Collegati con noi

Politica

In una settimana -25% di casi Covid ma 1000 vittime

Pubblicato

del

Si conferma in discesa la curva dei contagi da Covid-19, che diminuiscono per la seconda settimana consecutiva, segnando un calo del 25% ma, di contro, aumentano i decessi che in sette giorni superano mille. Frena annche l’aumento dei ricoveri e delle terapie intensive mentre nel mondo l’Oms segnala 6,6 milioni di nuovi casi e 12.600 decessi in una settimana. E per far fronte all’autunno, che potrebbe poertare una nuova recrudescenza del virus, Regioni-Ministero e Federfarma hanno firmato un nuovo protocollo che ricalca quello sottoscritto durante la pandemia e che riconosce alle farmacie un ruolo attivo nei test e nelle vaccinazioni per adulti e piccini e per la campagna antinfluenzale. Secondo l’ultimo monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe, dal 20 al 26 luglio 2022, le nuove infezioni sono state 473.820 rispetto alle 631.693 della settimana precedente, con una decrescita in tutte le Regioni – dal -11% della Calabria al -31% della Campania – ma in 16 Province si registrano ancora oltre 1.000 casi per 100.000 abitanti. Cresce invece il numero delle vittime, che sono state 1.019 a fronte delle 823 della scorsa settimana, in crescita di quasi il 24%. Sul fronte delle strutture sanitarie frena, anche in questo caso per la seconda settimana consecutiva, l’aumento dei ricoveri sia in area medica (149 ricoverati con sintomi, +1,4%) sia in terapia intensiva (21 ricoveri, +5,1%). Secondo il bilancio su un periodo di sei settimane, “complessivamente – riferisce Gimbe – i ricoveri sono piu’ che raddoppiati in area critica (da 183 il 12 giugno a 434 il 26 luglio) e quasi triplicati in area medica (da 4.076 l’11 giugno a 11.124 il 26 luglio). “In lieve riduzione – sottolinea Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione Gimbe – gli ingressi in terapia intensiva con una media a 7 giorni di 44 al giorno rispetto ai 49 della settimana precedente”. In calo anche i contagi quotidiani: in Italia nelle ultime 24 ore ne sono stati registrati 60.381 – ieri erano 63.837 – rilevati per mezzo di 296.304 tamponi. Le nuove vittime sono 199 (ieri 207). Il tasso di positivita’ e’ al 20,3%, anch’esso in diminuzione rispetto a ieri quando era al 21%. In terapia intensiva sono 406 i pazienti ricoverati (18 in meno) con 49 ingressi giornalieri. Nei reparti ordinari ci sono invece 10.911 persone, che diminuiscono di 183. E in Italia, sempre piu’ persone stanno raccogliendo l’invito a fare la quarta dose: le somministrazioni sono in aumento del 17,3% (con 51.815 dosi quotidiane rispetto alle 44.169 di una settimana fa) ma “la campagna non decolla”, rileva Gimbe e le cifre sono “ancora molto lontane dal target delle 100mila al giorno fissato dalle linee di indirizzo dell’unita’ per il completamento della campagna vaccinale”. In base all’ultimo dato relativo a ieri 27 luglio risultano effettuate 2.139.397 quarte dosi. Proprio sulle vaccinazioni, infine, l’accordo siglato oggi offre la possibilita’ di svolgere servizi di test e vaccini anche al di fuori della sede farmaceutica, ma in locali contigui e permette a farmacie piu’ piccole di effettuarlo in un unico locale condiviso. Le vaccinazioni anti-influenzali e anti-Covid saranno eseguite anche ai bambini. “Il protocollo – spiega il presidente di Federfarma Cossolo – conferma a pieno titolo il ruolo fondamentale svolto dalle farmacie, sia nella diagnosi del Covid, che nella prevenzione, con le somministrazioni dei vaccini”.

Advertisement

Politica

Tar dice no a Sgarbi su sospensione delibera incompatibilità

Pubblicato

del

Il Tar del Lazio ha respinto la richiesta di Vittorio Sgarbi di sospendere urgentemente l’efficacia della delibera con la quale l’Antitrust il 31 gennaio scorso ha dichiarato la sua incompatibilità nella carica di ex sottosegretario alla Cultura per avere “svolto attività professionali in veste di critico d’arte, in materie connesse con la carica di governo in favore di soggetti pubblici e privati”. Il presidente della prima sezione del Tribunale amministrativo, con un decreto monocratico, ha considerato che “nella specie, non sussistono le condizioni per disporre l’accoglimento dell’istanza anzidetta nelle more della celebrazione della camera di consiglio”, che è stata fissata per il prossimo 6 marzo.

Continua a leggere

Politica

FI nel segno di Tajani, ora avanti sulle nostre gambe

Pubblicato

del

Antonio Tajani è il primo segretario di Forza Italia dell’era post-Berlusconi. La due giorni di assise al Palazzo dei Congressi incorona il vicepremier con un voto all’unanimità alla guida del partito azzurro. “Ci ispiriamo a Berlusconi ma dobbiamo dimostrare anche di saper camminare con le nostre gambe”, sottolinea il segretario nel suo discorso finale. Nel quale ribadisce la metafora calcistica usata anche il primo giorno: “Non è facile indossare la fascia da capitano dopo che l’ha indossata Silvio Berlusconi, non sarò mai Maradona però ce la metterò tutta cercando di coinvolgere il maggior numero di persone”. L’appello ai delegati è, dunque, quello a fare squadra e – citando l’intervento svolto poco prima da Giorgio Mulè – a non “dividersi per mere soddisfazioni o tornaconti personali”.

