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Accordo Apple-OpenAI scatena Musk, la Mela vola in Borsa

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C’è una nuova puntata nello scontro tra Elon Musk e OpenAI. Il patron di Tesla punta il dito contro l’accordo tra l’azienda di ChatGpt e Apple sul fronte dell’intelligenza artificiale e della sicurezza. Ma Wall Street premia l’intesa e i titoli di Cupertino volano: salgono del 3,5% a 199,87 dollari per azione, portando al +20% i guadagni dai minimi toccati in aprile. Le invettive di Musk arrivano in un momento delicato per lo stesso imprenditore – in vista dell’assemblea Tesla del 13 giugno si allarga il fronte dei no degli azionisti a erogargli un maxi stipendio da 56 miliardi di dollari – e si concentrano sulla partnership tra Apple e OpenAI per potenziare alcune funzioni della Mela con l’IA, a partire dall’assistente digitale Siri: una parte sarà gestita dalla tecnologia di Cupertino, un’altra da quella di ChatGpt.

“Se Apple integra OpenAI nei sistemi operativi allora i dispositivi di Apple saranno vietati nelle mie aziende. Questa è un’inaccettabile violazione di sicurezza”, tuona Musk su X, aggiungendo che il bando si estenderebbe anche ai visitatori dell’azienda. “Apple non ha idea di cosa accadrà una volta che i dati saranno nelle mani di OpenAI, è assurdo che non sia abbastanza intelligente da creare la sua intelligenza artificiale”, scrive l’imprenditore alludendo non solo al tema sicurezza ma anche al fatto che il colosso di Tim Cook, a differenza dei suoi rivali, non sia in grado di procedere in autonomia sull’IA.

Nel corso dell’evento, Apple ha rassicurato che le protezioni privacy sono estese a ChatGpt e ha annunciato un sistema per garantire anche protezione ai dati che vengono elaborati sulla nuvola. “Non abbiamo commenti da fare per il momento, una volta che il servizio sarà effettivamente integrato allora saremo in grado di fare la nostra valutazione”, ha fatto sapere l’Ue in merito all’accordo Apple-OpenAI. Per l’esperto di sicurezza Pierluigi Paganini, al momento le paure di Musk sulla sicurezza sono “premature e infondate” e “il risentimento di Musk contro OpenAI è noto”.

Le ruggini tra Musk e OpenAI sono in effetti di vecchia data. Il proprietario di X ha contribuito a fondare la società di intelligenza artificiale e poi è fuoriuscito nel 2018 in scontro aperto con Altman sulla creazione di una divisione ‘for profit’. Successivamente, nel novembre 2023, quando il Ceo di OpenAI è stato fatto fuori per poi essere reintegrato a stretto giro, Musk ha messo benzina sul fuoco richiamando l’attenzione su una lettera anonima che accusava Altman di comportamenti scorretti.

Fino ad arrivare allo scontro legale dello scorso marzo: il proprietario di Space X ha fatto causa ad OpenAI e Altman accusandoli di essere diventati una succursale tecnologica di Microsoft e di aver dato priorità, nello sviluppo dell’intelligenza artificiale, agli utili e agli interessi commerciali e non al benessere dell’umanità. Nel frattempo il patron di Tesla è entrato nella corsa all’IA lancianto il suo chatbot Grok. Il frutto dell’accordo tra Apple e OpenAI sarà visibile concretamente nei prossimi mesi. Intanto, uno dei manager di punta di Cupertino, Craig Federighi, ha già aperto alla possibilità in futuro di altre partnership sul fronte dell’Intelligenza artificiale, menzionando esplicitamente Google, per lasciare libera scelta agli utenti. Chissà se Elon Musk lancerà nuovamente l’allarme sui pericoli di una tale integrazione.

