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Zlatan compie 40 anni e dice: sono ancora il più forte di tutti

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“Io mi sento ancora il piu’ forte di tutti”: a quarant’anni, quando molti hanno gia’ appeso gli scarpini al chiodo, Zlatan Ibrahimovic e’ pronto a fare ancora la differenza. L’esperienza del campione, un fisico da ascoltare soprattutto quando bisogna recuperare da qualche acciacco, la consapevolezza di poter ancora spostare gli equilibri: Zlatan e’ ben lontano da lasciare il calcio.

“Prima devo giocare, poi pensiamo al secondo step. Ora voglio giocare il piu’ possibile per non lamentarmi un giorno di voler giocare ancora. Posso portare ancora risultati e soddisfare i tifosi. Il secondo step – racconta in una lunga intervista al Milan – dipendera’ dalla disponibilita’ del club”. Almeno per il momento, il pensiero di togliere pantaloncini e scarpini per indossare giacca e cravatta non lo sfiora neppure. Zlatan vive dell’adrenalina della partita, del boato del pubblico che lo accoglie a San Siro anche solo quando viene inquadrato sul maxi schermo, il pallone tra i piedi un amico che non e’ pronto ad abbandonare. L’autostima, si sa, non gli manca e secondo il Milan la sua presenza nello spogliatoio fa la differenza ancor prima di toccare un pallone. “Ora il progetto e’ differente rispetto a come era abituato il Milan. E’ cosi’, una grande sfida che puo’ diventare una soddisfazione totale”. Il sogno sarebbe chiudere con un trofeo. Un’impresa non semplice ma forse, non impossibile. Per appagare una fame infinita di ambizione, per soddisfare la sua voglia di vincere, di scrivere la storia, di emergere dalla mediocrita’. “Ho voglia di fare di piu’. Non sono soddisfatto. Quando lo saro’ – spiega Ibra – diro’ addio al calcio. Il calciatore deve avere fame. Le mie aspettative sono alte. Voglio camminare sul fuoco per sentirmi vivo. Ogni tiro, ogni passaggio e ogni energia che passo ai miei compagni, voglio che continui il piu’ possibile. Senza limiti”. Non e’ ancora il momento di dire stop. E difficilmente Zlatan accettera’ di sentirsi dire da qualcuno di fermarsi, di godersi del meritato riposo. Sara’ solo lui a decidere quando smettere. Il Milan che dovra’ fare a meno di lui stasera a Bergamo nella sfida contro l’Atalanta, lo ha celebrato con una festa a Milanello dopo l’allenamento. Torta di fragole con la sagoma del viso dello svedese, bollicine e una bottiglia di vino imbottigliata nel 1981, anno della sua nascita. “Anche quest’anno il mondo ha avuto il privilegio di compiere un intero giro attorno a Ibra”, il messaggio social di auguri del club rossonero. Poi il biglietto “Migliori ogni anno che passa, come questa bottiglia di vino”. E infine una foto del regalo che ha voluto farsi da solo per celebrare i suoi 40 anni: una Ferrari color oro. Occhi puntati addosso sempre, mai banale, deciso a trasformare in oro anche gli ultimi anni con il pallone tra i piedi.

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Champions, il Real Madrid di Ancelotti batte il City ai rigori e vola in semifinale

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Il “re” di coppe piazza un altro colpo: il Real Madrid di Carlo Ancelotti raggiunge la semifinale di Champions League dopo una battaglia durissima contro il Manchester City di Pep Guardiola. Raggiunge così Del Bosque come il secondo allenatore del Real Madrid con più presenze in Champions.

Con uno spettacolare pareggio 3-3 nell’andata, i Blancos di Carlos Ancelotti si sono imposti dopo i rigori (5-4) nel ritorno dei quarti di finale all’Etihad Stadium. Nonostante un inizio frenetico, con il Real che si è portato in vantaggio al 12’ grazie a Rodrygo e il Manchester City che ha colpito la traversa con Haaland, il primo tempo si è chiuso sull’1-1, firmato da De Bruyne al 76’. Il ritmo del match è stato incandescente, con entrambe le squadre impegnate in rapidi scambi e azioni fulminee. Nonostante gli sforzi di entrambi i lati nei tempi regolamentari e supplementari, il risultato è rimasto invariato.

