Cinema
Lo sbarco dei Men in Black a Ischia: Hemsworth in motoscafo, il Castello diventa una tartaruga e oggi si gira a Sant’Angelo
Sono sbarcati nella baia di Cartaromana, ai piedi del Castello Aragonese gli uomini in nero, i Men in Black. E sono sbarcati da un elicottero e da un motoscafo Riva, un segno di eleganza d’altri tempi, per girare le scene conclusive del quarto episodio della fortunata saga che vede i Men in Black combattere contro gli alieni. Scene spettacolari, paesaggi che fanno mozzare il fiato per il primo giorno di riprese che ha visto i protagonisti del film nelle stradine di Ischia Ponte, a mare, in cielo. Un salto di qualità per Ischia che si conferma sempre più scenario ideale – quest’estate hanno girato l’Amica geniale – per qualunque tipo di film.
Chris Hemsworth , il Thor dei film della Marvel Comics, è il nuovo protagonista e fra un ciak e l’altro si è fatto vedere in giro, ha fatto qualche bagno sulla spiaggia dell’hotel Miramare & Castello, ha mangiato un panino e scattato un bel po’ di selfie. Il villaggio globale della produzione nel primo giorno si è acquartierato a Ischia Ponte fin dalle prime luci dell’alba. Cartaromana, il Castello Aragonese, il borgo di Ischia Ponte e quello di Sant’Angelo sono il set del film e sarà singolare e divertente vedere il maniero che è il simbolo di Ischia tornare ad essere un isolotto con la sagoma di una tartaruga affiancato, sempre nella finzione scenica, proprio da Sant’Angelo.

Le suggestioni più belle dell’isola di Ischia, i luoghi di albe e tramonti mozzafiato.
Oggi si gira a Sant’Angelo, dall’altra parte dell’isola d’ischia che offre paesaggi ugualmente suggestivi. Tutto scelto dal regista F. Gary Gray, quello di Fast & Furious per intenderci, e dal suo gruppo che già da tempo è a Ischia per scegliere le location, reclutare le comparse che per pochi giorni di lavorazione sono quasi 100 (ai casting della settimana passata si sono presentate più di 500 persone) e che lavoreranno fianco a fianco con il cast stellare che vede oltre Hemsworth, Emma Thompson che vestirà i panni dell’agente 0, Tessa Thompson, agente M e Rebecca Ferguson, Rafe Spall e Kumail Nanjiani. Domani si tornerà a Ischia Ponte per le scene finali.
Cinema
Cinema, nasce l’Agenzia nazionale: dal 2028 prenderà il posto della Direzione generale del ministero
La nuova legge sul Cinema prevede dal 1° gennaio 2028 la nascita di un’Agenzia nazionale per il cinema e l’audiovisivo. Avrà autonomia gestionale, 197 dipendenti e un Cda di cinque componenti, mentre indirizzo politico e vigilanza strategica resteranno al ministero della Cultura.
L’Italia si prepara ad avere una Agenzia nazionale per il cinema e l’audiovisivo. La novità è contenuta nella nuova legge sul Cinema che ha ottenuto il primo via libera parlamentare e che, se definitivamente approvata, porterà alla nascita dell’organismo dal 1° gennaio 2028.
Il modello guarda anche alle esperienze sviluppate in altri Paesi europei, a partire dalla Francia. L’Agenzia avrà personalità giuridica e autonomia organizzativa, patrimoniale, finanziaria e gestionale e assorbirà gran parte delle funzioni oggi attribuite al ministero della Cultura, in particolare quelle esercitate dalla Direzione generale Cinema e audiovisivo.
Cosa resterà al ministero della Cultura
Il trasferimento non sarà totale. Restano espressamente nelle mani del Mic le funzioni di indirizzo politico, vigilanza strategica e attività ispettive.
La stessa Agenzia sarà sottoposta alla vigilanza del ministero, che dovrà verificarne gli obiettivi e la gestione delle risorse finanziarie. Il controllo sulla gestione finanziaria sarà invece affidato alla Corte dei Conti.
Tra le finalità indicate dalla legge c’è quella di «garantire la tutela del patrimonio culturale e il rafforzamento dell’identità della Nazione», insieme allo sviluppo del settore attraverso interventi destinati alla crescita e all’ampliamento dell’offerta e della domanda.
Cosa è stato eliminato dalla legge
Il testo uscito dall’esame parlamentare presenta però alcune differenze significative rispetto alla versione originaria.
È stato eliminato il riferimento alla gestione dei fondi e delle risorse stanziate nel bilancio dello Stato, così come quello relativo agli interventi per facilitare l’accesso al credito delle imprese cinematografiche.
Sono inoltre usciti dal provvedimento gli articoli che prevedevano la modifica della disciplina degli incentivi all’esercizio cinematografico, il sostegno alle produzioni indipendenti e la delega al Governo per introdurre strumenti di accesso al credito e di cartolarizzazione dei crediti nel settore.
Un osservatorio su cinema, spese e occupazione
Tra le funzioni attribuite all’Agenzia ci saranno invece la raccolta dei dati, lo studio e la ricerca sul settore cinematografico e audiovisivo.
