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Cinema

Tutti in fila a Ischia per il casting de “L’Amica geniale”: si cercano comparse da 6 a 80 anni

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Sono tanti quelli che vorrebbero essere a fianco di Lenu e di Lila, le protagoniste de “L’amica geniale”, recitare con loro, partecipare al film tratto dal libero di Elena Ferrante, un successo planetario. Ed oggi  il teatro polifunzionale di Ischia, sede dei casting per “l’amica geniale” ha fatto registrare code per i provini. ..nel frattempo continuano i sopralluoghi sull’isola dove la produzione girerà per qualche mese la seconda serie di film per cercare la casa dove le 2 amiche verranno in vacanza e vivranno le pagine più entusiasmanti del romanzo… I produttori e il regista stanno girando in lungo e largo Ischia con la specialista in location e logistica Marianna Sasso che li assiste e collabora in questa ricerca. La location deve essere una tipica casa ischitana degli anni ‘60 con almeno 3 camere da letto…un terrazzo che affacci sul mare, in una zona poco contaminata dalla modernità.

Nella selezione per le comparse a Ischia – guardate che folla!- stanno cercando uomini di taglia media, massimo 50, e donne di taglia 48 al massimo, dai 18 agli 80 anni. Si cercano anche bambini dai 6 ai 12 anni. Le comparse non dovranno avere tatuaggi e non dovranno tagliare capelli e sopracciglia fino a dopo la chiusura del casting (la storia è ambientata negli anni ’60). Le caratteristiche richieste sono le seguenti: volti antichi, bruciati dal sole e dal mare ma anche persone dai colori chiari, tipici del Nord Europa dai tratti delicati. Coloro che hanno già partecipato ai provini lo scorso anno per l’Amica geniale e per Man In Black sono esonerati dal provino. I minori devono essere accompagnati e tutti devono presentarsi con i documenti di identità, il codice fiscale l’Iban bancario.

“L’amica geniale” sbarca sull’isola d’Ischia, ecco le immagini più belle del backstage nel borgo del Castello Aragonese

 

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Cinema

Alessandro Magno è gay? La Grecia contro Netflix

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La Grecia è scesa in campo contro Netflix per un docudrama britannico su Alessandro Magno che suscita controversie sulla rappresentazione della relazione tra il grande condottiero macedone e il suo generale Efestione come un amore omosessuale. Lina Mendoni, ministra della Cultura del governo di Atene, ha bollato la serie televisiva “Alexander, the making of a god” (Alessandro, la creazione di un dio) come “una fiction di qualità estremamente bassa e pessimo contenuto, piena di inesattezze storiche”. Riguardo alla descrizione dei due protagonisti come gay, Mendoni ha sottolineato che “non c’è alcuna menzione nelle fonti dell’epoca di un rapporto che vada oltre l’amicizia”.

La questione è giunta al dibattito in Parlamento, dove Dimitris Natsiou, presidente di Niki, un partito cristiano ortodosso greco di estrema destra, ha condannato il serial come “deplorevole, inaccettabile, antistorico”, sostenendo che “l’obiettivo subliminale è dare un’idea dell’omosessualità come perfettamente accettabile nei tempi antichi, una tesi priva di basi”.

Sulle questioni sollevate dalle rappresentazioni storiche e sessuali della serie, gli specialisti offrono opinioni divergenti. Il professor Lloyd Llewellyn-Jones, docente di storia antica all’università di Cardiff, sostiene che “le relazioni fra persone dello stesso sesso erano decisamente la norma attraverso tutto il mondo greco”. Viceversa, Thomas Martin, docente di storia greco-romana al College of the Holy Cross, Massachusetts, nota che Omero non ha mai identificato Alessandro ed Efestione come amanti nell’Iliade, benché tale interpretazione sia stata avanzata successivamente.

Mentre alcuni esperti, come Martin e Christopher Blackwell della Furman University, ritengono che i rapporti omosessuali non fossero diffusi al tempo di Alessandro il Macedone, altri come Robin Lane Fox di Oxford sostengono che l’amore tra uomini non fosse fuori dalla norma. Tuttavia, tutti concordano sul forte legame tra Alessandro e il generale, testimoniato dalla testimonianza dei contemporanei.

La ministra Mendoni riconosce la complessità del concetto di amore nell’antichità ma respinge l’idea di intraprendere azioni contro Netflix, affermando che “non è compito del governo censurare, sull’arte ognuno può avere diverse opinioni”.

Questa controversia non è isolata: l’anno scorso, il ministro delle antichità egiziano criticò Netflix per la scelta di far interpretare Cleopatra da un’attrice nera nella serie “Queen Cleopatra”. Inoltre, la serie “The Crown” è stata oggetto di polemiche per presunte distorsioni storiche nella rappresentazione della famiglia reale inglese.

La discussione su come rappresentare accuratamente la storia attraverso i mezzi di intrattenimento continua a sollevare domande complesse sulla verità storica, l’interpretazione artistica e le sensibilità moderne.

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Cinema

Addio a Sandra Milo: lutto nel mondo del cinema

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Il mondo del cinema italiano è in lutto per la scomparsa dell’indimenticabile attrice Sandra Milo, avvenuta nella sua abitazione all’età di 90 anni. La notizia è stata annunciata dalla sua famiglia, lasciando il mondo artistico e i suoi numerosi fan col cuore spezzato. Sandrocchia, come affettuosamente la chiamava Federico Fellini, per il quale è stata una musa ispiratrice, si è distinta come una delle attrici più amate e popolari del panorama cinematografico italiano. Aveva compiuto gli anni pochi giorni fa, il 21 gennaio.

