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Politica

Campania, Meloni la più votata con 178mila preferenze. Boom per Borrelli in Avs e Patriciello nella Lega

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Subito dopo la presidente del Consiglio Giorgia Meloni (177.978) – quando mancano i dati relativi alle preferenze di una sezione su 5.828 – è l’ex deputato Lello Topo, del Pd, con 114.490 preferenze, il più votato in Campania alle elezioni europee. Già capogruppo dem in Regione e più volte sindaco del suo comune, Villaricca, Topo stacca gli altri candidati campani in corsa tra i dem nella circoscrizione meridionale (i giornalisti Lucia Annunziata, 108.612 voti, e Sandro Ruotolo, 64.593, e la vicepresidente uscente del Parlamento Ue Pina Picierno, 54.062). Stati Uniti d’Europa, che a livello nazionale non supera lo sbarramento del 4%, è il de profundis di tanti volti noti della politica campana.

Dall’assessore regionale all’Agricoltura Nicola Caputo (39.345 voti raccolti in Campania) all’ex senatrice Sandra Lonardo, moglie del sindaco di Benevento Clemente Mastella (28.240), dal segretario del Partito socialista italiano Enzo Maraio (26.663) all’ex assessora regionale Caterina Miraglia (16.357). Buona l’affermazione in Campania dell’eurodeputato uscente e coordinatore regionale di Forza Italia Fulvio Martusciello (71.935 preferenze; a fronte delle 45.179 di Antonio Tajani) e del presidente dell’Avellino calcio Angelo Antonio D’Agostino (20.474). Entrambi superano le europarlamentari uscenti Lucia Vuolo (14.585), eletta nel 2019 nella Lega, e Isabella Adinolfi (5.843), già iscritta al Movimento 5 Stelle, ma anche Sonia Palmeri (14.182 voti), ex assessora regionale con Vincenzo De Luca.

In Fratelli d’Italia, è Alberico Gambino (62.114 preferenze), ex sindaco di Pagani, il più votato dopo la premier, mentre nella Lega il più votato in Campania è Aldo Patriciello con quasi 33mila preferenze. Dietro di lui, a una distanza siderale. c’è Roberto Jannacci con 20.332 preferenze. La campana Angela Russo raccoglie ‘solo’ 19.007 voti in Campania. La presidente della commissione regionale Anticamorra Carmela Rescigno 15.370, il responsabile Coesione Territoriale e Zes Luigi Barone 7.143, più dell’eurodeputato uscente Valentino Grant (5.953). Boom di voti, in Alleanza Verdi-Sinistra, per il deputato Francesco Emilio Borrelli: per lui 44.133 voti, quasi il doppio di quelli raccolti dall’ex sindaco di Riace Mimmo Lucano (26.445). Nel Movimento 5 Stelle, dopo Pasquale Tridico, ci sono gli storici attivisti campani Danilo Della Valle (27.202 preferenze) e Laura Della Valle (21.275), per anni collaboratrice dell’ex presidente della Camera Roberto Fico. Infine, in Azione, che come Stati Uniti d’Europa non supera la soglia di sbarramento a livello nazionale, è il consigliere regionale Giuseppe Sommese (18.698 preferenze) il più votato in Campania, seguito dall’eurodeputato uscente Giosi Ferrandino (16.825), eletto nel 2019 con il Pd, e dal giornalista ed ex parlamentare di FI Luigi Casciello.

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Politica

Ilaria Salis è tornata in Italia, ‘è finito un incubo’

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Un viaggio in auto di 2000 chilometri in 24 ore e Roberto Salis ha mantenuto la sua promessa: ‘La riporto a casa io’, aveva detto e così ha fatto. E’ partito da Monza ieri ed è andato a riprendere sua figlia Ilaria che ha lasciato Budapest per tornare in Italia dopo aver trascorso quasi 500 giorni in Ungheria dove è stata arrestata l’11 febbraio del 2023 con l’accusa di aver aggredito dei militanti di estrema destra. Ora ‘è finito un incubo’, ha detto appena è sceso dall’auto, mentre sua figlia “molto stanca e provata” è salita subito a casa, dopo aver sorriso quasi stupita vedendo i giornalisti che l’aspettavano. Insieme, si sono fatti una foto davanti al cartello stradale di Monza e adesso possono pensare alla festa di lunedì per festeggiare i suoi 40 anni.

“Ma dobbiamo farne due per recuperare quella dell’anno scorso”, sorride il padre che annuncia felice la fine della sua missione: “Ora io do le dimissioni da portavoce di Ilaria ed esco completamente di scena”. Da ieri, sua figlia è una donna libera dopo che il giudice Jozsef Sos le ha concesso l’immunità senza attendere la proclamazione ufficiale della sua elezione al Parlamento europeo, dove è arrivata grazie alle 176mila preferenze ottenute con Alleanza Verdi e Sinistra. Inflessibile nelle tre udienze celebrate finora in un processo che ora è stato sospeso, il giudice Sos ha risolto in fretta quello che stava diventando l’ennesimo motivo di polemica tra Roberto Salis e il governo italiano accontentandosi di un elenco informale con i deputati italiani eletti e mandando quindi la polizia a togliere il braccialetto elettronico cogliendo di sorpresa la stessa attivista italiana.

