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Emergenza a New York, 3 suicidi fra agenti di polizia in 10 giorni

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Governo spaccato su Ursula von der Leyen, l’ira della Lega per i 14 sì del M5S e Conte

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Il M5S, grande sconfitto delle Europee, determinante per l’elezione di Ursula von der Leyen. La Lega trionfatrice del 26 maggio ferma sul no e condannata ad una partita difficilissima sul commissario. E’ tutta qui la clamorosa spaccatura del governo e della maggioranza nel giorno in cui l’Europarlamento incorona la prima donna presidente della Commissione. Una spaccatura destinata a far traballare l’alleanza di governo e che vede Luigi Di Maio allineato con il premier Giuseppe Conte, che definisce non a caso l’elezione di von der Leyen “un inizio incoraggiante” per l’Europa. Di certo, il voto di Strasburgo lascera’ strascichi pesanti in Italia. In serata l’ira leghista si riversa in una nota che attacca il M5S per puntare, osservano fonti di maggioranza leghiste, indirettamente anche a Conte. “E’ gravissimo il voto europeo: von der Leyen passa grazie all’asse Merkel, Macron, Pd, 5 Stelle. La Lega e’ stata coerente”, sono le parole del partito di Matteo Salvini. Parole sulle quali, per il momento, ne’ il M5S ne’ Conte scelgono di intervenire. Ma da Palazzo Chigi si osserva che se da un lato il premier non puo’ certo imporre alla Lega il profilo da votare, dall’altro nelle trattative con i suoi omologhi ha lavorato con il massimo sforzo per difendere gli interessi nazionali. Ora pero’ in Europa le strade di Lega e M5S si dividono ufficialmente. E il rischio e’ che l’azione di Conte ne risulti pesantemente danneggiata nei negoziati, a partire da quello per il commissario. I portafogli su cui punta l’Italia restano quelli della Concorrenza (depotenziata), del Commercio e dell’Industria. Con la seconda opzione data in ascesa nelle ultime ore e il jolly Agricoltura tutt’altro che tramontato. E’ il nome da proporre che, ora, diventa un rebus. La Lega, al momento, non devia dalla scelta ufficiosa di Giancarlo Giorgetti ma tutto dipendera’ dal portafoglio assegnato all’Italia e dalle possibilita’ che un esponente politico leghista avra’ di superare il vaglio di von der Leyen e dello stesso Europarlamento. Il rischio, per Salvini, e’ che alla fine la nuova Europa lo costringa a scegliere un tecnico. “Sono loro, non noi, a costruire muri contro chi ha vinto le elezioni”, osservava una fonte leghista gia’ in mattinata illustrando la “grande paura” sulle trattative per il commissario italiano. Dossier sul quale nelle stesse ore in cui la Lega maturava il suo voto contrario a Strasburgo lavorava il ministro per gli Affari Ue Lorenzo Fontana, che ha incontrato i capodelegazione dei partiti italiani e diversi funzionari. E sebbene lo stesso Fontana leghi il no dei salviniani al discorso di von der Leyen (“spostato troppo a sinistra”) e non al nodo del commissario, e’ probabile che la decisione sia maturata proprio nella consapevolezza che il si’ evocato ufficiosamente nei giorni scorsi non avrebbe facilitato le trattative per la Lega. “Era una partita non semplice a prescindere…”, osserva Fontana. E il M5S? Celebra la sua svolta europeista con un voto clamoroso nel quale si scopre “ago della bilancia” per la nuova Europa. Un voto, quello del M5S, che apre la strada per l’ingresso in un gruppo (i liberali?) e che propone un asse, quello con il Pd, che dalle parti della Lega suona come un’arma di ricatto anti-urne.

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Ursula Von der Leyen eletta presidente della Commissione Ue grazie al voto determinante del M5S

