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Cronache

Bimbo 18 mesi con grave crisi respiratoria, soccorso da Polizia

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Un bambino di un anno e mezzo con seri problemi respiratori è stato salvato grazie all’immediato intervento degli agenti della Polizia della Questura di Catania. E’ accaduto ad Acireale dove si sono vissuti attimi di particolare preoccupazione alla vista di una donna che, in preda alla disperazione, si muoveva con il figlio in braccio tra le auto in transito in via Torquato Tasso. Alla vista di una volante della Polizia, la donna ha fermato gli agenti e ha chiesto aiuto per il suo bambino che non riusciva a respirare. I poliziotti del Commissariato di Acireale hanno cercato di calmare la donna, di origine magrebina, in apparente stato di shock, e si sono subito occupati del piccolo che, effettivamente, faticava a prendere aria, nonostante avesse le vie respiratorie libere.

Gli agenti hanno notato il passaggio di un’autovettura della Croce rossa italiana e hanno fermato il mezzo per chiedere alle due volontarie a bordo di accompagnare madre e figlio in ospedale, predisponendo un servizio di trasporto d’urgenza. La volante ha fatto da staffetta per consentire all’auto della Croce rossa di farsi largo fra il traffico, in quel momento particolarmente intenso, mentre la sala operativa del Commissariato ha informato i medici del pronto soccorso dell’arrivo del piccolo. In ospedale, il personale medico ha subito visitato il bambino, qualificandolo come codice rosso, vista l’acuta insufficienza respiratoria. Una volta prestate tutte le cure del caso, i medici hanno informato i poliziotti e la madre che il bambino non si trovava più in pericolo di vita, sottolineando come la tempestività nei soccorsi fosse risultata determinante per scongiurare problemi più gravi. Il giorno seguente i poliziotti protagonisti dell’intervento di soccorso, Giuseppe e Fabio, hanno fatto visita al piccolo, strappando qualche sorriso e donando alcuni gadget della Polizia.

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Cronache

Duplice omicidio a Orta di Atella, uccisi un avvocato e il fratello: interrogato un operaio

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Un duplice omicidio ha sconvolto la tranquillità di Orta di Atella, nel Casertano, nelle prime ore di oggi. Le vittime, Marco e Claudio Marrandino, due fratelli rispettivamente di 40 e 29 anni, sono state brutalmente assassinate nei pressi dell’uscita dell’asse mediano tra Orta di Atella e Succivo. Sul posto sono immediatamente intervenuti i Carabinieri del Comando provinciale di Caserta.

Claudio Marrandino

Secondo una prima ricostruzione, i fratelli Marrandino stavano viaggiando a bordo di una Bmw bianca quando sono stati vittime di un agguato. Marco Marrandino, un avvocato di 40 anni, è stato ucciso all’interno dell’abitacolo, mentre suo fratello Claudio è stato raggiunto dai colpi mentre tentava di fuggire, venendo ucciso all’esterno del veicolo.

I carabinieri della compagnia di Marcianise hanno rapidamente avviato le indagini e, poco dopo, hanno fermato un operaio di 53 anni, che è in caserma sottoposto ad interrogatorio. L’uomo è stato bloccato vicino all’ingresso dello svincolo dell’asse mediano Nola-Villa Literno, lo stesso luogo in cui è avvenuta la tragedia. Tra l’operaio e i due fratelli ci sarebbe stata una violenta lite della quale ancora non si conoscono i motivi e neppure si sa se le vittime conoscevano l’uomo.

Marco Marrandino

Al momento, non sono ancora chiari i motivi che hanno portato a questo violento atto, e le indagini sono in corso per ricostruire nel dettaglio la dinamica e il movente dell’omicidio. Gli inquirenti stanno lavorando senza sosta per raccogliere tutte le informazioni necessarie e assicurare alla giustizia il responsabile.

Questo ennesimo episodio di violenza ha scosso profondamente la comunità locale, che ora attende risposte dalle autorità su quanto accaduto. Il duplice omicidio dei fratelli Marrandino sottolinea ancora una volta la necessità di intensificare gli sforzi per garantire la sicurezza e l’ordine pubblico in una zona già segnata da episodi di criminalità.

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Cronache

Uccisa in mare a Napoli: legali, nuovo accertamento tecnico

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Il sostituto procuratore Vincenzo Toscano ha disposto un accertamento tecnico irripetibile sui due cellulari sequestrati ieri dagli inquirenti: il primo è quello dell’indagato, il secondo appartiene invece all’amico di Cristina che si trovava con lei sul kayak. L’accertamento si svolgerà oggi alle 12. Lo si apprende da Giesse Risarcimento Danni, la societa’ cui si e’ rivolta la famiglia della vittima per tutelare i propri interessi. La stessa Giesse – tramite l’avvocato fiduciario Gianluca Giordano – ha nominato come consulente tecnico di parte l’ingegnere Gianluca Biocca.

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Cronache

Camorra, fermato Emanuele Libero Schiavone: è il figlio del boss pentito del clan dei casalesi Francesco Sandokan Schiavone

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Dopo gli spari nei pressi del municipio di Casal di Principe, in provincia di Caserta, arrivano i primi fermi per camorra: c’è il figlio del boss Sandokan. Secondo quanto si apprende, la scorsa notte i carabinieri del comando provinciale di Caserta hanno dato esecuzione ad un decreto emesso d’urgenza dalla Direzione distrettuale Antimafia di Napoli nei confronti di Emanuele Libero Schiavone, scarcerato da poche settimane e, soprattutto, pochi giorni dopo la decisione del padre – il capoclan dei Casalesi Francesco “Sandokan” – di collaborare con la giustizia. In manette anche Francesco Reccia, a sua volta figlio di Oreste, ritenuto elemento di spicco della criminalità organizzata casalese. Al momento non trapelano altri dettagli, ma pare sia l’immediata risposta di forze dell’ordine e magistratura all’inquietante episodio avvenuto pochi giorni fa a Casal di Principe, nel pieno della campagna elettorale.

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