La sua famiglia un viaggio a Budapest lo aveva organizzato ma per andare a festeggiare il suo compleanno nell’appartamento dove era detenuta ai domiciliari dal 23 maggio. Invece i piani sono cambiati in fretta e i suoi genitori, sempre molto attenti alle questioni legate alla sicurezza, hanno deciso di andarla a prendere in macchina e riportarla così in Italia. In silenzio, come sempre super riservato quando c’è il minimo rischio legato all’incolumità di sua figlia, Roberto Salis ha quindi portato a termine la sua battaglia che aveva come unico e solo obiettivo il suo ritorno in Italia. Ad attenderli a Monza, nell’appartamento non lontano dal parco e dalla Villa Reale, c’erano i due fratelli e gli amici più stretti, gli stessi che hanno seguito tutte le udienze a Budapest e che hanno sempre aiutato la sua famiglia a risolvere tutti i problemi burocratici e logistici che ha dovuto affrontare in 16 mesi passati tra l’Italia e l’Ungheria. Ma Budapest è il passato, di cui Ilaria Salis avrà ricordi positivi legati solo alla famiglia che ha scritto all’ambasciata italiana dando la propria disponibilità ad ospitarla pur non conoscendola e che l’ha poi accolta per 20 giorni. Per il resto, “ha avuto un periodo di carcerazione molto intenso e ha subito delle torture – ricorda il padre – Adesso ha bisogno di riposarsi, occorrerà un po’ di tempo. L’abbiamo riportata qua con tutte le fatiche che abbiamo fatto”. E ora potrà riposarsi anche Roberto Salis.

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Mattarella in Moldavia, blindare fianco est della Ue

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La preoccupazione è chiara: bisogna blindare il fianco est dell’Unione europea e ancorare all’Europa i Paesi che hanno fatto domanda di adesione come la Moldavia. Doppia missione del presidente della Repubblica in una delle aree maggiormente attenzionate del Continente: Sergio Mattarella sarà infatti da lunedì 17 a mercoledì 19 giugno a Chisinau e Bucarest. La visita in Moldavia è particolarmente importante per la posizione geopolitica del Paese ed è attesa con grande attenzione essendo la prima assoluta di un capo di Stato italiano. Mattarella continua così a tessere la sua tela di relazioni avendo sempre al centro dei suoi obiettivi la tenuta e il rafforzamento dell’Unione europea per la quale da tempo spinge per rapidi allargamenti ai Paesi che chiedono l’ingresso come, primi tra tutti, quelli dei Balcani occidentali.

Per questo la visita in Moldavia, sottolineano al Quirinale, rappresenta un gesto di grande attenzione al fianco est dell’Europa. Romania e Moldavia sono due Paesi che confinano con l’Ucraina e i timori di uno sconfinamento dell’aggressione russa oltre Kiev sono palpabili anche tra la popolazione. Ovviamente le posizioni di Bucarest e Chisinau sono ben diverse: la Romania gode già da anni dell’ombrello protettivo dell’Unione europea mentre la Moldavia si trova sospesa nella via di mezzo e sta spingendo per entrare nella Ue per cautelarsi. Il Consiglio europeo a dicembre e la Commissione la settimana scorsa hanno infatti già approvato l’avvio dei negoziati di adesione. Non a caso la presidente Maia Sandu ha indetto per il 20 ottobre, insieme alle elezioni, un referendum che inserisca l’adesione alla Ue nella Costituzione.

L’obiettivo dell’europeista Sandu è chiaro: blindare l’adesione europea anche per il prossimo futuro e contrastare i tentativi più o meno genuini del filo-russi di riportare il Paese nell’orbita di Mosca. Il capo dello Stato atterrerà lunedì pomeriggio a Chisinau e in agenda ci sono già due appuntamenti: la visita al Palazzo della Repubblica accolto dal presidente Sandu, per poi assistere, in serata, al concerto dell’Orchestra della Filarmonica nazionale ‘Serghei Lunchevici’. Fitta anche l’agenda di martedì 18: in mattinata rivedrà Sandu, con la quale ci sarà un nuovo confronto bilaterale. Dopo il trasferimento a Bucarest, la sera del 18 giugno, Mattarella incontrerà il giorno seguente il presidente Klaus Iohannis che è al termine del suo mandato. Prima di ripartire per l’Italia, Mattarella sarà al Palazzo del Parlamento per un colloquio con il presidente del Senato romeno, Nicolae Ciuca, e a seguire al Palazzo Victoriei per un incontro con il primo ministro, Marcel Ciolacu.

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Meloni: sull’aborto polemica totalmente artefatta

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Sui vertici europei “i primi due temi che interessano me e sulla base dei quali farò le mie valutazioni come governo italiano e con gli alleati è che all’Italia venga riconosciuto il ruolo che le spetta in termini di competenze dei commissari e che l’Europa comprenda il messaggio arrivato dai cittadini europei”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella conferenza conclusiva del G7.

“Solitamente accade che nei documenti finali non venga ripetuto quanto già acquisito, rendendoli inutilmente ripetitivi”, ha spiegato la premier riferendosi al richiamo di quanto concordato nel G7 di Hiroshima sul tema dell’aborto. “Capisco perchè queste polemiche nascano ma non c’è stata nessuna polemica” all’interno del G7 in Puglia sul tema, ha aggiungo Meloni, ribadendo la sua posizione sulla legge 194: “Non sarà modificata ma solo applicata perché non c’è bisogno di modifiche”.

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