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Esplosione vicino Roma, tra gli 8 feriti anche il sindaco di Rocca di Papa e tre bambini ma “nessuno rischia vita”

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Un’esplosione sulle cui cause sono in corso indagini ha coinvolto il palazzo che ospita il Comune di Rocca di Papa. La deflagrazione si è verificata verso ed ha ferito il sindaco Emanuele Crestini, assieme ad altre otto persone, tre delle quali sono bambini. Sembra che l’esplosione si sia innescata da alcuni lavori che erano in corso su delle condutture del gas in strada, proprio di fronte al palazzo. Ma su questo i vigili del fuoco sanno indagando. Secondo una prima ricostruzione, i bambini feriti si trovavano nella scuola dell’infanzia ‘Centro urbano’ che fa parte dell’istituto comprensivo Leonida Montanari e che confina con l’edificio del comune dove l’esplosione ha fatto più danni.  Sarebbero stati degli operai che stavano effettuando dei lavori stradali a rompere la conduttura del gas da cui poi si è innescata l’esplosione che ha coinvolto il palazzo del Comune. Da una prima e parziale ricostruzione dei vigili del fuoco presenti sul posto, gli operai stavano lavorando in un cantiere stradale proprio davanti al Municipio e in maniera accidentale avrebbero rotto la conduttura.

Gli stessi operai avrebbero tentato riparare la tubatura per interrompere la fuoriuscita di gas, senza pero riuscirci. L’splosione si è innescata all’interno del palazzo del Comune, coinvolgendo diversi ambienti e facendo saltare tamponature interne ed un muro esterno. Fortunatamente il bilancio della esplosione non è drammatico. Non ci sono morti. Solo feriti. E tra loro 3 bimbi che non sono in condizioni critiche. Immediata è stata la solidarietà della sindaca di Roma, Virginia Raggi. Più o meno analogo contenuto è quello del messaggio di solidarietà arrivato dal presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti.

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Figlio di Salvini sulla moto acqua della polizia, i pm chiedono l’archiviazione per agenti che impedirono di filmare

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Il fatto è di tenue entità. E allora la Procura della Repubblica di Ravenna non vuole procede contro i tre agenti della scorta di Matteo Salvini che il 30 luglio tentarono di impedire a un giornalista di Repubblica di riprendere la scena del figlio dell’allora ministro dell’Interno che dalla spiaggia di Milano Marittima, dove era in vacanza col padre, partì per un giro su una moto d’acqua della polizia guidata da un agente. La Procura , infatti, ha chiesto al gip di archiviare l’inchiesta per “tenuità del fatto”. Anche perchè il reato, ammesso sia stato commesso, non è perseguibile. Che cosa era accaduto? Che il giornalista di Repubblica Valerio Lo Muzio filmò il figlio di Salvini mentre saliva su una moto d’acqua della polizia di Stato per fare un giro nel mare di Milano Marittima. Tre agenti cercarono di impedire al giornalista di documentare quel giro in moto del figlio dell’allora ministro Salvini. La procura aveva poi chiesto al Viminale di identificare i cinque agenti coinvolti nella vicenda: i due addetti alla moto d’acqua e i tre che avevano invece cercato di impedire a Lo Muzio di riprendere la scena. Per i primi due la vicenda era parsa sin da subito risolversi con un procedimento disciplinare interno alla Polizia. Non dovevano far salire il ragazzo sulla moto d’acqua. Gli altri tre agenti, sono stati indagati dalla procura di Ravenna e sono stati sentiti nelle settimane scorse. Insieme ai rispettivi legali hanno spiegato al pm la loro ricostruzione della vicenda. Al termine di questo ciclo di indagini, gli inquirenti hanno chiesto al gip di archiviare il fascicolo per la “tenuità del fatto”. Ora tocca capire che cosa vuole fuori il giornalista, Valerio Lo Muzio. Possono opporsi  alla richiesta della procura.

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Ancora un sequestro di marijuana: più di 100 chili nascosti sotto il fieno. Arrestati due incensurati

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Avevano nascosto 112 chili di marijuana sigillati in buste di cellophane all’interno di fusti di plastica interrati e poi coperti da balle di fieno: i carabinieri hanno trovato la droga ed arrestato due persone incensurate un 46enne di Mugnano Napoli ed un 18enne albanese. Il terreno agricolo, a Marano di Napoli, era riconducibile ai due arrestati. Sequestrati anche quasi 50 mila euro in contanti e materiale per il confezionamento della droga oltre a un panetto di hashish da 50 grammi.

 

 

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Docente universitaria arrestata per stalking ai danni di due colleghi

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Una docente universitaria dell’Ateneo Vanvitelli,  Facoltà di  Giurisprudenza di Santa Maria Capua Vetere, è finita agli arresti domiciliari per stalking.  Si tratta di C.C. 30enne di Grazzanise (Caserta). La donna non riusciva a rassegnarsi alla decisione del capo dipartimento della Facoltà che l’aveva sostituita con un’altra docente di Pignataro Maggiore (Caserta). Sono stati i carabinieri di Capua diretti dal tenente Franco Ciardiello  ad eseguire il provvedimento restrittivo emesso dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere dopo la denuncia presentata dalle due vittime.

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