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Economia

Usa: Amazon, i tagli al personale saranno 18.000

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 Amazon conferma i forti tagli al personale, che riguarderanno in tutto 18.000 posti di lavoro. In una comunicazione ai dipendenti l’amministratore delegato Andy Jassy spiega che la decisione non è stata presa alla leggera. “Lavoriamo per sostenere coloro che sono colpiti offrendo pacchetti che includono un pagamento, benefit sanitari e sostegno” per trovare un posto di lavoro, si legge nell’email. Jassy quindi osserva come “Amazon ha navigato un’economia incerta e difficile in passato e continuerà a farlo. Questi cambiamenti ci aiuteranno a perseguire opportunità di lungo termine con una struttura dei costi più forte”.

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Economia

Ecco le regole per gli affitti brevi, multe agli abusivi

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Un codice identificativo nazionale (Cin) assegnato dal ministero del Turismo a ogni immobile ad uso abitativo oggetto di locazione per finalità turistiche, l’obbligo di segnalare l’inizio dell’attività per chiunque eserciti in forma imprenditoriale, con multe fino a 10mila euro, e nei centri storici delle città metropolitane durata minima del contratto di locazione per finalità turistiche che non può essere inferiore a due notti, “fatta eccezione per l’ipotesi in cui la parte conduttrice sia costituita da un nucleo familiare numeroso composto da almeno un genitore e tre figli”.

Sono alcune delle novità del ddl sugli affitti brevi su cui è al lavoro il Governo, come si legge da una bozza che circola in queste ore. Il provvedimento, che la ministra Daniela Santanchè durante la recente assemblea di Federalberghi aveva promesso entro giugno, ha l’obiettivo “di fornire una disciplina uniforme a livello nazionale volta a fronteggiare il rischio di un turismo sovradimensionato rispetto alle potenzialità ricettive locali e a salvaguardare la residenzialità dei centri storici ed impedirne lo spopolamento”.

E riguarda colui che detiene legittimamente l’immobile ma anche i soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare o ancora i soggetti che gestiscono portali telematici, mettendo in contatto persone in cerca di un immobile con persone che dispongono di unità immobiliari da locare. Variegate le reazioni dei soggetti coinvolti. Airbnb dà il benvenuto all’armonizzazione nazionale dei codici di registrazione anche “se permangono dei dubbi su alcune limitazioni che potrebbero andare a colpire la piccola proprietà privata, anche alla luce della proposta di regolamento Ue in materia, sulle quali restiamo in attesa di poter fornire il nostro contributo al tavolo di lavoro”.

Le 13 associazioni di categoria (Confedilizia, Fiaip, Prolocatur, Confassociazioni RE, PMI, Rescasa Lombardia, Host + Host, Host Italia, Bre-VE, Myguestfriend, OspitaMI, Abbav e F.A.R.E) coinvolte dal ministro Daniela Santanchè “esprimono, invece, forte contrarietà nei confronti dell’introduzione del divieto per il proprietario dell’immobile o per il suo gestore professionale di darlo in locazione per una sola notte, considerandola, a tutti gli effetti, una norma discriminatoria, liberticida e con profili di dubbia costituzionalità, che alimenterà forme di evasione fiscale e di illegalità varie. Il tutto, peraltro, con un arcobaleno di discipline in funzione del comune di ubicazione dell’immobile, che produrrà un caos indescrivibile”. Secondo Federalberghi “occorre anzitutto intervenire sul cosiddetto “minimum stay”.