Del resto da tempo il leader azzurro ha lavorato per arrivare a ‘sminare’ le possibili divisioni in vista del congresso. Da ultimo con la scelta di non far passare l’elezione di segretario e vice segretari dal voto nelle urne ma di procedere – non senza provocare qualche malumore tra i delegati – per acclamazione lasciando chiuse le urne elettorali già montate al Palazzo dei Congressi. Uno dei candidati vice segretari, Roberto Occhiuto, aveva chiesto che ci fosse una votazione in base alla quale, tra l’altro, il più votato avrebbe potuto essere investito anche del ruolo di vice segretario ‘anziano’ ovvero quello che fa le veci del segretario in caso di impedimento.

I vice – ha specificato Tajani – avranno tutti le stesse deleghe ma a ricoprire questo compito, non essendo passati per le urne sarà la più anziana, Debora Bergamini. I quattro vice segretari (Bergamini, Occhiuto, Alberto Cirio e Stefano Benigni) in ogni caso rappresentano un po’ tutte le anime del partito. Ma non compare un membro riconoscibile della minoranza. Che oggi si è fatta comunque sentire con i paletti di Licia Ronzulli che ha ricordato al segretario la “delicatezza” del ruolo da lui ricoperto e lo ha invitato a “dar valore a tutte le sensibilità di questa comunità”.

Da lunedì – fa sapere Tajani – si partirà con liste per le europee. L’obiettivo da sempre dichiarato per gli azzurri è quello del 10%. La competizione è aperta con la Lega e dal palco del Palazzo dei Congressi lancia un messaggio chiaro agli alleati: “non abbiano nulla da temere da noi” anche se “non possono chiederci di rinunciare alla nostra identità”. Un’identità chiaramente europeista e ben radicata nel Ppe che, per la prima volta, figura anche nel simbolo di Forza Italia. A suggellare l’appoggio agli azzurri da parte della famiglia dei popolari, del resto, sono stati Manfred Weber, prima e la presidente dell’Europarlamento Roberta Metsola, la cui candidatura al bis alla guida del Parlamento Europeo – ha fatto sapere Tajani – sarà sostenuta dagli azzurri. Metsola, d’altra parte, intervenuta dal palco della kermesse, ribadisce la centralità del ruolo di Forza Italia negli equilibri che si delineeranno in Europa dopo il 9 giugno. “L’Europa è forte quando il centro costruttivo europeista lavora insieme”.

Altro ospite della giornata – a sorpresa – il leader della Cisl Luigi Sbarra che ha sottolineato con favore l'”endorsement” di Forza Italia alla proposta di legge di iniziativa popolare per la partecipazione dei lavoratori a governance e utili delle imprese. Subito dopo l’elezione a segretario Tajani ha fatto sapere di aver ricevuto un primo messaggio da Marina e dalla famiglia Berlusconi. Ieri Paolo si era fatto vedere al congresso sottolineando il “dovere” di fare un saluto alle assise della “creatura” di suo fratello. Oggi Tajani in qualche modo lo cita: “La famiglia Berlusconi – sottolinea – continua a seguire con affetto e attenzione e rispetto dei ruoli la più bella creatura di Silvio Berlusconi che è Forza Italia”.

Continua a leggere

Politica

Lunedì norme sulla sicurezza del lavoro, torna il penale

Pubblicato

del

In arrivo la stretta sul lavoro nero e le irregolarità negli appalti. Le norme sulla sicurezza sono attese al Consiglio dei ministri di lunedì pomeriggio – dopo l’incontro in mattinata tra il governo e le parti sociali – e sul tavolo c’è un inasprimento delle sanzioni per chi non rispetta le regole. Anche penali. Tra le proposte, spiega la ministra del Lavoro Marina Calderone, c’è quella di reintrodurre “il reato penale per l’interposizione illecita di manodopera”, ovvero nei casi in cui la manodopera viene somministrata senza che ci sia un contratto di appalto regolare e un distacco di personale regolare. Nel 2016 c’è stata la depenalizzazione (con il decreto legislativo n. 8/2016) e da allora è prevista solo una sanzione amministrativa.

L’intenzione del governo è quella di tornare indietro. La somministrazione illecita “è uno dei reati più commessi” nell’ambito degli appalti, sottolinea la ministra ospite del “Forum in masseria”, e soprattutto in un settore come l’edilizia, dove più alto è il rischio di incidenti, bisogna intervenire ponendolo “sotto la massima attenzione”. Anche oggi un incidente mortale in un cantiere, ad Olbia, dove ha perso la vita un operaio di 43 anni. All’evento a Saturnia, Calderone incontra peraltro la presidente dell’Ance, Federica Brancaccio, che chiede di “non fare provvedimenti di pancia e sulla comprensibile emozione” dopo la tragedia nel cantiere di Firenze. Sarebbe “sbagliato” farlo, risponde la ministra rimarcando che sul tema della salute e sicurezza il lavoro va avanti “da mesi”.

Tra le altre misure allo studio, lo stop dagli appalti da due a cinque anni in caso di gravi violazioni o di accertata responsabilità penale per reati in materia di salute e sicurezza e niente benefici fiscali e contributivi per le imprese irregolari. Si punta ad un provvedimento “organico” per il potenziamento della tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Prima del Consiglio dei ministri convocato nel pomeriggio di lunedì, il governo incontrerà i sindacati e le imprese a palazzo Chigi. “Abbiamo convocato le parti sociali per presentare le nostre riflessioni”, sottolinea Calderone. “Lunedì andiamo” all’incontro alle 8.30, dopo i sindacati “ci sono le imprese e poi il Cdm: “voglio capire che discussione è. Se è per dirci quello che hanno già deciso non funziona, serve una trattativa vera”, rimarca il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini.

Continua a leggere

In rilievo

error: Contenuto Protetto