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Maxi sequestro di droga a Melito: 25enne arrestato con 80 kg di cocaina

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Nella serata di ieri un’operazione congiunta di Polizia di Stato e Guardia di Finanza ha portato a un maxi sequestro di droga a Melito di Napoli. Un 25enne napoletano è stato arrestato per detenzione illecita di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

Gli agenti hanno notato un’auto sospetta, il cui conducente, accortosi della loro presenza, ha tentato la fuga accelerando la marcia. Ne è scaturito un lungo inseguimento durante il quale l’uomo ha messo a rischio la circolazione con manovre pericolose.

L’impatto e la fuga a piedi

La corsa si è conclusa in via Andrea Pazienza, dove il giovane ha perso il controllo del veicolo, andando a sbattere contro un’auto parcheggiata. A quel punto ha tentato la fuga a piedi, ma è stato raggiunto e bloccato dagli operatori.

Il sequestro di 80 kg di cocaina

All’interno del veicolo sono stati rinvenuti due borsoni con 70 panetti di cocaina, per un peso complessivo di circa 80 kg. Il valore della droga, una volta immessa sul mercato, avrebbe fruttato milioni di euro.

Il 25enne è stato arrestato e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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Scossa di terremoto ai Campi Flegrei: magnitudo 3.0 e molta paura

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Una scossa di terremoto di magnitudo 3.0 è stata avvertita questa sera nei Campi Flegrei, con epicentro localizzato nella zona di Miliscola, tra Bacoli e Pozzuoli.

Il movimento tellurico è stato registrato dai sismografi dell’INGV – Osservatorio Vesuviano alle 21,53 a una profondità di pochi chilometri. La scossa, sebbene di intensità moderata, è stata percepita distintamente dalla popolazione residente, in particolare lungo la fascia costiera tra Miseno e Arco Felice.

Molti cittadini hanno raccontato sui social di aver sentito un boato seguito da un rapido tremolio delle abitazioni. Alcuni si sono riversati in strada per la paura, mentre in diversi quartieri di Bacoli e Pozzuoli le attività commerciali hanno interrotto per qualche minuto il servizio.

Al momento non si registrano danni a persone o strutture, ma l’episodio ha contribuito ad alimentare la preoccupazione legata allo sciame sismico che da mesi interessa l’area flegrea.

L’area sotto osservazione

I Campi Flegrei restano una delle aree vulcaniche più monitorate d’Europa. Negli ultimi mesi l’INGV ha segnalato un aumento sia nel numero che nell’intensità delle scosse, collegate al fenomeno del bradisismo, cioè il lento sollevamento del suolo dovuto alla pressione dei gas sotterranei.

La Protezione Civile, in costante contatto con l’Osservatorio Vesuviano, ha confermato che la scossa rientra nella normale attività sismica dell’area e ha invitato la cittadinanza a mantenere la calma, seguendo solo gli aggiornamenti ufficiali.

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Cronache

Giorgio Armani acquista la Capannina: «Un gesto affettivo per il locale più antico del mondo»

Giorgio Armani è il nuovo proprietario della Capannina di Forte dei Marmi. Lo stilista promette continuità al locale simbolo della Versilia, definendo l’acquisizione «un gesto affettivo».

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«Questa acquisizione rappresenta un gesto affettivo». Con queste parole Giorgio Armani (foto Imagoeconomica) ha annunciato di essere il nuovo proprietario della Capannina di Forte dei Marmi, il locale da ballo più antico del mondo dopo la chiusura del Roseland di New York. Per lo stilista, si tratta di un ritorno alle origini: fu proprio qui che negli anni Sessanta conobbe Sergio Galeotti, amico e socio con cui costruì l’impero Armani.

La Capannina, nata nel 1929 dall’intuizione di Achille Franceschi, dalla prossima estate porterà la firma dello stilista, che promette di proseguire il solco tracciato da Gherardo Guidi, per cinquant’anni anima del locale e simbolo di un divertimento elegante e mai sguaiato.

