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Sinner premiato a Monte Carlo, Gaudenzi consegna il trofeo Atp

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Primo giorno ufficiale da n.1 e l’Atp celebra Jannik Sinner. Al Monte Carlo country club, dopo la ratifica della nuova classifica mondiale del tennis, il presidente del massimo circuito Andrea Gaudenzi ha infatti consegnato il trofeo all’azzurro, il 29/o leader mondiale, il primo italiano in vetta. “Era uno degli obiettivi per me e per la mia squadra quest’anno. Quello più importante è sempre migliorare come giocatore e come persona – le parole di Sinner all’Atp -, circondandomi di grandi persone. Penso di poter essere molto felice e soddisfatto di quello che sto facendo.

“Nell’ultimo periodo ho giocato davvero un buon tennis. Sono molto felice di essere in questa posizione”. “L’ascesa di Jannik al numero 1 del mondo è stata a dir poco straordinaria – le parole di Gaudenzi -. Questo è il risultato più impegnativo e impressionante del nostro sport, che richiede immensa dedizione, determinazione e fiducia in se stessi. Ciò si riflette nell’elenco esclusivo dei grandi del tennis che hanno occupato il primo posto, con Jannik che è diventato solo il 29esimo giocatore a raggiungere la posizione numero 1 in oltre 50 anni di storia. Jannik può essere immensamente orgoglioso di quanto ha realizzato. A nome dell’ATP, siamo entusiasti di unirci ai suoi numerosi fan nel celebrare questo momento. A soli 22 anni, ha una strada incredibile davanti a sé. Sarà affascinante vedere il suo viaggio andare avanti”.

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Mercato: A Napoli Osimhen è un caso, Juve su Greenwood

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Sono cominciati gli Europei, ma il mercato non si ferma, anche se alcuni club aspetteranno la fine del torneo continentale, in particolare chi crede che, se proprio deve vendere un pezzo pregiato, probabilmente dopo Germania 2024 varrà di più. E’ il caso di CALAFIORI, che il Bologna non vuole cedere anche se la Juventus insiste. Se ne riparlerà dopo il 15 luglio, nel frattempo il ds dei bianconeri Giuntoli sta stringendo per GREENWOOD e per DOUGLAS LUIZ, ques’ultimo dell’Aston Villa, per il quale, conguaglio economico a parte, potrebbero andare in Inghilterra MCKENNIE e ILING JUNIOR. Potrebbe partire anche CHIESA, ma le sue richieste economiche, e quelle della Juve (30 milioni per il cartellino) fanno sì che nessuna società italiana possa permettersi l’esterno della nazionale, che comunque continua a piacere alla Roma. Con l’Al Nassr si tratta per definire la cifra da ricevere per il trasferimento di SZCZESNY nella Saudi League, dopo il quale alla Continassa arriverà DI GREGORIO dal Monza. HUIJSEN invece potrebbe finire all’Atalanta, anche nel caso in cui KOOPMEINERS non dovrebbe lasciare Bergamo. Intanto la Dea ha riscattato DE KETELAERE dal Milan, accontentando Gasperini: 22 milioni più 2 di bonus il costo dell’operazione. L’Inter cerca un ‘dodicesimo’, ma il brasiliano BENTO, che fa parte della Seleçao oltre che dell’Athletico Paranaense, sembra poco propenso ad accettare questo ruolo.

Così oa alla corte di Inzaghi dovrebbe arrivare il genoano MARTINEZ. A Napoli, invece, sta diventando un caso OSIMHEN, perché nessuno si è fatto avanti per il nigeriano che ha una clausola da 120 milioni nel contratto che lo lega agli ex campioni d’Italia. Il presidente De Laurentiis spera sempre che, prima o poi, si faccia vivo il Psg. Il giocatore tradisce un certo nervosismo, come dimostra la diretta Instagram nella quale l’attaccante si scaglia contro il ct della Nigeria. Nel frattempo c’è stato un contatto diretto fra il nuovo allenatore Conte e LUKAKU, ma finché ‘Osi’ non parte il belga rimarrà al Chelsea. Probabile l’addio di MARIO RUI, che avrebbe ricevuto offerte da tutte e tre le grandi del campionato portoghese: Benfica, Porto e Sporting. Al suo posto potrebbe arrivare SPINAZZOLA, al quale la Roma non ha rinnovato il contratto, e che piace Conte. Il Feyenoord ha ricevuto richieste dal Milan per WIEFFER dal Milan e per STENGS dalla Lazio (che ha già un accordo per un quadriennale a 2 milioni l’anno con il giocatore), ma per ora non cede questi due calciatori, sperando magari che il loro vecchio ‘maestro’ Arne Slot li chiami al Liverpool facendo incassare al club di Rotterdam cifre superiori a quelle che possono pagare gli italiani.

Curiosamente, Feyenord e Lazio si contendono un talento, il 18enne argentino THIAGO ROMANO, ora al Panathinaikos. E a proposito di argentini e di Lazio, il Girona tiene sempre d’occhio CASTELLANOS. MORATA vuole lasciare l’Atletico Madrid e tornare in Italia, e per lui è tornata d’attualità la Roma, che già lo aveva cercato l’anno scorso. Ora però è concentrato sugli Europei. Nel frattempo il ds dei giallorossi Ghisolfi fa trapelare una smentita su presunti contatti con lo svincolato HUMMELS. Per BELLANOVA il Torino ha chiesto 20 milioni, e per finanziare l’acquisto potrebbe essere ceduto ZALEWSKI, per il quale ci sono un paio di richieste dalla Bundesliga, ma non alle cifre che vuole la Roma. Incerto il futuro di BOVE: lo voleva il Sassuolo, ma la retrocessione in B degli emiliani ha ‘cancellato’ ogni discorso. Su ABRAHAM c’è il Brighton, ma solo se può prenderlo in prestito oneroso. A meno che la nuova sinergia dei Friedkin con l’Everton non porti l’inglese dai Toffees.

