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Massima allerta sulle varianti del covid, quella inglese è più letale del 30 per cento

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E’ allerta in tutto il mondo per la circolazione delle varianti del virus SarsCoV2 e la brutta notizia, annunciata oggi dal primo ministro britannico Boris Johnson, e’ che quella isolata nel Regno Unito non e’ solo la piu’ contagiosa, ma la piu’ mortale di quelle finora note. L’allerta sulle varianti e’ stata lanciata oggi anche da riviste scientifiche internazionali di primo piano come Nature e The Lancet, ma in serata l’annuncio di Johnson e’ arrivato comunque come una doccia fredda. I dati che danno sostanza all’annuncio non sono stati ancora pubblicati, ma Johnson ha parlato “di alcune prime evidenze registrate in questo senso”. Potrebbe quindi concretizzarsi “lo scenario piu’ negativo”, come l’ha definito l’immunologo Sergio Abrignani, dell’Universita’ Statale di Milano. La conseguenza sarebbe infatti un generale aumento della mortalita’ nei Paesi in cui questa variante sta circolando. Un virus puo’ diventare piu’ mortale per molti motivi, legati al tipo di mutazioni. Per esempio, alcune mutazioni potrebbero essere piu’ efficaci nello scatenare la cosiddetta ‘tempesta di citochine’ responsabile dei casi piu’ gravi, oppure potrebbe legarsi piu’ facilmente ai recettori presenti sulla superficie delle cellule umane, raggiungendo e infettando un maggior numero di cellule e aumentando quindi la gravita’ della malattia; un altro possibile motivo, probabilmente fra i peggiori, e’ che possa sfuggire completamente agli anticorpi generati dal sistema immunitario: quest’ultimo non riesce piu’ a eliminare il virus che continua a lavorare sottotraccia. Resta la grande domanda sui vaccini: riusciranno a contrastare comunque le varianti? “Si sta gia’ cercando la risposta e, sulla base quanto pubblicato finora, i vaccini di Pfizer-BioNTech e Moderna possono riconoscere la variante inglese. Il fatto – prosegue Abrignani – e’ che il virus SarsCoV2 circolera’ ancora moltissimo e c’e’ da aspettarsi che prima o poi bisognera’ cambiare vaccino, come accade per l’influenza”, ma questa operazione e’ possibile e non richiedera’ tempi molto lunghi. C’e’ comunque preoccupazione su questo aspetto, come rilevano gli esperti citati dalla rivista Nature sul suo sito: molti, per esempio, sono preoccupati dalla velocita’ con cui si sta diffondendo la variante sudafricana e che si teme possa ridurre l’efficacia dei vaccini e causare reinfezioni. E su questa variante, sempre dalla Gran Bretagna, Matt Hancock, ministro della Sanita’, ha evocato nelle ultime ore anche il timore scientifico, non confermato, ma possibile che, proprio la variante sudafricana, possa rivelare maggiore resistenza ai vaccini esistenti, fino “al 50%” rispetto al ceppo originario dell’infezione. E’ una sorvegliata speciale anche la variante brasiliana e si sospetta che un’altra variante, ancora non identificata, sia la responsabile di un’impennata di casi in Francia. Al momento mascherine, distanziamento e igiene restano le difese fondamentali contro le varianti del virus SarsCoV2, ha osservato Stefania Salmaso, dell’Associazione Italiana di Epidemiologia. “La presenza di varianti del coronavirus era assolutamente attesa: le varianti di un virus possono insorgere in qualsiasi momento – ha detto – e la probabilita’ che vengano osservate e si diffondano e’ proporzionale al numero di casi”. Questo accade perche’ piu’ il virus si diffonde e si moltiplica, piu’ aumenta la possibilita’ che durante il processo di replicazione possano avvenire degli errori, le cosiddette mutazioni. L’importante e’ individuarle e controllarne la diffusione. Per questo oggi anche la rivista The Lancet ha condiviso l’appello a incentivare la raccolta delle sequenze genetiche del virus SarsCoV2 in circolazione, lanciato da giorni da ricercatori di tutto il mondo. Altrettanto necessario un piano unico di azioni coordinate e sincronizzate: solo cosi’, si legge nella rivista, si puo’ sperare di ritardare e prevenire l’ulteriore diffusione delle varianti del coronavirus, specialmente quella inglese. (

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Coronavirus, i dati del contagio in Italia: 13.902 positivi e 318 morti

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La corsa del virus non accenna a fermarsi ed è stata superata nelle ultime 24 ore la soglia dei 100 mila decessi Covid in Italia, secondo i dati forniti nel bollettino quotidiano al Ministero della Salute. Sono infatti  318 i decessi nel Paese, per un totale di 100.103 dall’inizio della pandemia.