Considerato che la permanenza media negli esercizi ricettivi italiani è di 3,3 notti, affermare che il soggiorno nelle locazioni turistiche non può essere inferiore a due notti suona come una presa in giro, in quanto significa che la nuova normativa si applicherà solo su a una minima parte dei flussi turistici. Ad esempio, saranno esclusi tutti i soggiorni per vacanza, a partire dai week end, per di più solo in una minoranza di comuni”. “Si confermano – lamentano i sindacati degli inquilini Sunia, Sicet ed Uniat Aps – alcune scellerate decisioni assunte dai precedenti governi come la possibilità di non registrare all’Agenzia delle Entrate i contratti inferiori a trenta giorni, di non considerare attività commerciale quella svolta fino a 4 alloggi di proprietà locate a finalità turistica e, di conseguenza, la concessione di agevolazioni fiscali come la cedolare secca a questi proprietari, i cui redditi, in molti casi, sono ben più consistenti di un piccolo albergatore di periferia”.

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Ambiente

Italia e Paesi Med, ‘aiuti Ue per siccità e alluvioni’

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I campi italiani passati in poco più di mese dalla siccità alle alluvioni di una delle Regioni più produttive del Paese. La Spagna e il Portogallo fiaccate da due anni senza precipitazioni. La Francia, potenza agricola del Continente, con due terzi delle acque di falda a livelli critici. E’ l’emergenza che spinge i quattro Paesi a unire le voci e chiedere all’Ue aiuti straordinari per salvare l’agricoltura in ginocchio. E, in un documento congiunto discusso a Bruxelles, le delegazioni propongono di usare la riserva della politica agricola comune e di “aumentare il livello dei tassi di pagamento anticipato ad almeno il 70% nel caso degli aiuti diretti e ad almeno l’85% per gli aiuti concessi nell’ambito dello sviluppo rurale” della Pac. “Il governo è impegnato sul piano interno e internazionale a individuare tutte le risorse disponibili per affrontare la fase emergenziale” delle alluvioni in Emilia-Romagna e “quella strutturale per la ricostruzione”, ha sottolineato il ministro italiano, Francesco Lollobrigida, a margine dei lavori durante i quali molti colleghi hanno espresso solidarietà all’Italia per le vite umane perse e per i danni.

Mentre la riunione era ancora in corso, il ministro è dovuto rientrare in Italia, e a spiegare la posizione italiana è rimasto il vice-ambasciatore presso l’Ue, Stefano Verrecchia. Roma, ha fatto sapere, chiede l’intervento Ue a sostegno in particolare di frutteti, colture in serra, vigneti e allevamenti, che necessitano di sforzi eccezionali. Nella riserva di crisi Pac, che vale circa 450 milioni l’anno, restano però solo 250 milioni, come ha specificato il commissario Ue all’Agricoltura, Janusz Wojciechowski. “A giugno proporremo la distribuzione della rimanente parte della riserva di crisi per i restanti 22 Stati membri”, ha spiegato il politico polacco, indicando che Bruxelles terrà “conto dei Paesi nei quali gli agricoltori sono stati più colpiti”. La riserva è stata già usata quest’anno per oltre 17 milioni per l’emergenza aviaria in Polonia, 27,7 all’Italia per lo stesso motivo, 156 milioni impegnati per la crisi dei prezzi dei cereali innescata dalle importazioni di grano ucraino in Polonia, Ungheria, Romania, Bulgaria e Slovacchia. “Abbiamo messo in evidenza che il fondo di riserva Pac non è sufficiente se vogliamo affrontare in modo strategico le avversità climatiche”, è tuttavia il parere di Lollobrigida. Una possibile sponda potrebbe allora arrivare dalla Croazia, che ha proposto di cominciare già da ora una riflessione per migliorare gli attuali strumenti di gestione delle crisi dell’agricoltura, come parte della futura Pac. A tenere banco alla riunione dei ministri Ue è stato poi l’impatto delle nuove – e ancora tutte in discussione – norme sugli imballaggi per il settore alimentare. Per l’Italia i nodi da sciogliere sono ancora diversi, pur senza l’intenzione di respingere la proposta. “Per fare le cose bene ci vuole tempo, e – ha avvertito Lollobrigida – la fretta o i tentativi di fare bella figura con annunci e aut-aut di questi giorni, come ci è sembrato abbia fatto Timmermans, non è il metodo vincente” e per questo viene “respinto” da Roma. Un’allusione diretta alle parole rivolte dal vicepresidente della Commissione europea agli eurodeputati la scorsa settimana, quando aveva ventilato l’ipotesi di non presentare le proposte sul nuovo biotech agricolo, molto attese dal settore, se non ci saranno progressi sui dossier pesticidi e biodiversità.

