Economia
L’Antitrust stanga Optima per pratiche commerciali scorrette, l’azienda impugnerà la multa al Tar e valuta opzioni a tutela della propria immagine
L’Antitrust ha chiuso l’istruttoria avviata nei confronti di OptimaItalia in relazione all’offerta commerciale multiservizi denominata “Optima VitaMia” (adesso rinominata “TUTTO-IN-UNO”) per la fornitura di energia, gas, telefonia fissa/mobile e Internet, accertando una pratica commerciale scorretta e stabilito una sanzione di un milione. Con particolare riguardo ai profili di ingannevolezza della pratica, l’Autorità ha ritenuto che la presentazione, da parte di Optima Italia Spa, dell’offerta come “flat” (a tariffa fissa), nella misura in cui, da un lato, enfatizzava in modo suggestivo la stabilità della spesa mensile e l’invarianza del “canone fisso”, mentre dall’altro lato ometteva tout court di indicare le effettive condizioni limitative della proposta (quali la presenza di un vincolo di durata minima annuale, la perdita dei consumi risparmiati di valore superiore a quello del Bonus iniziale, l’esistenza di un conguaglio a fine dell’anno contrattuale e le tariffe applicate in tale sede per la fatturazione dei consumi extra-soglia), fosse idonea a indurre gravemente in errore i consumatori.
Per quanto concerne i profili di aggressività della pratica commerciale scorretta, secondo l’Autorità, la condotta della società consistente nell’applicare a una molteplicità di consumatori una fatturazione a conguaglio che li esponeva all’esborso, in soluzione unica e a fine anno contrattuale, di importi rilevanti che dipendevano dalla taglia inzialmente fissata (canone mensile), rivelatasi spesso sbagliata – e fatturati sulla base di tariffe personalizzate non facilmente conoscibili nonchè in funzione di dati di consumo non sempre effettivi e realmente aggiornati, peraltro con notevole penalizzazione in caso di recesso anticipato da parte del consumatore – fosse idonea a esercitare un indebito condizionamento nei confronti dei consumatori in relazione alla proposta contrattuale, limitandone la libertà di comportamento, inducendoli ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbero altrimenti preso in ordine alla gestione delle proprie abitudini di consumo e alla prosecuzione del rapporto contrattuale. L’Autorità ha irrogato alla società una sanzione di 1 milione di euro e ha disposto la pubblicazione, sul suo sito aziendale, di una dichiarazione di rettifica. Nel corso del procedimento, l’Autorità si è avvalsa della collaborazione del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza.
Optima Italia ritiene invece di aver agito con correttezza e di non meritare la stangata dell’Antitrust e propria perché “certa della correttezza del proprio operato”, l’azienda fa sapere che ha “dato mandato ai propri legali per impugnare al Tar il provvedimento” richiedendone “l’annullamento”. Non solo, Opitma – è scritto nella nota per la stampa, starebbe “valutando contestualmente tutte le opzioni a tutela della propria immagine”. Perchè questa società, scrivono sempre in una nota, “si dichiara sorpresa da tale decisione e non condivide quanto inserito nel provvedimento dell’Agcm, poichè nel corso della propria attività ha sempre agito nel pieno rispetto delle regole del Codice del Consumo, dei propri clienti e del mercato di riferimento”.
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