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Terza dose al via con 10 categorie: prima i trapiantati, poi altri fragili e…

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Saranno dieci le categorie di pazienti che riceveranno prioritariamente la terza dose di vaccino anti-Covid, a partire da trapiantati e malati oncologici con determinate specificita’. Ad indicarlo e’ l’attesa circolare del ministero della Salute che descrive nel dettaglio categorie e tempistiche, precisando come per tali fasce prioritarie si debba in realta’ parlare di ‘dose addizionale’: per questi soggetti si tratta infatti di una dose aggiuntiva a completamento del ciclo vaccinale primario di 2 dosi, per raggiungere un adeguato livello di risposta immunitaria. Si somministrera’ almeno dopo 28 giorni dalla seconda, e il prima possibile se tale lasso di tempo e’ gia’ trascorso. La circolare distingue dunque la terza dose ‘addizionale’ dalla dose ‘booster’: in quest’ultimo caso la platea di riferimento non sono i soggetti particolarmente fragili per i quali si e’ evidenziata una minore risposta al vaccino (e che per questo necessitano di una dose appunto addizionale come parte integrante del processo vaccinale), bensi’ le fasce che hanno avuto una risposta immunitaria adeguata dopo le prime due dosi ma che a distanza di tempo, o forse per via delle varianti, hanno comunque bisogno di una dose di rinforzo a fronte del calo di copertura immunitaria che, secondo vari studi, si determina per i vaccini anti-Covid dopo 6-9 mesi. L’obiettivo della dose booster e’ quindi mantenere nel tempo o ripristinare un adeguato livello di risposta immunitaria, in particolare in popolazioni connotate da “un alto rischio, per condizioni di fragilita’ che si associano allo sviluppo di malattia grave, o addirittura fatale, o per esposizione professionale”. La dose booster va somministrata dopo almeno sei mesi dall’ultima dose. Al momento, in base alle indicazioni del CTS, precisa la circolare, “si considera prioritaria la somministrazione della dose addizionale nei soggetti trapiantati e immunocompromessi”. Ferma restando la priorita’ del raggiungimento di un’elevata copertura vaccinale con il completamento dei cicli attualmente autorizzati, “sara’ poi definita la strategia di somministrazione di una dose booster di vaccino a m-RNA (Pfizer e Moderna) in favore di ulteriori gruppi target”, tenendo conto delle evidenze scientifiche e dell’evoluzione dello scenario epidemiologico. Si inizia pertanto con i piu’ fragili e poi verranno le dosi booster per le altre categorie, come over-80, residenti nelle Rsa e sanitari. Le 10 le categorie di pazienti che riceveranno la terza dose ‘addizionale’ comprendono le seguenti situazioni: trapianto di organo solido in terapia immunosoppressiva; trapianto di cellule staminali ematopoietiche; attesa di trapianto d’organo; terapie a base di cellule T; patologia oncologica; immunodeficienze primitive; immunodeficienze secondarie; dialisi e insufficienza renale cronica grave; pregressa splenectomia; AIDS. Si potra’ utilizzare come dose addizionale, precisa il ministero, uno qualsiasi dei 2 vaccini mRNA autorizzati in Italia: Pfizer nei soggetti di eta’ ≥ 12 anni e Moderna in d’eta’ ≥ 18. Intanto, varie regioni – dalla Lombardia al Veneto alla Toscana – si dicono pronte a partire con la terza dose dal 20 settembre, come indicato dal commissario all’emergenza Francesco Paolo Figliuolo. E proprio oggi la Lombardia ha raggiunto l’obiettivo fissato dallo stesso Figliuolo dell’80% della propria popolazione con piu’ di 12 anni con vaccinazione completa. Pronti ma in attesa di ulteriori indicazioni, invece, i medici di famiglia. “Al momento non siamo stati contattati e non abbiamo ricevuto alcuna indicazione operativa, ma da parte nostra c’e’ la massima disponibilita’”, afferma il segretario generale della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg), Silvestro Scotti.

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La bidella no vax sospesa perchè senza Green Pass

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E’ stata sospesa dal lavoro Laura Muratore, la bidella dell’istituto secondario Ruffini di Imperia, che oggi, per il quinto giorno consecutivo, si e’ presentata a scuola senza il Green Pass. “Come da normativa ho dovuto allontanarla e procedere alla sospensione dal servizio – afferma il dirigente scolastico, Luca Ronco -. Da domani potra’ presentarsi sul lavoro, soltanto se munita di Green Pass, e sara’ reintegrata. Si spera che si chiuda questa triste telenovela”. Per cinque giorni, infatti, come da contratto, la bidella, che non vuole vaccinarsi ne’ fare i tamponi, si e’ presentata a scuola per evitare di essere segnata come assente ingiustificata.

I primi tre giorni, tuttavia, ha insistito per prendere servizio, sostenendo di avere diritto al lavoro e successivamente di avere anche avuto il Covid, fattore questo che non e’ mai stato accertato. In questo caso, pero’, e’ stata sanzionata dal preside per essere entrata nell’istituto senza certificazione verde. In due occasioni, tra l’altro, sono dovuti intervenire polizia e carabinieri. La dipendente, comunque, non rischia il licenziamento: “Il Decreto 111 prevede la tutela da licenziamento ed ha espressamente indicato l’impossibilita’ di procedere a sanzioni ulteriori. Lei ha gia’ raggiunto il massimo della sanzione possibile ovvero la sospensione dallo stipendio e da ogni contributo previdenziale”. “Questa vicenda mi lascia con l’amaro in bocca, perche’ ho il dubbio e il timore che questo sia un modo per avere visibilita’ mediatica, in quanto non porta a nessuna soluzione – conclude il preside -. Procedere cosi’ non aiuta la scuola, ne’ la signora e neppure l’attivita’ di una normale scuola in un percorso educativo”.

