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Arrestato ad Amsterdam Tse Chi Lop, è ‘El Chapo asiatico’: gestisce traffico di droga per 70 miliardi di dollari

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 Il capo di uno dei piu’ grandi cartelli asiatici della droga e’ stato arrestato ad Amsterdam. Lo riporta la Bbc. La polizia non ha specificato il nome della persona arrestata ma si ritiene si tratti di Tse Chi Lop, un cinese naturalizzato canadese, noto come ‘El Chapo asiatico’, a capo di un impero da 70 miliardi di dollari che gestisce il traffico di droga in tutta l’Asia. Il 56enne, uno degli uomini piu’ ricercati al mondo, e’ stato fermato all’aeroporto di Schiphol prima di imbarcarsi su un volo diretto in Canada. La polizia australiana gli ha dato la caccia per oltre 10 anni, adesso il governo ne chiedera’ l’estradizione. Secondo l’Australian Federal Police (AFP) The Company, e’ responsabile del 70% delle droghe che entrano nel Paese. I servizi di intelligence di oltre 20 Paesi hanno partecipato alle operazioni per l’arresto di Tse che negli ultimi anni si era spostato tra Macau, Hong Kong e Taiwan.

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Papa Francesco accolto in una Baghdad blindata

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Non l’aveva mai fatto ma oggi Papa Francesco ha accettato di salire su un’auto blindata. “Una Bmw 750, un’auto di sicurezza speciale a prova anti-proiettile”, hanno riferito fonti della sicurezza irachena che dal momento dell’arrivo hanno stretto intorno al Papa un imponente ‘cordone’ protettivo. La strada che dall’aeroporto conduce prima alla Green Zone e poi verso il centro di Baghdad e’ una lingua d’asfalto solitaria, puntellata dalle palme e dai militari. Un posto di blocco, tra polizia ed esercito, ogni cento metri. Sulla via anche carri armati, in cielo elicotteri militari e droni. Il Papa, primo Pontefice della storia a mettere piede in questa terra cosi’ ‘martoriata’, come lui stesso oggi ha sottolineato, conosceva la situazione ma mai si e’ preoccupato della sicurezza. Ne’ quando un kamikaze, il 21 gennaio, solo un mese e mezzo fa, si e’ fatto esplodere al mercato di piazza Tayaran, proprio al centro di Baghdad, provocando la morte di una trentina di persone. Ne’ quando i missili in queste ultime settimane hanno colpito le basi Usa, prima al Nord e poi a Ovest del Paese.

Il Papa era preoccupato soprattutto della pandemia, ma la questione e’ stata superata con le presenze contingentate a tutti gli eventi. La visita di Papa Francesco in Iraq e’ tra le piu’ blindate in questi otto anni di pontificato. Eppure anche in passato non si era risparmiato zone ‘calde’ come il Centrafrica, la Colombia, e anche se in misura minore Egitto e Turchia. Ma qui, a Baghdad, le violenze sono dietro l’angolo e per questo le autorita’ irachene hanno messo in campo un dispiegamento imponente. Il lockdown, legato alla pandemia del Covid, che qui vede montare la seconda ondata con vaccini al contagocce, fa il resto. I negozi della Baghdad commerciale sono chiusi. Anche le moschee hanno chiuso i battenti. Un gruppo di giovani siede sulle cassette vuote di una rivendita di alimentari. Una comitiva di ragazzini si spintona sulle sabbiose rive del Tigri, qualche anziano si trascina buste della spesa.

Sono poche le persone in giro nella capitale irachena che, come tutte le citta’ mediorientali, invece normalmente vede svolgersi gran parte della giornata per le strade. Misure anti-covid che termineranno lunedi’ 8 marzo, il giorno in cui il Papa, di mattina presto, salira’ sull’aereo per tornare a Roma. Una coincidenza? Era stato lo stesso Patriarca caldeo, il cardinale Louis Raphael Sako, a spiegare apertamente qualche giorno fa, all’agenzia dei vescovi, che il lockdown “non e’ un ostacolo per la visita di Papa Francesco. Io lo vedo come una misura anche per la sua sicurezza dal momento che potra’ viaggiare e circolare con piu’ facilita’”. C’e’ pero’ chi comunque ha voluto ‘esserci’ in questo momento storico: un centinaio di persone subito all’uscita dell’aeroporto che dietro i guardrail ha salutato il Papa con bandierine e cartelli di ‘welcome’. Molto sentita anche la partecipazione, se pur contingentata, nella chiesa dei martiri, Nostra Signora della Salvezza, dove religiosi e seminaristi si sono accalcati dietro i cordoni per dire una parola al Papa, consegnare una lettera, un disegno, far benedire una foto. Con buona pace dei volontari che si sbracciavano chiedendo di non toccarlo, di non stringergli la mano, di mantenere il distanziamento. Ma qui il Papa lo attendevano almeno da 21 anni, quando Giovanni Paolo II cancello’ la visita a causa della guerra.

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Dichiarato morto a 27 anni, si sveglia un istante prima dell’autopsia

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Un uomo di 27 anni, ritenuto morto a seguito di un incidente stradale in motocicletta, si è risvegliato sul tavolo della sala operatoria, un attimo prima che i medici legali iniziassero l’autopsia. La vicenda, raccontata dal Times of India, è accaduta nell’ospedale pubblico di Mahalingapur, in Karnataka. E’ stato il medico che si stava preparando per la procedura a notare dei movimenti. Dopo un successivo esame, il 27enne è risultato essere ancora vivo.

Il paziente era stato trasferito nella struttura pubblica dai suoi familiari per le procedure richieste da una assicurazione sulla vita, dopo che i medici di una clinica privata lo avevano dichiarato morto e gli avevano staccato il respiratore. “Un errore gravissimo della clinica privata che per fortuna non ha avuto risvolti tragici”, ha affermato ai media un funzionario del Dipartimento di Salute pubblica dello Stato

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Usa, l’accusatrice del Governatore Cuomo in tv: voleva venire a letto con me

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“Ho pensato volesse venire a letto con me. Ho pensato che non ero a mio agio e che dovevo uscire dalla stanza”. Charlotte Bennett, la seconda accusatrice del governatore di New York, racconta le sensazioni e le paure provate quando Andrew Cuomo l’ha abusata. Bennett racconta come Cuomo, nel corso di un incontro, le aveva chiesto della sua vita sessuale, se era monogama e se aveva mai avuto rapporti sessuali con uomini piu’ grandi. Un incontro avvenuto in primavera nell’ufficio del governatore, quando Bennett lavorava per Cuomo. “Mi ha detto che era a suo agio con chiunque avesse piu’ di 22 anni”, racconta la 25enne Bennett a Cbs, precisando che “senza chiedermi direttamente di andare a letto me lo ha fatto capire, mi ha fatto capire che si sentiva solo”.

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