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L’esplosione di una Supernova milioni di anni fa spinse l’uomo a camminare

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L’uomo è stato ‘spinto’ a camminare su due gambe dall’esplosione di una supernova, avvenuta fra 8 e 2,6 milioni di anni fa a 163 anni luce dalla Terra. Questo spettacolo di fuochi d’artificio cosmico ha bombardato l’atmosfera, caricandola con un’enorme quantità di elettroni e aumentando, così, la frequenza dei fulmini. La conseguenza è stata il moltiplicarsi di incendi nelle foreste in cui ancora vivevano i nostri antenati, spinti quindi a muoversi nella savana per sfuggire alle fiamme. E’ quanto emerge dallo studio pubblicato sulla rivista Journal of Geology dal gruppo dell’Università americana del Kansas, coordinato da Adrian Melott. Lo studio è basato sull’analisi della presenza nei fondali oceanici di un raro isotopo del ferro, il ferro-60, legato secondo gli astronomi proprio alle esplosioni di supernove. I ricercatori hanno, inoltre, osservato negli stessi sedimenti un ampio strato di carbone e fuliggine. “Questo strato è diffuso in tutto il mondo, anche in diverse zone climatiche, e nessuno è riuscito finora a spiegarne il motivo. Noi crediamo possa essere legato agli incendi innescati dall’esplosione della supernova”, ha spiegato Melott. “A quel tempo, i nostri antenati avevano già la tendenza al bipedismo, ma erano ancora abituati ad arrampicarsi sugli alberi”, ha aggiunto. “La nuova vita nella savana li spinse, però, a camminare più a lungo e più spesso attraverso la prateria, tra un albero e un altro, e questo adattamento perfeziono’ l’andatura bipede. Una caratteristica – ha concluso Melott – che offriva indubbi vantaggi, a partire dalla possibilità di osservare da lontano l’eventuale presenza di predatori”.

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Ue, app Apple viola mercato digitale, via a nuova indagine

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La Commissione Europea ha informato Apple della sua opinione preliminare secondo cui le regole dell’App Store violano il Digital Markets Act (Dma), poiché impediscono agli sviluppatori di app di indirizzare liberamente i consumatori verso canali alternativi per offerte e contenuti. Inoltre, la Commissione ha avviato una nuova procedura di non conformità contro Apple per il timore che i suoi nuovi requisiti contrattuali per gli sviluppatori di app di terze parti e gli app store, inclusa la nuova Core Technology Fee di Apple, non siano in grado di garantire l’effettiva conformità al Dma.

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Al Cira di Capua Samantha Cristoforetti in visita

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Il Centro Italiano Ricerche Aerospaziali ha ospitato l’Ingegner Samantha Cristoforetti, astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), per rafforzare la collaborazione nel settore spaziale e promuovere lo sviluppo delle tecnologie aerospaziali continentali. La visita è iniziata con una presentazione tecnica delle attività del Cira. Durante l’incontro sono stati illustrati i principali progetti del Centro, con un focus particolare sulle attività spaziali e sulle collaborazioni già in essere con l’Esa. L’Ingegner Cristoforetti ha poi incontrato i dipendenti del Cira nella Sala Pascale, dove ha tenuto un breve intervento. Successivamente l’Ingegner Cristoforetti ha visitato gli impianti del Centro.

Con una delegazione del CIRA si è recata presso il Plasma Wind Tunnel (PWT), utilizzato per lo studio delle condizioni di rientro atmosferico, il Laboratorio di Qualifica Spaziale (LQS), dedicato alla qualifica di componenti e sistemi tecnologici destinati allo spazio, e i laboratori del centro di manifattura e testing di strutture. La visita è stata focalizzata sul programma LEO Cargo Return Service dell’Agenzia Spaziale Europea, guidato dall’Ingegner Cristoforetti e che vedrà il CIRA coinvolto, all’interno del consorzio guidato da Thales Alenia Space, nello sviluppo di tecnologie e soluzioni per il rientro in atmosfera.

Obiettivo del programma è dotare l’Europa di un servizio cargo indipendente per il rientro e recupero di payload da stazioni spaziali in orbita bassa. Altro punto focale della visita è stato lo sviluppo delle capacità tecnologiche e sistemistiche fondamentali per garantire la sicurezza e l’efficacia di future missioni spaziali umane. In quest’ambito, il CIRA è fortemente impegnato nell’avanzamento delle relative capacità ingegneristiche, forte di un ruolo di primissimo piano nei TPS (Thermal Protection Systems, Sistemi di Protezione Termica) come ad esempio con il Programma Space Rider.

Il Presidente del CIRA, Antonio Blandini, ha commentato: “La visita di Samantha Cristoforetti al CIRA sottolinea l’importanza decisiva della collaborazione tra attori europei nel settore spaziale. Il nostro Centro è un protagonista chiave nei principali programmi di ricerca, grazie alle avanzate capacità di test e alla profonda expertise nelle tecnologie abilitanti al trasporto spaziale. Questo ruolo rafforza il nostro impegno nelle strategie nazionali ed internazionali nell’esplorazione spaziale”.

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Ecco le app dell’IA per hacker: FraudGpt, XxxGpt e WolfGpt

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L’intelligenza artificiale generativa usata non solo per creare testi e foto ma anche virus e campagne malevoli. Lo hanno scoperto gli esperti di sicurezza di Check Point Software, capaci di individuare tre software divenuti famosi tra gli hacker. Si tratta di FraudGpt, XxxGpt e WolfGpt; nomi che fanno il verso al più famoso ChatGpt e che indicano come sia divenuto molto facile, anche per i non avvezzi alla tecnologia, creare minacce informatiche.

Per i ricercatori, FraudGpt è una piattaforma a cui ci si può abbonare, come qualsiasi altro servizio, e che permette di creare identità false, email di phishing, malware o utilizzare l’ingegneria sociale per ingannare gli utenti. “Tutto questo può essere fatto a un livello molto alto, in modo che anche persone con competenze tecniche minime possano portare a termine attacchi complessi” spiegano. XXXGpt è utilizzato dai criminali per generare codici che consentono di prendere il controllo remoto del dispositivo della vittima e di rubare, modificare o corrompere dati sensibili.

Questo tool può anche generare spyware, ransomware, keylogger e codici speciali per attacchi mirati. WolfGpt è noto per la sua complessità e architettura basata sul linguaggio di programmazione Python. Può creare malware criptato e campagne di phishing convincenti. Viene anche utilizzato per creare codici maligni destinati ai pos e per attacchi mirati ai bancomat, oppure per il riciclaggio di denaro e l’individuazione di punti deboli nelle reti aziendali. “L’ascesa di modelli avanzati di IA richiede un nuovo approccio alla sicurezza – sottolineano da Check Point Software – poiché le difese convenzionali sono insufficienti contro queste minacce complesse e adattive. Allo stesso tempo, devono essere affrontate le questioni etiche relative alla responsabilità e a come prevenire l’uso improprio dell’IA in generale”.

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