L’epopea di Gherardo Guidi

Guidi, partito da Castelfranco di Sotto, aveva rilevato il locale nel 1977. Con la moglie Carla lo trasformò in un punto di riferimento della mondanità italiana ed europea. Dal suo palco sono passati Ray Charles, Grace Jones, James Brown, Renato Carosone, Ivana Spagna, Mike Bongiorno, Jerry Calà, Benigni e Grillo.
Il suo stile era fatto di rigore ed eleganza: nessuna scarpa da ginnastica, niente eccessi da discoteca. Una selezione che rese la Capannina un luogo esclusivo, in cui potevano incrociarsi attori, industriali, politici e scrittori.

Tra i ricordi più cari di Guidi c’era Oriana Fallaci, per la quale chiuse lo stabilimento permettendole di cenare e guardare il mare un’ultima volta. Tra i rimpianti, non essere mai riuscito a portare Yves Montand.

Storie, miti e leggende della Versilia

Alla Capannina hanno ballato i grandi imprenditori italiani, ma anche John Fitzgerald Kennedy da giovane studente a Firenze, e personaggi del calibro di Italo Balbo. Le serate erano un crocevia di mondanità, dove Gino Paoli e altri artisti si esibivano davanti a un pubblico che univa nobiltà, attori, intellettuali e la borghesia milanese e romana in vacanza al Forte.

La nuova era Armani

Dopo la scomparsa di Guidi, la sorte del locale era incerta: sul tavolo sarebbero arrivate offerte milionarie, fino a 12 milioni di euro. Alla fine la Capannina è passata nelle mani di Giorgio Armani, che ne promette il rilancio senza stravolgimenti, come simbolo del divertimento made in Italy.

La Capannina resta così il salotto della Versilia, pronta a scrivere un nuovo capitolo della sua storia con il tocco discreto ed elegante del re della moda italiana.

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Omicidio Giulia Tramontano, condannata la cognata di Impagnatiello: dovrà risarcire la famiglia

La cognata di Alessandro Impagnatiello condannata dal Tribunale civile di Milano a risarcire la famiglia di Giulia Tramontano per aver comprato l’auto del killer e sottratta ai risarcimenti.

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Il Tribunale civile di Milano ha condannato la cognata di Alessandro Impagnatiello a risarcire con poco meno di 25mila euro i familiari di Giulia Tramontano, la giovane uccisa nel 2023 mentre era incinta di sette mesi. La donna aveva acquistato l’auto dell’ex barman, con l’obiettivo di farlo risultare nullatenente ed evitargli il pagamento del risarcimento ai parenti della vittima.

La compravendita dell’auto e la condanna

La vicenda risale al gennaio 2024, all’inizio del processo a carico di Impagnatiello, poi condannato all’ergastolo in primo e secondo grado per il brutale femminicidio. L’auto in questione era la stessa utilizzata per nascondere il corpo di Giulia, rimasto in un box per giorni prima di essere abbandonato in un’intercapedine.

Il giudice Francesco Pipicelli ha dichiarato nulla la compravendita, sottolineando come fosse avvenuta “tra parenti consapevoli delle ragioni risarcitorie degli istanti e della riduzione patrimoniale del debitore”. Secondo la sentenza, la transazione aveva l’unico scopo di eludere eventuali azioni civili di risarcimento.

La posizione della famiglia Tramontano

La famiglia della giovane aveva intrapreso la causa per evitare che l’auto, mai sequestrata per un errore della Procura, potesse “circolare liberamente”. Dell’auto, tuttavia, non ci sarebbero più tracce: lo scorso ottobre la cognata e il fratello di Impagnatiello ne hanno denunciato il furto, mai risarcito dall’assicurazione.

Alla famiglia ciò che interessava era che questa macchina non girasse più”, ha dichiarato l’avvocato Giovanni Cacciapuoti, legale dei parenti di Giulia.

Le reazioni e il processo penale

Sui social, Chiara Tramontano, sorella di Giulia, ha attaccato con durezza Impagnatiello e i suoi familiari, ricordando anche la richiesta del condannato di accedere alla giustizia riparativa, respinta dai giudici per la totale assenza di consapevolezza sul crimine commesso.

Intanto, si attende il deposito delle motivazioni della sentenza d’appello che, pur confermando l’ergastolo, ha escluso l’aggravante della premeditazione, riconoscendo invece quelle della convivenza e della crudeltà.

 

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