l’unico punto di passaggio terrestre tra i due Paesi. Ora sarà loro vietato entrare nel regno dal 29 maggio. Sono previste alcune eccezioni, ha affermato il ministero, in particolare per i cittadini russi che visitano i loro parenti stretti residenti in Norvegia e per coloro che lavorano o studiano nel Paese o in altri Stati dell’area Schengen. Sebbene non sia membro dell’Ue, la Norvegia è strettamente associata ad essa e ha adottato quasi tutte le sanzioni adottate da Bruxelles contro la Russia.

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