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Tecnologia

App “copiata”, Facebook paga milioni di euro alla start up milanese proprietaria

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Dichiarato “estinto” dalla Cassazione dopo un “accordo transattivo” il processo tra Facebook, il colosso dei social, e una piccola agguerrita start up milanese, la Business Competence. A portare in giudizio la societa’ di Mark Zuckerberg e’ stata la software house ‘microbo’ che ha sostenuto che la sua app Faround del 2012 – tramite geolocalizzazione segnalava negozi e ristoranti in zona secondo i gusti dell’utente – era stata ‘copiata’ pochi mesi dopo dalla app Nearby di Fb. Nel 2018 la Corte di Appello ha constatato la “violazione del diritto d’autore”, e a gennaio il risarcimento e’ stato calcolato in 3,8mln di euro. Ora l’intesa.

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Il razzo cinese in caduta rientrato sull’Oceano Indiano, vicino le Maldive

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Il secondo stadio del razzo cinese Lunga Marcia 5B e’ rientrato nell’atmosfera sull’Oceano Indiano, in un’area vicina alle isole Maldive. Lo rende noto l’ufficio per il volo umano dell’agenzia spaziale cinese Cnsa.Il rientro e’ stato confermato anche dai dati del Comando di Difesa Aerospaziale del Nord-America (Norad). Rispetto alle stime iniziali, indicavano il Nord Atlantico come probabile punto di rientro, poi il bacino del Mediterraneo e l’ipotesi per ora piu’ accreditata e’ che il rientro possa essere avvenuto sopra l’Oceano Indiano.

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Marte, per Ingenuity il primo viaggio di sola andata

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Su Marte primo viaggio di sola andata per Ingenuity, il drone-elicottero della Nasa che ha dimostrato la possibilita’ del volo controllato su un pianeta diverso dalla Terra. Nel suo quinto volo, per la prima volta il veicolo non e’ tornato al punto di partenza, ma e’ atterrato in un altro luogo, nella stessa direzione nella quale sta andando il rover Perseverance, che potra’ cosi’ raggiungerlo e continuare a seguirlo nei prossimi test. Nel nuovo volo, durato 108 secondi, Ingenuity ha inoltre raggiunto la quota di 10 metri, battendo cosi’ i suoi record precedenti. – Il drone elicottero ha percorso 129 metri, dirigendosi verso Sud e lasciandosi alle spalle il suo vecchio campo di volo dedicato ai fratelli Wright. Una volta a destinazione ha raggiunto la quota di dieci metri per catturare nuove immagini del suolo marziano. La nuova posizione segna anche l’avvio di una nuova fase nei test, durante la quale Ingenuity dovra’ dimostrare di essere in grado di eseguire voli di esplorazione di nuove zone del pianeta, osservazioni aeree di luoghi non accessibili ai rover e di catturare immagini stereo da quote elevate. Adesso il drone sta riposando e ricarica le sue batterie in attesa di nuove istruzioni da parte del rover Perseverance, che a sua volta le ricevera’ dal centro di controllo della missione presso il Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa a Pasadena (California). D’ora in poi si prevede di far volare Ingenuity in modo da non interferire con il programma scientifico di Perseverance. “Nelle prossime settimane sono previsti ancora un paio di voli e poi si valutera’ come procedere”, ha detto l’ingegnere capo della missione di Ingenuity, Bob Balaram, del Jpl. “Abbiamo gia’ raccolto tutti i dati relativi alle prestazioni di volo che intendevamo raccogliere. La nuova fase che si apre adesso – ha aggiunto – ci offre l’opportunita’ di espandere ulteriormente la nostra conoscenza”.

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Tecnologia

Check Point trova una falla nei chip 4G e 5G di Qualcomm

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Check Point Research (CPR), divisione della compagnia di sicurezza informatica Check Point Software Technologies, ha scovato una vulnerabilita’ nei modem (MSM) sia 4G che 5G di Qualcomm. Questo e’ il chip che gestisce le telecomunicazioni di quasi il 40% degli smartphone al mondo. Se sfruttata, la vulnerabilita’ permetterebbe a terzi di accedere alla cronologia delle chiamate e ai messaggi SMS dei telefonini Android, cosi’ come all’audio delle conversazioni. Inoltre, la falla interessa anche lo sblocco della sim di un dispositivo, superando cosi’ le limitazioni imposte dagli operatori. Il bug di sicurezza, secondo quanto condiviso dal team CPR, puo’ consentire a qualsiasi app dannosa di nascondere le sue tracce all’interno dei chip dei modem, rendendosi completamente invisibile al sistema operativo Android e a qualsiasi misura di sicurezza di cui dispone. In altre parole, un telefono infettato da un’app, nasconderebbe le malefatte del codice “sotto” il sistema operativo. Yaniv Balmas, Head of Cyber Research di Check Point Software Technologies ha spiegato: “Credo che la nostra ultima ricerca sia un enorme passo avanti nelle analisi sui chip mobili, visto che verifiche simili sono sempre difficili da trovare per i ricercatori. Con il nostro lavoriamo speriamo di aiutare Qualcomm e altre aziende a creare chip piu’ sicuri. Ad oggi, quello che gli utenti Android devono fare e’ aggiornare all’ultimo sistema operativo il loro smartphone”.

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