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Milano

Fedez festeggia il compleanno ed annuncia una “sorpresa per i fan”. Per Chiara Ferragni in arrivo l’Ambrogino d’oro

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“Oggi compio 29 anni, il mio primo compleanno da papà. In braccio ho il regalo più bello che la vita mi potesse fare. Domani ho una sorpresa per voi”. Così Fedez, al secolo Federico Lucia, ha festeggiato con i suoi fans il compleanno. Si è fatto immortalare in foto agli Universal Studios di Los Angeles con sua moglie Chiara Ferragni e Leone, il frutto del loro amore. Tra i festeggiamenti il cantante annuncia sui social di avere una sorpresa per i suoi fan. Che sia la tanto attesa canzone scritta per il figlio Leone? Tra poche ore, come sottolinea lui, lo scopriremo.

A Milano invece si parla della Ferragni, che risulta essere tra i candidati all’Ambrogino d’Oro. Gianluca Comazzi, consigliere di Forza Italia, giustifica così la sua proposta: “Ferragni ha contribuito a incrementare la fama della nostra città, in particolare per il settore della moda e dell’economia digitale”.

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Cronache

Omicidio nel bar di Milano, condanne a 17 anni: esclusa la legittima difesa

La Corte d’Assise di Milano condanna due imputati a 17 anni per l’omicidio di Eros Di Ronza. Esclusa la legittima difesa, riconosciuta la provocazione.

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La Corte d’Assise di Milano ha condannato a 17 anni di reclusione due imputati per l’omicidio di Eros Di Ronza, avvenuto il 17 ottobre 2024 in un bar di viale Giovanni da Cermenate.

La decisione, pronunciata dalla presidente Antonella Bertoja, con la giudice a latere Sofia Fioretta, riguarda Shu Zou, 33 anni, e Liu Chongbing, 52 anni.

La dinamica dei fatti

Secondo quanto ricostruito nel processo, la vittima avrebbe tentato di rubare alcuni gratta e vinci all’interno del locale.

Dopo l’inseguimento da parte degli imputati, l’uomo sarebbe stato raggiunto mentre era in fuga, fatto cadere e colpito ripetutamente con una forbice, riportando ferite mortali.

I colpi, oltre quaranta, sarebbero stati inferti in pochi istanti, in una fase successiva alla sottrazione della refurtiva.

Esclusa la legittima difesa

La Corte ha escluso la legittima difesa, ritenendo che non vi fosse più un pericolo attuale tale da giustificare una reazione di quel tipo.

Pur riconoscendo l’attenuante della provocazione legata al furto, i giudici hanno qualificato la condotta come azione punitiva e non necessaria a evitare un danno imminente.

È stata invece esclusa l’aggravante della crudeltà, sostenuta dall’accusa.

Condanna e risarcimenti

La pena inflitta supera di tre anni la richiesta della Procura. Disposto anche il risarcimento per i familiari della vittima, costituiti parte civile, con provvisionali immediatamente esecutive comprese tra 50mila e 200mila euro.

Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 40 giorni.

Il nodo giuridico: difesa o punizione

Il caso si concentra sul confine tra reazione legittima e risposta eccessiva, tema centrale del dibattito giuridico.

Secondo quanto stabilito in primo grado, quel limite sarebbe stato superato, trasformando una reazione iniziale in un’azione ritenuta letale e non giustificata.

Come previsto dalla legge, la sentenza non è definitiva e potrà essere oggetto di impugnazione nei successivi gradi di giudizio.

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Cronache

Baby Gang arrestato di nuovo: armi, violenze e rapine nell’inchiesta di Lecco

Nuovo arresto per Baby Gang nell’inchiesta della Procura di Lecco. Accuse di armi, rapine e violenze. Coinvolte altre persone tra Lombardia.

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Si riaprono le porte del carcere per Zaccaria Mouhib, noto come Baby Gang. Il provvedimento è stato eseguito dai Carabinieri nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura di Lecco che coinvolge complessivamente altre otto persone tra le province di Lecco, Milano e Como, mentre per tre è stato disposto il divieto di dimora.

