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Cronache

Violentata in Circumvesuviana, lettera choc: brutalità, mio corpo diventato uno scarto e oggetto

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“Bastano pochi minuti e ritorno col pensiero. Erano attimi di incapacità a reagire di fronte la brutalità e la supremazia di tre corpi. Erano attimi in cui la mente sembrava come incapace di comprendere, di totale perdizione dell’essere. E dopo che il corpo era diventato scarto e oggetto, ho provato una sorta di distacco da esso. Il mio corpo, sede della mia anima, così sporco”. È l’incipit drammatico della lettera che la 24enne presunta vittima di violenza in un’ascensore della Circumvesuviana ha affidato al suo legale Maurizio Capozzo.

“Mi sembrava di essere avvolta dalla nebbia mentre mi trascinavo su quella panchina dopo quelli che saranno stati 7 o 8 minuti”, scrive ancora la ragazza che oggi, per la prima volta dopo 15 giorni, è uscita di casa, ha superato il momento drammatico che la aveva portata a rinchiudersi. Sulla sua psiche pesa la scarcerazione di due dei tre presunti autori della violenza. Autori che lei ha riconosciuto. “Mi sono seduta e non l’ho avvertito più. Ho cominciato ad odiarlo e poi a provare una profonda compassione per il mio essere. Compassione che ancora oggi mi accompagna, unita ad una sensazione di rabbia impotente, unita al rammarico, allo sdegno, allo sporco, al rifiuto e poi all’accettazione di un corpo che fatico a riconoscere perche’ calpestato nella sua purezza”. “Il futuro diviene una sorta di clessidra. Consumato il corpo e la mente dal tempo odierno ricerca una vita semplice”. Dopo tante parole cupe e dense di pessimismo affiora uno spiraglio di speranza, che si legge in fondo ad un lettera così piena di dolore: “Mi piacerebbe essere a capo di un’associazione che si occupa della prevenzione, della tutela e della salvaguardia delle donne, ragazze, bambine a rischio, perchè donare se stessi e il proprio vissuto per gli altri è l’unico modo per accettarlo”.

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Cronache

Metà degli italiani soddisfatti della giustizia civile

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C’è un giudizio positivo degli italiani verso il sistema giudiziario ed è quello che riguarda l’ambito civile: poco più di un cittadino su due (il 54,2%) coinvolto in cause che riguardano la sfera familiare o lavorativa si dichiara “molto o abbastanza soddisfatto” del sistema giudiziario. Si tratta soprattutto, rileva l’Istat nel report ‘Cittadini e giustizia civile’ relativo al 2023, di processi per separazioni e divorzi che riguardano per la maggior parte, la fascia d’età compresa tra 55-64 anni (circa il 18,3%). Dai dati, raccolti con una serie di domande a un’ampia cerchia di intervistati, emerge però anche una mancata consapevolezza dei costi economici del processo al momento dell’avvio della causa, dove solo il 28% delle persone coinvolte ha affermato di essere a conoscenza delle spese.

E soprattutto emerge che quasi un milione di cittadini italiani non possono permettersi o rinunciano alla causa civile per i costi eccessivi. La soddisfazione, dice l’Istat, prevale tra le donne, che dimostrano anche più attenzione ai dettagli delle diverse cause: il 59,6% è “molto o abbastanza soddisfatto” rispetto al 49,6% degli uomini. Il giudizio positivo cala invece leggermente fra i giovani: nella fascia d’età compresa tra i 18 e 34 anni gli intervistati si definiscono soddisfatti nel 49,2% dei casi, mentre i cittadini con più di 65 anni si attestano a oltre il 51%. Un livello di soddisfazione che si differenzia anche a seconda dell’area geografica di appartenenza.

Nelle regioni a Nord-ovest i giudizi sono meno critici: il 59,7% dei cittadini intervistati si dichiara “molto o abbastanza soddisfatto”, contro il 47,7% degli abitanti delle Isole. Gli abitanti del Sud, del Centro e del Nord-est esprimono una posizione più intermedia ma simile (rispettivamente 52%, 52,5% e 53%). Ad incidere sulla soddisfazione per l’andamento della giustizia civile è anche il titolo di studio: più è alta l’istruzione più si abbassa il livello di soddisfazione. Ad aver fatto ricorso al giudice civile più frequentemente sono i laureati, circa il 14,7%, di cui si dichiarano soddisfatti circa il 51,2%, a fronte del 59,7% di coloro che hanno licenza elementare o nessun titolo. Le diverse condizioni professionali, invece, non influenzano drasticamente il parere dei cittadini. La maggior parte dei giudizi positivi è dovuta principalmente a una diminuzione della durata dei processi, che secondo il 28% degli intervistati non si protrae oltre un anno, e a un aumento della conoscenza delle soluzioni alternative delle controversie.

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Cronache

Prende il fucile del padre e parte un colpo, muore 14enne

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Un ragazzino di 14 anni è morto dopo essere stato raggiunto da un colpo di fucile mentre stava maneggiando le armi del padre in casa a Villasalto, nel sud Sardegna. Da quanto si apprende, sarebbe partito inavvertitamente un colpo che non ha lasciato scampo all’adolescente. Sul posto sono arrivati i medici del 118 e i carabinieri della Compagnia di San Vito che si stanno occupando di ricostruire la tragedia.

Stava maneggiando il fucile e altre armi che il padre custodiva in casa, quando è partito il colpo che ha centrato al volto il ragazzino di 14 anni morto a Villasalto, nel sud Sardegna. La tragedia è avvenuta verso le 16. I carabinieri della Compagnia di San Vito saranno coadiuvati dagli specialisti del Reparto operativo del Comando provinciale di Cagliari per ricostruire i dettagli di quanto accaduto. Gli specialisti dell’Arma ora effettueranno i rilievi nella casa e sentiranno i parenti della vittima, per capire cosa è accaduto nella casa. Si cerca soprattutto di appurare come mai il 14enne si sia messo a maneggiare il fucile e altre armi del padre. Al momento l’ipotesi più avvalorata è quella dell’incidente, del colpo partito per errore.

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Campi Flegrei, la terra trema ancora: 3.6, epicentro in mare

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Ancora una scossa di magnitudo superiore a 3 (3.6) nella zona dei Campi Flegrei, stavolta però l’epicentro viene localizzato in mare, nel golfo di Pozzuoli, al largo di Baia. La profondità, 3,9 km, ha fatto sì che venisse ben percepita dalla popolazione della zona flegrea ed anche in alcuni quartieri di Napoli, soprattutto ai piani alti. La scossa ha dato un altro colpo ai nervi già tesi della gente che ha dormito in strada, nelle tende o arrangiandosi anche sulle panchine cittadine. Alcuni palazzi lesionati, sgomberato il carcere femminile, proseguono i controlli degli edifici. Oggi nel Consiglio dei Ministri si tratterà la questione Campi Flegrei.

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