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Croazia colpita e affondata, la Spagna vola

Trionfo firmato Morata, Fabian Ruiz e Carvajal; Yamal da record

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Un primo tempo pirotecnico manda la Spagna in paradiso e getta nello sconforto la Croazia, travolta da tre gol difficili da digerire nel primo impatto con gli Europei. Due vecchie conoscenze del calcio italiano, Alvaro Morata e Fabian Ruiz, confezionano il trionfo iberico che viene completato dal solito gol, al culmine di una stagione da incorniciare, di Carvajal. Fa la sua bella figura, tra spunti geniali e qualche inevitabile ingenuita’, il baby Yamal, il piu’ giovane giocatore della storia degli Europei, con 17 anni ancora da compiere. La Croazia vista a Berlino sembra a fine ciclo, con una difesa lenta e prevedibile, Gvardiol che a sinistra pare il lontano parente del campione che da’ spettacolo nel Man City di Guardiola. A centrocampo Modric ha ancora qualche spunto d’autore, ma Brozovic e Kovacic sono troppo lenti. Le punte, al solito, sono insufficienti. Ora dovrà cercare contro Albania e Italia il riscatto per evitare un’eliminazione umiliante. Considerando però il regolamento degli Europei, con la qualificazione delle quattro migliori terze, tutto e’ ancora possibile. Dopo le nette vittorie di Germania e Svizzera contro avversarie modeste la Spagna surclassa la Croazia, in maniera ben più netta della finale di Nations League, assegnata ai rigori. Troppo brutta per essere vera la formazione di Modric, che si affloscia presto arrancando contro una Spagna fresca, impetuosa e talentuosa. I derby del Real Madrid tra Carvajal e Modric e del Manchester City tra Rodri e Gvardiol hanno un esito chiaro. In difesa con Nacho e Le Normand non si passa, il centrocampo di Rodri, Pedri e Fabian Ruiz mette in soggezione il blasonato reparto avversario. Morata, poco amato dai tifosi spagnoli, si conferma affidabile e ispirato. Il buongiorno si vede dal mattino, ed è la Spagna che preme subito contro una Croazia compassata, che si sveglia per un breve tratto del primo tempo per assopirsi maldestramente. Ci pensa Pedri ad accendere la gara al 29′ con un assist verticale che lancia Morata, in vantaggio su Sutalo, che incrocia e batte Livakovic. Due minuti e si replica: Yamal inventa per Fabian Ruiz, che in slalom mette a sedere la difesa croata e raddoppia. I croati si svegliano dal torpore ma Majer e Budimir non riescono a sfruttare due occasioni ghiotte per dimezzare le distanze. E la Spagna, spietata, va sul 3-0 al 47′: Yamal col suo sinistro vellutato crossa, Carvajal taglia al centro gabbando Pongracic. Un tempo sontuoso che manda in crisi le certezze croate. Al solito ritmo, ma con piu’ nerbo, nella ripresa provano a reagire: entrano Perisic e Pasalic mentre si ferma per infortunio Morata, ma la Spagna controlla le operazioni senza troppi problemi. Un sussulto si ha al 78′ per un errore di Unai Simon che costringe Rodri al fallo in area. Ma Petkovic, che gia’ aveva sbagliato il penalty nella finale di Nations League, si fa respingere il tiro. Sugli sviluppi dell’azione poi segna, ma l’arbitro annulla per un millimetrico fuorigioco di Perisic. Per la Croazia l’Europeo e’ gia’ in salita, la  si conferma tra le favorite, acquisendo qualche certezza in più.

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Muore a 26 anni Matija Sarkic, portiere della nazionale del Montenegro

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E’ morto a 26 anni per cause sconosciute Matija Sarkic, portiere della nazionale maggiore montenegrina. Lo ha annunciato sabato il Milwall, club di seconda divisione inglese in cui giocava. “Tutti esprimiamo il nostro affetto e sostengono la famiglia e gli amici di Matija in questo momento estremamente triste”, ha dichiarato la squadra della periferia di Londra in un comunicato, “Il club per ora non rilascia ulteriori commenti e chiede che venga rispettata la vita privata della famiglia di Matija”. Secondo la stampa montenegrina, Sarkic si e’ sentito male nel suo appartamento a Budva, in Montenegro. Dopo che gli amici del calciatore li hanno informati, i servizi di emergenza sono andati nel suo appartamento e lo hanno trovato morto. Nato in Inghilterra, Sarkic ha trascorso gran parte della sua adolescenza in Belgio, dove si e’ allenato nelle giovanili dell’Anderlecht. Dal 2018 ha giocato in diverse squadre inglesi, come il Milwall, che lo ha ingaggiato la scorsa estate. Con la nazionale maggiore del Montenegro aveva giocato nove partite, l’ultima delle quali contro il Belgio il 5 giugno.

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