Le accuse contestate

Le accuse, a vario titolo, comprendono gestione e utilizzo di armi, anche da guerra, ricettazione, rapina e lesioni aggravate.

Gli indagati sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.

Il presunto sistema legato alle armi

Secondo gli investigatori, sarebbe stato individuato un gruppo organizzato dedito alla detenzione e circolazione di armi, alcune già sequestrate.

Le armi sarebbero state utilizzate anche in episodi violenti, tra cui presunte spedizioni punitive.

Gli episodi al centro dell’inchiesta

Tra i fatti contestati figura un’aggressione avvenuta nel giugno 2025, quando alcune persone sarebbero state picchiate dopo essere state portate in un edificio.

In un altro episodio, all’inizio del 2025, sarebbero stati esplosi colpi in aria con un’arma da guerra nel Lecchese.

Contestata anche una rapina ai danni di una persona per sottrarre oggetti personali.

Le accuse di violenze personali

Per il rapper vengono ipotizzate anche violenze nei confronti della compagna, con episodi descritti nell’ordinanza del giudice.

Si tratta di contestazioni che rientrano nel quadro accusatorio e che dovranno essere valutate nel corso del procedimento.

L’immagine pubblica e i social

Secondo quanto riportato nell’ordinanza, l’indagato avrebbe costruito un’immagine pubblica legata alla violenza e all’uso di armi, anche attraverso contenuti diffusi sui social e nei video musicali.

Dalle intercettazioni emergerebbero inoltre spostamenti all’estero e l’ipotesi di una possibile fuga.

Indagini e sviluppi

L’inchiesta rappresenta un ulteriore sviluppo di precedenti procedimenti che avevano già coinvolto il rapper.

Sarà ora l’autorità giudiziaria a valutare le singole posizioni e l’eventuale conferma delle misure cautelari.

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Cronache

Moda e caporalato, indagine a Milano: sotto controllo giudiziario due griffe del lusso

Indagine della Procura di Milano su due aziende del lusso per presunto caporalato. Disposto il controllo giudiziario, al centro lo sfruttamento nei laboratori.

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La Procura di Milano ha disposto il controllo giudiziario d’urgenza per due società attive nel settore della moda di lusso, nell’ambito di un’inchiesta per presunto caporalato.

Il provvedimento, che dovrà essere convalidato da un giudice per le indagini preliminari, è stato eseguito con perquisizioni della Guardia di Finanza e la nomina di un amministratore giudiziario.

Le accuse: sfruttamento e subappalti irregolari

Secondo gli inquirenti, le aziende avrebbero adottato un modello produttivo basato su subappalti a laboratori esterni, con l’obiettivo di ridurre i costi del lavoro.

Nel mirino una presunta “deliberata mancanza di modelli organizzativi” in grado di prevenire situazioni di sfruttamento lavorativo.

Condizioni di lavoro sotto accusa

Le indagini descrivono turni fino a 14 ore al giorno, per sette giorni su sette, con retribuzioni al di sotto della soglia di povertà.

Nel laboratorio individuato, le attività produttive si sarebbero svolte in condizioni igienico-sanitarie definite critiche, con spazi utilizzati anche come dormitori.

Il ruolo dei laboratori e i margini di profitto

Gli accertamenti avrebbero evidenziato un sistema in cui aziende del lusso e opifici, in particolare riconducibili a imprenditori cinesi, risultavano collegati da un unico obiettivo economico: riduzione dei costi e massimizzazione dei profitti.

Secondo le ricostruzioni, i margini di guadagno sarebbero stati particolarmente elevati.

Le posizioni degli indagati

Tra i soggetti coinvolti figurano amministratori delle società interessate e titolari del laboratorio.

Le persone coinvolte sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva, come previsto dall’ordinamento.

I prossimi passaggi giudiziari

La parola passa ora al giudice, chiamato a valutare la conferma del controllo giudiziario.

L’inchiesta riporta al centro dell’attenzione il tema delle filiere produttive nel settore moda e dei controlli sulle condizioni di lavoro lungo la catena dei subappalti.

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