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Economia

Corte dei Conti, tensione sui poteri di controllo

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L’uso, o l’abuso secondo le critiche, dei decreti omnibus infiamma lo scontro parlamentare, dopo l’intervento della scorsa settimana del presidente della Repubblica Mattarella. Il Pd e gli altri partiti di opposizione, infatti, hanno oggi ripetutamente protestato contro il ricorso del governo a questi strumenti, svuotando le prerogative del Parlamento. A rendere più pesante il confronto è stato un emendamento dello stesso esecutivo ad un proprio decreto, annunciato ormai da lunedì, che mirerebbe a inibire i controlli da parte della Corte dei Conti sui fondi del Pnrr. Un emendamento che, a seconda della sua portata, potrebbe innescare anche uno scontro sul piano istituzionale, dato che inciderebbe sul bilanciamento dei poteri previsto dal nostro ordinamento costituzionale. Giovedì scorso Mattarella, aveva invitato i presidenti di Camera e Senato a vigilare sull'”assalto alla diligenza” ai decreti con emendamenti estranei ai contenuti, cosa più volte sanzionata dalla Corte costituzionale.

Per di più molti di questi emendamenti, pur presentati dai gruppi parlamentari, sono in realtà ispirati dai rispettivi ministri di riferimento. Ebbene lo schema stigmatizzato da Mattarella si è ripetuto per due decreti, uno sulla PA ed uno sugli Enti previdenziali e gli Enti lirici, che già all’origine si sono rivelati come omnibus: su di essi sono piovuti rispettivamente 500 e 400 emendamenti. Non proprio un “beau geste” verso il Capo dello Stato il cui controllo preventivo di legittimità ai contenuti dei decreti verrebbe aggirato dall’esecutivo. Di qui la protesta della presidente dei deputati Pd, Chiara Braga, in Capigruppo con il presidente Lorenzo Fontana. Altrettante critiche in Aula sono arrivate da Francesco Silvestri (M5s), Filiberto Zaratti (Avs), Riccardo Magi (+Europa) e Luigi Marattin (Az-Iv). Ma la tensione è salita ulteriormente, questa volta anche all’interno della maggioranza, quando sono iniziate a circolare le bozze di due emendamenti del governo al decreto sulla PA che limiterebbero i controlli della Corte dei Conti sui fondi del Pnrr: uno in maniera più blanda ed un secondo in maniera più forte.

“Se lo presentano faremo una opposizione durissima”, ha detto Piero De Luca del Pd. Ma il problema riguarda il confronto interno alla maggioranza: per alcuni il secondo emendamento risulterebbe uno sgarbo al Capo dello Stato non solo a livello procedurale, ma anche per ragioni di contenuto. Il controllo della magistratura contabile, previsto dalla Costituzione, andrebbe a toccare il sistema del “check and balances”, dei bilanciamenti degli organismi indipendenti rispetto al Governo. Una modifica per decreto, addirittura con un emendamento, vedrebbe con ogni probabilità aprirsi un contenzioso istituzionale sulla norma. Insomma all’interno del centrodestra e tra gli stessi ministri, si è aperto un confronto tra falchi e colombe, con i primi che sottolineano che il controllo della Corte dei Conti rallenterebbe la spesa dei Fondi del Recovery Fund, e le seconde che mettono in evidenza che la norma potrebbe creare frizioni anche con la Commissione Ue. Alla fine, i due emendamenti non sono stati depositati, e la seduta delle Commissioni Affari costituzionali e Lavoro che esaminano il decreto sulla Pa è stata sconvocata e rinviata a domani pomeriggio.

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