Sono 13.902 i nuovi positivi su 184.684 tamponi effettuati, con una percentuale di positività del 7,5 %, sostanzialmente invariata rispetto al giorno prima.  Aumentano però le persone costrette al ricovero in ospedale :687 in più, 95 ingressi anche in terapia intensiva per un totale in Italia di 21.831 ricoverato con sintomi.

La regione con il maggior numero di persone contagiate è l’Emilia Romagna: 2.987 su 17.492, con un tasso di positività del 17 per cento, 50 i morti. Una settimana per la regione che è la peggiore della seconda ondata. Alto il tasso anche in Lombardia, 10% circa, dove i positivi sono stati 2.301 e i morti 52.

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Coronavirus, il contagio in Campania: 1.644 positivi su appena 11.398 tamponi, aumentano i ricoverati

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Meno tamponi fatti e più positivi: è quello che accade ogni lunedì, perchè vengono effettuati tamponi più ‘mirati’ nelle 24 ore precedenti. Oggi la percentuale di positività nella Campania appena diventata ‘zona rossa’ è del 14,42 % con 1.644 nuovi positivi su 11.398 tamponi. I dati del bollettino quotidiano dell’Unità di crisi della Regione Campania però ci parlano anche di un aumento dei ricoverati in ospedale che adesso sono 1.425, a cui si sommano 145 persone in terapia intensiva.  I deceduti sono 41. Aumenta però anche il numero di guariti che nelle ultime 24 ore sono 1.291.

Questo il bollettino dell’Unità di crisi della Regione Campania di oggi:
Positivi del giorno: 1.644 (di cui 124 casi identificati da test antigenici rapidi)
di cui
Asintomatici: 1.015
Sintomatici: 505
* Sintomatici e Asintomatici si riferiscono ai soli positivi al tampone molecolare
Tamponi del giorno: 11.398 (di cui 1.450 antigenici)
Totale positivi: 286.865 (di cui 8.529 antigenici)
Totale tamponi: 3.102.497 (di cui 138.140 antigenici)
Deceduti: 41 (*)
Totale deceduti: 4.505
Guariti: 1.291
Totale guariti: 192.453
* 15 deceduti nelle ultime 48 ore, 26 deceduti in precedenza ma registrati ieri.
Report posti letto su base regionale:
Posti letto di terapia intensiva disponibili: 656
Posti letto di terapia intensiva occupati: 148
Posti letto di degenza disponibili: 3.160 (**)
Posti letto di degenza occupati: 1.425
** Posti letto Covid e Offerta privata.

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Ursula Von der Leyen: da aprile 100 milioni di dosi di vaccino al mese in Ue

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Il numero di dosi di vaccino disponibili nell’Ue dovrebbe raggiungere i 100 milioni al mese a partire da aprile. Lo ha detto la presidente della Commissione Ue Ursula Von der Leyen in un’intervista ai quotidiani tedeschi Stuttgarter Zeitung e Stuttgarter Nachrichten e ripresa anche da Politico.eu. “Da aprile in poi, le quantita’ potrebbero nuovamente raddoppiare secondo i piani dei produttori, anche perche’ stanno per essere approvati ulteriori vaccini”, ha detto Von der Leyen, aggiungendo che si aspetta “una media di circa 100 milioni di dosi al mese nel secondo trimestre, per un totale di 300 milioni entro la fine di giugno”. “La presidente nella sua intervista non ha specificato le aziende” dei vaccini, “dunque le cifre che ha dato sono le cifre globali che stimiamo adesso per il secondo trimestre. Sapete che la situazione evolve ed e’ per questo che siamo molto prudenti nelle stime che evolvono anche in funzione dei nostri contatti con le imprese”, ha precisato poi il portavoce della Commissione europea Eric Mamer rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano se il vaccino Johnson&Johnson fosse o meno compreso nell’annuncio della presidente della commissione europea Ursula Von der Leyen sulle 300 milioni di dosi entro la fine di giugno. Il vaccino Johnson&Johnson non ha ancora ricevuto l’ok da parte dell’Ema.

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