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Cronache

Castelvolturno, dipendente comune aggredito da immigrato, sindaco Russo: “Razzismo al contrario”

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“Oggi siamo arrivati al limite della tolleranza. Un dipendente comunale è stato aggredito da un immigrato che “pretendeva” la residenza pur non avendo i requisiti”. La denuncia è di Dimitri Russo, sindaco di Castelvolturno, in provincia di Caserta. La cittadina secondo l’ultimo censimento conta  poco meno di 30 mila abitanti. Poi ci sono almeno 20 mila immigrati, di cui 15mila irregolari. In questa zona non c’è più la camorra che creava una cappa di illegalità, ma una microcriminalità diffusa, spesso figlia della povertà, abusivismo, spaccio di droga a cielo aperto e un mercato della prostituzione fiorente: questo si trova tra le strade di Castelvolturno. “Ogni giorno – ha detto ancora il sindaco Russo – subiamo una sorta di razzismo all’inverso: gli immigrati sono prevenuti e se un atto non possono averlo, per mancanza di tutti i documenti richiesti, pensano che sia dovuto al razzismo dei dipendenti. I numeri delle persone che ogni giorno accedono al comune sono da città metropolitana e non certo di un piccolo Comune con l’organico del personale striminzito. Spesso è anche l’incomprensione della lingua o semplicemente, come in questo caso, chi non conosce minimamente quali siano le regole del vivere civile. Condanniamo fortemente l’episodio, massima solidarietà al nostro dipendente che ogni giorno, assieme agli altri, lavora in trincea. Prenderemo seri e gravi provvedimenti a tutela dei nostri dipendenti, anche limitando alcuni servizi al cittadino. L’incolumità fisica, il rispetto dell’essere umano e del lavoratore, sono diritti che nessuno può violare, bianco, nero, grigio o giallo che sia”. Quando sarà archiviato anche questo triste episodio Castelvolturno resta così com’è. La situazione è ben nota alle Istituzioni. L’attuale Ministro dell’Interno Matteo Salvini in campagna elettorale passò per Castelvolturno condannando le azioni dell’allora Governo Gentiloni e del suo predecessore Marco Minniti. Da allora, però, nulla è cambiato. 

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Cronache

Carabinieri scovano arsenale da guerra sui tetti nel Napoletano

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Armi da guerra sulla tettoia di un box, in un borsone sportivo. In provincia di Napoli, attorno i palazzi del rione Moscarella di Castellammare di Stabia, quelli popolari del lotto 4, al centro di un triangolo ai cui lati corrono due strade statali e viale della Repubblica. La scoperta è dei carabinieri della sezione operativa stabiese. Coperto da erbacce, edera e da rami secchi, un borsone di tela blu poggiava sulla lamiera barcollante di un piccolo box abusivo. All’interno, erose dalle intemperie e dalle piogge ma perfettamente funzionanti, 8 armi da fuoco pesanti. Un fucile d’assalto Ak47 (Kalashnikov), un fucile a pompa SPAS cal 12, di quelli capaci di sfondare una porta. E poi due fucili d’assalto Steyr AUG di produzione austriaca, con una cadenza di tiro pari a 650 colpi al minuto, quasi 11 al secondo. Ancora un fucile a pompa M870s Maverick Eagle Pass con matricola abrasa, due doppietta a canne mozzze, un fucile da caccia. Le armi sono state sequestrate a carico di ignoti e saranno sottoposte ad accertamenti balistici per verificare se siano state utilizzate in azioni criminose.

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Cronache

Vannacci sospeso dall’incarico per 11 mesi dopo libro

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Il generale dell’Esercito, Roberto Vannacci, è stato sospeso dall’impiego per 11 mesi . E’ quanto si apprende da fonti legali in riferimento al procedimento disciplinare avviato nei mesi scorsi dal ministero della Difesa dopo la pubblicazione del libro “Il mondo al contrario”.

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Cronache

Scoperto un arsenale sui tetti di Castellammare di Stabia

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I Carabinieri hanno sequestrato un arsenale da guerra sulla tettoia di un box a Castellammare di Stabia, nella zona dei palazzi del rione Moscarella  del lotto 4, al centro di un triangolo scaleno ai cui lati corrono due strade statali e viale della Repubblica.
La scoperta è dei carabinieri della sezione operativa stabiese. Coperto da erbacce, edera e da rami secchi, un borsone di tela blu poggiava sulla lamiera barcollante di un piccolo box abusivo.

All’interno, erosi dalle intemperie e dalle piogge ma perfettamente funzionanti, 8 armi da fuoco pesanti.
Un fucile d’assalto Ak47 (Kalashnikov), un fucile a pompa SPAS cal 12, di quelli capaci di sfondare una porta.
E poi due fucili d’assalto Steyr AUG di produzione austriaca, con una cadenza di tiro pari a 650 colpi al minuto, quasi 11 al secondo. Ancora un fucile a pompa M870s Maverick Eagle Pass con matricola abrasa, due doppietta a canne mozzze, un fucile da caccia.
Le armi sono state sequestrate a carico di ignoti e saranno sottoposte ad accertamenti balistici per verificare se siano state utilizzate in azioni criminose.

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