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Sara’ la tedesca Ursula von der Leyen a guidare la prossima Commissione europea, divenendo cosi’ la prima donna nella storia europea a presiedere l’esecutivo comunitario. Dopo il via libera dei Ventotto, oggi a conferirle lo scettro e’ stato il Parlamento Ue che l’ha eletta – per il rotto della cuffia – successore di Jean-Claude Juncker con una maggioranza risicatissima di 383 voti a fronte di 327 contrari. Decisivi a suo favore sono stati i 14 eurodeputati del M5S, non organici alla maggioranza a Strasburgo, senza i quali le sarebbe mancato il quorum necessario di 374 voti. Al si’ dei pentastellati si e’ contrapposto il no della Lega, con i partiti di governo in Italia che si sono quindi spaccati. A favore di Ursula si e’ espresso lo schieramento delle forze pro-europee rappresentato dal gruppo dei Popolari, di cui fa parte la tedesca, dai Socialisti e democratici e da Renew Europe, i liberal-centristi di Macron, ma in maniera tutt’altro che compatta. Tra i tre gruppi sono infatti mancati oltre una settantina di europarlamentari, fra franchi tiratori, che hanno cercato di impallinare la candidata, e schede bianche. Nel luglio del 2014 Jean-Claude Juncker fu eletto con una maggioranza ben piu’ comoda: 422 si’ e 250 contrari. Poco prima del voto i socialisti avevano annunciato che avrebbero dato il loro assenso a Ursula. Ore prima il capodelegazione del Pd Roberto Gualtieri aveva annunciato l’ok del Partito democratico. Ma soprattutto nel gruppo S&D sono covati i mal di pancia, con molte delegazioni nazionali – a partire da quella tedesca, ma anche francese, olandese, austriaca, greca e belga – contrarie alla conferma di von der Leyen. Sulla linea del si’ s’erano assestati anche i Liberali mentre il gruppo dei sovranisti Identita’ e democrazia – di cui fa parte la Lega, il partito di Marine Le Pen e i tedeschi di Afd – alla fine non si e’ spaccato e ha bocciato compatto la futura inquilina di Palazzo Berlaymont. Chiusura verso la candidata presidente fin dall’inizio era stata espressa anche dai Verdi e dalla sinistra Gue. “Mi sento molto onorata, la fiducia che riponete in me la riponete nell’Europa, un’Europa forte e unita da est a ovest, da nord a sud, pronta a combattere per il futuro invece che contro se’ stessa”, ha detto subito dopo l’ok di Strasburgo la von der Leyen, che domani si dimettera’ dal suo incarico di ministro della Difesa in Germania. “Il compito che dovro’ affrontare pesa su di me ed il mio lavoro comincia adesso”, ha aggiunto, ringraziando tutti i membri del Parlamento europeo che l’hanno eletta. Tra i punti del suo programma la lotta al cambiamento climatico, con la presentazione di una svolta verde per l’Europa nei primi cento giorni del suo mandato, un nuovo patto sui migranti ma con l’obbligo dei salvataggi in mare e la promessa di un salario minimo in tutti i Paesi Ue. Nel discorso fatto in mattinata, l’ultimo sforzo per convincere l’emiciclo di Strasburgo, von der Leyen aveva esordito ricordando la figura di Simone Veil, prima donna eletta presidente del Parlamento Ue, chiedendosi come oggi si possa perpetuare la sua visione.

“Chi vuole indebolire questa Europa trovera’ in me una dura nemica”, ha poi avvertito, insistendo al contrario su un rafforzamento dell’Europa. Poi si e’ detta disposta a garantire una proroga della Brexit, “nel caso fosse necessario piu’ tempo per motivi validi”, ricordando infine che sara’ sua cura garantire la parita’ di genere nella sua Commissione. Con il voto di oggi si apre formalmente la partita dei commissari, con la Lega che ora si ritrova nel delicato compito di convincere la nuova presidente ad accettare un suo esponente pur avendole votato contro. Tra i primi segnali della sua presidenza, l’addio del tanto discusso segretario generale della Commissione europea, il tedesco Martin Selmayr, che lascera’ il suo posto a Palazzo Berlaymont “alla fine della prossima settimana”: due tedeschi al vertice dell’eurogoverno sarebbero stati decisamente troppi.

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Cronache

Biologa Usa uccisa a Creta, arrestato greco di 27 anni

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Un giovane greco di 27 anni è stato arrestato dalla polizia con l’accusa di avere ucciso sull’isola di Creta una scienziata americana di 59 anni che lavorava per l’istituto tedesco Max Planck di Dresda, Suzanne Eaton. Il cadavere della donna era stato trovato l’8 luglio scorso in un tunnel utilizzato come deposito durante la seconda guerra mondiale, a sei giorni dalla sua scomparsa. L’uomo, secondo quanto riferito dalle autorita’, e’ uno dei dieci interrogati durante il fine settimana nell’ambito delle indagini sulla morte di Suzanne Eaton.

La polizia non ha rivelato il nome dell’arrestato in attesa della decisione sulla convalida, nel rispetto delle leggi greche. L’uomo, pare un agricoltore del posto, e’ stato interrogato a La Canea, citta’ sulla costa nord-occidentale dell’isola greca. Suzanne Eaton, una biologa molecolare di 59 anni, stava partecipando a una conferenza sull’isola quando e’ improvvisamente scomparsa. Uscita per fare jogging, non era piu’ rientrata ne’ aveva dato notizie di se’. Il suo corpo era stato trovato sei giorni piu’ tardi in un tunnel. Il medico legale ne aveva accertato la morte violenta ma senza fornire ulteriori dettagli. Per indagare sull’omicidio erano giunte squadre di polizia da Atene e anche i vigili del fuoco erano stati impegnati nelle ricerche dopo la denuncia della scomparsa della donna. Suzanne Eaton era nata nello stato di New York ma da tempo viveva e lavorava in Germania, presso l’istituto Max Planck per la biologia cellulare e la genetica di Dresda. In un messaggio postato sul profilo dell’istituto, il fratello Rob Eaton la ricorda “gentile e intelligente”. “Ho perso una sorella – afferma -. Ma il mondo ha perso molto di piu’ di quanto non potra’ mai sapere. Mi mancheranno le tue animate conversazioni. Andro’ comunque avanti con una testa piena di nuove idee ed entusiasmo. Piu’ di tutto mi manchera’ la persona piu’ gentile e saggia, probabilmente, tra quelle che conoscero’ in tutta la mia vita”.

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