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Esteri

Via da Facebook, via da TikTok: Luigi Di Maio si “congeda” dal web per disintossicarsi

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“Spenta” la pagina Facebook da 2,4 milioni di fan. Chiuso il profilo TikTok. Era diventato impossibile digerire la valanga di insulti, contumelie, minacce e schifezze che i mazzieri del web (molti ex adulatori) riservavano quotidianamente al ministro degli Esteri ancora in carica Luigi Di Maio. La mancata rielezione parlamentare, batosta imprevedibile, ha fatto il resto. Di Maio ha così maturato la decisione di staccare la spina anche mediaticamente. Nemmeno il tempo di “spegnere i social” che su qualche giornale è emersa la notizia secondo cui Di Maio starebbe trattando con il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, un ruolo in giunta. O anche un ruolo da consigliere su affari esteri della Campania. Notizia smentita recisamente dallo staff di Di Maio. Sempre dallo staff di Maio trapela che la scomparsa di Di Maio dal web non è hackeraggio ma una scelta, una disattivazione dei canali che possono essere riattivati.

Dopo la scissione dai 5 Stelle, Di Maio ha fondato una nuova forza politica, Impegno Civico, presentandosi all’appuntamento del 25 settembre in coalizione con il centrosinistra. Senza però riuscire a raggiungere l’1 per cento; il ministro ha perso anche la corsa nel collegio di Napoli Fuorigrotta, vinta dall’ex compagno di partito nel Movimento Sergio Costa. La sua sconfitta era stata oggetto di diffusa derisione sui social e anche sotto la sua pagina Facebook, spesso con venature classiste, in riferimento al suo vecchio impiego da steward allo stadio San Paolo (oggi Maradona) di Napoli. Crudeltà che solo il web riserva.

 

 

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Morto a 76 anni O. J. Simpson

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E’ morto l’ex giocatore di football americano O.J.  Simpson dopo una battaglia contro il cancro. Aveva 76 anni. Lo riporta Tmz citando la famiglia.

‘The Juice’, così come era conosciuto negli anni d’oro quando indossava la maglia dei San Francisco 49ers, era stato accusato di aver ucciso la sua ex moglie Nicole e il suo amico Ronald Goldman. Il processo era andato avanti per mesi e aveva spaccato l’America, innescando anche un furioso dibattito sulla questione razziale. L’ex campione era stato alla fine scagionato per mancanza di prove. Nel 2008 però è finito in carcere per rapina e sequestro. Nel 2017 ha lasciato il carcere.

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007 alleati, Putin vuole il crollo di Kiev e un governo fantoccio in Ucraina

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“Mosca punta ad una guerra di logoramento per fiaccare il morale degli ucraini, ridurre la disponibilità di mezzi fino al collasso interno. E’ uno scenario simile a quello della Prima Guerra mondiale: i piccoli cambiamenti nelle posizioni al fronte non sono importanti”. E’ l’analisi di un alto funzionario di un servizio d’intelligence alleato. “L’obiettivo – dice la fonte  – è il ‘reset’ del Paese, provocare 10 milioni di rifugiati verso l’Ue e installare un regime fantoccio al governo a Kiev”.

Uno dei grandi nodi, per non dire dubbi, è spiegare come il Cremlino intenda poi controllare l’Ucraina, una volta presone il controllo. “Il dopoguerra – spiega il funzionario – potrebbe essere assimilato a uno scenario simile al Patto di Varsavia: poche truppe russe sul terreno, pezzi di società ucraina che si prestano a gestire il Paese”. Il risultato, per Mosca, sarebbe quello di avere “una seconda Bielorussia” e chiudere l’anello difensivo fino al Mar Nero. Ecco perché diventa fondamentale fare in fretta e aiutare l’Ucraina da qui all’estate con nuove forniture di armi e munizioni, “dando priorità a iniziative concrete come quella lanciata da Praga”. In caso contrario, le ripercussioni per l’Occidente potrebbero essere gravi.

“Se il fronte in Ucraina crolla, interno o esterno, non sarà possibile al vertice di Washington della Nato emettere comunicati positivi e farla franca: l’Alleanza in quel caso mostrerà debolezza, non forza”. L’esito della guerra in Ucraina determinerà poi i passi successivi di Mosca. Le indicazioni, conclude la fonte, è che il Cremlino si stia già preparando a un possibile conflitto con la Nato “nell’arco dei prossimi dieci anni”.

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Tragedia in Pakistan: 17 morti e molti feriti in un incidente stradale

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Nel sud-ovest del Pakistan, una tragedia ha scosso la provincia del Balochistan, lasciando dietro di sé un bilancio spaventoso di morte e feriti. Almeno 17 persone hanno perso la vita e altre 41 sono rimaste ferite in un grave incidente stradale avvenuto recentemente.

L’incidente è avvenuto quando un mezzo trasportante, presumibilmente un camion, è precipitato in un burrone. Il vice commissario distrettuale, Munir Ahmed, ha dichiarato che il camion stava viaggiando a una velocità eccessiva e ha perso il controllo mentre affrontava una svolta critica sulla strada.

Le autorità locali sono state pronte a rispondere all’incidente, inviando squadre di soccorso e ambulanze sul luogo dell’incidente per assistere i sopravvissuti e recuperare le vittime. Tuttavia, il bilancio delle vittime ha continuato a salire, evidenziando la gravità dell’incidente e la necessità di interventi immediati per prevenire tragedie simili in futuro.

Le indagini sull’incidente sono ancora in corso, con le autorità che cercano di determinare le cause esatte dell’incidente e se ci fossero eventuali violazioni delle normative sulla sicurezza stradale da parte del conducente o di altri fattori coinvolti.

 

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