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Cronache

Morgan sfrattato a Monza,”questa è legge, non giustizia”

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E’ andato via su un’auto scura, gli occhiali da sole e il sorriso dopo aver sfogato tutta la sua rabbia Marco Castoldi, alias Morgan, “l’ultimo bohemien” come lui stesso si e’ definito, costretto a lasciare la sua abitazione di Monza pignorata questa mattina, alla presenza dell’ufficiale giudiziario e della Polizia di Stato. Il provvedimento, emesso dal Tribunale di Monza, e’ conseguenza delle richieste di risarcimento a fronte del mancato pagamento degli alimenti alla figlia, da parte dell’ex moglie Asia Argento, che il cantautore ha definito “spietata”. Attorniato da cronisti e qualche amico, Morgan stamane ha sperato fino all’ultimo in un ulteriore rinvio, dopo quello concesso lo scorso 14 giugno quando si era sentito male poco prima di lasciare casa. Poi, quando l’ufficiale giudiziario e le forze di Polizia in borghese hanno varcato l’ingresso, per qualche minuto ha perso la calma. “Sono venuti a portare fuori con la forza persone che non vogliono lasciare la loro abitazione”, ha urlato il cantante ai pubblici ufficiali deputati all’esecuzione del provvedimento, “se capitasse a vostro padre o vostro figlio non avreste questa faccia”, ha aggiunto. “Questa e’ la legge ma non e’ giustizia, la giustizia e’ un’altra cosa”, ha detto, dicendosi pronto a battagliare al fianco di coloro che sono nella sua stessa situazione. L’ex frontman dei “Bluvertigo” non ha risparmiato neppure i colleghi che, a suo dire, lo avrebbero lasciato solo: “Da Vasco a Ligabue, a Jovanotti, hanno come priorita’ il loro disco, come se al mondo importasse”, sottolineando di aver dato “soldi a tutti”. Lasciare la sua abitazione, come deciso da una sentenza del Tribunale dopo la causa avviata da Asia Argento, per Morgan significa “dover elaborare una nuova sofferenza come si elabora un lutto, con forza e statura morale”, aveva detto solo ieri, quando ha anche reso noto di aver chattato su whatsapp con la persona che entrera’ nella sua casa. Oggi, ha detto, il nuovo inquilino “aveva impegni improrogabili e non abbiamo potuto parlare”, quando per lui “sarebbe stato piu’ semplice elaborare la cosa se ci fossi riuscito”. Il cantante, prima di montare in auto e rassegnarsi alla decisione del Tribunale, ha detto di aver trascorso l’ultima notte scrivendo due canzoni, una dai titolo “la casa”.

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Cronache

Duplice omicidio a Orta di Atella, uccisi un avvocato e il fratello: interrogato un operaio

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Un duplice omicidio ha sconvolto la tranquillità di Orta di Atella, nel Casertano, nelle prime ore di oggi. Le vittime, Marco e Claudio Marrandino, due fratelli rispettivamente di 40 e 29 anni, sono state brutalmente assassinate nei pressi dell’uscita dell’asse mediano tra Orta di Atella e Succivo. Sul posto sono immediatamente intervenuti i Carabinieri del Comando provinciale di Caserta.

Claudio Marrandino

Secondo una prima ricostruzione, i fratelli Marrandino stavano viaggiando a bordo di una Bmw bianca quando sono stati vittime di un agguato. Marco Marrandino, un avvocato di 40 anni, è stato ucciso all’interno dell’abitacolo, mentre suo fratello Claudio è stato raggiunto dai colpi mentre tentava di fuggire, venendo ucciso all’esterno del veicolo.

I carabinieri della compagnia di Marcianise hanno rapidamente avviato le indagini e, poco dopo, hanno fermato un operaio di 53 anni, che è in caserma sottoposto ad interrogatorio. L’uomo è stato bloccato vicino all’ingresso dello svincolo dell’asse mediano Nola-Villa Literno, lo stesso luogo in cui è avvenuta la tragedia. Tra l’operaio e i due fratelli ci sarebbe stata una violenta lite della quale ancora non si conoscono i motivi e neppure si sa se le vittime conoscevano l’uomo.

Marco Marrandino

Al momento, non sono ancora chiari i motivi che hanno portato a questo violento atto, e le indagini sono in corso per ricostruire nel dettaglio la dinamica e il movente dell’omicidio. Gli inquirenti stanno lavorando senza sosta per raccogliere tutte le informazioni necessarie e assicurare alla giustizia il responsabile.

Questo ennesimo episodio di violenza ha scosso profondamente la comunità locale, che ora attende risposte dalle autorità su quanto accaduto. Il duplice omicidio dei fratelli Marrandino sottolinea ancora una volta la necessità di intensificare gli sforzi per garantire la sicurezza e l’ordine pubblico in una zona già segnata da episodi di criminalità.

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Cronache

Uccisa in mare a Napoli: legali, nuovo accertamento tecnico

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Il sostituto procuratore Vincenzo Toscano ha disposto un accertamento tecnico irripetibile sui due cellulari sequestrati ieri dagli inquirenti: il primo è quello dell’indagato, il secondo appartiene invece all’amico di Cristina che si trovava con lei sul kayak. L’accertamento si svolgerà oggi alle 12. Lo si apprende da Giesse Risarcimento Danni, la societa’ cui si e’ rivolta la famiglia della vittima per tutelare i propri interessi. La stessa Giesse – tramite l’avvocato fiduciario Gianluca Giordano – ha nominato come consulente tecnico di parte l’ingegnere Gianluca Biocca.

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Cronache

Camorra, fermato Emanuele Libero Schiavone: è il figlio del boss pentito del clan dei casalesi Francesco Sandokan Schiavone

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Dopo gli spari nei pressi del municipio di Casal di Principe, in provincia di Caserta, arrivano i primi fermi per camorra: c’è il figlio del boss Sandokan. Secondo quanto si apprende, la scorsa notte i carabinieri del comando provinciale di Caserta hanno dato esecuzione ad un decreto emesso d’urgenza dalla Direzione distrettuale Antimafia di Napoli nei confronti di Emanuele Libero Schiavone, scarcerato da poche settimane e, soprattutto, pochi giorni dopo la decisione del padre – il capoclan dei Casalesi Francesco “Sandokan” – di collaborare con la giustizia. In manette anche Francesco Reccia, a sua volta figlio di Oreste, ritenuto elemento di spicco della criminalità organizzata casalese. Al momento non trapelano altri dettagli, ma pare sia l’immediata risposta di forze dell’ordine e magistratura all’inquietante episodio avvenuto pochi giorni fa a Casal di Principe, nel pieno della campagna elettorale.

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