Collegati con noi

In Evidenza

Prende fuoco l’auto e muore il calciatore Josè Antonio Reyes, nello schianto perdono la vita anche due suoi cugini

Pubblicato

del

Uno schianto, poi le fiamme: non c’è stato niente da fare per Josè Antonio Reyes, ex giocatore del Siviglia e dell’Arsenal. Il calciatore era a Utrera, capoluogo dell’Anadalusia e sua città natale. Secondo le prime ricostruzioni, la causa dell’incidente sarebbe l’eccesso di velocità. L’auto sulla quale viaggiavano è uscita di strada e ha preso fuoco. Nello schianto hanno perso la vita anche i cugini di Reyes, Jonathan e Juan Manuel Calderon.

La tragedia ha scosso il mondo del calcio spagnolo e non solo, prima del fischio di  Tottenham-Liverpool, finale di Champions, è stato osservato un minuto di silenzio.

José Antonio Reyes, 35 anni, centrocampista, giocava da gennaio nell’Extremadura, in seconda divisione spagnola ma prima ha militato nel Siviglia dove ha esordito in lega a soli 16 anni, poi è passato all’Arsenal, al Real Madrid, al Benfica per tornare poi in Spagna ma all’Atletico Madrid. Successivamente il ritorno al suo Siviglia e poi l’Espanyol e la squadra di Cordoba. H fatto anche un’esperienza in Cina con lo  E

, in seconda divisione. Era anche nazionale di Spagna dove ha collezionato 21 presenze e quattro gol.

Tanti i messaggi di cordoglio sui social. Moltissimi suoi ex colleghi hanno voluto ricordarlo da Sergio Ramos  a Thierry Henry,  Sergio Aguero il neo ds del Siviglia Monchi. Ta i messaggi quelli del presidente della Uefa Aleksander Ceferin e del presidente della Fifa Gianni Infantino.

Advertisement

Economia

Nvidia vola con IA, è la società che vale di più al mondo

Pubblicato

del

Nvidia ha registrato un aumento del 3,7% a Wall Street, superando per la prima volta Microsoft e Apple e diventando la società con la più alta capitalizzazione al mondo. I titoli del colosso dei semiconduttori hanno guadagnato il 173% quest’anno, grazie al boom dell’intelligenza artificiale.

La seduta a Wall Street continua in maniera piatta, influenzata dal debole dato sui consumi. Le vendite al dettaglio negli Stati Uniti, a maggio, sono cresciute solo dello 0,1% rispetto al mese precedente, raggiungendo i 703,1 miliardi di dollari, dopo il calo dello 0,2% di aprile (rivisto dall’iniziale 0,0%). Le aspettative erano per un aumento dello 0,2%. Su base annua, le vendite al dettaglio sono aumentate del 2,3%. Escludendo le vendite di veicoli, il dato è diminuito dello 0,1% rispetto al mese precedente, mentre escludendo veicoli e carburanti, il dato è aumentato dello 0,1%.

A differenza delle vendite al dettaglio, il dato sulla produzione industriale ha superato le stime, crescendo dello 0,9%, il miglior risultato degli ultimi dieci mesi, con il consensus allo 0,4%.

Nell’azionario, Nvidia, Microsoft e Apple, le tre società a maggiore capitalizzazione al mondo, continuano a registrare movimenti significativi, con tutte e tre che superano i 3.200 miliardi di dollari. Nvidia ha guadagnato l’1,8%, avvicinandosi a Microsoft, che ha perso lo 0,5%, mentre Apple ha ceduto lo 0,8%.

Al momento, il Dow Jones è in calo di 35,88 punti (-0,09%), l’S&P 500 è in rialzo di 1,59 punti (+0,03%), e il Nasdaq è in calo di 24,01 punti (-0,13%). Il prezzo del petrolio WTI al Nymex è aumentato dell’1,24%, raggiungendo gli 81,33 dollari al barile.

La recente performance di Nvidia, trainata dall’espansione dell’intelligenza artificiale, rappresenta un momento storico nei mercati finanziari, segnando una nuova era nella competizione tra i giganti della tecnologia.