È prevista anche l’istituzione di un osservatorio che si occuperà, tra l’altro, della rilevazione delle spese. I dati saranno successivamente trasmessi alla Ragioneria dello Stato per le relative valutazioni.
L’organismo avrà inoltre competenze sulla formazione e sull’aggiornamento professionale e raccoglierà informazioni anche sull’andamento dell’occupazione nel comparto.
Come sarà governata l’Agenzia
Al vertice ci saranno un direttore, un consiglio di amministrazione e un collegio dei revisori.
Il direttore sarà nominato con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro della Cultura e sentita la Conferenza unificata. La proposta dovrà inoltre ottenere il parere delle Commissioni parlamentari competenti con una maggioranza dei due terzi. Dovrà essere scelto tra persone di «qualificata professionalità».
Il consiglio di amministrazione sarà formato da cinque componenti: due designati dal Mic, uno dal ministero dell’Economia, uno dalla Conferenza permanente sentite le Film Commission e uno dal Forum del cinema e dell’audiovisivo.
Rispetto alla formulazione iniziale è stato inoltre precisato che i componenti del Cda dovranno avere esperienza diretta nel mondo del cinema e dell’audiovisivo.
Quasi 200 dipendenti e oltre 6 milioni l’anno
La nuova struttura potrà contare su 197 unità di personale. Una parte arriverà dall’attuale Direzione generale Cinema, fino a un massimo di 84 dipendenti, mentre le altre unità saranno individuate attraverso procedure di mobilità e selezione.
Per il funzionamento sono previste spese pari a circa 6,8 milioni di euro nel 2028 e 6,3 milioni nel 2029.
Entro tre mesi dall’entrata in vigore della legge dovrà infine essere approvato lo statuto dell’Agenzia, che stabilirà modalità di nomina, funzioni e competenze degli organi e definirà le entrate del nuovo organismo.
Il passaggio parlamentare non è però ancora concluso: l’assetto definitivo dell’Agenzia dipenderà dal testo che uscirà dall’approvazione finale della legge.
Cinema
Venezia 83 incorona le donne, trionfa “Woman Unknown”. Italia a secco nel concorso principale
Venezia 83 incorona “Woman Unknown” di May el-Toukhy, premiato con il Leone d’Oro e la Coppa Volpi a Mathilde Arcel. Premio speciale a “Naza”. Italia senza riconoscimenti nel concorso principale, mentre Scamarcio vince in Orizzonti.
È soprattutto la vittoria delle donne il segno lasciato dal palmarès di Venezia 83. Il Leone d’Oro va a “Woman Unknown” di May el-Toukhy, che completa il trionfo conquistando anche la Coppa Volpi grazie alla protagonista Mathilde Arcel. Doppio riconoscimento per il film ambientato nella Danimarca del dopoguerra, diventato il grande vincitore della Mostra.
La giuria presieduta da Maggie Gyllenhaal premia dunque il film della regista danese e assegna invece il Premio speciale della giuria a “Naza” di Yuval Abraham e Rachel Szor, il documentario su Gaza che ha avuto un fortissimo impatto politico durante il Festival.
Cinque film italiani, nessun premio
La notizia negativa riguarda l’Italia. Cinque film nel concorso principale e nessun riconoscimento, un risultato che interrompe una serie positiva che durava da anni.
Nel 2022 Luca Guadagnino aveva conquistato il Leone d’Argento per la regia con “Bones and All”; nel 2023 lo stesso premio era andato a Matteo Garrone per “Io Capitano”. Nel 2024 “Vermiglio” di Maura Delpero aveva ottenuto il Gran Premio della Giuria, mentre nel 2025 “Sotto le nuvole” di Gianfranco Rosi aveva vinto il Premio speciale della giuria e Toni Servillo la Coppa Volpi per “La Grazia”.
Questa volta il concorso principale non lascia nulla al cinema italiano.
Lee Chang-dong e Khrzhanovsky conquistano i Leoni d’argento
Il Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria va a “Possible Love” del sudcoreano Lee Chang-dong, racconto nel quale differenze sociali, lavoro, sesso e potere entrano nella vita di due coppie appartenenti a mondi diversi.
Il Leone d’Argento per la migliore regia viene invece assegnato a Ilya Khrzhanovsky per “DAU”, monumentale opera di 195 minuti dedicata allo scienziato sovietico Lev Landau.
La Coppa Volpi maschile premia John Malkovich per “Wild Horse Nine” di Martin McDonagh, uno dei riconoscimenti maggiormente pronosticati alla vigilia.
Brizé premiato, applausi anche per Alba Rohrwacher
Il premio per la migliore sceneggiatura va a Stéphane Brizé, Coralie Amédéo e Olivier Gorce per “Un bon petit soldat”. Nel cast c’è anche Alba Rohrwacher, tra le interpretazioni italiane maggiormente apprezzate della Mostra.
La Francia porta a casa anche il Premio Marcello Mastroianni, assegnato a Malou Khebizi per “15/18 (A Place to Heal)” di Cédric Kahn.
