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Il comandante Nistri ai 40 anni del Gis: pochi che dimenticano la strada della virtù non devono infangare 110mila carabinieri

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Le buone doti dei carabinieri sono tante e “in pochi dimenticano la strada della virtù”. Con queste parole il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Giovanni Nistri ha concluso il suo discorso nel corso della cerimonia per i 40 anni del Gis. “L’Arma si deve ricordare che è nella virtù dei 110mila uomini che ogni giorno lavorano per i cittadini che abbiamo tratto, traiamo e trarremo sempre la forza per continuare a servire le istituzioni; 110mila uomini che sono molti ma molti di più dei pochi che possono dimenticare la strada della virtù”.

La ministra della Difesa Elisabetta Trenta nel suo intervento nel corso della cerimonia ha parlato anche delle devianze. Pur ribadendo che i carabinieri sono “punto di riferimento, esempio di rettitudine, integrità e senso del dovere”, precisa che nel caso in cui “si accerti l’avvenuta negazione di questi valori si deve agire e accertare la verità isolando i responsabili allo scopo di ristabilire la fiducia dei cittadini nell’Arma”.  Anche il vicepremier Matteo Salvini nella stessa occasione elogia le virtù dei carabinieri: “Da ministro non ammetterò mai che un eventuale errore di uno possa infangare l’impegno e il sacrificio di migliaia di ragazze e ragazzi in divisa. I carabinieri meritano rispetto  nessuno potrà mettere in dubbio il vostro onore, la vostra fedeltà e la vostra lealtà”.

 

Un francobollo dedicato ai carabinieri del Gis nel giorno del 40esimo anniversario della loro istituzione

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Ragazzini trovati morti a casa, arrestato il pusher che avrebbe ceduto loro della droga

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Un ternano di 41 anni e’ stato sottoposto a fermo dai carabinieri con l’accusa di avere ceduto un mix di sostanze che ha provocato morte dei due ragazzi di 15 e 16 anni trovati cadavere nelle loro case. Morte come conseguenza di altro delitto il reato ipotizzato. Il Procuratore di Terni Roberto Liguori ha parlato di ‘dichiarazioni dirimenti e convergenti’ alla base del quadro accusatorio. A casa dell’uomo e’ stato sequestrato materiale ritenuto di interesse investigativo. Non ancora accertata la sostanza causa della morte: tra le ipotesi un mix di sostanze compreso il metadone.

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Superenalotto: centrato a Sassari un 6 da 59 milioni

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E’ stato centrato a Sassari il secondo 6 del 2020, il primo dopo il lockdown, che vale 59.472.355,48 euro. Il jackpot e’ stato realizzato nella tabaccheria di via Luna e Sole con una schedina da 3 euro. La sestina vincente e’ stata: 16, 24, 29, 53, 73, 88 Jolly 62 – Superstar 50. Con quella di stasera sono 124 i 6 realizzati dalla nascita del Superenalotto. Il jackpot mancava dal 28 gennaio 2020 quando e’ stato vinto ad Arcola, in provincia di La Spezia, un montepremi da 67,2 milioni di euro, il 14/mo montepremi piu’ alto nella storia del Superenalotto.

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Mobilitazione per “Vico Pazzariello” e “Perzechella”, le associazioni che salvano i ragazzi di strada col teatro sono sotto sfratto

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Hanno fatto il giro del mondo le immagini del panaro solidale, emblema della generosità del popolo napoletano. Eravamo in piena pandemia quando Angelo Picone e Pina Andelora – abitanti del centro storico e artisti di strada – calarono il primo panaro in via Santa Chiara. Conteneva un piatto di pasta per un loro amico senza fissa dimora. La voce si sparse e altre persone in difficoltà iniziarono a radunarsi sotto il balcone di Angelo e Pina. I due tentarono allora un esperimento per allargare la rete della solidarietà. Lasciarono il paniere sospeso a mezz’aria e vi apposero un cartello con la celebre frase di San Giuseppe Moscati: “Chi può metta, chi non può prenda”. Il sistema funzionò e si espanse poi in altre zone della città; ben presto le televisioni di mezzo mondo vennero a raccontare questo piccolo miracolo di solidarietà. 

Ma Angelo e Pina erano noti agli abitanti del centro storico da ben prima del panaro. Sono i presidenti di due associazioni culturali, “Vico Pazzariello” e “Perzechella”, con cui salvano i ragazzini dalla strada e tutelano le tradizioni culturali napoletane, dal teatro all’arte di strada. Angelo è noto in città per aver dato nuova vita al personaggio del Pazzariello, immortalato da Totò ne “L’oro di Napoli”. Il Pazzariello era un imbonitore vestito da soldato che con le sue “sparate” pubblicizzava i prodotti di vinai e macellai. Un testimonial ante litteram, di certo più esuberante e divertente di quelli di oggi. Angelo ha riportato in vita questo personaggio della tradizione e ha trasmesso la sua passione per l’arte di strada a tanti ragazzini che lo seguono nelle sue sfilate. Pina gestisce invece il Teatrino di Perzechella, che prima era una fabbrica di cioccolata e adesso ospita spettacoli teatrali anticipati da una tipica “marenna” napoletana.

Oggi questi due avamposti della cultura napoletana rischiano di scomparire. Agli artisti sono stati infatti recapitati due avvisi di sgombero. Per scongiurare la chiusura delle associazioni, il 23 giugno hanno lanciato una mobilitazione collettiva che andrà avanti sino al prossimo 12 luglio. 

Per Angelo Picone – conosciuto in città come ‘o capitano – gli sfratti sono una conseguenza diretta della gentrification innescata dagli ingenti flussi turistici degli ultimi anni. “Ci vuole un turismo sostenibile, rispettoso degli abitanti e delle tradizioni culturali della città. Stiamo assistendo ad una desertificazione culturale ed artistica – denuncia Angelo -. Se dal centro storico scompare il popolo, Napoli non sarà più la stessa”.

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