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Arrestato ad Amsterdam Tse Chi Lop, è ‘El Chapo asiatico’: gestisce traffico di droga per 70 miliardi di dollari

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 Il capo di uno dei piu’ grandi cartelli asiatici della droga e’ stato arrestato ad Amsterdam. Lo riporta la Bbc. La polizia non ha specificato il nome della persona arrestata ma si ritiene si tratti di Tse Chi Lop, un cinese naturalizzato canadese, noto come ‘El Chapo asiatico’, a capo di un impero da 70 miliardi di dollari che gestisce il traffico di droga in tutta l’Asia. Il 56enne, uno degli uomini piu’ ricercati al mondo, e’ stato fermato all’aeroporto di Schiphol prima di imbarcarsi su un volo diretto in Canada. La polizia australiana gli ha dato la caccia per oltre 10 anni, adesso il governo ne chiedera’ l’estradizione. Secondo l’Australian Federal Police (AFP) The Company, e’ responsabile del 70% delle droghe che entrano nel Paese. I servizi di intelligence di oltre 20 Paesi hanno partecipato alle operazioni per l’arresto di Tse che negli ultimi anni si era spostato tra Macau, Hong Kong e Taiwan.

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La Cnn licenzia Chris Cuomo: aiutò il fratello accusato di molestie sessuali

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La Cnn ha licenziato con effetto immediato il suo anchor di punta Chris Cuomo dopo aver ingaggiato uno studio legale esterno per esaminare il ruolo da lui svolto nella difesa del fratello Andrew dalle accuse di aver molestato, quando era governatore di New York, una decina di dipendenti. Nei giorni scorsi l’emittente lo aveva sospeso dopo la diffusione di nuove carte processuali nell’indagine che riguarda il fratello, da cui era emerso un ruolo attivo del conduttore nella gestione della strategia comunicativa.

“Questo non è come avrei voluto finisse il mio tempo alla Cnn ma vi ho già detto perchè e come ho aiutato mio fratello”: così l’anchor Chris Cuomo in una nota dopo il suo licenziamento in tronco dalla Cnn. Il giornalista si è detto “deluso” da quanto accaduto ma anche “orgoglioso” del team del suo programma, uno dei piu’ seguiti dell’emittente. Sembra chiudersi cosi’ la saga di una potente dinastia italo-americana, cominciata con il tre volte governatore di Ny Mario Cuomo e proseguita con i due figli: Andrew, dimessosi in agosto dalla stessa carica per lo scandalo delle molestie sessuali, e Chris, licenziato dalla Cnn dopo esserne stato a lungo uno dei volti più noti.

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Strage nel liceo Usa, uccisi quattro giovani e 7 feriti: presi i genitori del killer 15enne

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E’ durata poche ore la disperata fuga in auto di James e Jennifer Crumbley, i genitori del quindicenne Ethan incriminato per aver ucciso con la pistola del padre quattro studenti, ferendone altri sette, nella sua Oxford High School, a 50 km da Detroit, Michigan. I due – su cui era stata messa anche una taglia di 10 mila dollari – sono stati arrestati in un edificio commerciale nell’ex capitale dell’auto dopo la telefonata di una passante che li aveva riconosciuti, grazie alle foto segnaletiche della polizia. Forse sono stati aiutati a nascondersi da una persona, che ora potrebbe essere perseguita per favoreggiamento. La coppia si era volatilizzata poco dopo che la procura, con una mossa rarissima che ha riaperto il dibattito sulle armi nelle scuole, aveva deciso di accusare anche loro: per omicidio colposo, a causa di una serie di gravi negligenze che hanno contribuito alla strage. Rischiano sino a 15 anni di carcere. Entrambi i genitori si sono dichiarati non colpevoli per i quattro capi di imputazione e il giudice ha stabilito una cauzione da 500 mila dollari a testa per la liberta’. Per ora restano in carcere, lo stesso dove e’ rinchiuso il figlio. La ricostruzione dell’accaduto lascia sgomenti. Ethan ha usato una pistola che il padre aveva acquistato quattro giorni prima insieme a lui. Poco dopo posto’ una foto dell’arma sui suoi social account scrivendo “ho appena ottenuto la mia bellezza oggi”, con l’emoji di un cuore. Il ragazzo registro’ anche un video sul suo cellulare annunciando che stava per lanciare un attacco a scuola il giorno dopo, ma non lo posto’. Inquietante il comportamento dei genitori. Il giorno prima della strage la madre fu contattata dalla scuola perche’ un insegnante aveva scoperto che l’alunno cercava munizioni sul proprio telefonino. “Non ce l’ho con te, ma devi imparare a non farti vedere”, fu la risposta della donna con un sms al figlio. Il giorno dopo invece la coppia si rifiuto’ di portare a casa il ragazzo dopo l’incontro con lo staff scolastico in cui erano state espresse preoccupazioni per i disegni violenti che aveva fatto: una pistola e un proiettile, con la scritta “sangue ovunque”, ma anche commenti del tipo “la mia vita e’ inutile”, “il mondo e’ morto”. I due non chiesero al figlio della pistola (tenuta a casa in un cassetto non chiuso) ne’ controllarono il suo zaino, lasciandolo a scuola. Poco dopo la tragedia, con Ethan che, uscito da un bagno, ha cominciato a sparare nel corridoio. Gli inquirenti ora stanno verificando se ci sono anche delle responsabilita’ da parte dei dirigenti scolastici. Ma cio’ che fa piu’ notizia e’ la decisione della procura di incriminare anche i genitori per non aver tenuto l’arma in un luogo sicuro. Secondo un’analisi del Washington Post sulle 145 sparatorie scolastiche commesse da ragazzi nei due decenni dopo quella di Columbine nel 1999, l’80% delle armi usate sono state prese nelle case loro o di parenti e amici. Ma solo in quattro casi i proprietari adulti delle armi sono stati incriminati per non averle tenute al sicuro. Solo 2 su 10 lo fanno e questo significa che ci sono almeno 5 milioni di minori che vivono in una casa con un’arma a portata di mano. Impedirne l’accesso, secondo il Wp, avrebbe consentito di prevenire oltre meta’ delle sparatorie degli ultimi 20 anni nelle scuole. E di salvare centinaia di vite.

