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Due persone su 3 nel mondo leggono le notizie sullo smartphone

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Le notizie online si leggono anche sugli schermi del computer e del tablet, ma il mezzo preferito è lo smartphone, sempre a portata di mano. A dirlo è il Digital News Report 2019 di Reuters, che ha preso in esame 38 Paesi nei sei continenti. Dall’indagine emerge che in media nel mondo due persone su tre (66%) leggono ogni settimana le news sullo smartphone. In molti Paesi lo smartphone è il mezzo con cui si accede alle prime notizie del mattino: più della tv, della radio e dei quotidiani cartacei. In Italia, tra chi si informa di prima mattina sul telefono, oltre la metà (52%) lo fa su social media e app di messaggistica. Nel dettaglio, uno su tre (33%) legge le prime notizie su Facebook, l’8% su WhatsApp e il 5% su Instagram. Il 19% usa lo smartphone per entrare sul sito o nella app di un mezzo d’informazione, mentre l’11% accede tramite alert e notifiche e un altro 11% attraverso gli aggregatori di notizie come Google News. A livello mondiale, il tema delle fake news circolate su Facebook ha penalizzato l’uso del social come fonte di notizie. La percentuale di chi usa settimanalmente Facebook per leggere le news scende al 36% (era oltre il 40% nel 2015), mentre sale al 16% l’uso di WhatsApp e resta pressochè stabile al 10% quello di Twitter. Netta crescita di Instagram, al 9%, e di Messenger, all’8%. Snapchat si ferma al 3%.

 

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Economia

Reddito di Cittadinanza, Anpal pronta ad assunzione dei navigator della Campania

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“Siamo pronti a procedere con la contrattualizzazione dei navigator campani” dice il presidente dell’Anpal Mimmo Parisi. E lo dice dopo la presa d’atto da parte della Giunta della regione Campania dei contenuti dell’accordo siglato il 17 ottobre scorso con la dirigenza di Anpal Servizi sui temi del lavoro in Campania in riferimento ai disoccupati di lunga durata e ai lavoratori svantaggiati. “Siamo lieti – sostiene Parisi – che la Regione con senso di responsabilità abbia superato le resistenze tecniche e faccia partire anche in Campania la fase 2 del reddito. Questa contrattualizzazione va nell’interesse dei 471 navigator che hanno vinto la selezione ma anche di tutti i cittadini campani. Si completa così in tutto il territorio nazionale il percorso di avvio di assistenza tecnica a supporto delle Regioni. Sono certo che con il Presidente De Luca realizzeremo un percorso di rafforzamento delle politiche attive, reddito di cittadinanza, crisi aziendali e reinserimento occupazionale che porterà risultati concreti e tangibili”. Questo vuole dire che è tutto risolto e che finalmente anche in Campania si potrà dare il via al percorso della formazione professionale dei navigator per poi farli entrare nel meccanismo più virtuoso della misura del Reddito di Cittadinanza ovvero quello di aiutare chi un lavoro non ce l’ha a rientrare nel mercato del lavoro? Il ministro del lavoro e delle politiche sociali Nunzia Catalfo da Napoli, dove era impegnata in un convegno di Forum Pa spiega che “la situazione si è sbloccata, quindi Anpal nei prossimi giorni provvederà alla contrattualizzazione”.

Vincenzo De Luca. Unico presidente di Regione in Italia che ha dato battagli per non far assumere i Navigator vincitori di concorso in Campania

I 471 navigator selezionati da Anpal per l’applicazione della seconda fase del reddito di cittadinanza in Campania saranno quindi contrattualizzati dall’Agenzia Nazionale per due anni al termine di una lunga querelle di Anpal con la Regione Campania che non ha voluto sottoscrivere la convenzione che avrebbe previsto un’assunzione da parte della Regione stessa. “Non dimentichiamo – ha aggiunto Catalfo – che il decreto sul reddito di cittadinanza ha previsto un rafforzamento importante sui centri per l’impiego e so che la Regione Campania sta procedendo a un bando per 650 nuovi assunti, che saranno in tutto 1550 nel giro dei prossimi anni fino al 2021”.

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Facebook lancia Pay e debutta nei pagamenti digitali

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Facebook entra ufficialmente nel mondo dei pagamenti digitali. La società annuncia Pay, destinato agli utenti che usano l’ecosistema di app della società guidata da Mark Zuckerberg, cioè Facebook, Messenger, Instagram e WhatsApp, e che “offrirà alle persone un’esperienza di pagamento comoda, sicura e coerente” tra tutte le applicazioni. Facebook Pay debuttera’ questa settimana negli Stati Uniti, per poi diffondersi in altri Paesi, potra’ essere utilizzato per fare acquisti, effettuare donazioni o trasferire denaro.

“Facebook Pay si basa su infrastrutture finanziarie e su partnership già esistenti ed è separato dal portafoglio Calibra che si appoggera’ al network Libra”, precisa la societa’. Il servizio supportera’ la maggior parte delle principali carte di credito e debito, anche PayPal. Per utilizzare Facebook Pay, sarà necessario aggiungere il metodo di pagamento dalle impostazioni dell’applicazione oppure sceglierlo quando si effettua un pagamento. “Gli utenti gia’ usano i pagamenti sulle nostre app per fare acquisti, fare donazioni per una causa oppure mandare denaro. Facebook Pay rendera’ piu’ semplici queste transazioni, mentre continuera’ a mantenere le informazioni di pagamento sicure e protette”, spiega in un post ufficiale Deborah Liu, Vice Presidente Marketplace and Commerce di Facebook, sottolineando che i numeri di carta e conto bancario verranno archiviati e crittografati in modo sicuro.

