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Cronache

Tangenti in Algeria per ottenere appalti per 8 miliardi di euro, assolto Scaroni (Eni) e condannata Saipem

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L’impianto accusatorio della procura di Milano nel processo sul presunto pagamento di tangenti in Algeria da parte di Saipem e su presunte irregolarità nell’acquisto della società First Calgary Petroleums Ltd da parte di Eni regge a metà.

I giudici della quarta sezione penale del tribunale di Milano hanno accolto la tesi dell’accusa nel caso di Saipem, condannando gli imputati e la stessa società. Assolti invece la società Eni e gli imputati dalle accuse relative all’operazione sulla società canadese che come unica attività aveva un giacimento di gas a Menzel, in Algeria, in comproprietà con l’azienda statale algerina Sonatrach. 

Per il Tribunale quindi Saipem e suoi ex manager avrebbero pagato oltre 197 milioni di euro di tangenti in Algeria per far ottenere a Saipem (partecipata da Eni) appalti da 8 miliardi di euro, mentre l’operazione su First Calgary del 2008 da circa 923 milioni di dollari canadesi non sarebbe stata viziata da corruzione. Inoltre, Paolo Scaroni, assolto da ogni contestazione, all’epoca dei fatti ad di Eni, e il manager del Cane a sei zampe Antonio Vella, per il tribunale non hanno avuto alcun ruolo nelle trattative per far ottenere a Saipem i contratti da 8 miliardi di euro nel Paese nordafricano, come invece sostenuto dai magistrati milanesi titolari del fascicolo.

La sentenza di oggi ha visto quindi l’assoluzione di Scaroni e Vella da tutte le accuse (e di conseguenza di Eni), mentre il tribunale ha condannato l’ex presidente e ad di Saipem Pietro Tali a 4 anni e 9 mesi, l’ex direttore operativo di Saipem in Algeria Pietro Varone a 4 anni e 9 mesi, l’ex direttore finanziario prima di Saipem poi di Eni Alessandro Bernini a 4 anni e un mese e Farid Bedjaoui a 5 anni e 5 mesi, Samyr Ouraied a 4 anni e un mese e Omar Habour a 4 anni e un mese. Bedjaoui è considerato il fiduciario dell’allora ministro algerino dell’Energia Chekib Khelil, Ouraied a sua volta fiduciario di Bedjaoui mentre Habour per l’accusa è il presunto riciclatore delle tangenti pagate in Algeria dal gruppo italiano.

Nei confronti di Saipem è stata disposta una confisca di 197 milioni di euro, pari al valore della presunta tangente, e la condanna a una multa di 400mila euro.

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Potenza, bus pieno di studenti fuori strada, grave l’autista di un’auto coinvolta

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Una mattina che avrebbe potuto trasformarsi in una tragedia si è conclusa con un grande sollievo, nonostante l’incubo vissuto da una quarantina di studenti a bordo di un pullman. Il veicolo, diretto verso destinazioni scolastiche, è finito fuori strada questa mattina nelle vicinanze di Baragiano, una località a trenta chilometri dal capoluogo lucano. Secondo le prime ipotesi, l’incidente potrebbe essere stato causato da un sorpasso azzardato di un’auto.

Fortunatamente, non ci sono stati feriti gravi tra gli studenti a bordo del pullman. La situazione più critica è stata riscontrata nel conducente dell’auto coinvolta nell’incidente. Secondo le prime relazioni fornite dai sanitari del 118 di Potenza, è il conducente dell’auto a riportare le ferite più serie.

Dalle prime ricostruzioni condotte dalla Compagnia dei Carabinieri di Potenza, sembra che il conducente dell’auto abbia tentato un sorpasso, un’azione che il conducente dell’autobus avrebbe cercato di evitare, ma che ha purtroppo portato al tragico epilogo dell’uscita di strada del pullman.

Le autorità competenti  stannop indagando sulle cause esatte dell’incidente.

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Cronache

Carabinieri scovano arsenale da guerra sui tetti nel Napoletano

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Armi da guerra sulla tettoia di un box, in un borsone sportivo. In provincia di Napoli, attorno i palazzi del rione Moscarella di Castellammare di Stabia, quelli popolari del lotto 4, al centro di un triangolo ai cui lati corrono due strade statali e viale della Repubblica. La scoperta è dei carabinieri della sezione operativa stabiese. Coperto da erbacce, edera e da rami secchi, un borsone di tela blu poggiava sulla lamiera barcollante di un piccolo box abusivo. All’interno, erose dalle intemperie e dalle piogge ma perfettamente funzionanti, 8 armi da fuoco pesanti. Un fucile d’assalto Ak47 (Kalashnikov), un fucile a pompa SPAS cal 12, di quelli capaci di sfondare una porta. E poi due fucili d’assalto Steyr AUG di produzione austriaca, con una cadenza di tiro pari a 650 colpi al minuto, quasi 11 al secondo. Ancora un fucile a pompa M870s Maverick Eagle Pass con matricola abrasa, due doppietta a canne mozzze, un fucile da caccia. Le armi sono state sequestrate a carico di ignoti e saranno sottoposte ad accertamenti balistici per verificare se siano state utilizzate in azioni criminose.

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Vannacci sospeso dall’incarico per 11 mesi dopo libro

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Il generale dell’Esercito, Roberto Vannacci, è stato sospeso dall’impiego per 11 mesi . E’ quanto si apprende da fonti legali in riferimento al procedimento disciplinare avviato nei mesi scorsi dal ministero della Difesa dopo la pubblicazione del libro “Il mondo al contrario”.

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