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“Torneremo a scuola” è la canzone con cui la Polizia di Stato riaccompagna in classe gli studenti

Nell’anno scolastico appena iniziato, il suono della campanella è stato accompagnato dalle note di “Torneremo a scuola”, un motivo musicale nato da un’idea della Polizia di Stato.

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Arrangiata dal Vice maestro Roberto Granata, interpretata dalla Banda musicale della Polizia di Stato e cantata dai bambini del coro della scuola “Maria Chierichini” di Amelia con la partecipazione di Red Canzian dei Pooh, “Torneremo a scuola” racconta in musica, le emozioni degli studenti che dopo i mesi difficili della pandemia, delle scuole chiuse, della didattica a distanza, ripopolano le aule rimaste a lungo vuote a causa del covid. Oggi finalmente si torna alla normalità anche se bisogna ancora rispettare le misure di protezione anticovid. Un ritorno alla normalità graduale ma continuo.

Ed ecco allora che attraverso il linguaggio universale della musica, la Polizia di Stato festeggia insieme ai più piccoli il rientro in classe. Da anni la Polizia di Stato è vicina agli studenti attraverso numerose  iniziative di prossimità, trasmettendo i valori della cultura della legalità e adottando di volta in volta codici di comunicazione diversi, per intercettare il più ampio numero di bambini ed adolescenti. In questa prospettiva nasce per i piccoli il mio diario, l’agenda scolastica destinata agli alunni delle scuole primarie, giunto alla ottava edizione, mentre ai ragazzi più grandi sono destinate, tra le altre iniziative, una vita da social, il pullman azzurro, train to be cool.

Parole semplici che toccano il cuore, quelle che compongono la canzone scritta da Giuseppe Anastasi, espressione della gioia dei più piccoli e  di buon auspicio per il nuovo anno scolastico.

La canzone, accompagnata da un video le cui riprese sono state effettuate a Roma nella scuola intitolata a “Giovanni  Palatucci”- uno degli eroi della Polizia di Stato- del quartiere San Basilio, è già intonata da tanti alunni delle scuole primarie e si appresta a diventare l’inno degli studenti d’Italia.

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Camionisti, blocchi stradali contro il Green pass

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 Camionisti che minacciano di bloccare le autostrade contro la “dittatura del Green pass”, magistrati che invece pretendono l’obbligo del certificato nei palazzi di giustizia anche per gli avvocati e sindacati che continuano a chiedere tamponi gratis. L’attesa della pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto e’ accompagnata da proteste, soprattutto nella variegata galassia social no vax, e dalla curiosita’ di chi attende di capire come verranno applicati controlli e sanzioni sui posti di lavoro, dalle grandi aziende alle mura domestiche, passando per gli uffici della Pubblica amministrazione. Dalle cabine dei loro tir molti camionisti hanno cominciato a diffondere video in cui si dicono pronti a protestare. Un tam tam che, sui canali Telegram punti di riferimento della protesta contro il Green pass, ha gia’ preso la forma di un appuntamento su autostrade e tangenziali delle principali citta’ italiane: “Dalle 00.00 del 27 e per tutta la settimana blocchiamo le corsie autostradali, 30 km/h e 4 frecce per riconoscerci #nogreenpass”. C’e’ chi parla di 35mila autisti sul piede di guerra ma e’ difficile fare stime realistiche di una protesta che monta sui social senza una regia organizzata. In parallelo, a inizio settembre la Fao Cobas, organizzazione sindacale di mezzi pesanti, ha a sua volta proclamato lo sciopero l’11 ottobre, non solo ma anche “contro ogni forma di obbligo di vaccinazione anti-Covid e/o Green pass ai lavoratori dipendenti”. Magistratura Indipendente, la corrente piu’ moderata delle toghe, ha invece chiesto di introdurre l’obbligo pass anche per gli avvocati e per chi per ragioni lavorative frequenta gli uffici giudiziari, previsto nella bozza di giovedi’ scorso del decreto solo per magistrati e personale dei palazzi di giustizia. Nella lista degli appelli rivolti al Governo in questi giorni ritorna quotidianamente quello dei sindacati per i tamponi gratis. Li ha chiesti anche Consap, sigla autonoma della polizia per evitare “aggravi economici per il 20% che non e’ vaccinato” fra gli agenti. “Il costo dei tamponi per chi sceglie di non vaccinarsi non puo’ essere a carico dello Stato”, ha chiarito il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, aggiungendo che la via d’uscita all’emergenza “sono i vaccini, non i tamponi”. Inoltre Costa ha anticipato che prima del 15 ottobre “e’ previsto un periodo transitorio che servira’ a definire i protocolli e le procedure di controllo. Gia’ in questa settimana faremo chiarezza al riguardo”. C’e’ poi chi non esclude che il certificato digitale possa essere utile anche dopo la scadenza del decreto, il 31 dicembre. Per Fabio Ciciliano, dirigente medico della Polizia e componente del Cts, potrebbe essere necessario mantenerlo “tutto l’inverno”. E Amedeo Santosuosso, professore di Diritto, scienza e nuove tecnologie presso l’Universita’ di Pavia, ha osservato che “nulla vieta al Governo di decidere il perdurare di un obbligo specifico sui luoghi di lavoro ad esempio, pur non prorogando piu’ lo stato di emergenza”.

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