 

Continua a leggere

In Evidenza

Addio ad Anouk Aimée, musa della Dolce Vita

Pubblicato

del

Per sempre una stella nel cielo di Montmartre, il suo amato quartiere sulle pendici del Sacro Cuore, a Parigi: è morta all’età di 92 anni l’attrice francese Anouk Aimée, indimenticabile protagonista de ‘La Dolce Vita’ e di ‘Otto e 1/2’, di Federico Fellini, al fianco di Marcello Mastroianni. Fra i film che la videro protagonista, anche ‘Un uomo, una donna’ di Claude Lelouch, cronaca di un amore indimenticabile sulla spiaggia di Deauville. “Con mia figlia, Galaad, e mia nipote, Mila, abbiamo l’immensa tristezza di annunciarvi la scomparsa della mia mamma, Anouk Aimée”: questo il post su Instagram con il quale la figlia dell’attrice, Manuela Papatakis, ha annunciato la morte della madre.

“Ero proprio accanto a lei, quando questa mattina si è spenta, nella sua casa, a Parigi”, aggiunge la figlia. Anouk Aimée, popolarissima ma vera icona in Italia e in Francia, ha girato film con Federico Fellini, Claude Lelouch, Jacques Demy, Sydney Lumet, George Cukor, Julien Duvivier e molti altri grandi registi. “È stata una delle attrici più belle al mondo, aveva occhi carismatici e una voce profonda. Non doveva fare troppi sforzi sul set, aveva una luce che ammaliava”, ricorda il regista Marco Bellocchio, che con lei fece un grande film del 1980, “Salto nel vuoto” con Michel Piccoli, che valse ad entrambi gli attori il premio al festival di Cannes. Era nata a Parigi nel 1932, il suo vero nome era Nicole Dreyfus, e cominciò a recitare per il cinema negli anni Quaranta. La sua carriera decollò con la Nouvelle Vague negli anni Sessanta. Con Fellini, oltre a “La Dolce Vita”, fu protagonista anche in “8 e 1/2”. “È una festa la vita, viviamola insieme”, dice Guido (Marcello Mastroianni) rivolgendosi alla moglie Luisa (Aimée), nel finale del film premio Oscar 1964.

“Non so se quello che hai detto è giusto, ma posso provare, se mi aiuti”, risponde lei, aprendo così la ‘Passerella d’addio’ sulle note di Nino Rota: tra le scene più celebri del cinema mondiale. Per i francesi, il film che l’ha resa immortale è stato “Un uomo, una donna” di Lelouch, al fianco di Jean-Louis Trintignant, film Palma d’Oro a Cannes (nel 1966) e con le musiche altrettanto indimenticabili di Francis Lai, che le valse il Golden Globe come migliore attrice nonché una nomination agli Oscar. “Anouk, la mia Nounouk, ci ha lasciati questa mattina. È sempre stata una compagna di viaggio, la mia amica di sempre. Mi ha dato tutte le mie fortune e mi ha detto ‘sì’ quando, giovane cineasta, gli altri mi dicevano ‘no’. Grazie a lei, solamente a lei, ho frequentato la luce”, è l’omaggio pubblicato su Instagram da Claude Lelouch.

“La sua silouhette e la sua grazia – prosegue il regista di 86 anni – resteranno per sempre scolpite sulle spiagge di Normandia. Dopo aver fatto sognare la terra intera, ora farà sognare gli angeli”. Nel corso della sua carriera, Anouk Aimée ha prestato il proprio talento ai più grandi registi del cinema franco-italiano del XIX secolo. A lanciarla, nell’immediato dopoguerra, fu André Cayatte, con gli ‘Amanti di Verona’ (1949). “Ho cominciato con Carné, Becker, Duvivier, Bertolucci, Lumet, Altman…(Claude) Lelouche è stato qualcuno di importante per me e Fellini era il Monte Bianco. È come la mia famiglia. Ce ne sono dal lato di madre e dal lato di padre”, disse intervistata dall’agenzia France Presse, nel giorno in cui le consegnarono l’Orso d’Oro alla carriera a Berlino. L’attrice, che è stata sposata con il regista Nico Papatakis, con il compositore Pierre Barouh e con l’attore britannico Albert Finney, si era fatta più discreta negli ultimi anni, salvo un commovente ritorno a Cannes nel 2019, per riformare la coppia leggendaria di “Un uomo e una donna” con Trintignant, in un sequel girato da Lelouch.

