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Miliardario e filantropo, arrestato per pedofilia: Jeffrey Epstein dava soldi in cambio di massaggi

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Il miliardario filantropo Jeffrey Epstein e’ travolto da un nuovo scandalo di abusi sessuali su ragazze minorenni che potrebbe coinvolgere o mettere in imbarazzo altri personaggi potenti, anche a livello internazionale. Il finanziere, 66 anni, un tempo amico di Bill Clinton (cui aveva prestato il suo jet ‘Lolita Express’), Donald Trump e del principe Andrea, e’ stato arrestato sabato a New York per un presunto traffico sessuale di minorenni che sarebbe avvenuto tra la Grande Mela e la Florida fra il 2002 e il 2005. Lunedi’ si dovra’ presentare davanti ad una corte federale di Manhattan, dove verranno rivelati capi di imputazione che potrebbe costargli una condanna di almeno 45 anni, facendogli finire il resto della vita dietro le sbarre. Secondo le anticipazioni del Daily Beast, Epstein verra’ accusato di aver sfruttato decine di ragazzine di circa 14 anni pagandole in contanti per massaggi e poi molestandole o abusandole nella sua casa nell’Upper East Side o nella sua villa a Palm Beach, non lontana da quella di Trump. Nelle indagini potrebbero essere coinvolti anche dipendenti e soci del magnate, come reclutatori della giovani vittime. “Aspettavamo da tempo, speriamo ora che i procuratori non si fermino perche’ c’erano molte altre persone coinvolte”, ha commentato l’avvocato David Boies, che rappresenta due delle principali accusatrici. Epstein diventa cosi’ l’ultimo personaggio in ordine di tempo nel mirino del movimento #Metoo. Ma lo schema e’ lo stesso scoperto nel 2007 dalla magistratura della Florida, quando il miliardario trasportava minorenni sul suo jet privato per molestarle nelle sue residenze di lusso, dalle Virgin Islands al ranch a Stanley, New Mexico. In quell’occasione pero’ Epstein riusci’ a patteggiare segretamente solo 13 mesi di carcere (trascorsi in condizioni privilegiate) nonostante fosse accusato di aver abusato sessualmente oltre 30 minorenni: si dichiaro’ colpevole solo di due accuse statali per prostituzione, fu registrato come ‘sex offender’, risarci’ le vittime identificate dall’Fbi ma evito’ un ben piu’ rischioso processo federale, ottenendo l’immunita’ per se’ e i suoi complici. Questo grazie all’allora attorney Alex Acosta, attuale ministro del lavoro dell’amministrazione Trump. Ma in febbraio un giudice federale della Florida ha stabilito che quel patteggiamento era illegale in quanto le vittime non furono informate, mettendo in imbarazzo il governo Trump. E nei giorni scorsi una corte d’appello federale ha deciso che siano desecretati i documenti con i nomi delle persone coinvolte, scrivendo che il diritto dell’opinione pubblica all’informazione prevale sulla privacy di certi individui, “compresi numerosi eminenti politici americani, potenti manager, presidenti stranieri, un primo ministro ben noto ed altri leader stranieri”. A tremare ora non e’ solo l’America.

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Rimossi i pannelli della discordia tra Argentina e Cile

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La Marina militare dell’Argentina ha rimosso le infrastrutture di un avamposto in Terra del Fuoco, nell’estremo sud del del Paese, che erano state costruite per errore oltre il confine con il Cile. Lo rende noto oggi il ministero della Difesa argentino dopo le forti proteste espresse nei giorni scorsi dal governo del presidente cileno Gabriel Boric. Buenos Aires aveva riconosciuto subito l’errore chiedendo scusa alle autorità del Paese vicino e affermando che avrebbe rimosso la struttura non appena le condizioni climatiche lo avrebbero reso possibile. Una risposta che tuttavia non ha soddisfatto il governo cileno obbligando lo stesso presidente Boric a intervenire. “Abbiamo appreso qualche tempo fa che l’Argentina, installando una base militare nella regione della Patagonia, ha collocato pannelli solari in territorio cileno. Abbiamo ricevuto le scuse del ministero degli Esteri argentino, ma vorrei dirvi molto chiaramente che i confini non sono qualcosa di ambiguo. Devono rimuovere i pannelli solari il prima possibile, o lo fanno loro o lo faremo noi”, ha detto. A fronte della protesta di Boric il governo argentino ha ordinato l’immediato invio di un equipe specializzata per la rimozione dei pannelli solari. La struttura, secondo quanto si osserva dalle immagini pubbblicate dalle autorità cilene, è stata smontata in effetti nonostante le condizioni climatiche estreme.