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Italiana guida corsa al più potente computer quantistico

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Il più importante centro di ricerca al mondo sui computer quantistici a superconduttori guidato dall’italiana Anna Grassellino, Sqms del Fermilab, e l’azienda leader mondiale del settore, Ibm, uniscono le forze per lo sviluppo del più avanzato computer quantistico di sempre, capace di risolvere problemi ad oggi impossibili da risolvere per qualsiasi altro computer. “Siamo molto fieri di annunciare questa importante partnership governo-industria”, ha detto Grassellino. “Metterà insieme gli esperti mondiali in questo settore – ha aggiunto – per sviluppare tecnologie chiave per la costruzione del primo computer quantistico a prova di errore”. Siciliana di Marsala, Anna Grasselino dopo essersi laureata a Pisa si trasferisce negli Usa dove a 36 anni Barack Obama le conferisce uno dei più prestigiosi premi per giovani ricercatori e appena 3 anni dopo riceve dal Dipartimento dell’Energia americano 115 milioni per realizzare al Fermilab il nuovo centro di calcolo quantistico denominato Superconducting Quantum Materials and Systems Center, o Sqms.

Un ruolo di primissimo piano per lo sviluppo di una delle tecnologie più attese e più promettenti degli ultimi decenni: i computer quantistici. In questi anni i computer quantistici hanno compiuto rapidi passi da gigante, passando da dispositivi quasi puramente teorici a veri e propri computer capaci di realizzare calcoli usando metodi completamente differenti da quelli dei computer tradizionali. Al loro interno fanno infatti uso dei qubit, la versione quantistica dei bit classici che sfruttano le bizzarre e complesse leggi che governano l’infinitamente piccolo.

Comportamenti molto differenti dai bit classici e che permettono ad esempio di eseguire teoricamente infinite quantità di operazioni in parallelo, come fosse una sola. Un potenziale enorme di cui si iniziano a vedere le prime applicazioni concrete, all’Università Federico II di Napoli poche settimane fa è stato presentato il primo computer quantistico a superconduttori italiano e presto ne nasceranno altri, a Roma, Firenze e Padova finanziati dal Centro Nazionale per la Ricerca in High Performance Computing, Big Data e Quantum Computing Icsc. Progressi che rendono possibile l’uso dei primi computer quantistici già in alcune specifiche applicazioni ma c’è ancora molto da fare per potenziarli e renderli capaci di risolvere problemi concreti finora impossibili da risolvere anche per i più potenti supercomputer tradizionali.

L’accordo tra Ibm e Sqms, acronimo di Superconducting Quantum Materials and Systems, punta a migliorare molti problemi aperti, dai sistemi di raffreddamento criogenico, con il progetto Colossus, a miglioramenti dei cavi a micronde per collegare tra loro più chip quantistici. Un accordo tra i ricercatori guidati da Grassellini e di Ibm che punta a risolvere uno dopo l’altro gli ostacoli ancora esistenti, di cui gran parte sono di natura puramente tecnica, per arrivare agli ambiti computer a ‘fault tolerant’. “Lo sviluppo di computer quantistici di questo tipo – ha concluso Grassellino – porterà vanteggi computazionali esponenziali, ossia potranno risolvere problemi oggi non risolvibili per comprendere ad esempio le interazioni subatomiche e molecolari per realizzare nuove batterie per le auto elettriche, risolvere problemi di ottimizzazione dei trasporti, sviluppare nuovi farmaci oppure per la crittografia”.

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Schermata blu del disastro: migliaia di computer in tilt a causa di un aggiornamento di CrowdStrike

Un aggiornamento errato del software di sicurezza CrowdStrike ha causato il blocco di migliaia di computer in tutto il mondo, mandando in tilt i sistemi informatici di aeroporti, ospedali, banche e aziende. La situazione, che non sembra essere il risultato di un attacco informatico, richiederà giorni per essere risolta.