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Orrore nel Brandeburgo, 5 morti in una casa: tra le vittime 3 bambini

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Un vicino ha visto dei corpi senza vita in quella casa e ha allertato la polizia intorno a mezzogiorno. Cosi’ sono stati scoperti nel Brandeburgo, Land dell’est della Germania che confina con Berlino, cinque cadaveri in un’abitazione monofamiliare, fra cui tre bambini. Le vittime, stando alla procura di Cottbus, sono infatti due adulti di 40 anni e tre minori di 4, 8 e 10 anni. Una famiglia, come scrivono alcuni media del posto, che pare fosse in quarantena. L’indiscrezione non ha pero’ avuto conferma dagli inquirenti, che in Germania proteggono le investigazioni rispettando il piu’ assoluto riserbo. Quello che si sa e’ che e’ stata aperta un’inchiesta per omicidio plurimo. Non sono noti per il momento altri dettagli che aiutino a capire la dinamica dell’orrore. Cio’ che e’ davvero accaduto a Senzig, piccola localita’ di Koenig Wusterhausen, a sud di Berlino, resta un giallo aperto. “Sui cadaveri sono state rilevate ferite da taglio e da colpi di arma da fuoco”, si e’ limitato a far sapere il procuratore Gernot Bantelon, che ha parlato con la Bild. “E’ stata attivata la commissione omicidi, perche’ si indaga sull’ipotesi di un delitto”. Gli inquirenti hanno trascorso molte ore sul posto a mettere insieme reperti che possano spiegare nelle prossime ore o nei prossimi giorni qualcosa in piu’. Non e’ ancora affatto chiaro, ad esempio, se fra le vittime ci sia anche l’artefice del massacro o se il killer sia qualcuno arrivato da fuori. Oppure se siano state trovate le armi che hanno provocato le ferite mortali. Sul posto sono circolate voci, riportate dai media, sul fatto che la famiglia fosse confinata in casa perche’ in quarantena, evidentemente per il Covid. Ma anche questo dettaglio non e’ stato confermato. La polizia e’ arrivata sul luogo subito dopo la segnalazione. Oltre ai rilievi nella casa, gli investigatori hanno ascoltato tutti i vicini della Birkenalle, la ‘strada delle betulle’. Un posto tranquillo, il classico luogo idilliaco degli angoli piu’ belli del paesaggio brandeburghese, fra laghi, campi e radure, in un distretto, quello di Dehme Spreewald, che conta 40 mila abitanti. La tragedia ha ovviamente sconvolto la piccola comunita’ locale, che si e’ chiusa nel silenzio. Anche se molte persone si sono raccolte attorno all’edificio, oltre alla stampa e agli inquirenti. Una donna, che in serata ha portato una candela davanti alla casa, ai giornalisti che hanno chiesto se conoscesse le vittime si e’ limitata a dire: “Questo e’ un paese, ci conosciamo tutti”.

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