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Ambiente

Discariche abusive, traffico illecito di rifiuti, gravi danni ambientali: maxi blitz fra Lazio e Campania

Marina Delfi

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Maxi blitz congiunto di Polizia e Carabinieri traffico illecito di rifiuti e gravi danni ambientali. Nell’operazione sono state sequestrate discariche abusive.
Le due forze di polizia sono coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Roma: con l’operazione denominata “Smoking’ Fields” sono intervenuti 100 uomini con due elicotteri. Eseguiti numerosi sequestri e perquisizioni nelle province di Latina, Roma, Frosinone e Napoli. I dettagli in una conferenza stampa del Procuratore Aggiunto di Roma Michele Prestipino

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Ambiente

Parco del Cilento e Soccorso Alpino: firmata la convenzione per migliorare la sicurezza

Marina Delfi

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L’obiettivo era quello di migliorare la sicurezza e le modalità di soccorso all’interno dell’area del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni: per questo motivo è stata firmata nella spettacolare sede delle Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni la convenzione tra Soccorso Alpino e Speleologico della Campania CNSAS e il Parco stesso.

Un atto voluto fortemente dal presidente del Parco Tommaso Pellegrino: ci sono voluti numerosi incontri prima di arrivare all’importante protocollo di collaborazione siglato dal presidente del Soccorso Alpino CNSAS Girolamo Galasso, dallo stesso presidente dell’Ente parco Pellegrino, di cui si era fatto promotore anche il direttore del parco Romano Gregorio.

Il Soccorso Alpino e speleologico della Campania era già operativo all’interno del Parco dove portava avanti attività addestrative e di soccorso ma poiché l’obiettivo, come ha detto il presidente Tommaso Pellegrino, occorre dare sempre maggiore sicurezza  e  migliorare  l’operatività nel soccorso, SASC  si impegnerà nella divulgazione della prevenzione dagli incidenti e nella sicurezza nonché, quale attività istituzionale, al soccorso degli infortunati e pericolanti in ambiente impervio.

 

 

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Ambiente

La danza dei delfini nel mare di Ischia, la specie è nella “Lista Rossa” degli animali in pericolo

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Il delfino comune del Mediterraneo è in pericolo e per preservarlo studiosi da tutti i Paesi del Mediterraneo sono pronti a condividere informazioni su abitudini, habitat e organizzazione sociale dei delfini.  Oceanomare Delphis Onlus (organizzazione che si occupa di promuovere la conoscenza e le pratiche di conservazione dei cetacei e della biodiversità marina), in collaborazione con Biology Conservation Research Foundation (Malta) e OceanCare (Svizzera) s0no le organizzazioni che sono massimamente impegnate alla difesa e alla salvaguardia di questa specie nel Mediterraneo. I dati degli ultimi anni sono allarmanti. Nel Mar Mediterraneo il delfino comune (Delphinus delphis) fino a pochi anni fa era distribuito in tutto il bacino ed era considerato la specie numericamente più abbondante tra tutti i cetacei regolarmente presenti nell’area. Oggi è invece in forte declino in tutto il Mediterraneo centrale e orientale, a parte un’unica popolazione che continua ad essere presente nel mare di Alboran, tra Spagna e Marocco. Questo drammatico e notevole calo in abbondanza durante le ultime decadi ha sollevato problemi di conservazione per la specie e, nel 2003, la sottopopolazione di delfino comune Mediterraneo è stata definita endangered (‘minacciata’) nella Lista Rossa degli animali in pericolo dell’IUC. A Ischia come potete notare da questo questo video girato in queste ore tra Forio e Casamicciola i delfini ancora si possono vedere giocare in mare. Forse più in questi periodi, tra dicembre e aprile, quando ci sono pochi natanti in mare.

 

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Ambiente

Ambiente, studio Ingv svela morfologia area vulcanica sottomarina Canale di Sicilia

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Uno studio recentemente pubblicato sulla rivista “Frontiers in Earth Science” ha permesso di migliorare le conoscenze del Graham Volcanic Field, un’area vulcanica attiva finora poco conosciuta situata nel Canale di Sicilia, circa 40-50 chilometri a largo di Sciacca (Ag). La ricerca, curata da Danilo Cavallaro e Mauro Coltelli, ricercatori dell’Osservatorio etneo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Oe-Ingv), ha consentito di indagare un campo vulcanico situato relativamente vicino alla costa e in un braccio di mare molto frequentato dal traffico marittimo, con l’obiettivo di contribuire ad affinare la stima della pericolosita’ vulcanica che impatta sulla costa e sulla sicurezza della navigazione. “La nostra ricerca – spiega il ricercatore Danilo Cavallaro – e’ incentrata su uno studio morfo-batimetrico di dettaglio del Graham Volcanic Field. Si tratta di un campo vulcanico formato da una decina di piccoli edifici vulcanici, di cui fa parte anche il conetto che rappresenta cio’ che resta dell’effimera Isola Ferdinandea, formatasi durante la ben documentata eruzione di tipo surtseyano del 1831”. Lo studio e’ basato su dati batimetrici multibeam ad alta risoluzione e video ROV (Remotely Operated Vehicle) grazie ai quali e’ stato possibile realizzare un’analisi morfologica degli elementi vulcanici, erosivi e deposizionali che caratterizzano il campo vulcanico. I conetti giacciono su un fondale la cui profondita’ varia tra 150 e 250 metri e mostrano altezze variabili tra 100 e 150 metri, arrivando fino -9 metri sotto il livello del mare nel conetto dell’ex Isola Ferdinandea.

Sono costituiti da materiale piroclastico poco consolidato, ad eccezione di guglie appuntite presenti sulla sommita’ di alcuni conetti, costituite da basalti massivi che rappresentano cio’ che resta dei condotti d’alimentazione. L’analisi dei parametri morfometrici dei coni, unitamente a quella degli elementi erosivi e deposizionali e messa in relazione con le variazioni del livello marino, ci ha permesso di confinare l’eta’ del vulcanismo cha ha originato il campo vulcanico Graham a circa 20.000 anni fa. “La distribuzione spaziale e la forma degli edifici vulcanici sottomarini che costituiscono il Graham Volcanic Field”, aggiunge il ricercatore Mauro Coltelli, “hanno permesso di avvalorare l’interazione tra tettonica e attivita’ vulcanica nella formazione di questo campo vulcanico, poiche’ i conetti sono situati lungo allineamenti orientati da Nord-Ovest verso Sud-Est e da Nord a Sud, corrispondenti alle principali direttrici tettoniche del Canale di Sicilia”.

La ricerca ha inoltre permesso di identificare e caratterizzare morfologicamente anche un altro campo vulcanico, denominato Terribile Volcanic Field, costituito da una trentina di piccoli conetti di eta’ probabilmente maggiore rispetto a quelli del Graham. La correlazione tra i processi vulcanici sottomarini e la forma dei conetti ha confermato la natura del vulcanismo che ha originato i campi vulcanici. Tale vulcanismo rappresenta una peculiarita’ perche’ si e’ impostato in corrispondenza di una fascia trascorrente che interessa una crosta continentale, e quindi in un ambiente geodinamico diverso da quelli tipici degli altri campi vulcanici, come ad esempio le zone di subduzione o le dorsali oceaniche. Inoltre, lo studio morfo-batimetrico ha individuato numerosi depositi di frana sottomarina e depressioni causate dall’emissione violenta di gas (pockmarks) nei pressi dei due campi vulcanici studiati, suggerendo la presenza di fenomeni di frane sottomarine e diffusi rilasci di gas accumulato nel sottosuolo.

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