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Nelle ultime ore, migliaia di computer in tutto il mondo sono stati colpiti dalla temuta “Blue Screen of Death” (BSOD), una schermata associata a errori fatali del sistema operativo Windows. Questo evento ha causato un blocco globale che ha colpito settori critici come aeroporti, ospedali, banche e aziende.

Il disastro informatico sembra essere stato causato da un errore nell’aggiornamento del software di sicurezza Falcon Agent, prodotto dalla società americana CrowdStrike. Questo software è ampiamente utilizzato per proteggere i sistemi informatici da attacchi informatici. L’aggiornamento difettoso ha scatenato il blocco dei sistemi, impedendo il normale funzionamento dei computer.

Pierluigi Paganini, professore di Cybersecurity presso l’Università Luiss Guido Carli, ha spiegato che la soluzione al problema potrebbe richiedere giorni. “CrowdStrike ha fornito una soluzione manuale temporanea che consiste nel cancellare un file particolare chiamato C-00000291.sys”, ha detto Paganini. Tuttavia, in molti casi, il personale dovrà intervenire fisicamente sui computer colpiti, un compito particolarmente arduo per grandi organizzazioni come aeroporti e ospedali, dove devono essere riparate centinaia di macchine.

Microsoft, la casa madre di Windows, ha riconosciuto il problema causato dall’aggiornamento del software di terze parti e ha dichiarato che una soluzione automatica è imminente. Tuttavia, questa soluzione richiede che i computer siano prima sbloccati manualmente utilizzando il workaround fornito da CrowdStrike.

Nonostante la gravità del disservizio, la possibilità di un attacco informatico è stata esclusa. Paganini ha concluso che la soluzione temporanea suggerita da CrowdStrike non disabilita completamente la protezione del software, consentendo alle macchine di ripartire e continuare a essere protette. Tuttavia, il processo di ripristino sarà lungo e complesso, con significativi impatti operativi per molte organizzazioni.

Questo incidente evidenzia l’importanza critica degli aggiornamenti software e la necessità di test rigorosi per evitare che errori simili possano causare interruzioni su scala globale.

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OpenAI prepara Strawberry, l’IA che ragiona come l’uomo

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Dopo le notizie riguardanti le strategie commerciali e le entrate e uscite dal consiglo di amministrazione, OpenAI torna a far parlare di sé per la tecnologia. Secondo Reuters online che ha visionato alcuni documenti, la startup di intelligenza artificiale starebbe lavorando ad un nuovo modello rivoluzionario. Il nome in codice, per la testata, è “Strawberry”, un avanzamento che avvicinerebbe l’organizzazione ad approcciare il concetto di Agi, l’intelligenza artificiale generale.

Tra gli obiettivi del progetto c’è quello di consentire ai modelli di scandagliare autonomamente internet per “pianificare in anticipo” attività più complesse, oltre che eseguire ragionamenti pari, se non superiori, a quelli dell’uomo, inerenti anche la matematica e la scienza. “Vogliamo che i nostri modelli di Intelligenza artificiale vedano e comprendano il mondo come noi” avrebbe detto un portavoce anonimo a Reuters. Strawberry si propone di raggiungere il traguardo conducendo un’analisi approfondita “post-addestramento” dei modelli di intelligenza artificiale esistenti di OpenAI per elaborare risposte più simili a quelle umane.

A gennaio, il Ceo di OpenAI, Sam Altman, aveva affermato che “le aree di progresso più importanti nell’IA riguarderanno le capacità di ragionamento dei modelli”. Strawberry è ancora in fase di sviluppo e coperta da riserbo anche all’interno della società. Quello che si sa è che dovrebbe essere la naturale prosecuzione di Q Star, il nome con cui era conosciuta un’iniziativa precedente della startup, anch’essa associata allo sviluppo dell’intelligenza artificiale generale. Annunciata nel novembre 2023, Q Star è stata descritta come una svolta tecnica per tutto il settore dell’IA, un’apripista verso i successivi modelli di intelligenza artificiale.

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