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Cronache

Corruzione, finanziamento illecito e truffa: arrestata l’ex europarlamentare Lara Comi e due imprenditori

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La notizia è piombata nelle redazione dei giornali all’alba. L’ex eurodeputata di FI Lara Comi, l’ad dei supermercati Tigros Paolo Orrigoni sono stati arrestati e messi entrambi ai domiciliari mentre il dg di Afol Metropolitana Giuseppe Zingale è stato messo in carcere. Sono i risultati di un filone dell’indagine ‘Mensa dei Poveri.L’ordinanza è stata firmata dal gip Raffaella Mascarino e chiesta dai pm Silvia Bonardi, Luigi Furno e Adriano Scudieri per accuse, a vario titolo, di corruzione, finanziamento illecito e truffa. È un nuovo filone della maxi indagine che il 7 maggio portò a 43 misure cautelari eseguite, tra gli altri, nei confronti dell’ex coordinatore di Forza Italia a Varese Nino Caianiello, del consigliere lombardo ‘azzurro’ Fabio Altitonante e dell’allora candidato alle Europee e consigliere comunale in quota FI Pietro Tatarella. Sono state proprio le dichiarazioni ai pm di Caianiello, presunto “burattinaio” del sistema e interrogato molte volte nei mesi scorsi, a confermare un quadro accusatorio già emerso dai primi racconti di imprenditori e indagati in Procura dopo il blitz.

Lara Comi risponde di tre vicende. La prima riguarda due contratti di consulenza ricevuti dalla sua società, la Premium Consulting Srl, con sede a Pietra Ligure (Savona), da parte di Afol e, in particolare, dal dg Zingale, “dietro promessa di retrocessione di una quota parte agli stessi Caianiello e Zingale”, come riportato negli atti depositati nella tranche principale. Circostanza messa a verbale da Maria Teresa Bergamaschi, avvocato e stretta collaboratrice dell’ex eurodeputata in un interrogatorio del 14 maggio: “Il 15 dicembre 2018 mi arrivò un messaggio di Lara Comi (…) mi scriveva ‘Zingale vorrà un regalo di Natale'”. E aggiunse : “Mi parlò della necessità di pagare in vista dell’estensione dell’incarico una cifra di 10 mila euro a Zingale”. L’esponente di FI è accusata anche di aver ricevuto un finanziamento illecito da 31 mila euro dall’industriale bresciano titolare della Omr holding e presidente di Confindustria Lombardia, Marco Bonometti. Il versamento sarebbe stato effettuato in vista delle ultime elezioni europee e per una consulenza basata su una tesi di laurea scaricabile dal web dal titolo “Made in Italy: un brand da valorizzare e da internazionalizzare per aumentare la competitività delle piccole aziende di torrefazione di caffe'”. Nel terzo episodio (truffa aggravata al Parlamento europeo) è coinvolto anche il giornalista Andrea Aliverti, che collaborava con Comi come addetto stampa, con compenso di mille euro al mese, rimborsati dall’Europarlamento. Interrogato dai pm ha dichiarato di avere ricevuto un aumento a tremila euro, con l’obbligo di restituirne duemila a FI per pagare le spese della sede che Comi non pagava. Di Orrigoni, infine, ex candidato sindaco di Varese, ha invece parlato l’imprenditore Pietro Tonetti. Ha raccontato che, d’intesa con lui, Orrigoni avrebbe versato l’anticipo di 50mila euro della presunta tangente, mascherata sotto forma di incarico a uno studio di ingegneristica, per ottenere la variante di destinazione d’uso di un terreno a Gallarate su cui aprire un nuovo punto vendita Tigros.

Della signora Comi, sempre pacata, sempre serena, sempre in Tv, una sorta di prezzemolino del buonsenso politico, il Gip di Milano Raffaella Mascarino ne traccia un quadro poco edificante, parla di “peculiare abilità che l’indagata Comi ha mostrato di aver acquisito nello sfruttare al meglio la sua rete di conoscenze al fine di trarre” dal ruolo pubblico “di cui era investita per espressione della volontà popolare il massimo vantaggio in termini economici e di ampliamento della propria sfera di visibilità”. “Nonostante la giovane età, Lara Comi ha mostrato nei fatti una non comune esperienza nel fare ricorso ai diversi, collaudati schemi criminosi volti a fornire una parvenza legale al pagamento di tangenti, alla sottrazione fraudolenta di risorse pubbliche e all’incameramento di finanziamento illeciti” è scritto sempre nellaordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari. Ordinanza dove sono accluse anche intercettazioni in cui Nino Caianiello, presunto “burattinaio” del sistema di mazzette, finanziamenti illeciti, nomine e appalti pilotati, la insultava anche dandole della “cretina” e poi verbali di indagati, tra cui anche quello del suo ex addetto stampa, che la tiravano in ballo. C’era già questo ed altro su Lara Comi negli atti della maxi inchiesta milanese ‘Mensa dei poveri’.

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