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Cultura

Papa Francesco celebra gli 800 anni del primo Presepe a Greccio con un omaggio speciale

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In occasione dell’importante anniversario degli 800 anni dal primo presepe a Greccio, Papa Francesco ha voluto commemorare questo evento con la creazione di un presepe ispirato all’iconografia di quell’epoca. L’organizzazione di questa iniziativa è stata affidata alla Fondaco, che ha coinvolto diversi partner di prestigio per garantire un risultato straordinario.

Per le illuminazioni, è stata chiamata l’azienda I Guzzini, rinomata per la sua esperienza nel campo dell’illuminazione artistica. L’obiettivo era ricreare un’atmosfera suggestiva che richiamasse il contesto storico del primo presepe a Greccio nel lontano 1223. La scenografia è stata affidata a Cinecittà, celebre per le sue produzioni cinematografiche, garantendo un ambiente autentico e coinvolgente.

Le figure del presepe sono state realizzate dalla Cantone & Costabile, un’azienda napoletana già nota per aver creato due presepi monumentali nel 2013 e nel 2017, seguendo le tecniche costruttive del pastore napoletano del Settecento. Questa volta, la Bottega si è cimentata in una sfida ancora più grande: la creazione di figure a grandezza umana, ambientate a Greccio nel 1223.

La scelta di riportare alla vita il contesto storico e l’iconografia del primo presepe è stata accolta con entusiasmo e rispetto per la tradizione. La Cantone & Costabile ha lavorato con maestria per dare vita a figure che trasmettessero l’autenticità e la semplicità del messaggio natalizio. La precisione nella riproduzione dei dettagli e l’attenzione alla storia hanno reso il presepe un tributo significativo a questo importante evento nella storia della cristianità.

Con questa iniziativa, Papa Francesco ha voluto non solo celebrare il passato ma anche trasmettere un messaggio di umiltà e riflessione, invitando tutti a contemplare la semplicità e la bellezza della natività. L’omaggio agli 800 anni del primo presepe a Greccio è diventato un’opportunità per riunire le persone intorno a valori universali di pace, amore e solidarietà, rendendo il Natale ancora più speciale.

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Cultura

Musei gratis, boom di visitatori a Pompei: ne sono 23.648

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E’ l’area archeologica di Pompei, con 23.648 persone, quella più visitata – secondo i primi dati provvisori – nell’ambito della #domenicalmuseo di marzo, l’iniziativa del ministero della Cultura che consente l’ingresso gratuito, ogni prima domenica del mese, nei musei e nei parchi archeologici statali. Pompei si piazza al primo posto, davanti al Colosseo (23.111). Al terzo un’altra eccellenza campana, la Reggia di Caserta, con 15.109 visitatori. Numeri alti anche per altri siti della regione: nell’ordine, Castel Sant’Elmo e Museo del Novecento a Napoli (7.840); Museo archeologico nazionale di Napoli (7.200); Palazzo Reale di Napoli (6.220); Museo di Capodimonte (5.153); area archeologica di Paestum (5.035); Certosa e Museo di San Martino (4.190); Parco archeologico di Ercolano (3.347); Parco archeologico di Cuma (1.255); Museo archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia (1.170).

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Cultura

Pompei, altre scoperte: due nuove domus e splendidi affreschi

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In occasione della diretta YouTube per la stampa sui lavori di restauro e scavo alla casa di Leda , indagata nel 2018-2019 e oggi nuovamente oggetto di un intervento di accessibilità e tutela, il direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, si è soffermato su quello che ha definito un momento cruciale per il sito UNESCO, ovvero una grande rigenerazione “archeo-urbanistica” che si sta realizzando dopo la conclusione con successo del Grande Progetto Pompei.

“Dopo gli anni della messa in sicurezza del sito di Pompei nell’ambito del Grande Progetto, siamo ora in una fase nella quale dobbiamo navigare verso nuovi orizzonti: abbiamo messo alla base del nostro lavoro in questo senso un approccio di urbanistica,  ha detto Zuchtriegel, applicata a una città archeologica.  Una specie di rigenerazione archeo-urbanistica che allarga lo sguardo dagli aspetti prettamente archeologici e conservativi a una visione urbana e socio-culturale: i servizi per il pubblico e per le funzioni tecniche e della sicurezza, i grandi poli espositivi che stiamo realizzando a San Paolino e alla Palestra Grande, i nuovi depositi di Porta Nola, Stabia e Torre Annunziata, i trasporti con navetta tra i siti e l’accessibilità, la valorizzazione delle aree verdi e dell’agricoltura archeologica e la sostenibilità, la ristorazione e le aree e i laboratori per bambini con il nostro Children Museum.

 In breve, dice il Direttore del Parco Archeologico, pensiamo a Pompei come a una città contemporanea, solo che è rimasta pressoché immutata da 2000 anni e si compone di una cittadinanza mondiale di viaggiatori che vengono ogni giorno da tutti i continenti. Anzi, pensiamo alle due Pompei, quella antica e quella moderna, e anche a Scafati, Torre Annunziata, Boscoreale, Castellammare di Stabia, Terzigno, Lettere, Poggiomarino e a tutto il territorio, come un’unica realtà dal punto di vista archeologico e urbanistico”.

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Cultura

In Perù scoperti megaliti più antichi delle piramidi d’Egitto

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Un gruppo di archeologi ha riportato alla luce sulle Ande peruviane un megalite risalente a circa 4.750 anni fa, contemporaneo di Stonage e più antico delle piramidi d’Egitto. Secondo i ricercatori – che hanno pubblicato le scoperte in un articolo sulla rivista Science Advances – i grandi blocchi di pietra rappresentano una piazza circolare di 18 metri di diametro. In base ai risultati della datazione al radiocarbonio, la struttura – che aveva probabilmente una funzione cerimoniale – è stata eretta in un periodo compreso tra il 2632 e il 2884 avanti Cristo durante il periodo tardo pre-ceramico. Il sito archeologico di Callacpuma, nel nord del Paese, è oggetto di ricerche da decenni ma solo recentemente è stato autorizzato lo scavo.

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