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Iran senza benzina, in azione hacker legati a Israele

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Un gruppo di hacker che Teheran accusa di avere legami con Israele ha rivendicato l’attacco informatico che oggi ha interrotto la vendita di carburante in circa il 70% dei distributori di benzina in Iran. Il ministro del petrolio iraniano Javad Owji ha dichiarato alla tv di Stato che i servizi sono stati bloccati e che un’interferenza esterna è stata la possibile causa, mentre i media iraniani usano apertamente la parola “sabotaggio”. I pirati del web noti come “Gonjeshke Darande” (passero predatore), citati sia dai media della repubblica islamica che da quelli israeliani, sostengono di aver “paralizzato le stazioni di servizio in tutto il Paese”: “Questo attacco informatico è la risposta all’aggressione dell’Iran e dei suoi alleati nella regione (mediorientale)”, si legge nelle dichiarazioni in farsi e in inglese, “Khamenei, giocare con il fuoco ha un prezzo”.

In precedenza “Gonjeshke Darande” aveva rivendicato un cyber attacco alle principali aziende siderurgiche iraniane. I funzionari di Teheran non hanno chiarito i motivi del blocco della distribuzione di carburante facendo sapere che il servizio tornerà in funzione entro oggi. Il ministero del Petrolio intanto ha escluso che ci saranno rincari sulla benzina e ha invitato la popolazione a non recarsi alle stazioni di servizio fino a che la situazione non tornerà alla normalità. “C’è un problema tecnico che ha creato un malfunzionamento a causa della cospirazione dei nemici per mettere in ombra il benessere del popolo”, ha dichiarato l’azienda di distribuzione del petrolio nazionale dell’Iran in un comunicato.

L’Iran, uno dei principali produttori di petrolio, gode di prezzi della benzina tra i più bassi al mondo, ma gli automobilisti devono utilizzare carte speciali per acquistare a tariffa agevolata e hanno un limite mensile prima di passare ai mercato. Alla guerra ibrida via web tra Iran e Israele si è aggiunto pure un altro capitolo. Gerusalemme ha accusato i servizi di intelligence della repubblica degli ayatollah e degli Hezbollah libanesi di aver lanciato alla fine di novembre un attacco informatico contro il centro medico di Safed (Galilea), in una sorta di operazione di solidarietà nei confronti di Hamas. Una indagine congiunta dell’esercito, dello Shin Bet (sicurezza interna) e dell’apparato statale di protezione da attacchi cyber ha portato alla conclusione, secondo una nota ufficiale, che è stato lanciato da un gruppo di hacker denominato ‘Agrius’ (collegato all’intelligence dell’Iran) e dai ‘Lebanese Cedars’ degli Hezbollah. L’attacco è stato bloccato, ma solo dopo che ”informazioni di carattere riservato” erano state prelevate e divulgate sul web.

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Morto a 76 anni O. J. Simpson

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E’ morto l’ex giocatore di football americano O.J.  Simpson dopo una battaglia contro il cancro. Aveva 76 anni. Lo riporta Tmz citando la famiglia.

‘The Juice’, così come era conosciuto negli anni d’oro quando indossava la maglia dei San Francisco 49ers, era stato accusato di aver ucciso la sua ex moglie Nicole e il suo amico Ronald Goldman. Il processo era andato avanti per mesi e aveva spaccato l’America, innescando anche un furioso dibattito sulla questione razziale. L’ex campione era stato alla fine scagionato per mancanza di prove. Nel 2008 però è finito in carcere per rapina e sequestro. Nel 2017 ha lasciato il carcere.

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007 alleati, Putin vuole il crollo di Kiev e un governo fantoccio in Ucraina

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“Mosca punta ad una guerra di logoramento per fiaccare il morale degli ucraini, ridurre la disponibilità di mezzi fino al collasso interno. E’ uno scenario simile a quello della Prima Guerra mondiale: i piccoli cambiamenti nelle posizioni al fronte non sono importanti”. E’ l’analisi di un alto funzionario di un servizio d’intelligence alleato. “L’obiettivo – dice la fonte  – è il ‘reset’ del Paese, provocare 10 milioni di rifugiati verso l’Ue e installare un regime fantoccio al governo a Kiev”.

Uno dei grandi nodi, per non dire dubbi, è spiegare come il Cremlino intenda poi controllare l’Ucraina, una volta presone il controllo. “Il dopoguerra – spiega il funzionario – potrebbe essere assimilato a uno scenario simile al Patto di Varsavia: poche truppe russe sul terreno, pezzi di società ucraina che si prestano a gestire il Paese”. Il risultato, per Mosca, sarebbe quello di avere “una seconda Bielorussia” e chiudere l’anello difensivo fino al Mar Nero. Ecco perché diventa fondamentale fare in fretta e aiutare l’Ucraina da qui all’estate con nuove forniture di armi e munizioni, “dando priorità a iniziative concrete come quella lanciata da Praga”. In caso contrario, le ripercussioni per l’Occidente potrebbero essere gravi.

“Se il fronte in Ucraina crolla, interno o esterno, non sarà possibile al vertice di Washington della Nato emettere comunicati positivi e farla franca: l’Alleanza in quel caso mostrerà debolezza, non forza”. L’esito della guerra in Ucraina determinerà poi i passi successivi di Mosca. Le indicazioni, conclude la fonte, è che il Cremlino si stia già preparando a un possibile conflitto con la Nato “nell’arco dei prossimi dieci anni”.

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Tragedia in Pakistan: 17 morti e molti feriti in un incidente stradale

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Nel sud-ovest del Pakistan, una tragedia ha scosso la provincia del Balochistan, lasciando dietro di sé un bilancio spaventoso di morte e feriti. Almeno 17 persone hanno perso la vita e altre 41 sono rimaste ferite in un grave incidente stradale avvenuto recentemente.

L’incidente è avvenuto quando un mezzo trasportante, presumibilmente un camion, è precipitato in un burrone. Il vice commissario distrettuale, Munir Ahmed, ha dichiarato che il camion stava viaggiando a una velocità eccessiva e ha perso il controllo mentre affrontava una svolta critica sulla strada.

Le autorità locali sono state pronte a rispondere all’incidente, inviando squadre di soccorso e ambulanze sul luogo dell’incidente per assistere i sopravvissuti e recuperare le vittime. Tuttavia, il bilancio delle vittime ha continuato a salire, evidenziando la gravità dell’incidente e la necessità di interventi immediati per prevenire tragedie simili in futuro.

Le indagini sull’incidente sono ancora in corso, con le autorità che cercano di determinare le cause esatte dell’incidente e se ci fossero eventuali violazioni delle normative sulla sicurezza stradale da parte del conducente o di altri fattori coinvolti.

 

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