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La strana annata del Verona, ma alla fine ritorna in serie A

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Finisce in trionfo per il Verona di Alfredo Aglietti che con il 3-0 nel derby veneto con il Cittadella riporta in A l’Hellas. La rasoiata di Zaccagni, il tacco di Di Carmine e la ciliegina di Laribi mandano in paradiso il Verona. Un successo incredibile in un’annata davvero strana per la squadra scaligera. Verona che parte come favorita del campionato grazie anche ad un mercato importante. Ma le idee di gioco di Fabio Grosso non convincono la piazza.

Il Verona fatica ad imporre il proprio gioco, l’allenatore è messo in discussione ma il presidente Setti lo conferma. Il finale di stagione è un’altalena di emozioni. L’Hellas perde malamente in casa contro il Benevento e anche con il Livorno, Setti si rimangia la parola e chiama Aglietti. Con la vittoria sul Foggia il Verona entra nei playoff che sono una cavalcata trionfale. Vittoria sul Perugia, eliminato il Pescara ecco la doppia sfida al Tombolato di Cittadella. L’andata è da incubo, poi il Bentegodi riesce nell’impresa. Cittadella battuto per 3-0 e i 27mila cuori gialloblù trascinano il Verona in serie A in una giornata memorabile per la città scaligera che qualche ora prima aveva vissuto l’atto finale del Giro d’Italia. Un’annata davvero strana ma che alla fine ha regalato solo gioie. Tutti i giocatori chiamati in mezzo al campo per festeggiare la promozione e Verona che raggiunge Brescia e Lecce in serie A. Serata da brividi, note dei Queen che sugellano l’atto finale con Giampaolo Pazzini ad alzare il trofeo della vittoria dei playoff. Il Cittadella piange lacrime amare, la gioia del Verona e di Verona è irrefrenabile. Sembrava un incubo è finita con l’apoteosi gialloblù e il sogno dei granata padovani che è sfumato.

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Ferrari fa il bis a Le Mans, vince di nuovo la 24 ore

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La Ferrari ha vinto la 24 Ore di Le Mans 2024 bissando il trionfo dello scorso anno. La N.50 dell’italiano Antonio Fuoco, dello spagnolo Miguel Molina e del danese Nicklas Nielsen ha preceduto la Toyota N.7 e l’altra Ferrari, la N.51, vincitrice lo scorso anno sul leggendario tracciato di Manceau.

Per il Cavallino Rampante si tratta dell’11esima vittoria assoluta nella classica maratona endurance francese, la seconda consecutiva dopo quella ottenuta l’11 giugno 2023 con la 499P numero 51: i precedenti risalgono al 1949, 1954, 1958, e agli anni compresi tra il 1960 e il 1965. Nell’albo d’oro della Casa di Maranello a Le Mans figurano, inoltre, 29 successi di classe: le vittorie complessive, quindi, raggiungono quota 40. La gara, valida come quarto round del FIA WEC 2024, ha visto la 499P numero 83 del team AF Corse – a lungo protagonista, occupando anche la testa della corsa – ritirarsi dopo 248 giri.

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Tennis: Berrettini ko a Stoccarda, sconfitta che fa male

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Non riesce a Matteo Berrettini l’impresa di vincere per la terza volta in carriera l’Atp 250 di Stoccarda. In finale il tennista romano, reduce da una stagione travagliata, si è arreso al britannico Jack Draper, vittorioso in rimonta nel suo primo successo in un torneo Atp. “Questa sconfitta mi farà male per un po’ ma ho vinto e ho perso partite così” dice Berrettini al termine del match, complimentandosi con l’avversaro: “hai giocato un torneo e una finale incredibile. Sono convinto che Jack vincerà tanti altri tornei”.

Niente “happy end” per il tennista romano sull’erba di Stoccarda: il 28enne romano, n.95 ATP, in gara con il ranking protetto, vincitore delle edizioni del 2019 e del 2022, ha ceduto per 3-6 7-6(5) 6-4, dopo oltre due ore di gioco, al mancino britannico Jack Draper, n.40 del ranking e sesto favorito del seeding. Da domani il 22enne di Sutton salirà al n.30 del ranking (“best”) diventando il nuovo numero uno di Gran Bretagna.