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Francia, 12enne denuncia: violentata perché ebrea

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Inchiesta aperta in Francia su un possibile stupro a carattere antisemita di cui sarebbe stata vittima una ragazzina di 12 anni. I presunti aggressori sono 3 adolescenti fra i 12 e i 14 anni. Lo riporta Le Parisien. Secondo il quotidiano, la ragazzina, accompagnata dai genitori, ha denunciato al commissariato di Courbevoie, banlieue di Parigi, di essere stata violentata. Ha raccontato che si trovava con un amico quando 3 coetanei, fra i quali il suo ex ragazzo, anche lui di 12 anni, l’avrebbero portata in un hangar abbandonato per poi picchiarla e insultarla a causa della sua religione.

La vittima sarebbe stata poi stuprata, sempre minacciata “di morte con frasi antisemite”, si apprende da fonti dell’inchiesta. Le indagini condotte dalla procura hanno consentito di identificare i presunti colpevoli delle violenze, che hanno 12, 13 e 14 anni. I tre sono stati posti fermati e posti in stato di fermo, il più piccolo affidato ad un centro per minori. Gravi le accuse di cui devono rispondere, dalla violenza sessuale aggravata alle minacce di morte, tutte aggravate dal fatto di essere state commesse in riferimento all’appartenenza della vittima ad una religione.

I 3 minori avrebbero parzialmente ammesso le loro colpe, affermando di aver agito “per vendetta”, sostiene Le Parisien, spiegando che l’ex ragazzo della vittima sarebbe stato “molto arrabbiato poiché la ragazza gli avrebbe nascosto di essere di religione ebraica”. Nel cellulare del ragazzo sono state trovate frasi e immagini antisemite, fra le quali quelle di una bandiera israeliana bruciata. Un altro dei presunti colpevoli ha confessato alla polizia di aver colpito la vittima in quanto avrebbe usato parole offensive nei confronti della Palestina. La vittima è stata condotta in un centro medico-legale dove l’esame ginecologico ha confermato le violenze subite.

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Justin Timberlake arrestato, guidava ubriaco

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Justin Timberlake è stato arrestato negli Hamptons, la località di mare per ricchi e famosi vicino New York, perché guidava in evidente stato di ebbrezza. Il cantante di Sexy Back, che ha 43 anni, è stato fermato ieri sera dalla polizia a Sag Harbor e portato in commissariato dopo aver passato una serata a bere e festeggiare con amici all’American Hotel su Main Street. Dopo una notte dietro le sbarre il cantante è stato rilasciato stamattina senza cauzione.

È stato incriminato per guida in stato di ubriachezza e dovrà presentarsi di nuovo in tribunale il 26 giugno, riporta il sito Tmz, secondo cuiTimberlake aveva lasciato la festa poco dopo la mezzanotte e quasi immediatamente non si era fermato a un segnale di stop. Aveva continuato a guidare in modo erratico fino a che la polizia non lo aveva costretto a fermarsi. Gli agenti gli avevano quindi fatto fare un test sul posto per accertarne la padronanza mentale, ma il cantante si era rifiutato di sottoporsi alla prova del palloncino. Erano intervenuti gli amici cercando di convincere i poliziotti a lasciarlo andare, ma le forze dell’ordine erano state irremovibili e lo avevano caricato in manette sulla volante.

In tournee da aprile a sostegno del suo ultimo album Everything I Thought It Was, l’ex musicista di Nsync, a volte soprannominato il Principe del Pop, ha in programma concerti importanti a Manhattan la prossima settimana: dovrebbe cantare martedì e mercoledì al Madison Square Garden prima di proseguire venerdì e sabato allo United Center di Chicago. Quello di ieri è il primo arresto per Timberlake. L’album è il primo dopo il flop di Man of the Woods del 2018 e, quando è uscito in marzo, ha avuto reazioni commerciali e critiche contrastate ma la tournee è stata ovunque uno straordinario successo. Famosa all’inizio del millennio, la stella di Timberlake si è relativamente appannata anche per via del trattamento riservato all’allora compagna Britney Spears e per aver lasciato che Janet Jackson si prendesse tutta la colpa del celebre “malfunzionamento del guardaroba” durante la diretta tv del Super Bowl 2004: la cantante che duettava sul palco con lui restò a seno nudo davanti a 80 milioni di spettatori worldwide.

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