La partita è stata caratterizzata da un gioco tattico, con Pep Guardiola e Carlo Ancelotti che hanno orchestrato le loro mosse con maestria. Ma è stata la lotteria dei rigori a decretare il vincitore, con il Real Madrid che ha avuto la meglio, accedendo così alla semifinale per il quarto anno consecutivo. Ora, i Blancos si preparano ad affrontare il Bayern Monaco in un’altra sfida emozionante per un posto nella finale di Champions League.

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Champions, il Bayern va in semifinale battendo l’Arsenal di misura

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Il Bayern Monaco si consola del campionato deludente conquistando l’accesso alla semifinale di Champions League dopo una vittoria cruciale sul campo dell’Arsenal. Con un risultato finale di 1-0 all’Allianz Arena nel ritorno dei quarti di finale, i bavaresi hanno dimostrato ancora una volta la loro forza e determinazione. Il momento decisivo è arrivato nella ripresa, quando Kimmich ha trovato la rete di testa su un preciso cross di Guerreiro al minuto 63’.

La partita è stata caratterizzata da un dominio del Bayern, che ha colpito due volte il palo nella stessa azione all’inizio della ripresa, con Goretzka e Guerreiro, mettendo a dura prova la difesa dell’Arsenal. Nonostante i tentativi dei Gunners di reagire grazie ad un ottimo Jorginho, il Bayern ha mantenuto saldamente il controllo del gioco e ha difeso con determinazione il proprio vantaggio fino al fischio finale.

Questo risultato segue il pareggio 2-2 nell’andata all’Emirates di Londra, confermando la superiorità complessiva del Bayern Monaco nella doppia sfida. Ora, i bavaresi si preparano ad affrontare la vincente tra Manchester City e Real Madrid nella semifinale.

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Calcio, Ronaldo ha vinto l’arbitrato con la Juventus che dovrà versargli quasi 10 milioni di euro

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Cristiano Ronaldo Vince la Controversia per gli Stipendi Arretrati: Terzo Tentativo di Arbitrato Risolutivo

Dopo una lunga disputa legale, Cristiano Ronaldo ha finalmente ottenuto giustizia nel suo reclamo per il pagamento di 19,5 milioni di euro di stipendi arretrati. Al terzo tentativo di arbitrato, l’ex giocatore della Juventus ha visto riconosciuta la sua ragione in sede stragiudiziale. E la Juve dovrà pagare 9.774.166 milioni di euro ai quale aggiungere gli interessi: si tratta di quanto il calciatore avrebbe dovuto incassare al netto di tasse e contributi.

Il collegio di arbitri incaricato di decidere sulla controversia è composto da Gianroberto Villa, Roberto Sacchi e Leandro Cantamessa. Questa squadra di esperti ha esaminato attentamente il caso e ha concluso che Ronaldo aveva diritto ai pagamenti richiesti.

Il team legale che ha rappresentato Cristiano Ronaldo è stato guidato da professionisti di alto livello, tra cui Emanuele Guastalla, John Shehata e Fabio Iudica. Quest’ultimo, oltre a essere un avvocato stimato, è anche docente di diritto sportivo all’Università Bicocca di Milano, portando una vasta esperienza e competenza nel settore.

La decisione dell’arbitrato rappresenta un importante traguardo per Ronaldo e il suo team legale, che hanno lottato strenuamente per far valere i  diritti contrattuali. Il riconoscimento della sua ragione sottolinea l’importanza di risolvere le controversie in modo equo e trasparente, garantendo che i professionisti dello sport siano trattati con giustizia e rispetto.

La vittoria di Ronaldo in questa battaglia legale non solo ha un impatto finanziario significativo per lui personalmente, ma invia anche un messaggio importante all’industria dello sport riguardo alla necessità di rispettare i contratti e gli accordi stipulati con i giocatori.

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