A Berrettini non sono bastati 14 ace (contro 3 doppi falli) anche perché il suo avversario ne ha scagliati 12 (e 2 doppi falli), né una percentuale maggiore di prime in campo (68% contro il 64%) perché Jack è stato superiore sia per punti vinti con la prima di servizio (87% contro 83%) che con la seconda (58% contro 52%). L’azzurro ha salvato 2 palle-break su 3, il britannico 3 su 4. Berrettini, però, ha chiuso con più vincenti, 38 ( a fronte di 13 gratuiti): 34 contro 12 il bilancio di Draper. “Sono stato andato molto vicino a vincerla, questa sconfitta mi farà male per un po’ ma ho vinto e ho perso partite così – ha commentato l’azzurro – Devo dire naturalmente grazie al mio team, solo noi sappiamo cosa abbiamo passato, gli alti e bassi, gli infortuni: fa comunque tutto parte dello sport e della vita. Le persone che lavorano con me mi hanno dato forza quando pensavo di non averne, grazie. E’ solo il primo passo nella stagione sull’erba”.

Poi il ringraziamento “anche a tutti quelli che hanno seguito la partita da casa, mi spiace di non avervi soddisfatto, ma leggo i voatri messaggi, i vostri commenti: siete i migliori”. Domani per Berrettini si apre un nuovo capitolo ad Halle. L’azzurro esordirà contro un qualificato nella marcia di avvicinamento a Wimbledon nel primo torneo che vedrà Jannik Sinner giocare da n.1 del ranking.

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Pallavolo, l’Italdonne sorride e Velasco dice: siamo in crescita

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L’Italia fa 4 su 4 a Fukuoka. Dopo Canada, Corea del Sud e Stati Uniti, le azzurre chiudono la Pool 6 di Volleyball Nations League mettendo a segno la quarta vittoria consecutiva contro la Serbia 3-1 (25-20; 20-25; 25-23; 25-22). Dando spazio a chi aveva trovato meno campo finora, Julio Velasco ha ricevuto importanti risposte dal gruppo che ha approcciato bene e poi reagito al ritorno delle serbe in un match che ha anche consentito all’Italia di consolidare il proprio ranking in ottica sorteggio dei gironi Olimpici. Un successo che, inoltre, permette alle azzurre di chiudere la fase intercontinentale di VNL con 10 vittorie e 2 sconfitte in attesa di conoscere la propria avversaria nel primo turno delle Finals in programma a Bangkok dal 20 al 23 giugno.

“E’ stata una partita complicata – ha ammesso il ct azzurro – perché prima di tutto la Serbia ha giocato molto bene, hanno difeso ed attaccato in banda con grande continuità mentre noi siamo state un po’ impacciate, forse per via della qualficazione raggiunta e della vittoria sugli USA. Non ho voluto cambiare nel momento di difficoltà perché volevo che le ragazze che solitamente giocano meno venissero fuori da questa situazione. E devo dire che ci sono riuscite, non certo giocando benissimo come avevamo fatto con la Corea del Sud, ma adattandoci ad una squadra che non ci ha permesso di fare il nostro gioco”.

Velasco è comunque soddisfatto: “Al di là della prestazione penso che questa sia stata una bella prova, un’esperienza importante per chiudere una settimana con quattro vittorie e tante situazioni affrontate. Le ragazze che giocano bene adesso sanno che devono e possono dare una mano importante quando arriveranno le difficoltà in partite in cui ci giocheremo di più. Alle Finals arriviamo ancora in formazione perché di tempo assieme per lavorare in un certo modo ne abbiamo avuto davvero poco. E’ chiaro che in ottica Parigi dovremo fare un ulteriore step di crescita di squadra ed individuale. In tal senso giocare le finals ci aiuterà”.

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