Sandra Milo festeggia il compleanno con la figlia Debora Ergas

Nata Salvatrice Elena Greco a Tunisi l’11 marzo 1933, Sandra Milo ha lasciato un’impronta indelebile nel cinema italiano, con una carriera che spazia da registi del calibro di Roberto Rossellini, Antonio Pietrangeli, Sergio Corbucci, a grandi nomi come Federico Fellini, Luigi Zampa, Dino Risi, Luciano Salce, Duccio Tessari, Pupi Avati, Gabriele Salvatores e Gabriele Muccino, solo per citarne alcuni.

Il suo percorso artistico ha attraversato circa settanta film, iniziando nel 1959 con il ruolo significativo in ‘Il generale Della Rovere’ di Roberto Rossellini, affiancando Vittorio De Sica nel ruolo di una prostituta. Un altro ruolo memorabile è stato in ‘Adua e le compagne’ di Antonio Pietrangeli l’anno successivo, in cui ha condiviso il set con Eduardo De Filippo, Vittorio Gassman e Marcello Mastroianni. La sua versatilità è emersa in varie pellicole, tra cui ‘Fantasmi a Roma’ di Pietrangeli con un cast d’eccezione.

Il destino ha poi unito Sandra Milo a Federico Fellini, che l’ha diretta e amata per diciassette intensi anni. Una vita sentimentale intricata e affascinante, che ha attraversato matrimoni precoci, relazioni importanti e unioni durature, tra cui quella con il marchese Cesare Rodighiero, Moris Ergas, e infine Ottavio De Lollis.

La sua carriera teatrale ha visto interpretazioni di successo in opere come ‘8 donne e un mistero’, ‘Il letto ovale’, ‘Fiori d’acciaio’, ‘Il club delle vedove’ e ‘Una fidanzata per papà’. Non solo cinema, ma anche televisione, con l’ultima partecipazione alla seconda serie di “Quelle brave ragazze”, un viaggio in compagnia di Mara Mionchi e Marisa Laurito.

Oltre alle sue gesta artistiche, Sandra Milo si è distinta per la sua posizione coraggiosa nei confronti dell’eutanasia, come dimostrato durante un’intervista televisiva nel 2007, in cui ha raccontato di aver assistito la madre morente nel rispetto della sua volontà.

Il suo contributo al mondo dello spettacolo rimarrà un ricordo indelebile, un mix di talento, bellezza e una vita vissuta intensamente. Addio, Sandra Milo, la tua luce continuerà a brillare nel firmamento del cinema italiano.

L’abbraccio della redazione di Juorno.it a Debora Ergas, valente collega giornalista.

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Cinema

Johnny Depp regista per Modi, un film su Modigliani

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Johnny Depp al lavoro sul “suo” Modigliani: le prime foto dal set di Modi con Riccardo Scamarcio e Al Pacino, le cui riprese si sono appena concluse, sono state distribuite dalla produzione e mostrano la star di Pirata dei Caraibi immerso nel ruolo di regista per la prima volta in oltre quattro decenni. Il film, in cui Pacino ha la parte del collezionista francese Maurice Gangnat, è il primo per Depp dai tempi di The Brave del 1977 in cui Johnny recitò insieme a Marlon Brando. È anche il primo importante progetto cinematografico che coinvolge l’attore dopo la battaglia legale del 2022 con l’ex moglie Amber Heard se si eccettua la piccola parte in Jeanne du Barry che aprì tra le polemiche lo scorso festival di Cannes.

Modi, girato a Budapest fatta eccezione per le scene di Pacino filmate negli Usa, racconta 48 caotiche ore nella vita dell’artista livornese Amedeo Modigliani durante la prima guerra mondiale. Inseguito dalla polizia attraverso le strade e i bar di Parigi, nel 1916 Modigliani “non desiderava altro che porre fine alla sua carriera e lasciare la città, ma gli amici lo dissuasero e il caos raggiunse il suo apice quando Modi si trovò davanti un collezionista che gli cambiò la vita”, si legge nelle note di accompagnamento alle foto. Nel cast del biopic, basato su un’opera teatrale di Dennis McIntyre e adattato per il grande schermo da Jerzy e Mary Kromolowsk, recitano Antonia Desplat, Stephen Graham, Bruno Gouery, Ryan McParland, Luisa Ranieri e Sally Phillips, mentre il vincitore del Cesar Pierre Niney, inizialmente coinvolto, ha lasciato per conflitti con altri impegni il ruolo del pittore Maurice Utrillo.

Il film è finanziato dalla società di produzione europea di Depp, IN.2, con Barry Navidi e Salome Productions. Depp ha citato Pacino, con cui ha lavorato in Donnie Brasco e Jack e Jill, come la ragione principale che lo ha spinto a entrare nel progetto: “È stata un’esperienza incredibilmente importante e trasformativa. E grazie ad Al, che mi ha chiesto di fare questo film…Come si puo’ dire di no a Pacino?”. La genesi del film è complicata. Già negli anni Settanta Al Pacino aveva avuto l’idea di fare un film su Modigliani basandosi sul testo di McIntyre. La prima sceneggiatura di Richard Price fu data da vedere a Francis Ford Coppola nel 1979 con Bernardo Bertolucci e Martin Scorsese come possibili ripieghi. Dopo il no di Coppola, Pacino andò così da Scorsese che rimase ben impressionato, ma trovò difficoltà a mettere insieme i fondi. Era seguita una nuova sceneggiatura di Mick Davis e a un certo punto era sembrato che Pacino sarebbe stato il regista con Depp nel ruolo del pittore.

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