“Anouk che porta bene il suo cognome – l’abbiamo tanto amata!”, scrive su X la ministra francese della Cultura, Rachida Dati, giocando sul cognome dell’attrice, ‘aimée’, che in francese significa ‘amata’ al femminile. Una “parigina nel cuore, abitante del 18/o arrondissement e della Butte (collina) di Montmartre che amava tanto. Non dimenticheremo questa grande attrice”: sottolinea da parte sua la sindaca di Parigi, Anne Hidalgo, ricordando che la sua filmografia prese rapidamente “una dimensione europea”. A cominciare dai tanti film girati tra Roma e Parigi, le due capitali di Italia e Francia unite da uno storico gemellaggio e non soltanto artistico. Per Hidalgo, l’attrice scomparsa “era il simbolo dell’eleganza, del talento, dell’impegno. Una grande attrice ma anche una fervente militante per la protezione della natura e degli animali”, conclude Hidalgo, annunciando un prossimo “omaggio” della Ville Lumière ad Anouk Aimée. Una delle sue stelle più luminose, che continuerà a brillare ancora a lungo nel cielo di Montmartre.

Continua a leggere

Esteri

Kiev accusa: soldato ucraino decapitato dai russi

Pubblicato

del

Un mezzo blindato ucraino abbandonato nella vegetazione del fronte orientale nella regione di Donetsk. Sul cofano, la testa mozzata di un soldato ucraino. E’ l’ennesima barbarie della guerra in Ucraina, dove il procuratore generale Andriy Kostin ha denunciato che ora “i comandanti russi hanno ordinato di non prendere prigionieri i soldati ucraini ma di ucciderli con una crudeltà disumana, mediante decapitazione”.

Allungando l’elenco dei crimini di guerra che sin dal 24 febbraio 2022 macchiano ulteriormente di atrocità un’invasione che non conosce alcuna regola o rispetto per la vita umana. La procura ucraina sostiene che ad aver dato l’ordine di decapitare i soldati ucraini sono stati “i leader di una delle divisioni delle forze di occupazione della Federazione Russa nel distretto di Volnova, nella regione di Donetsk”. Durante una ricognizione aerea in una delle posizioni di combattimento nell’oblast orientale, l’esercito ucraino ha scoperto un veicolo blindato danneggiato delle Forze di difesa di Kiev. Su di esso, la testa mozzata di un soldato. Sono “nuove prove terrificanti della politica criminale della Russia mirata allo sterminio degli ucraini”, ha denunciato Kostin su X pubblicando una foto – censurata – dell’ultimo orrore della guerra.

“Questa terribile barbarie non deve avere posto nel 21esimo secolo. E’ l’ennesima prova che i crimini di guerra commessi dall’aggressore non sono episodi isolati ma una strategia pianificata del regime russo: questi ordini criminali sono stati impartiti al livello di comando del battaglione e della compagnia delle forze di occupazione”, secondo il procuratore, che promette che tutto ciò “non resterà impunito”, invitando “il mondo intero civilizzato a isolare lo Stato terrorista e assicurarlo alla giustizia”. La procura generale ha aperto un’indagine per violazione delle leggi e delle consuetudini di guerra e per omicidio premeditato sull’episodio, l’ultimo di un lungo elenco di denunce di crimini di guerra in Ucraina: a inizio giugno, Kostin aveva riferito che le forze dell’ordine ucraine indagano sulle denunce di esecuzioni di 61 prigionieri di guerra ucraini, mentre sono più di 400 i procedimenti riferiti a episodi di maltrattamenti. Crimini che risalgono nel tempo, fin dai primi mesi della guerra, a danno dei civili – indelebili le immagini dei massacri a Bucha – e dei militari, come le torture e gli omicidi dei soldati ucraini perpetrati dai sanguinari mercenari della Wagner del defunto Yevgeny Prigozhin. Crimini che sembrano destinati a perdurare, mentre la guerra prosegue su tutto il fronte, da nord a sud. Verso una nuova estate di ostilità.

Continua a leggere

In rilievo

error: Contenuto Protetto