Scamarcio salva l’Italia in Orizzonti
Per trovare soddisfazioni italiane bisogna scendere dal concorso principale e arrivare a Orizzonti.
“I figli della scimmia” di Tommaso Landucci conquista due premi: Riccardo Scamarcio è il miglior attore, mentre Tommaso Landucci e Damiano Femfert vincono per la migliore sceneggiatura.
È la consolazione italiana di un’edizione che, nel concorso principale, parla soprattutto danese. May el-Toukhy e Mathilde Arcel escono da Venezia con Leone d’Oro e Coppa Volpi, mentre i cinque film italiani restano fuori dal palmarès che conta di più.
Cinema
Venezia 83, Leone d’oro a “Woman Unknown”: Gaza e Ucraina irrompono nella notte dei premi
“Woman Unknown” di May el-Toukhy vince il Leone d’oro a Venezia 83. Premio speciale della giuria a “Naza” su Gaza, miglior regia a Ilya Khrzhanovsky. Nessun premio principale per i cinque film italiani, mentre Scamarcio vince in Orizzonti.
Una cerimonia attraversata dalla politica, dalle guerre e dalla condizione delle donne. La 83ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia si chiude con il Leone d’oro a “Woman Unknown” di May el-Toukhy e senza film italiani tra i vincitori dei premi principali.
Il cinema diventa però soprattutto lo specchio di un presente drammatico. Dal palco arrivano Gaza, l’Ucraina, la crisi del lavoro e la denuncia della condizione femminile.
Il Leone d’oro a May el-Toukhy
“Woman Unknown” racconta la storia di una donna che, alla fine della Seconda guerra mondiale, tenta disperatamente di nascondere un segreto capace di distruggere il suo futuro. Protagonista Mathilde Arcel, premiata anche con la Coppa Volpi come migliore attrice.
«Per me Woman Unknown parla del corpo femminile come campo di battaglia e questione pubblica», spiega el-Toukhy, che dedica il Leone anche alla figlia adolescente invitandola ad alzare lo sguardo dal telefono e a usare la propria voce «per denunciare la disumanizzazione e per parlare a nome di coloro che sono stati abbandonati e messi a tacere».
“Naza”, Gaza entra in Sala Grande
Tra i favoriti per il Leone d’oro c’era “Naza”, il documentario su Gaza diretto da Yuval Abraham e Rachel Szor. Il film conquista invece il Premio speciale della giuria, accolto da una standing ovation.
Dal palco Abraham lancia accuse durissime sulla guerra a Gaza e chiama in causa anche Italia e Germania, sostenendo che i due governi stiano ostacolando pressioni su Israele che, a suo giudizio, potrebbero contribuire a fermare il conflitto.
Abraham e Szor si scambiano poi un lungo abbraccio con Kaouther Ben Hania, regista de “La voce di Hind Rajab” e componente della giuria.
Il regista russo dedica il premio agli ucraini
Il Leone d’argento per la migliore regia va a Ilya Khrzhanovsky per “Dau”. La presenza del cineasta russo dissidente aveva provocato le proteste del governo ucraino, che aveva accusato il film di essere uno strumento di propaganda filorussa. Accuse respinte sia dal regista sia dal direttore della Mostra Alberto Barbera.
Khrzhanovsky risponde dal palco dedicando il riconoscimento proprio agli ucraini: «Dedico il premio agli ucraini che combattono in questa terribile guerra per la libertà, la pace e la vittoria, e io credo in loro».
Il Leone d’argento – Gran Premio della giuria viene invece assegnato a “Possible Love” del sudcoreano Lee Chang-dong, che porta sul palco una riflessione sulla perdita di significato del lavoro e sull’indebolimento dei rapporti umani.
Coppa Volpi a Malkovich, Italia fuori dai premi principali
La Coppa Volpi maschile va a John Malkovich per “Wild Horse Nine” di Martin McDonagh. L’attore, impegnato su un set a Montreal, ringrazia attraverso un videomessaggio.
Resta invece a mani vuote il cinema italiano nel concorso principale: nessuno dei cinque film in gara per il Leone d’oro conquista uno dei riconoscimenti maggiori.
Le soddisfazioni arrivano dalla sezione Orizzonti. L’opera prima di Tommaso Landucci, “I figli della scimmia”, ottiene il premio per la sceneggiatura e quello per il miglior attore protagonista assegnato a Riccardo Scamarcio.
«Voglio dedicare questo premio a tutti i papà del mondo, anche al mio», dice Scamarcio, che condivide il riconoscimento con il giovane Andrea Aggio: «Andrea, abbiamo vinto!».
Un’altra presenza italiana arriva attraverso Alba Rohrwacher, definita «divina» e «un genio della recitazione» dal regista francese Stéphane Brizé, premiato per la sceneggiatura di “Un bon petit soldat”.
A chiudere la Mostra è il presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco, che annuncia anche il prossimo appuntamento: la 84ª Mostra del Cinema di Venezia si terrà dall’1 all’11 settembre 2027.








